Cessioni quinto dipendenti aziende private con contratto a tempo indeterminato ed almeno 1 anno di servizio

La cessione del quinto è una forma di prestito sempre più richiesta perché offre molte opportunità in quanto si tratta di uno strumento molto versatile e soprattutto concesso con maggiore facilità da parte degli istituti di credito che possono agire anche tramite propri agenti. Questo successo è dovuto alle sue peculiarità. Cosa si intende esattamente per cessione del quinto a dipendenti aziende private con contratto a tempo indeterminato?

Cos’è la cessione del quinto dipendenti aziende private?

Si tratta di un prestito personale che viene restituito attraverso una “trattenuta” dallo stipendio pari ad un quinto dello stesso. Fin da subito è bene ribadire che trattandosi di un prestito personale non è necessario indicare i motivi per i quali viene chiesta la somma. La stessa potrà essere spesa per ristrutturare casa, andare in vacanza, estinguere altri prestiti pagando così una sola rata o fare qualunque altra cosa venga in mente senza dover renderne conto a nessuno. La trattenuta eseguita in busta paga corrisponde alla rata mensilmente pagata e comprende una quota di debito e una quota di interessi. La rata non deve quindi essere versata dal debitore, deve essere versata dal datore di lavoro. Appare evidente che senza lavoro non si può accedere al prestito. Per chi eroga vi è una certa sicurezza sulla solvibilità del credito erogato perché sa che la sua rata sarà decurtata direttamente dallo stipendio e che quindi non ci saranno ritardi nei pagamenti anche perché il datore di lavoro non avrebbe alcun interesse a non ottemperare a tale onere. Ecco perché la cessione del quinto a dipendenti di aziende private con contratto a tempo indeterminato può essere concessa anche a coloro che risultano cattivi pagatori o hanno altri finanziamenti in corso. Di seguito le particolari condizioni di questo prestito in gran parte disciplinate direttamente dalla legge e che quindi sfuggono alla libera contrattazione della banca.

La normativa della cessione del quinto

La disciplina della cessione del quinto è prevista dal DPR 180 del 1950, inizialmente questa forma di credito era però riservata a coloro che erano dipendenti pubblici. Con L’art. 1 comma 137 della Legge n. 311/2004 (legge finanziaria 2005) l’applicazione è stata estesa anche ai dipendenti del settore privato. Questa novità di sicuro ha generato forte interesse anche perché non appariva congrua tale differenza di trattamento tra i due settori, sebbene l’impiego pubblico sia sempre stato considerato intoccabile e di conseguenza un prestito erogato a dipendenti pubblici più sicuro. Questo avviene perché non c’è rischio di fallimento delle Pubbliche Amministrazioni e quindi il rischio di perdita del lavoro è ridotto. Inoltre il settore pubblico ha sempre previsto agevolazioni per i dipendenti anche attraverso propri fondi. Essendo però questi limitati, le amministrazioni hanno proceduto alla stipula di convenzioni che assicurano ai dipendenti condizioni di favore per la cessione del quinto.

La normativa prevede che la cessione del quinto ai dipendenti con contratto a tempo indeterminato attivo da almeno un anno sia stipulata con un piano di ammortamento di durata massima di 120 mesi. Una volta pagato almeno i 2/5 del debito è possibile chiedere nuovo credito e quindi ottenere altra liquidità prolungando il piano di ammortamento. Ovviamente l’ente erogante non è obbligato a concedere ulteriore liquidità. Ciò implica che in un ipotetico piano di ammortamento di durata decennale, dopo i primi 4 anni è possibile chiedere nuova liquidità. Nel caso in cui il piano di ammortamento iniziale abbia una durata inferiore a 5 anni, la liquidità aggiuntiva può essere chiesta anche prima del pagamento dei 2/5 del prestito. Come tutti i prestiti, anche la cessione del quinto può essere estinta in anticipo pagando quanto residua.
 

Documenti necessari

Per capire bene come funziona è bene partire dai documenti per la cessione del quinto dipendenti necessari per poterlo richiedere. Ovviamente occorrono i documenti di riconoscimento, quindi carta d’identità e codice fiscale. Ovviamente la lista non finisce qui. Occorre:

– il certificato di stipendio, da questo è possibile desumere anche il TFR maturato, questo è importante perché nel caso in cui si verifichi la perdita del lavoro, l’erogante andrà a rivalersi in primo luogo sul TFR. Questo implica che l’importo realmente erogabile sia maggiore quando vi sono molti anni di servizio a carico e il dipendente non abbia mai utilizzato il TFR. Si ricorda che è possibile chiedere un anticipo del TFR in alcune occasioni, come per l’acquisto della prima casa. A questo proposito deve però essere sottolineato che nel caso in cui sia attiva una cessione del quinto non è possibile chiedere un anticipo del TFR, tranne nel caso in cui l’ammontare già accantonato sia superiore al debito residuo. Nel caso in cui il datore di lavoro vada a concedere l’anticipo anche se il debito residuo è superiore, sarà quest’ultimo il responsabile nei confronti della finanziaria.

– Ultima busta paga: su questa sarà calcolata la rata da pagare in misura massima di un quinto al netto delle ritenute fiscali e previdenziali.

– La Certificazione Unica, ex CUD, dell’ultimo anno.

In seguito allo studio della documentazione fornita viene proposto un prestito, quindi in base allo stipendio viene stabilito un piano di ammortamento per la restituzione delle somme. Molte persone fanno l’errore di ritenere che per poter chiedere questo finanziamento occorra chiedere il permesso al datore di lavoro. In realtà le cose non stanno così. Sia le aziende private sia quelle pubbliche sono obbligate ad accettare la richiesta di pagamento delle rate della cessione del quinto. Oltremodo non può licenziare il dipendente che abbia chiesto la cessione del quinto in quanto il licenziamento sarebbe illegittimo. Per il datore di lavoro la trattenuta e il pagamento della rata costituiscono un adempimento amministrativo. Si tratta quindi di un rapporto bilaterale tra il dipendente e l’ente erogante e non vi è bisogno della presenza di garanti o altre garanzie, come beni immobili o mobili. Nel caso in cui il datore di lavoro dimentichi di versare l’importo, l’istituto di credito procede a sollecitare il pagamento. Nel caso in cui l’inadempimento prosegua il lavoratore può dimostrare all’ente erogante che il pagamento è avvenuto in quanto sulla busta paga è presente la trattenuta. L’ente procederà verso il datore di lavoro che, come detto, ha l’onere di adempiere. In questo caso il debitore non viene segnalato alla centrale rischi perché lui ha effettivamente subito la trattenuta. Deve però essere sottolineato che in caso di licenziamento per giustificato motivo o nel caso in cui sia il lavoratore a presentare le sue dimissioni, il datore di lavoro ha l’onere di trattenere e versare alla banca i crediti maturati dal dipendente. Per le rimanenti somme invece non è responsabile, quindi non è costretto a tenere un dipendente che si è comportato in modo sleale verso l’azienda solo perché questo ha attivato la cessione del quinto, può licenziarlo. In questo caso si attiva, nei tempi e modalità che si vedranno in seguito, la polizza assicurativa. Un altro timore che molte persone hanno prima di chiedere un prestito con cessione del quinto è che i colleghi possano venire a sapere delle difficoltà economiche in cui versa. In realtà il datore di lavoro, pur essendo coinvolto nel rapporto tra creditore e debitore in qualità di sostituto nel versamento degli importi, è tenuto al rispetto del Codice Privacy e quindi non può diffondere la notizia.

Garanzie/polizze necessarie per la cessione del quinto dipendenti aziende private

Si è detto già in precedenza che la cessione del quinto è una forma di credito disciplinata in larga parte dalla legge. Proprio quest’ultima richiede per attivare la cessione del quinto a dipendenti con

contratto a tempo indeterminato assunti da almeno un anno la stipula di un’assicurazione. Il DPR prevede che sia stipulata una polizza a copertura del rischio vita e di lavoro. Queste hanno il vantaggio di esonerare dal pagamento del residuo nel momento in cui si verificano questi due eventi. Vi sono però delle differenze perché nel caso di perdita di vita a trarne beneficio sono gli eredi che non sono costretti a versare le somme residue. Per la perdita del lavoro devono essere fatte delle differenze. In primo luogo l’istituto che ha erogato il credito potrà rifarsi sul trattamento di fine rapporto, quindi l’eventuale perdita sarebbe solo il residuo. In secondo luogo nel momento in cui il debitore dovesse trovare nuovamente un lavoro sarà lui a dover versare quanto dovuto, in questo caso la compagnia di assicurazione opera la rivalsa nei confronti del debitore principale.

Nel caso di stipula della cessione del quinto con Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer S.r.l. , agente in attività finanziaria monomandatario di Credem Banca SPA, la polizza rischio vitae lavoro non deve essere stipulata separatamente, ma sarà parte del finanziamento stesso. Questo vuol dire che si avrà una rata fissa, sempre di uguale importo e trasparente perché non ci sono brutte sorprese legate alla polizza assicurativa obbligatoria. La società opera in tutta Italia ed è sempre possibile chiedere un preventivo per la cessione del quinto a dipendenti di aziende private con contratto a tempo indeterminato attivo da almeno un anno. Lo stesso è gratuito e non vincolante. Grazie a convenzioni con il Ministero della Difesa- Forze Armate, Ministero Della Giustizia, Ministero Della Salute, Ministero Dell’ambiente E Tutela Del Territorio E Del Mare, Ministero Delle Politiche Agricole, Alimentari E Forestali, Ministero Dell’economia E Finanze, Ministero Dell’interno, Ministero Dell’interno – Dipartimento Della Pubblica Sicurezza, Ministero Dell’istruzione, Università E Ricerca, Ministero Dello Sviluppo Economico, Ministero Infrastrutture E Trasporti – Capitanerie Di Porto Ministero Per I Beni E Le Attività Culturali è possibile avere la cessione del quinto dipendenti a condizioni particolarmente favorevoli.

Proprio per questo motivo è fondamentale contattare la Cofer Srl, agente monomandatario Banca Credem Spa, per richiedere un preventivo gratuito e senza impegno. In questo modo sarà possibile verificare le soluzioni a disposizione e quale sia quella migliore per le proprie esigenze.

venerdì, agosto 31, 2018 admin convenzioni cessione del quinto credem No comments

Se avete necessità di ottenere un finanziamento e siete dipendenti del Ministero della Difesa esiste una soluzione rapida e conveniente per soddisfare nel modo migliore la vostra esigenza: grazie alla convenzione Inps (ex Inpdap) potete fare richiesta di Cessione del quinto dello stipendio, una tipologia di prestito personale ormai molto diffusa.

In che cosa consiste esattamente la cessione del quinto (CQS)? Si tratta di una forma di prestito che consente ai lavoratori del settore pubblico (nel caso specifico ai dipendenti del Ministero della Difesa) di cedere ad un soggetto terzo la titolarità di un proprio credito.
Viene disciplinata ai sensi del DPR numero 180 del 5 Maggio 1950 e consente al lavoratore (denominato “cedente”) di vincolare una parte del proprio stipendio a favore di una società finanziaria (denominata “cessionaria”) grazie ad una trattenuta mensile effettuata direttamente sulla busta paga. Questa soluzione è denominata cessione del quinto perché la cifra massima “cedibile” mensilmente non può superare un quinto del proprio stipendio. I vantaggi della CQS sono evidenti per entrambe le parti: il dipendente ottiene in modo agevole e veloce la cifra richiesta in prestito; la società finanziaria è pienamente garantita, sapendo di poter recuperare capitale ed interessi ogni mese direttamente sulla busta paga del dipendente pubblico.

I lavoratori del Ministero della Difesa hanno altri vantaggi nel richiedere la cessione del quinto: possono chiedere un prestito per qualsiasi motivo (anche per estinguere altri debiti) e non sono tenuti a fornire una specifica motivazione al momento della richiesta. Il vantaggio principale, infatti, sta nel fatto che è sempre il datore di lavoro (in questo caso il Ministero della Difesa) a garantire all’istituto erogante la restituzione del prestito, grazie alla trattenuta effettuata sul salario del dipendente. La CQS può essere richiesta per un minimo di 24 mesi ed un massimo di 120: prevede una rata costante per tutto i...

venerdì, agosto 31, 2018 admin convenzioni cessione del quinto credem No comments

La cessione del quinto carabinieri è un prodotto creditizio rivolto esclusivamente a quanti prestano servizio nelle fila della gloriosa Benemerita. Una tipologia di prestito agevolato che viene concesso senza la necessità di soddisfare particolari garanzie finanziarie se non semplicemente quella di dimostrare di essere un dipendente statale dell’arma dei carabinieri. Una forma di finanziamento particolarmente conveniente per le sue caratteristiche a partire dalla velocità con cui si può accedere ad una cospicua somma di denaro da utilizzare per qualsiasi genere di necessità. Infatti, la cessione del quinto a differenza dei prestiti finalizzati non viene concesso in funzione di un determinato acquisto o progetto come potrebbe essere l’acquisto di una casa piuttosto che una stupenda cucina componibile dei migliori brand presenti sul mercato, bensì lascia completa libertà di spesa al carabiniere beneficiario.

Ad aumentare i vantaggi a cui consente di accedere questa particolare forma di prestito personalizzato, c’è la convenzione che lo stato ha sottoscritto per effetto della quale è possibile ottenere condizioni particolari anche per quanto concerne il tasso di interesse applicato e tanti piccoli plus che potrebbero rivelarsi quanto mai utili.

A proposito di condizioni, la cessione del quinto carabinieri presenta comunque le caratteristiche in linea con la classica cessione del quinto accessibile da dipendenti con contratto a tempo indeterminato o pensionati, ed in particolare l’importo e la durata del periodo di ammortamento vengono calcolati in funzione dell’entità dello stipendio mensile. Entrando maggiormente nel merito, è previsto che la rata del rimborso possa essere al massimo pari al 20% dello stipendio per cui, a titolo di esempio, se un carabiniere percepisce 1.500 euro al mese la rata del rimborso potrà essere al massimo pari a 300 euro.

Se siete in possesso di tutte le prerogative e volete accedere a questa particolare forma di prestito per carabinieri ...

venerdì, agosto 31, 2018 admin convenzioni cessione del quinto credem No comments

La cessione del quinto Ministero per i beni e le attività culturali

La cessione del quinto è una forma di finanziamento che prevede la restituzione della somma di denaro ottenuta in prestito, tramite il versamento di una rata mensile che ammonta ad un quinto dello stipendio.

Questo tipo di prestito è concesso ai lavoratori stipendiati e ai pensionati, non possono accedervi i lavoratori autonomi.

Anche i dipendenti statali possono accendere un finanziamento con la tecnica della cessione del quinto. Appartengono a questa categoria anche i dipendenti che lavorano per il Ministero per i beni e le attività culturali.

I vantaggi di un prestito ottenuto con la cessione del quinto

Se anche tu sei un lavoratore alle dipendenze del Ministero per i beni e le attività culturali sappi che, grazie alla tutela offerta dalle polizze assicurative puoi chiedere in prestito, con il metodo della cessione del quinto, cifre piuttosto alte.

La tua richiesta di finanziamento non deve essere giustificata in alcun modo, perché non ti verrà mai chiesto il motivo per cui hai bisogno della somma di denaro.

Inoltre, ti è concessa l’opportunità di decidere la durata del prestito (massimo 120 mesi) e anche se sei stato in passato un protestato puoi chiedere ed ottenere lo stesso un finanziamento, con la cessione del quinto.

Le rate del rimborso vengono trattenute direttamente in busta paga e non ti viene chiesto nessuna forma di garanzia per il tuo prestito.

Questo perché a fungere da garante è proprio il tuo stipendio, oltre ovviamente alle polizze assicurative di cui abbiamo parlato prima.

Il finanziamento può essere estinto anche prima della scadenza, qualora dovessi avere a disposizione la cifra di denaro utile a saldare il debito.

Chiedere non costa nulla

Questi vantaggi sono rivolti a tutti i dipendenti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che operano sul territorio nazionale.

Chiedere informazioni o farsi fare un preventivo non comporta nessun obbligo ed è totalmente gratuito...

venerdì, agosto 31, 2018 admin convenzioni cessione del quinto credem No comments

I dipendenti pubblici del Ministero della Giustizia ossia quelli appartenenti al corpo di polizia penitenziaria, tribunali e procure possono accedere al credito, per far fronte a eventuali spese improvvise e impreviste oppure semplicemente per avere l’opportunità di spalmare su diversi anni l’esborso di una somma di denaro considerevole, attraverso la cessione del quinto.
La cessione del quinto è una particolare forma di prestito che prevede per il richiedente tutta una serie di vantaggi:
– facilità nel versamento delle rate mensili. Le rate mensili del prestito vengono automaticamente trattenute dallo stipendio senza che il richiedente debba fare nulla. Ciò permette di ovviare a possibili problemi derivanti da dimenticanza e sopratutto alle lunghe file in banca o alle poste. Inoltre, occorre ricordare che le rate del prestito sono costanti e l’ammontare della rata non può superare il 20% del valore netto dello stipendio;
nessun garante. La cessione del quinto è una delle poche forme di finanziamento che non prevede la presenza di un garante, è sufficiente la singola firma del richiedente in quanto in questo caso la garanzia è data dallo stesso stipendio sul quale viene trattenuta la rata mensile;
nessuna spiegazione sul modo in cui verrà utilizzato il denaro dato in prestito. La cessione del quinto rientra tra i prestiti non finalizzati per cui il richiedente, nel momento in cui richiede il prestito, non deve indicare i motivi per i quali il prestito viene richiesto essendo libero di spendere il denaro ottenuto con il finanziamento come meglio crede;
– può essere erogato a chiunque. Spesso coloro che hanno ritardato o omesso di versare una o più rate di un precedente prestito vengono iscritti al Crif (Centrale di Rischio Finanziario) come protestati o cattivi pagatori e difficilmente hanno l’opportunità di accedere nuovamente a forme di finanziamento. La cessione del quinto, in questo caso, è l’unica possibilità che viene riconosciuta a tali soggetti.
Occorr...

venerdì, agosto 31, 2018 admin convenzioni cessione del quinto credem No comments

Cessione del quinto, il prestito perfetto per chi lavora per la Guardia Di Finanzia
Orientarsi nel mondo dei prestiti può essere molto complesso.
Sempre più spesso si trovano articolate proposte di finanziamento le cui condizioni si rivelano, con un occhio più attento, poco convenienti.
La cessione del quinto presenta una serie di vantaggi e, dai dipendenti della Guardia di Finanza, può essere richiesto a condizioni particolarmente vantaggiose.
Ma di cosa si tratta e perché la cessione del quinto risulta un prestito comodo e conveniente?

Nessuna spiegazione in merito ai motivi per cui si richiede un prestito
Molti finanziamenti sono finalizzati, vale a dire che vengono erogati soltanto se si vuole sostenere una specifica spesa. Un esempio noto a tutti può essere il finanziamento auto o il mutuo per la casa.
In questi casi è necessario l’acquisto rispettivamente dell’auto o dell’appartamento, altrimenti non si otterrà credito.
Con la cessione del quinto si potrà semplicemente richiedere una somma e se ne potrà disporre nel modo in cui si preferisce senza dover fornire alcuna giustificazione.

Rate costanti e proporzionate al reddito
La cessione del quinto è un prestito che viene erogato soltanto ai lavoratori dipendenti e ai pensionati e la sua principale caratteristica, come suggerito dal suo nome, è quella di prevedere una rata di rimborso il cui ammontare non può superare il quinto dello stipendio o della pensione.
Questo vuol dire, ad esempio, che per una persona con un reddito da lavoro dipendente di 2500€ la rata mensile potrà essere, al massimo, di 500€.
Il tasso a cui è erogato il prestito è fisso per cui la rata sarà costante nel tempo e non ci saranno sorprese legate alla variabilità dei mercati finanziari.

La cessione del quinto, un diritto del lavoratore
Il diritto di ottenere denaro in prestito attraverso la cessione del quinto è regolato dal DPR nr. 180 del 5 gennaio 1950. Chi richiede denaro non dovrà personalmente versare le rate perché esse saranno...

venerdì, agosto 31, 2018 admin convenzioni cessione del quinto credem No comments

Il bisogno o il desiderio di avere denaro liquido può essere soddisfatto attraverso un prestito e, per i dipendenti del Ministero della salute, è possibile accedere a formule molto convenienti.
Per quanti dispongono di uno stipendio è infatti consentito ricorrere alla cessione del quinto, ma di cosa si tratta?

Cessione del quinto Ministero della Salute, un prestito proporzionato al reddito
Uno degli errori più comuni in cui può incorrere chi desidera un prestito, è la scelta di forme di accesso al credito poco sostenibili.
La voglia di restituire il denaro in fretta spinge qualche volta a preferire tempi di restituzione brevi che comportano però rate di restituzione troppo alte. La cessione del quinto è un tipo di prestito che prevede rate di rimborso sempre proporzionate al reddito personale e per questo sostenibili.
In particolare la rata non può superare il quinto del reddito da lavoro dipendente di chi richiede il prestito.

Chi può accedere alla cessione del quinto
Proprio perché la rata di rimborso è proporzionata al reddito da lavoro (o alla pensione) questo tipo di prestito è accessibile solo a chi dispone di una busta paga o di un cedolino pensionistico. Pertanto tutti i dipendenti del Ministero della Salute possono pensare di richiedere la cessione del quinto.

Come può essere speso il denaro
I soldi ottenuti in prestito possono essere spesi come si desidera
Tra le particolarità della cessione del quinto c’è la possibilità di avere il denaro senza motivare perche lo si desidera. Si tratta infatti di un prestito non finalizzato e di conseguenza non richiede che si presentino giustificazioni o documenti che attestino il modo in cui sono stati spesi i soldi.

Quali garanzie bisogna offrire per ottenere la cessione del quinto
Uno degli aspetti più interessanti è la possibilità di ottenere in prestito il denaro senza offrire garanzie. Basterà dimostrare che si è lavoratori dipendenti e la sola busta paga rappresenterà una garanzia di affidabilità anche per chi ...

venerdì, agosto 31, 2018 admin convenzioni cessione del quinto credem No comments

Che cos’è la cessione del quinto
La cessione del quinto è una tipologia di prestito personale che non necessita della garanzia di terzi oppure dell’accensione di un’ipoteca. Infatti si fa riferimento a quanto stabilito dall’ex DPR 180 del 5 maggio 1950. La restituzione del prestito viene assicurata vincolando un quinto del proprio stipendio oppure della propria pensione a favore dell’erogatore del credito, che può essere una finanziaria o una banca. Proprio per questo motivo si può parlare rispettivamente di cessione del quinto dello stipendio oppure di cessione del quinto della pensione. Di conseguenza il rimborso della rata avviene trattenendo direttamente la cifra prevista in busta paga oppure nel cedolino della pensione. Al tempo stesso è lo stesso datore di lavoro oppure l’ente che si occupa della somministrazione del trattamento pensionistico a trasferire automaticamente alla cessionaria del prestito la somma dovuta. Questa formula consente di avere vantaggi ulteriori come:
– flessibilità nella durata tra i 24 e i 120 mesi;
– non è necessaria la motivazione della richiesta del prestito;
– accessibile anche a chi ha problemi finanziari;
– possibilità di rinnovare i prestiti in corso;
– rata fissa per l’intera durata;
– nessuna spesa aggiuntiva.

La cessione del quinto per i dipendenti ministeriali
I dipendenti statali e dei ministeri che hanno sottoscritto una convenzione 2014 con l’INPS (ex INPDAP) possono accedere a condizioni di favore per quanto riguarda la cessione del quinto dello stipendio o della pensione. Tra gli enti ministeriali che hanno aderito all’accordo c’è anche il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. La Convenzione INPS consente ai soggetti che appartengono alle categorie indicate la possibilità di richiedere questo prestito personale applicando un TEG agevolato rispetto ai valori del mercato.

Si tratta di tassi concordati con l’INPS e che consentono ai dipendenti statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali oppure a...

venerdì, agosto 31, 2018 admin convenzioni cessione del quinto credem No comments

La cessione del quinto è una forma di finanziamento che nasce proprio con lo scopo di aiutare i dipendenti statali che hanno bisogno di liquidità, basti pensare che fino a qualche decennio fa solo a questa categoria di lavoratori era concesso il prestito INPDAP.
Successivamente questo tipo di prestito è stato esteso a tutte le categorie di dipendenti con un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, per poi includere anche i pensionati.

Cos’è la cessione del quinto?

La cessione del quinto è un finanziamento in cui non sono necessarie garanzie, dal momento che è lo stipendio a svolgere il ruolo di garante per il rimborso del prestito.
Nel caso dei dipendenti statali è l’ente pubblico (datore di lavoro) che offre la garanzia necessaria all’istituto di credito per erogare la somma richiesta.
Rientrano nella categoria di dipendenti pubblici o statali anche i lavoratori che sono occupati all’interno del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti-Capitaneria di Porto.

I dipendenti pubblici e ministeriali sono ad oggi i lavoratori che più di tutti si rivolgono agli istituti di credito chiedendo finanziamenti con la formula della cessione del quinto, anche perché a loro sono riservate le migliori condizioni dal momento che il lavoro del dipendente pubblico offre, senza dubbio, una maggiore sicurezza dal momento che difficilmente sono previsti licenziamenti o vengono messi in cassa integrazione, a differenza dei dipendenti che operano nel settore privato.

I vantaggi per i dipendenti ministeriali

Perciò se sei un dipendente che lavora all’interno del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sappi che questa forma di finanziamento, che prevede la restituzione del prestito con una rata mensile che ammonta ad un quinto dello stipendio, è una delle più vantaggiose per te, infatti:

  • il tasso d’interesse applicato è sempre mediamente inferiore rispetto a qualsiasi altro tasso praticato per altre forme di finanziamento;
  • il prestito può avere una durata massi...