Cessioni quinto dipendenti aziende private con contratto a tempo indeterminato ed almeno 1 anno di servizio

La cessione del quinto è una forma di prestito sempre più richiesta perché offre molte opportunità in quanto si tratta di uno strumento molto versatile e soprattutto concesso con maggiore facilità da parte degli istituti di credito che possono agire anche tramite propri agenti. Questo successo è dovuto alle sue peculiarità. Cosa si intende esattamente per cessione del quinto a dipendenti aziende private con contratto a tempo indeterminato?

Cos’è la cessione del quinto dipendenti aziende private?

Si tratta di un prestito personale che viene restituito attraverso una “trattenuta” dallo stipendio pari ad un quinto dello stesso. Fin da subito è bene ribadire che trattandosi di un prestito personale non è necessario indicare i motivi per i quali viene chiesta la somma. La stessa potrà essere spesa per ristrutturare casa, andare in vacanza, estinguere altri prestiti pagando così una sola rata o fare qualunque altra cosa venga in mente senza dover renderne conto a nessuno. La trattenuta eseguita in busta paga corrisponde alla rata mensilmente pagata e comprende una quota di debito e una quota di interessi. La rata non deve quindi essere versata dal debitore, deve essere versata dal datore di lavoro. Appare evidente che senza lavoro non si può accedere al prestito. Per chi eroga vi è una certa sicurezza sulla solvibilità del credito erogato perché sa che la sua rata sarà decurtata direttamente dallo stipendio e che quindi non ci saranno ritardi nei pagamenti anche perché il datore di lavoro non avrebbe alcun interesse a non ottemperare a tale onere. Ecco perché la cessione del quinto a dipendenti di aziende private con contratto a tempo indeterminato può essere concessa anche a coloro che risultano cattivi pagatori o hanno altri finanziamenti in corso. Di seguito le particolari condizioni di questo prestito in gran parte disciplinate direttamente dalla legge e che quindi sfuggono alla libera contrattazione della banca.

La normativa della cessione del quinto

La disciplina della cessione del quinto è prevista dal DPR 180 del 1950, inizialmente questa forma di credito era però riservata a coloro che erano dipendenti pubblici. Con L’art. 1 comma 137 della Legge n. 311/2004 (legge finanziaria 2005) l’applicazione è stata estesa anche ai dipendenti del settore privato. Questa novità di sicuro ha generato forte interesse anche perché non appariva congrua tale differenza di trattamento tra i due settori, sebbene l’impiego pubblico sia sempre stato considerato intoccabile e di conseguenza un prestito erogato a dipendenti pubblici più sicuro. Questo avviene perché non c’è rischio di fallimento delle Pubbliche Amministrazioni e quindi il rischio di perdita del lavoro è ridotto. Inoltre il settore pubblico ha sempre previsto agevolazioni per i dipendenti anche attraverso propri fondi. Essendo però questi limitati, le amministrazioni hanno proceduto alla stipula di convenzioni che assicurano ai dipendenti condizioni di favore per la cessione del quinto.

La normativa prevede che la cessione del quinto ai dipendenti con contratto a tempo indeterminato attivo da almeno un anno sia stipulata con un piano di ammortamento di durata massima di 120 mesi. Una volta pagato almeno i 2/5 del debito è possibile chiedere nuovo credito e quindi ottenere altra liquidità prolungando il piano di ammortamento. Ovviamente l’ente erogante non è obbligato a concedere ulteriore liquidità. Ciò implica che in un ipotetico piano di ammortamento di durata decennale, dopo i primi 4 anni è possibile chiedere nuova liquidità. Nel caso in cui il piano di ammortamento iniziale abbia una durata inferiore a 5 anni, la liquidità aggiuntiva può essere chiesta anche prima del pagamento dei 2/5 del prestito. Come tutti i prestiti, anche la cessione del quinto può essere estinta in anticipo pagando quanto residua.

Documenti necessari

Per capire bene come funziona è bene partire dai documenti per la cessione del quinto dipendenti necessari per poterlo richiedere. Ovviamente occorrono i documenti di riconoscimento, quindi carta d’identità e codice fiscale. Ovviamente la lista non finisce qui. Occorre:

– il certificato di stipendio, da questo è possibile desumere anche il TFR maturato, questo è importante perché nel caso in cui si verifichi la perdita del lavoro, l’erogante andrà a rivalersi in primo luogo sul TFR. Questo implica che l’importo realmente erogabile sia maggiore quando vi sono molti anni di servizio a carico e il dipendente non abbia mai utilizzato il TFR. Si ricorda che è possibile chiedere un anticipo del TFR in alcune occasioni, come per l’acquisto della prima casa. A questo proposito deve però essere sottolineato che nel caso in cui sia attiva una cessione del quinto non è possibile chiedere un anticipo del TFR, tranne nel caso in cui l’ammontare già accantonato sia superiore al debito residuo. Nel caso in cui il datore di lavoro vada a concedere l’anticipo anche se il debito residuo è superiore, sarà quest’ultimo il responsabile nei confronti della finanziaria.

– Ultima busta paga: su questa sarà calcolata la rata da pagare in misura massima di un quinto al netto delle ritenute fiscali e previdenziali.

– La Certificazione Unica, ex CUD, dell’ultimo anno.

In seguito allo studio della documentazione fornita viene proposto un prestito, quindi in base allo stipendio viene stabilito un piano di ammortamento per la restituzione delle somme. Molte persone fanno l’errore di ritenere che per poter chiedere questo finanziamento occorra chiedere il permesso al datore di lavoro. In realtà le cose non stanno così. Sia le aziende private sia quelle pubbliche sono obbligate ad accettare la richiesta di pagamento delle rate della cessione del quinto. Oltremodo non può licenziare il dipendente che abbia chiesto la cessione del quinto in quanto il licenziamento sarebbe illegittimo. Per il datore di lavoro la trattenuta e il pagamento della rata costituiscono un adempimento amministrativo. Si tratta quindi di un rapporto bilaterale tra il dipendente e l’ente erogante e non vi è bisogno della presenza di garanti o altre garanzie, come beni immobili o mobili. Nel caso in cui il datore di lavoro dimentichi di versare l’importo, l’istituto di credito procede a sollecitare il pagamento. Nel caso in cui l’inadempimento prosegua il lavoratore può dimostrare all’ente erogante che il pagamento è avvenuto in quanto sulla busta paga è presente la trattenuta. L’ente procederà verso il datore di lavoro che, come detto, ha l’onere di adempiere. In questo caso il debitore non viene segnalato alla centrale rischi perché lui ha effettivamente subito la trattenuta. Deve però essere sottolineato che in caso di licenziamento per giustificato motivo o nel caso in cui sia il lavoratore a presentare le sue dimissioni, il datore di lavoro ha l’onere di trattenere e versare alla banca i crediti maturati dal dipendente. Per le rimanenti somme invece non è responsabile, quindi non è costretto a tenere un dipendente che si è comportato in modo sleale verso l’azienda solo perché questo ha attivato la cessione del quinto, può licenziarlo. In questo caso si attiva, nei tempi e modalità che si vedranno in seguito, la polizza assicurativa. Un altro timore che molte persone hanno prima di chiedere un prestito con cessione del quinto è che i colleghi possano venire a sapere delle difficoltà economiche in cui versa. In realtà il datore di lavoro, pur essendo coinvolto nel rapporto tra creditore e debitore in qualità di sostituto nel versamento degli importi, è tenuto al rispetto del Codice Privacy e quindi non può diffondere la notizia.

Garanzie/polizze necessarie per la cessione del quinto dipendenti aziende private

Si è detto già in precedenza che la cessione del quinto è una forma di credito disciplinata in larga parte dalla legge. Proprio quest’ultima richiede per attivare la cessione del quinto a dipendenti con

contratto a tempo indeterminato assunti da almeno un anno la stipula di un’assicurazione. Il DPR prevede che sia stipulata una polizza a copertura del rischio vita e di lavoro. Queste hanno il vantaggio di esonerare dal pagamento del residuo nel momento in cui si verificano questi due eventi. Vi sono però delle differenze perché nel caso di perdita di vita a trarne beneficio sono gli eredi che non sono costretti a versare le somme residue. Per la perdita del lavoro devono essere fatte delle differenze. In primo luogo l’istituto che ha erogato il credito potrà rifarsi sul trattamento di fine rapporto, quindi l’eventuale perdita sarebbe solo il residuo. In secondo luogo nel momento in cui il debitore dovesse trovare nuovamente un lavoro sarà lui a dover versare quanto dovuto, in questo caso la compagnia di assicurazione opera la rivalsa nei confronti del debitore principale.

Nel caso di stipula della cessione del quinto con Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer S.r.l. , agente in attività finanziaria monomandatario di Credem Banca SPA, la polizza rischio vitae lavoro non deve essere stipulata separatamente, ma sarà parte del finanziamento stesso. Questo vuol dire che si avrà una rata fissa, sempre di uguale importo e trasparente perché non ci sono brutte sorprese legate alla polizza assicurativa obbligatoria. La società opera in tutta Italia ed è sempre possibile chiedere un preventivo per la cessione del quinto a dipendenti di aziende private con contratto a tempo indeterminato attivo da almeno un anno. Lo stesso è gratuito e non vincolante. Grazie a convenzioni con il Ministero della Difesa- Forze Armate, Ministero Della Giustizia, Ministero Della Salute, Ministero Dell’ambiente E Tutela Del Territorio E Del Mare, Ministero Delle Politiche Agricole, Alimentari E Forestali, Ministero Dell’economia E Finanze, Ministero Dell’interno, Ministero Dell’interno – Dipartimento Della Pubblica Sicurezza, Ministero Dell’istruzione, Università E Ricerca, Ministero Dello Sviluppo Economico, Ministero Infrastrutture E Trasporti – Capitanerie Di Porto Ministero Per I Beni E Le Attività Culturali è possibile avere la cessione del quinto dipendenti a condizioni particolarmente favorevoli.

Proprio per questo motivo è fondamentale contattare la Cofer Srl, agente monomandatario Banca Credem Spa, per richiedere un preventivo gratuito e senza impegno. In questo modo sarà possibile verificare le soluzioni a disposizione e quale sia quella migliore per le proprie esigenze.