Cessione del quinto pensionati Governolo – Mantova

Cessione quinto pensionati Governolo in convenzione con inps Governolo – ex inpdap Governolo – enasarco Governolo e tutti gli altri enti pensionistici di Governolo , finanziamenti sino 89 anni di età non compiuti a scadenza del finanziamento.

Cos’è la cessione dei quinto a Governolo a ? Conviene ricorrere ad essa per far fronte ad un’esigenza di denaro? E fino a che età si può richiedere?
Sono sicuramente queste ed altre le domande che si pone chi cerca denaro e ha scoperto l’opportunità di ottenere un prestito attraverso questa speciale formula senza però conoscerne i dettagli.

La cessione del quinto a Governolo è un prestito interessante per chi ha una pensione o dispone di una busta paga. Comoda per la sua metodologia di restituzione e perché strutturata in modo da essere sostenibile per chi la richiede, può essere anche erogata secondo convenzioni stipulate con l’Inps, l’ex Inpdap – Ensarco e gli altri enti pensionistici.

cessione del quinto della pensione

Ma come fare a valutare la convenienza di questo tipo di finanziamento

Per chi cerca un prestito è molto facile trovare numerosissime offerte, ma è senz’altro più difficile scegliere la migliore.
É importante precisare fin da subito che nel mondo finanziario la convenienza non è un concetto assoluto, ma dipende dalle esigenze del momento, dalla propria situazione economica, dal proprio stile di vita e dalla reale possibilità di accedere a specifici prestiti.

Non tutti i finanziamenti sono infatti aperti a tutti. Alcuni sono riservati a specifiche categorie professionali e bisogna aggiungere che, per quanti in passato non hanno saldato i loro debiti con regolarità, la condizione di cattivo pagatore o protestato può precludere molte possibilità di accesso al credito.
La cessione del quinto a Governolo è disponibile anche per quanti sono iscritti nei registri del CRIF.
Ma ecco una serie di informazioni su questa forma di prestito, utili a chi sta pensando di ricorrervi.

Cos’è la cessione del quinto a Governolo

La cessione del quinto a Governolo è un prestito personale non finalizzato. In parole molto più semplici, è un normale modo di ottenere una somma di denaro.
Rispetto ad altri tipi di finanziamento vanta diverse particolarità, la più importante, da cui discende il suo nome, è la metodologia di rimborso.
Chi ha fatto richiesta di cessione del quinto a Governolo, rimborserà mensilmente il suo debito con rate che non possono superare il 20%, cioè la quinta parte dello stipendio o della pensione percepita.

Questo significa che, se il prestito viene richiesto da una persona che guadagna 2 mila euro al mese, la rata di rimborso non potrà essere più alta di 400€.
Questo aspetto si rivela molto importante perché rende la restituzione del prestito sempre sostenibile.

Occorre inoltre precisare che il quinto dello stipendio rappresenta una soglia limite. Se ad esempio la stessa persona che guadagna 2mila euro al mese vuole restituire il suo prestito con una rata più bassa potrà farlo rendendola ancora più comoda e sostenibile.

Questa forma di finanziamento rappresenta quindi un prezioso strumento per evitare una sovraesposizione finanziaria e l’accesso al credito attraverso di essa è un diritto riconosciuto al cittadino fin dal 1950 attraverso la legge 180/1950.

Il rimborso è a carico dell’azienda o dell’ente pensionistico

Tra le ulteriori particolarità della cessione del quinto a Governolo c’è il metodo attraverso cui le rate dovute vengono versate all’istituto di credito.
I versamenti delle somme da rimborsare non dovranno infatti essere effettuati da chi ha richiesto il prestito, ma dalla sua azienda o dal suo ente previdenziale mediante una trattenuta alla fonte.

L’iter per l’ottenimento della cessione del quinto a Governolo richiede infatti che l’azienda o l’ente previdenziale siano informati dell’avvenuto prestito e si facciano carico di versare le rate di rimborso all’istituto di credito.

Chi ha richiesto il prestito non dovrà sobbarcarsi l’onere del versamento delle rate. In busta paga o sul cedolino troverà mensilmente annotata la trattenuta alla fonte effettuata.

Questo metodo di rimborso si rivela molto comodo e mette anche al riparo da possibili dimenticanze. Spesso infatti chi deve versare rate mensili per mancanza di tempo o per semplice distrazione potrebbe dimenticare di pagare il dovuto entro le date di scadenza finendo così nei registri del CRIF e andando incontro ad una serie di difficoltà per l’accesso a nuovi finanziamenti.

La cessione del quinto a Governolo è la soluzione ideale per i cattivi pagatori

Quanti sono iscritti nei registri del CRIF hanno sicuramente molte difficoltà di accesso al credito.
Prima di prestare somme di denaro grandi o piccole gli istituti finanziari vogliono essere certi che il capitale venga interamente rimborsato con la maggiorazione degli interessi.

A questo scopo vengono tipicamente analizzate le garanzie che vengono offerte da chi richiede il prestito e la sua storia di debitore. Per questo motivo, chi in passato non ha rimborsato i suoi debiti con regolarità si vedrà rifiutare il credito.

In questi casi la cessione del quinto a Governolo risolve ogni problema perché non necessita di garanzie. Per l’istituto di credito è sufficiente sapere che il debitore ha un’entrata economica fissa data dallo stipendio o dalla pensione e che, attraverso la trattenuta alla fonte, le rate saranno versate entro i termini stabiliti.

L’iter per ottenere la cessione del quinto a Governolo si presenta particolarmente semplificato per chi dipende da aziende pubbliche o percepisce la pensione da uno degli enti previdenziali convenzionati.
Sarà sufficiente presentare una richiesta, un documento di identità, il codice fiscale e la documentazione che attesta la propria posizione di dipendente o pensionato.
Per gli enti previdenziali convenzionati saranno applicate le condizioni di vantaggio previste.

Con la cessione del quinto a Governolo non c’è bisogno di garanzie e garanti

Quando si desidera un prestito uno degli aspetti più fastidiosi riguarda la necessità di offrire garanzie o di rivolgersi a qualcuno disposto a fare da garante.

La gestione economica delle proprie risorse è un fatto privato e che potrebbe non vedere d’accordo gli altri sul modo in cui si intende portarla avanti.
Offrire un bene in garanzia, ponendo ad esempio un’ipoteca sulla casa, potrebbe non rendere felice il coniuge e questo genererebbe liti in famiglia.

Potrebbe inoltre essere causa di imbarazzo l’idea di dover chiedere a un amico o a un familiare di fare da garante per un prestito. Tra l’altro si potrebbero non avere persone care che siano in condizioni di garantire.

Con la cessione del quinto a Governolo tutti questi problemi spariscono. La garanzia è offerta dal proprio lavoro, dalla sua stabilità e dal fatto che, per come viene effettuato il rimborso, non potranno esserci ritardi o problemi nel versamento della rata.

Non è necessario spiegare perché si desidera il denaro

La cessione del quinto a Governolo è un prestito non finalizzato, ciò vuol dire che non è necessario giustificare i motivi per cui si richiedono i soldi.

Questo rappresenta un notevole vantaggio e prima di chiedere un prestito finalizzato è sempre utile chiedersi se con una cessione del quinto a Governolo si possano ottenere le stesse somme a condizioni più convenienti.

Spesso, a chi effettua un acquisto importante, viene proposto un finanziamento finalizzato. Per semplicità si è portati ad accettare, ma prima di scegliere è utile richiedere un preventivo per ottenere la stessa somma mediante cessione del quinto a Governolo e valutarne la convenienza.

La cessione del quinto a Governolo può inoltre essere vantaggiosa quando non si ha bisogno di un finanziamento per uno scopo specifico ma si vogliono risolvere delle situazioni pregresse.
Molte persone utilizzano questo prestito per saldare i vecchi debiti e ottenere una nuova rata più comoda oppure lo utilizzano in quelle fasi della vita in cui si accumulano molte spese di diverso tipo e si desidera la liquidità sufficiente per far fronte a tutto.
In ogni caso non si dovrà giustificare come si è deciso di spendere i soldi e non bisognerà presentare preventivi o fatture di acquisti.

Età per chiedere la cessione del quinto a Governolo e durata massima del finanziamento

La cessione del quinto a Governolo è un tipo di finanziamento che può durare al massimo 120 mesi, cioè 10 anni.
Chi la richiede deve poter estinguere il debito entro il compimento dell’ottantanovesimo anno di età.

Ciò vuol dire che un finanziamento di 10 anni può essere richiesto entro il compimento del settantanovesimo anno di età, mentre un prestito di due anni può essere richiesto entro il compimento dell’ottantasettesimo anno di età.

I vantaggi del tasso fisso

Tra le caratteristiche della cessione del quinto a Governolo c’è l’applicazione di un tasso fisso.
Questo permette di avere una rata di importo bloccato per tutta la durata del finanziamento.

Per i prestiti a tasso variabile gli andamenti del mercato possono portare a brutte sorprese facendo schizzare l’importo della rata verso l’alto e rendendo il suo pagamento insostenibile.
Con la cessione del quinto a Governolo si ha sempre la certezza di avere una rata commisurata al proprio guadagno e senza sorprese.

Rischio vita, la polizza che rende la cessione del quinto a Governolo un prestito sicuro

Non tutti sanno che i debiti vanno a far parte dell’eredità. Un genitore che muore avendo ancora dei debiti da pagare li trasmette automaticamente ai suoi figli.

Un’eredità spiacevole anche perché chi la riceve potrebbe non essere in condizioni economiche tali da farvi fronte.
La cessione del quinto a Governolo si rivela sicura anche da questo punto di vista.
Include infatti una polizza vita obbligatoria grazie alla quale, nel malaugurato caso in cui si verificasse la premorienza del debitore, sarà l’assicurazione ad estinguere il debito per conto degli eredi.
Una soluzione tranquillizzante per persone giovani, ma soprattutto per quei pensionati che vorrebbero concedersi qualche spesa in più, ma preferiscono non chiedere prestiti proprio per evitare il rischio di gravare sui loro figli dopo la morte.

Come richiedere la cessione del quinto a Governolo

Prima di richiedere la cessione del quinto a Governolo è utile formulare il proprio preventivo che sarà totalmente gratuito e non comporterà alcun vincolo.

Per avere maggior informazioni sarà possibile rivolgersi a Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer Srl, agente in attività finanziaria monomandatario a cui richiedere tutti i dettagli per la cessione del quinto a Governolo Credem Banca.

Questo istituto finanziario vanta numerose convenzioni per poter accedere a condizioni particolarmente favorevoli.
Sono disponibili soluzioni convenzionate per i pensionati Inps, ex Inpdap – Enasarco e tutti gli altri enti pensionistici.
Credem vanta inoltre convenzioni con le forze dell’ordine e in particolare con carabinieri e guardia di finanza ed è inoltre convenzionata con
– Ministero degli Affari Esteri Governolo ,
– Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Governolo,
– Ministero della Difesa Governolo,
– Ministero della Difesa – Forze Armate Governolo,
– Ministero della Giustizia Governolo,
– Ministero della Salute Governolo ,
– Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare Governolo,
– Ministero delle Politiche Agricole Governolo, Alimentari e Forestali Governolo,
– Ministero dell’Economia e Finanze Governolo,
– Ministero dell’Interno Governolo,
– Ministero dell’Interno Dipartimento della Pubblica Sicurezza Governolo,
– Ministero dell’Istruzione Governolo, Università e Ricerca Governolo,
– Ministero dello Sviluppo Economico Governolo,
– Ministero Infrastrutture e Trasporti – Capitanerie di Porto
– Ministero per i Beni e le Attività Culturali Governolo.

Cessione quinto dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali in convenzione

Cessione quinto dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali in convenzione

Quando si parla di cessione del quinto a Governolo ci si riferisce ad un prestito rivolto a chi, privato, dipendente pubblico, pensionato o invalido, necessita di una cospicua somma di denaro destinata a soddisfare i propri bisogni. Si tratta di una tipologia di prestito molto particolare che per poter essere attivata, si serve di determinate caratteristiche. Andremo ad analizzare quali sono le principali caratteristiche per poter usufruire della cessione del quinto a Governolo se si è dipendenti della pubblica amministrazione o ministeriali convenzionati.

Cos’è la cessione del quinto a Governolo e quali sono le sue principali caratteristiche

La cessione del quinto a Governolo rientra nella categoria dei prestiti non finalizzati a Governolo. Si tratta di una modalità di erogazione del denaro per lavoratori dipendenti in possesso di un contratto a tempo indeterminato, dipendenti statali e pubblici, pensionati e invalidi. Per quanto riguarda la categoria dei lavoratori, si può dire che il denaro che viene erogato da un istituto di credito, sarà poi restituito nella misura del 20% per mezzo del datore di lavoro, che detrarrà la somma necessaria direttamente dallo stipendio del lavoratore. Il 20% corrisponde a un quinto della busta paga ed è per questo che l’istituto viene chiamato appunto, cessione del quinto a Governolo.

La cessione del quinto a Governolo funziona come un normale prestito, quindi vi è l’erogazione della somma richiesta dal lavoratore direttamente sul suo conto corrente personale. La restituzione invece, viene realizzata con una diversa modalità. Quando abbiamo parlato di un quinto dello stipendio, intendiamo proprio la restituzione che avviene per mano del datore di lavoro, verso la finanziaria che avrà erogato il denaro. Per cui il dipendente, dopo aver stipulato il prestito, non dovrà preoccuparsi del pagamento delle rate, perché ciò viene realizzato direttamente attraverso la trattenuta in busta paga nella misura di un quinto dello stipendio netto.

Menzionando la categoria dei prestiti non finalizzati Governolo, è necessario darne definizione per fare chiarezza sull’argomento. Si parla di prestiti non finalizzati a Governolo quando l’istituto di credito che eroga il denaro o la finanziaria, non è tenuta a verificare la destinazione che avrà il denaro. Per cui, il richiedente potrà chiedere una certa somma e non dovrà fornire alcun tipo di destinazione. Sarà obbligato però, ovviamente, a restituire il denaro entro la durata del prestito. I prestiti non finalizzati a Governolo rientrano nella categoria dei prestiti personali.

Altra menzione doverosa quando si parla di cessione del quinto a Governolo, riguarda quelle categorie di persone che in passato hanno avuto dei problemi relativi a pagamenti non effettuati. Stiamo parlando dei cattivi pagatori. Si tratta di un problema frequente, soprattutto al giorno d’oggi. Queste persone non riescono a pagare i loro debiti poiché non dispongono di una somma di denaro necessaria e ovviamente nessuno vuole concedere loro un prestito data la reputazione acquisita. Quando accade ciò, queste persone vengono segnalate ad una Centrale Rischi. Si tratta di un sistema informativo relativo all’indebitamento della clientela verso istituti di credito e banche. Grazie a questo sistema sarà proprio la Centrale Rischi a favorire la clientela meritevole. Vi sono anche centrali di rischi private che vengono chiamate sistemi di informazioni creditizie (Sic) che

tengono in memoria per almeno cinque anni tutti i cattivi pagatori segnalati. Ad oggi i tempi massimi di conservazione dei nominativi dei cattivi pagatori, sono ridotti a tre, a seconda della qualità del credito che viene segnalato.

Il cattivo pagatore quindi, è colui che paga in estremo ritardo alcune rate di un finanziamento, oppure quando non ha dimostrato di essere un debitore affidabile. In questi casi quindi, sarà difficile richiedere un nuovo prestito senza fornire garanzie adatte all’ottenimento del denaro. Quando si parla di cessione del quinto a Governolo questa eventualità non è contemplata, poiché sono ammessi a ricevere denaro attraverso questo prestito, proprio i cattivi pagatori, coloro che abbiano ricevuto un protesto oppure chi avrà subito un pignoramento. Spesso questa modalità di prestito permette di ottenere del denaro da destinare proprio al pagamento di alcuni insoluti ed è per questa ragione che non si può negare loro l’accesso alla cessione del quinto a Governolo.

È necessario chiarire anche gli aspetti relativi alle garanzie per richiedere la cessione del quinto a Governolo. In questi casi non sono richieste garanzie poiché, con la cessione del quinto a Governolo i rischi di insolvenza del credito diventano davvero minimi, poiché ci si collegherà alla fonte di reddito primaria per la restituzione del denaro. È possibile inoltre, richiedere un secondo quinto dello stipendio con la delega di pagamento. In questo caso parleremo della cessione del doppio quinto.

Come si calcola la cessione del quinto a Governolo

Sapere come si calcola la cessione del quinto a Governolo è importante, poiché grazie a queste semplici formule si potrà avere la contezza della cifra necessaria che verrà detratta mensilmente dal proprio stipendio.

Prima di procedere al calcolo vero e proprio però, è importante fornire alcune indicazioni utili. Chi si rivolge ad un istituto di credito autorizzato per poter richiedere il finanziamento con la cessione del quinto a Governolo, dovrà fornire l’ultima busta paga ricevuta, un documento cartaceo dove viene indicato il compenso retributivo riferito ad un certo periodo, il cosiddetto cedolino. Questo prospetto poi, dovrà riportare delle informazioni precise riguardanti i dati anagrafici relativi al datore di lavoro ma anche del dipendente, la tipologia del lavoro svolto, l’inquadramento e il contratto collettivo nazionale di categoria.

Il cedolino relativo alla busta paga dovrà presentare degli elementi fissi relativi alla retribuzione. Per cui andrà indicata la paga minima come da contratto collettivo che potrà variare in base al livello e al settore economico, elementi fissi che vengono stabiliti in contratto collettivo, scatti di anzianità, superminimi e indennità di contingenza.

Vi sono poi degli elementi variabili relativi alla malattia, straordinari, infortuni, ferie, festività e fringe benefit, permessi pagati, indennità particolari riferibili alla reperibilità, mensa, turni, trattenute fiscali e previdenziali.

Quando si stanzia il prestito con la cessione del quinto a Governolo si prevedono costi operativi riguardanti la commissione e il tasso di interesse addebitati sulla rata da restituire corrisposta al datore di lavoro che dovrà detrarre un quinto dello stipendio del richiedente (20%).

È bene quindi, simulare la cessione del quinto a Governolo basandosi sullo stipendio netto che viene ottenuto

escludendo le componenti variabili, includendo la tredicesima e la quattordicesima. L’importo verrà poi suddiviso in dodici mensilità che sono quelle relative all’anno e la cifra che verrà fuori verrà ridivisa per il quinto dello stipendio, quindi per cinque. Il risultato di questa operazione corrisponderà alla somma di denaro cedibile come rata mensile.

La cessione del quinto a Governolo può essere richiesta per un tempo che non superi i dieci anni, quindi il numero di rate massime, saranno erogate per centoventi mesi.

Ciò che sarà più importante nella simulazione della cessione del quinto a Governolo, sono gli interessi da corrispondere all’istituto di credito. Questi vengono indicati nelle varie offerte delle finanziarie e banche. A differenza delle spese accessorie e le polizze obbligatorie da stipulare, queste vengono individuate all’interno del contratto. La polizza assicurativa è importante poiché, l’istituto di credito si dovrà cautelare contro eventuali perdite del lavoro da parte del dipendente. È bene sapere però, che le assicurazioni non sempre vengono imposte dalle finanziarie ma possono essere scelte liberamente, in base alle offerte presenti in mercato, selezionando ovviamente quella meno costosa.

Ciò che è interessante, nel caso del calcolo preciso della cessione del quinto a Governolo e dei suoi relativi interessi, è il TAEG. Questo tasso include i costi nella loro totalità e il suo calcolo permette di avere una percentuale globale relativa al finanziamento. Queste informazioni sono reperibili dall’offerta fatta dalla banca.

cessione del quinto a Governolo per dipendenti pubblici e ministeriali

Anche per i dipendenti pubblici, statali e convenzionati con i ministeri, è possibile avere accesso alla cessione del quinto a Governolo in qualità di prestito personale. Con ciò si potrà beneficiare di diversi plus riconosciuti dalla normativa specifica riferita a questo caso. Per cui potremo dire che la cessione del quinto a Governolo da riferirsi ai dipendenti ministeriali non può essere negata dal datore di lavoro.

Le caratteristiche sono le stesse esplicate in precedenza, per cui non ci sarà bisogno di indicare la finalità del prestito, il rimborso avviene detraendo un quinto dello stipendio, la rata verrà liquidata mensilmente detraendo dalla busta paga la cifra concordata da versare all’intermediario finanziario. Poiché si tratta di dipendenti statali, non vi sarà bisogno di rilasciare garanzie poiché queste verranno ricavate semplicemente dalla stabilità del reddito. È importante ricordare in questi casi, che più lo stipendio sarà alto e più alto sarà il prestito ottenibile. Il prestito avrà un tasso e una rata costante per tutta la durata del piano di ammortamento e verrà però, richiesta la stipula di un’assicurazione che subentra nel caso in cui vi sia licenziamento o premorienza.

I dipendenti ministeriali convenzionati dovranno fornire all’istituto di credito dei documenti validi per poter avviare la pratica, che corrispondono alla carta d’identità, codice fiscale e modello CUD o l’ultima busta paga percepita. Si tratta di requisiti considerabili garantiti. Per questo, accedere alla cessione del quinto a Governolo con un contratto da dipendente pubblico sarà praticamente certo, basterà fornire le generalità richieste.

I dipendenti ministeriali hanno il privilegio di poter ottenere dei prestiti grazie alla Convenzione INPSE EX GESTIONE INPDAP. Quindi sarà possibile richiedere denaro anche per chi è dipendente statale dei ministeri, seza portafoglio e con portafoglio.

In elenco troviamo i ministeri convenzionati che permettono l’erogazione della cessione del quinto a Governolo. Questi sono: Ministero degli Affari Esteri in Italia, Ministero dell’Ambiente e per i Beni e Attività culturali, Ministero della Tutela del territorio e del mare, Ministero della Difesa e delle Forze Armate, Ministero delle Finanze, Ministero delle Comunicazioni, Ministero della Difesa, Ministero di Grazia e Giustizia, Ministero dell’Interno e del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Ministero dell’Industria, Ministero del Lavoro delle Politiche Sociali, Ministero dei Lavori Pubblici, Ministero della Sanità, Ministero del Tesoro e dei Trasporti, Ministero della Pubblica Istruzione, Ministero delle Pari Opportunità e Ministero dell’università e Ricerca Scientifica, Ministero delle politiche agricole, Ministero dello Sviluppo economico, Capitanerie di porto, Arma dei Carabinieri.

È importante anche segnalare i dipendenti di vari enti locali operanti nella pubblica amministrazione. Questi infatti, sono considerati dipendenti del comparto pubblico che operano entro una determinata circoscrizione. In questo caso potranno usufruire dei vantaggi che fornisce la Convenzione Inps e stiamo parlando di: comuni, province, regioni, asl ed enti ospedalieri.

In questi casi sarà possibile usufruire di prestiti che diano diritto a tassi più bassi rispetto a quelli medi del mercato di riferimento. Il Taeg in questo caso non supererà mai il 10% e le durate però, saranno le stesse. Sarà possibile stipulare contratti fino a centoventi mesi, cioè dieci anni.

Tutti i dipendenti di questi Ministeri che godono della convenzione e gli enti locali menzionati, potranno rivolgersi presso la Cofer Srl agente monomandatario Banca Credem Spa per richiedere una consulenza circa il rilascio della cessione del quinto a Governolo, usufruendo dei vantaggi già esplicati, come i tassi agevolati. È possibile contattare la Cofer Srl sia telefonicamente o compilando il Form. In questo caso si potrà richiedere un preventivo di cessione del quinto a Governolo prevista per la categoria in esame. Solo dopo aver conosciuto tutte le condizioni relative al rilascio del prestito, condizioni e tassi, sarà possibile accedervi fissando un appuntamento con l’agente.

Cessioni quinto dipendenti aziende private con contratto a tempo indeter-minato ed almeno 1 anno di servizio

La cessione del quinto a Governolo è una forma di prestito sempre più richiesta perché offre molte opportunità in quanto si tratta di uno strumento molto versatile e soprattutto concesso con maggiore facilità da parte degli istituti di credito che possono agire anche tramite propri agenti. Questo successo è dovuto alle sue peculiarità. Cosa si intende esattamente per cessione del quinto a Governolo a dipendenti aziende private con contratto a tempo indeterminato?

Cos’è la cessione del quinto a Governolo dipendenti aziende private?

Si tratta di un prestito personale che viene restituito attraverso una “trattenuta” dallo stipendio pari ad un quinto dello stesso. Fin da subito è bene ribadire che trattandosi di un prestito personale non è necessario indicare i motivi per i quali viene chiesta la somma. La stessa potrà essere spesa per ristrutturare casa, andare in vacanza, estinguere altri prestiti pagando così una sola rata o fare qualunque altra cosa venga in mente senza dover renderne conto a nessuno. La trattenuta eseguita in busta paga corrisponde alla rata mensilmente pagata e comprende una quota di debito e una quota di interessi. La rata non deve quindi essere versata dal debitore, deve essere versata dal datore di lavoro. Appare evidente che senza lavoro non si può accedere al prestito. Per chi eroga vi è una certa sicurezza sulla solvibilità del credito erogato perché sa che la sua rata sarà decurtata direttamente dallo stipendio e che quindi non ci saranno ritardi nei pagamenti anche perché il datore di lavoro non avrebbe alcun interesse a non ottemperare a tale onere. Ecco perché la cessione del quinto a Governolo a dipendenti di aziende private con contratto a tempo indeterminato può essere concessa anche a coloro che risultano cattivi pagatori o hanno altri finanziamenti in corso. Di seguito le particolari condizioni di questo prestito in gran parte disciplinate direttamente dalla legge e che quindi sfuggono alla libera contrattazione della banca.

La normativa della cessione del quinto a Governolo

La disciplina della cessione del quinto a Governolo è prevista dal DPR 180 del 1950, inizialmente questa forma di credito era però riservata a coloro che erano dipendenti pubblici. Con L’art. 1 comma 137 della Legge n. 311/2004 (legge finanziaria 2005) l’applicazione è stata estesa anche ai dipendenti del settore privato. Questa novità di sicuro ha generato forte interesse anche perché non appariva congrua tale differenza di trattamento tra i due settori, sebbene l’impiego pubblico sia sempre stato considerato intoccabile e di conseguenza un prestito erogato a dipendenti pubblici più sicuro. Questo avviene perché non c’è rischio di fallimento delle Pubbliche Amministrazioni e quindi il rischio di perdita del lavoro è ridotto. Inoltre il settore pubblico ha sempre previsto agevolazioni per i dipendenti anche attraverso propri fondi. Essendo però questi limitati, le amministrazioni hanno proceduto alla stipula di convenzioni che assicurano ai dipendenti condizioni di favore per la cessione del quinto a Governolo.

La normativa prevede che la cessione del quinto a Governolo ai dipendenti con contratto a tempo indeterminato attivo da almeno un anno sia stipulata con un piano di ammortamento di durata massima di 120 mesi. Una volta pagato almeno i 2/5 del debito è possibile chiedere nuovo credito e quindi ottenere altra liquidità prolungando il piano di ammortamento. Ovviamente l’ente erogante non è obbligato a concedere ulteriore liquidità. Ciò implica che in un ipotetico piano di ammortamento di durata decennale, dopo i primi 4 anni è possibile chiedere nuova liquidità. Nel caso in cui il piano di ammortamento iniziale abbia una durata inferiore a 5 anni, la liquidità aggiuntiva può essere chiesta anche prima del pagamento dei 2/5 del prestito. Come tutti i prestiti, anche la cessione del quinto a Governolo può essere estinta in anticipo pagando quanto residua.

Documenti necessari

Per capire bene come funziona è bene partire dai documenti per la cessione del quinto a Governolo dipendenti necessari per poterlo richiedere. Ovviamente occorrono i documenti di riconoscimento, quindi carta d’identità e codice fiscale. Ovviamente la lista non finisce qui. Occorre:

– il certificato di stipendio, da questo è possibile desumere anche il TFR maturato, questo è importante perché nel caso in cui si verifichi la perdita del lavoro, l’erogante andrà a rivalersi in primo luogo sul TFR. Questo implica che l’importo realmente erogabile sia maggiore quando vi sono molti anni di servizio a carico e il dipendente non abbia mai utilizzato il TFR. Si ricorda che è possibile chiedere un anticipo del TFR in alcune occasioni, come per l’acquisto della prima casa. A questo proposito deve però essere sottolineato che nel caso in cui sia attiva una cessione del quinto a Governolo non è possibile chiedere un anticipo del TFR, tranne nel caso in cui l’ammontare già accantonato sia superiore al debito residuo. Nel caso in cui il datore di lavoro vada a concedere l’anticipo anche se il debito residuo è superiore, sarà quest’ultimo il responsabile nei confronti della finanziaria.

– Ultima busta paga: su questa sarà calcolata la rata da pagare in misura massima di un quinto al netto delle ritenute fiscali e previdenziali.

– La Certificazione Unica, ex CUD, dell’ultimo anno.

In seguito allo studio della documentazione fornita viene proposto un prestito, quindi in base allo stipendio viene stabilito un piano di ammortamento per la restituzione delle somme. Molte persone fanno l’errore di ritenere che per poter chiedere questo finanziamento occorra chiedere il permesso al datore di lavoro. In realtà le cose non stanno così. Sia le aziende private sia quelle pubbliche sono obbligate ad accettare la richiesta di pagamento delle rate della cessione del quinto a Governolo. Oltremodo non può licenziare il dipendente che abbia chiesto la cessione del quinto a Governolo in quanto il licenziamento sarebbe illegittimo. Per il datore di lavoro la trattenuta e il pagamento della rata costituiscono un adempimento amministrativo. Si tratta quindi di un rapporto bilaterale tra il dipendente e l’ente erogante e non vi è bisogno della presenza di garanti o altre garanzie, come beni immobili o mobili. Nel caso in cui il datore di lavoro dimentichi di versare l’importo, l’istituto di credito procede a sollecitare il pagamento. Nel caso in cui l’inadempimento prosegua il lavoratore può dimostrare all’ente erogante che il pagamento è avvenuto in quanto sulla busta paga è presente la trattenuta. L’ente procederà verso il datore di lavoro che, come detto, ha l’onere di adempiere. In questo caso il debitore non viene segnalato alla centrale rischi perché lui ha effettivamente subito la trattenuta. Deve però essere sottolineato che in caso di licenziamento per giustificato motivo o nel caso in cui sia il lavoratore a presentare le sue dimissioni, il datore di lavoro ha l’onere di trattenere e versare alla banca i crediti maturati dal dipendente. Per le rimanenti somme invece non è responsabile, quindi non è costretto a tenere un dipendente che si è comportato in modo sleale verso l’azienda solo perché questo ha attivato la cessione del quinto a Governolo, può licenziarlo. In questo caso si attiva, nei tempi e modalità che si vedranno in seguito, la polizza assicurativa. Un altro timore che molte persone hanno prima di chiedere un prestito con cessione del quinto a Governolo è che i colleghi possano venire a sapere delle difficoltà economiche in cui versa. In realtà il datore di lavoro, pur essendo coinvolto nel rapporto tra creditore e debitore in qualità di sostituto nel versamento degli importi, è tenuto al rispetto del Codice Privacy e quindi non può diffondere la notizia.

Garanzie/polizze necessarie per la cessione del quinto a Governolo dipendenti aziende private

Si è detto già in precedenza che la cessione del quinto a Governolo è una forma di credito disciplinata in larga parte dalla legge. Proprio quest’ultima richiede per attivare la cessione del quinto a Governolo a dipendenti con

contratto a tempo indeterminato assunti da almeno un anno la stipula di un’assicurazione. Il DPR prevede che sia stipulata una polizza a copertura del rischio vita e di lavoro. Queste hanno il vantaggio di esonerare dal pagamento del residuo nel momento in cui si verificano questi due eventi. Vi sono però delle differenze perché nel caso di perdita di vita a trarne beneficio sono gli eredi che non sono costretti a versare le somme residue. Per la perdita del lavoro devono essere fatte delle differenze. In primo luogo l’istituto che ha erogato il credito potrà rifarsi sul trattamento di fine rapporto, quindi l’eventuale perdita sarebbe solo il residuo. In secondo luogo nel momento in cui il debitore dovesse trovare nuovamente un lavoro sarà lui a dover versare quanto dovuto, in questo caso la compagnia di assicurazione opera la rivalsa nei confronti del debitore principale.

Nel caso di stipula della cessione del quinto a Governolo con Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer S.r.l. , agente in attività finanziaria monomandatario di Credem Banca SPA, la polizza rischio vitae lavoro non deve essere stipulata separatamente, ma sarà parte del finanziamento stesso. Questo vuol dire che si avrà una rata fissa, sempre di uguale importo e trasparente perché non ci sono brutte sorprese legate alla polizza assicurativa obbligatoria. La società opera in tutta Italia ed è sempre possibile chiedere un preventivo per la cessione del quinto a Governolo a dipendenti di aziende private con contratto a tempo indeterminato attivo da almeno un anno. Lo stesso è gratuito e non vincolante. Grazie a convenzioni con il Ministero della Difesa- Forze Armate, Ministero Della Giustizia, Ministero Della Salute, Ministero Dell’ambiente E Tutela Del Territorio E Del Mare, Ministero Delle Politiche Agricole, Alimentari E Forestali, Ministero Dell’economia E Finanze, Ministero Dell’interno, Ministero Dell’interno – Dipartimento Della Pubblica Sicurezza, Ministero Dell’istruzione, Università E Ricerca, Ministero Dello Sviluppo Economico, Ministero Infrastrutture E Trasporti – Capitanerie Di Porto Ministero Per I Beni E Le Attività Culturali è possibile avere la cessione del quinto a Governolo dipendenti a condizioni particolarmente favorevoli.

Proprio per questo motivo è fondamentale contattare la Cofer Srl, agente monomandatario Banca Credem Spa, per richiedere un preventivo gratuito e senza impegno. In questo modo sarà possibile verificare le soluzioni a disposizione e quale sia quella migliore per le proprie esigenze.

Delega di pagamento per dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali

Che cos’è la delega di pagamento

La delega di pagamento viene definita anche con il termine prestito con delega e consiste in una particolare forma di credito personale garantita attraverso il proprio stipendio. Infatti si ottiene un finanziamento di importo variabile, da affiancare alla cessione del quinto a Governolo, finalizzato ad avere una maggiore liquidità e non all’acquisto di beni oppure di servizi. La copertura è data da un’ulteriore cessione del quinto a Governolo in busta paga: di conseguenza l’ammontare finale della rata per il rimborso può ammontare anche alla metà oppure ai due quinti dello stipendio netto mensile (il cosiddetto doppio quinto). Ciò dipende dalle condizioni contrattuali, dalla durata del prestito (si va da un minimo di 12 mesi a un massimo di 120) e dalla sua entità. In ogni caso questa forma di finanziamento è riservata soltanto ai lavoratori dipendenti con un contratto a tempo indeterminato che siano privati, pubblici e statali (impiegati presso gli enti locali oppure presso i Ministeri). Si adotta il termine delega di pagamento perché è la stessa azienda oppure lo stesso ente datore di lavoro a rimborsare il debito trattenendo la percentuale indicata in busta paga e accreditandola all’istituto di credito che ha emesso il prestito. Questa operazione può essere effettuata soltanto dietro delega del lavoratore beneficiario del prestito. Si ricorda comunque che questa forma di finanziamento non prevede obblighi legislativi nei confronti del datore di lavoro. Proprio per questo motivo gli enti oppure le aziende di riferimento non sono obbligati per legge ad accettare la delega. Invece la semplice cessione del quinto a Governolo risulta essere un diritto del lavoratore e non necessita dell’accettazione da parte del datore di lavoro. Comunque, nel caso in cui l’azienda o l’ente accettino la delega di pagamento, questi possono richiedere il pagamento degli oneri per il servizio che vanno a fornire.

La delega di pagamento per dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali

Optare per un finanziamento tramite la formula della delega di pagamento è una soluzione che consente ai dipendenti ministeriali e della pubblica amministrazione di ottenere diversi vantaggi. Tra questi si ricordano:

tassi concordati direttamente con l’ente previdenziale di riferimento;

– possibilità di optare per la delega di pagamento anche se si fruisce già di un finanziamento a fronte della cessione del quinto a Governolo dello stipendio. In questo modo si ottiene una maggiore liquidità. Tuttavia l’ammontare della rata complessiva ceduta all’ente creditizio non può superare la metà dello stipendio netto;

– per l’intera durata del prestito viene applicato un tasso fisso. Di conseguenza le rate per il rimborso del finanziamento rimangono stabili e non subiscono incrementi a causa dell’aumentare degli indici di riferimento;

– possibilità di avere una maggiore disponibilità finanziaria senza dover sottoscrivere ipoteche oppure fideiussioni e senza dover avere un garante terzo che si impegni per le restituzione dell’importo. Infatti la rata viene rimborsata attraverso la cessione diretta di un quinto dello stipendio oppure di una percentuale superiore il cui ammontare è stato stabilito nel contratto;

– possibilità per il dipendente ministeriale o della pubblica amministrazione di richiedere una dilazione fino a 120 rate;

– messa a disposizione del lavoratore che richiede il finanziamento di una copertura assicurativa che interessa anche gli altri componenti del nucleo familiare. Si tratta di una maggiore forma di tutela in caso di decesso oppure di perdita dell’impiego e viene compresa nel finanziamento senza costi aggiuntivi;

– possibilità di richiedere questa forma di prestito anche se il lavoratore statale o pubblico è stato inserito all’interno della categoria dei cattivi pagatori oppure se è stato protesto. Infatti, a differenza di quanto accade per l’erogazione di mutui, conti correnti oppure carte di credito, la delega di pagamento per dipendenti pubblici e ministeriali non necessita di controlli di solidità finanziaria. Ciò avviene in quanto è lo stesso ente oppure la stessa pubblica amministrazione per la quale il beneficiario presta servizio a farsi garante del rimborso del prestito. Proprio per il fatto di avere un rapporto occupazionale a tempo indeterminato presso un ente locale, la PA oppure un Ministero, l’istituto finanziario ha la certezza che il dipendente percepisce mensilmente lo stipendio stabilito dal contratto di lavoro. Di conseguenza risulta essere garantito anche l’accredito diretto delle rate per il rimborso del prestito;

– il fatto che si ottiene liquidità senza dover svolgere un iter burocratico complicato. Infatti per accedere alla delega di pagamento non si devono presentare preventivi oppure fatture di acquisto e neppure motivazioni sulla destinazione d’uso del denaro erogato;

– il fatto che si tratta di un finanziamento a breve termine, la cui durata non supera i 10 anni. Questa soluzione consente una maggiore flessibilità e permette di suddividere l’importo da rimborsare in massimo 120 rate mensili. In questo modo si evita di dover impegnare una percentuale del proprio stipendio per un lungo arco di tempo.

Si ricorda che l’erogazione di un prestito privilegiato a queste categorie di lavoratori è legato all’accordo diretto tra l’Istituto Previdenziale INPDAP e Credem. In questo modo diventa possibile applicare alla transazione economica i tassi più bassi rispetto a quelli medi che interessano il mercato di riferimento.

Chi può fare domanda

La convenzione INPDAP 2014 interessa diversi Ministeri con e senza portafoglio. Quindi possono accedere alla delega di pagamento, oltre ai dipendenti della pubblica amministrazione, quelli ministeriali che lavorano presso:

– il Ministero degli Affari Esteri in Italia;
– il Ministero delle Comunicazioni;
– il Ministero della Difesa;
– il Ministero dell’Ambiente e per la Tutela del Territorio e del Mare;
– il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
– il Ministero della Difesa per le Forze Armate;
– il Ministero per i Beni e le Attività Culturali;
– il Ministero Commercio con l’Estero;
– il Ministero dell’Interno;
– il Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza;
– il Ministero delle Finanze;
– il Ministero dei Lavori Pubblici;
– il Ministero di Grazia e Giustizia;
– il Ministero della Salute e della Sanità;
– il Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato;
– il Ministero dell’Economia e delle Finanze;
– il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
– il Ministero per le Pari Opportunità ;
– il Ministero per lo Sviluppo Economico;
– il Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali;
– il Ministero della Pubblica Istruzione;
– il Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica;
– il Ministero dei Trasporti e della Navigazione – Capitanerie di Porto;
– il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica.

Proprio per il fatto che la convenzione interessa anche il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno e l’ambito delle Forze Armate relazionate al Ministero della Difesa, possono accedere al prestito in Convenzione INPS anche i membri dell’esercito e delle forze di polizia. Rientrano nella prima categoria i dipendenti di:

 – Tutti i corpi dell’Esercito Italiano;
– Arma dei Carabinieri;
– Marina Militare;
– Aviazione.

Invece fanno parte delle forze di polizia sotto il controllo del Ministero degli Interni i membri di:

– Guardia di Finanza;
– Polizia di Stato;
– Polizia Penitenziaria;
– Corpo Forestale.

A tutti i membri di questi corpi ministeriali, militari e di polizia viene riconosciuto l’accesso al credito attraverso la forma della delega di pagamento usufruendo al tempo stesso del miglior tasso sul mercato. Inoltre bisogna tenere a mente che rientrano nella sezione dipendenti statali anche i dipendenti degli enti locali. Di conseguenza possono richiedere questa forma di finanziamento i soggetti che hanno un contratto a tempo indeterminato presso:

– ASL;
– Comuni;
– Province;
– Regioni (sia quelle a Statuto Ordinario che quelle a Statuto Speciale);
– enti ospedalieri.

Infatti si tratta di dipendenti del comparto pubblico che prestano le proprie prestazioni lavorative all’interno dei confini di una determinata circoscrizione territoriale. Al tempo stesso si occupano della fornitura di servizi e dello svolgimento di interessi pubblici all’interno di quest’area ben delimitata.

La soluzione offerta da Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer Srl, agente monomandatario Credem Banca SpA

La delega di pagamento per dipendenti della pubblica amministrazione e ministeriali viene regolata dall’articolo 1269 del Codice Civile e dal DPR 180/1950. In base a quanto previsto dalla legge possono erogare il prestito soltanto le società finanziarie e gli istituti di credito che risultano essere convenzionati con l’amministrazione pagante. Tra i vari agenti che si possono contattare per accedere al prestito si ricordano gli agenti in attività finanziaria legati a Credem Banca SpA, in grado di garantire condizioni estremamente favorevoli. I requisiti richiesti sono minimi in quanto il beneficiario deve semplicemente essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso la pubblica amministrazione oppure un ente statale e avere una minima anzianità lavorativa. Invece la documentazione necessaria per poter sottoscrivere il contratto comprende:

– un documento di identità in corso di validità (carta d’identità, patente oppure passaporto);
– l’ultima certificazione di reddito attestante il fatto di essere un dipendente a tempo indeterminato statale oppure presso una pubblica amministrazione. In alternativa si può consegnare l’ultima busta paga;
– il documento per l’Informativa e Consenso Privacy sottoscritto;
– codice fiscale;
– ultimo CUD valido.

Possono essere richiesti altri documenti a seconda di quale sia la tipologia dell’amministrazione pubblica oppure del Ministero di appartenenza. Di conseguenza è bene verificare presso l’ufficio preposto. Comunque la lista della documentazione può essere fornita direttamente dai consulenti finanziari a cui ci si rivolge. Inoltre bisogna tenere a mente che anche l’amministrazione pubblica o statale presso cui è impiegato il dipendente deve produrre alcuni documenti. Nella categoria rientrano:

– il certificato di stipendio;
– allegati ministeriali;
– l’atto di autorizzazione alla delega compilato e sottoscritto dal datore di lavoro oppure dal dirigente.

Prima di procedere è bene verificare con attenzione quale sia la propria situazione reddituale e creditizia e l’ammontare delle spese fisse mensili ricorrenti. La soluzione migliore è che l’entità della rata mensile sia pari oppure inferiore al 20% dello stipendio. Tuttavia si ricorda che l’ammontare della rata dipende da diversi fattori, quali:

– il reddito del beneficiario del finanziamento;
– l’entità del prestito erogato;
– le disponibilità economiche e la situazione finanziaria del dipendente;
– il tipo di piano di ammortamento seguito per la restituzione del denaro.

Proprio per questo motivo è fondamentale contattare la Cofer Srl, agente monomandatario Banca Credem Spa, per richiedere un preventivo gratuito e senza impegno. In questo modo sarà possibile verificare le soluzioni a disposizione e quale sia quella migliore per le proprie esigenze. cessione del quinto Governolo localita del comune di Roncoferraro in provincia di Mantova Lombardia

Cessione del quinto pensionati Cavizzano – La Spezia

Cessione quinto pensionati Cavizzano in convenzione con inps Cavizzano – ex inpdap Cavizzano – enasarco Cavizzano e tutti gli altri enti pensionistici di Cavizzano , finanziamenti sino 89 anni di età non compiuti a scadenza del finanziamento.

Cos’è la cessione dei quinto a Cavizzano a ? Conviene ricorrere ad essa per far fronte ad un’esigenza di denaro? E fino a che età si può richiedere?
Sono sicuramente queste ed altre le domande che si pone chi cerca denaro e ha scoperto l’opportunità di ottenere un prestito attraverso questa speciale formula senza però conoscerne i dettagli.

La cessione del quinto a Cavizzano è un prestito interessante per chi ha una pensione o dispone di una busta paga. Comoda per la sua metodologia di restituzione e perché strutturata in modo da essere sostenibile per chi la richiede, può essere anche erogata secondo convenzioni stipulate con l’Inps, l’ex Inpdap – Ensarco e gli altri enti pensionistici.

cessione del quinto della pensione

Ma come fare a valutare la convenienza di questo tipo di finanziamento

Per chi cerca un prestito è molto facile trovare numerosissime offerte, ma è senz’altro più difficile scegliere la migliore.
É importante precisare fin da subito che nel mondo finanziario la convenienza non è un concetto assoluto, ma dipende dalle esigenze del momento, dalla propria situazione economica, dal proprio stile di vita e dalla reale possibilità di accedere a specifici prestiti.

Non tutti i finanziamenti sono infatti aperti a tutti. Alcuni sono riservati a specifiche categorie professionali e bisogna aggiungere che, per quanti in passato non hanno saldato i loro debiti con regolarità, la condizione di cattivo pagatore o protestato può precludere molte possibilità di accesso al credito.
La cessione del quinto a Cavizzano è disponibile anche per quanti sono iscritti nei registri del CRIF.
Ma ecco una serie di informazioni su questa forma di prestito, utili a chi sta pensando di ricorrervi.

Cos’è la cessione del quinto a Cavizzano

La cessione del quinto a Cavizzano è un prestito personale non finalizzato. In parole molto più semplici, è un normale modo di ottenere una somma di denaro.
Rispetto ad altri tipi di finanziamento vanta diverse particolarità, la più importante, da cui discende il suo nome, è la metodologia di rimborso.
Chi ha fatto richiesta di cessione del quinto a Cavizzano, rimborserà mensilmente il suo debito con rate che non possono superare il 20%, cioè la quinta parte dello stipendio o della pensione percepita.

Questo significa che, se il prestito viene richiesto da una persona che guadagna 2 mila euro al mese, la rata di rimborso non potrà essere più alta di 400€.
Questo aspetto si rivela molto importante perché rende la restituzione del prestito sempre sostenibile.

Occorre inoltre precisare che il quinto dello stipendio rappresenta una soglia limite. Se ad esempio la stessa persona che guadagna 2mila euro al mese vuole restituire il suo prestito con una rata più bassa potrà farlo rendendola ancora più comoda e sostenibile.

Questa forma di finanziamento rappresenta quindi un prezioso strumento per evitare una sovraesposizione finanziaria e l’accesso al credito attraverso di essa è un diritto riconosciuto al cittadino fin dal 1950 attraverso la legge 180/1950.

Il rimborso è a carico dell’azienda o dell’ente pensionistico

Tra le ulteriori particolarità della cessione del quinto a Cavizzano c’è il metodo attraverso cui le rate dovute vengono versate all’istituto di credito.
I versamenti delle somme da rimborsare non dovranno infatti essere effettuati da chi ha richiesto il prestito, ma dalla sua azienda o dal suo ente previdenziale mediante una trattenuta alla fonte.

L’iter per l’ottenimento della cessione del quinto a Cavizzano richiede infatti che l’azienda o l’ente previdenziale siano informati dell’avvenuto prestito e si facciano carico di versare le rate di rimborso all’istituto di credito.

Chi ha richiesto il prestito non dovrà sobbarcarsi l’onere del versamento delle rate. In busta paga o sul cedolino troverà mensilmente annotata la trattenuta alla fonte effettuata.

Questo metodo di rimborso si rivela molto comodo e mette anche al riparo da possibili dimenticanze. Spesso infatti chi deve versare rate mensili per mancanza di tempo o per semplice distrazione potrebbe dimenticare di pagare il dovuto entro le date di scadenza finendo così nei registri del CRIF e andando incontro ad una serie di difficoltà per l’accesso a nuovi finanziamenti.

La cessione del quinto a Cavizzano è la soluzione ideale per i cattivi pagatori

Quanti sono iscritti nei registri del CRIF hanno sicuramente molte difficoltà di accesso al credito.
Prima di prestare somme di denaro grandi o piccole gli istituti finanziari vogliono essere certi che il capitale venga interamente rimborsato con la maggiorazione degli interessi.

A questo scopo vengono tipicamente analizzate le garanzie che vengono offerte da chi richiede il prestito e la sua storia di debitore. Per questo motivo, chi in passato non ha rimborsato i suoi debiti con regolarità si vedrà rifiutare il credito.

In questi casi la cessione del quinto a Cavizzano risolve ogni problema perché non necessita di garanzie. Per l’istituto di credito è sufficiente sapere che il debitore ha un’entrata economica fissa data dallo stipendio o dalla pensione e che, attraverso la trattenuta alla fonte, le rate saranno versate entro i termini stabiliti.

L’iter per ottenere la cessione del quinto a Cavizzano si presenta particolarmente semplificato per chi dipende da aziende pubbliche o percepisce la pensione da uno degli enti previdenziali convenzionati.
Sarà sufficiente presentare una richiesta, un documento di identità, il codice fiscale e la documentazione che attesta la propria posizione di dipendente o pensionato.
Per gli enti previdenziali convenzionati saranno applicate le condizioni di vantaggio previste.

Con la cessione del quinto a Cavizzano non c’è bisogno di garanzie e garanti

Quando si desidera un prestito uno degli aspetti più fastidiosi riguarda la necessità di offrire garanzie o di rivolgersi a qualcuno disposto a fare da garante.

La gestione economica delle proprie risorse è un fatto privato e che potrebbe non vedere d’accordo gli altri sul modo in cui si intende portarla avanti.
Offrire un bene in garanzia, ponendo ad esempio un’ipoteca sulla casa, potrebbe non rendere felice il coniuge e questo genererebbe liti in famiglia.

Potrebbe inoltre essere causa di imbarazzo l’idea di dover chiedere a un amico o a un familiare di fare da garante per un prestito. Tra l’altro si potrebbero non avere persone care che siano in condizioni di garantire.

Con la cessione del quinto a Cavizzano tutti questi problemi spariscono. La garanzia è offerta dal proprio lavoro, dalla sua stabilità e dal fatto che, per come viene effettuato il rimborso, non potranno esserci ritardi o problemi nel versamento della rata.

Non è necessario spiegare perché si desidera il denaro

La cessione del quinto a Cavizzano è un prestito non finalizzato, ciò vuol dire che non è necessario giustificare i motivi per cui si richiedono i soldi.

Questo rappresenta un notevole vantaggio e prima di chiedere un prestito finalizzato è sempre utile chiedersi se con una cessione del quinto a Cavizzano si possano ottenere le stesse somme a condizioni più convenienti.

Spesso, a chi effettua un acquisto importante, viene proposto un finanziamento finalizzato. Per semplicità si è portati ad accettare, ma prima di scegliere è utile richiedere un preventivo per ottenere la stessa somma mediante cessione del quinto a Cavizzano e valutarne la convenienza.

La cessione del quinto a Cavizzano può inoltre essere vantaggiosa quando non si ha bisogno di un finanziamento per uno scopo specifico ma si vogliono risolvere delle situazioni pregresse.
Molte persone utilizzano questo prestito per saldare i vecchi debiti e ottenere una nuova rata più comoda oppure lo utilizzano in quelle fasi della vita in cui si accumulano molte spese di diverso tipo e si desidera la liquidità sufficiente per far fronte a tutto.
In ogni caso non si dovrà giustificare come si è deciso di spendere i soldi e non bisognerà presentare preventivi o fatture di acquisti.

Età per chiedere la cessione del quinto a Cavizzano e durata massima del finanziamento

La cessione del quinto a Cavizzano è un tipo di finanziamento che può durare al massimo 120 mesi, cioè 10 anni.
Chi la richiede deve poter estinguere il debito entro il compimento dell’ottantanovesimo anno di età.

Ciò vuol dire che un finanziamento di 10 anni può essere richiesto entro il compimento del settantanovesimo anno di età, mentre un prestito di due anni può essere richiesto entro il compimento dell’ottantasettesimo anno di età.

I vantaggi del tasso fisso

Tra le caratteristiche della cessione del quinto a Cavizzano c’è l’applicazione di un tasso fisso.
Questo permette di avere una rata di importo bloccato per tutta la durata del finanziamento.

Per i prestiti a tasso variabile gli andamenti del mercato possono portare a brutte sorprese facendo schizzare l’importo della rata verso l’alto e rendendo il suo pagamento insostenibile.
Con la cessione del quinto a Cavizzano si ha sempre la certezza di avere una rata commisurata al proprio guadagno e senza sorprese.

Rischio vita, la polizza che rende la cessione del quinto a Cavizzano un prestito sicuro

Non tutti sanno che i debiti vanno a far parte dell’eredità. Un genitore che muore avendo ancora dei debiti da pagare li trasmette automaticamente ai suoi figli.

Un’eredità spiacevole anche perché chi la riceve potrebbe non essere in condizioni economiche tali da farvi fronte.
La cessione del quinto a Cavizzano si rivela sicura anche da questo punto di vista.
Include infatti una polizza vita obbligatoria grazie alla quale, nel malaugurato caso in cui si verificasse la premorienza del debitore, sarà l’assicurazione ad estinguere il debito per conto degli eredi.
Una soluzione tranquillizzante per persone giovani, ma soprattutto per quei pensionati che vorrebbero concedersi qualche spesa in più, ma preferiscono non chiedere prestiti proprio per evitare il rischio di gravare sui loro figli dopo la morte.

Come richiedere la cessione del quinto a Cavizzano

Prima di richiedere la cessione del quinto a Cavizzano è utile formulare il proprio preventivo che sarà totalmente gratuito e non comporterà alcun vincolo.

Per avere maggior informazioni sarà possibile rivolgersi a Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer Srl, agente in attività finanziaria monomandatario a cui richiedere tutti i dettagli per la cessione del quinto a Cavizzano Credem Banca.

Questo istituto finanziario vanta numerose convenzioni per poter accedere a condizioni particolarmente favorevoli.
Sono disponibili soluzioni convenzionate per i pensionati Inps, ex Inpdap – Enasarco e tutti gli altri enti pensionistici.
Credem vanta inoltre convenzioni con le forze dell’ordine e in particolare con carabinieri e guardia di finanza ed è inoltre convenzionata con
– Ministero degli Affari Esteri Cavizzano ,
– Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Cavizzano,
– Ministero della Difesa Cavizzano,
– Ministero della Difesa – Forze Armate Cavizzano,
– Ministero della Giustizia Cavizzano,
– Ministero della Salute Cavizzano ,
– Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare Cavizzano,
– Ministero delle Politiche Agricole Cavizzano, Alimentari e Forestali Cavizzano,
– Ministero dell’Economia e Finanze Cavizzano,
– Ministero dell’Interno Cavizzano,
– Ministero dell’Interno Dipartimento della Pubblica Sicurezza Cavizzano,
– Ministero dell’Istruzione Cavizzano, Università e Ricerca Cavizzano,
– Ministero dello Sviluppo Economico Cavizzano,
– Ministero Infrastrutture e Trasporti – Capitanerie di Porto
– Ministero per i Beni e le Attività Culturali Cavizzano.

Cessione quinto dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali in convenzione

Cessione quinto dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali in convenzione

Quando si parla di cessione del quinto a Cavizzano ci si riferisce ad un prestito rivolto a chi, privato, dipendente pubblico, pensionato o invalido, necessita di una cospicua somma di denaro destinata a soddisfare i propri bisogni. Si tratta di una tipologia di prestito molto particolare che per poter essere attivata, si serve di determinate caratteristiche. Andremo ad analizzare quali sono le principali caratteristiche per poter usufruire della cessione del quinto a Cavizzano se si è dipendenti della pubblica amministrazione o ministeriali convenzionati.

Cos’è la cessione del quinto a Cavizzano e quali sono le sue principali caratteristiche

La cessione del quinto a Cavizzano rientra nella categoria dei prestiti non finalizzati a Cavizzano. Si tratta di una modalità di erogazione del denaro per lavoratori dipendenti in possesso di un contratto a tempo indeterminato, dipendenti statali e pubblici, pensionati e invalidi. Per quanto riguarda la categoria dei lavoratori, si può dire che il denaro che viene erogato da un istituto di credito, sarà poi restituito nella misura del 20% per mezzo del datore di lavoro, che detrarrà la somma necessaria direttamente dallo stipendio del lavoratore. Il 20% corrisponde a un quinto della busta paga ed è per questo che l’istituto viene chiamato appunto, cessione del quinto a Cavizzano.

La cessione del quinto a Cavizzano funziona come un normale prestito, quindi vi è l’erogazione della somma richiesta dal lavoratore direttamente sul suo conto corrente personale. La restituzione invece, viene realizzata con una diversa modalità. Quando abbiamo parlato di un quinto dello stipendio, intendiamo proprio la restituzione che avviene per mano del datore di lavoro, verso la finanziaria che avrà erogato il denaro. Per cui il dipendente, dopo aver stipulato il prestito, non dovrà preoccuparsi del pagamento delle rate, perché ciò viene realizzato direttamente attraverso la trattenuta in busta paga nella misura di un quinto dello stipendio netto.

Menzionando la categoria dei prestiti non finalizzati Cavizzano, è necessario darne definizione per fare chiarezza sull’argomento. Si parla di prestiti non finalizzati a Cavizzano quando l’istituto di credito che eroga il denaro o la finanziaria, non è tenuta a verificare la destinazione che avrà il denaro. Per cui, il richiedente potrà chiedere una certa somma e non dovrà fornire alcun tipo di destinazione. Sarà obbligato però, ovviamente, a restituire il denaro entro la durata del prestito. I prestiti non finalizzati a Cavizzano rientrano nella categoria dei prestiti personali.

Altra menzione doverosa quando si parla di cessione del quinto a Cavizzano, riguarda quelle categorie di persone che in passato hanno avuto dei problemi relativi a pagamenti non effettuati. Stiamo parlando dei cattivi pagatori. Si tratta di un problema frequente, soprattutto al giorno d’oggi. Queste persone non riescono a pagare i loro debiti poiché non dispongono di una somma di denaro necessaria e ovviamente nessuno vuole concedere loro un prestito data la reputazione acquisita. Quando accade ciò, queste persone vengono segnalate ad una Centrale Rischi. Si tratta di un sistema informativo relativo all’indebitamento della clientela verso istituti di credito e banche. Grazie a questo sistema sarà proprio la Centrale Rischi a favorire la clientela meritevole. Vi sono anche centrali di rischi private che vengono chiamate sistemi di informazioni creditizie (Sic) che

tengono in memoria per almeno cinque anni tutti i cattivi pagatori segnalati. Ad oggi i tempi massimi di conservazione dei nominativi dei cattivi pagatori, sono ridotti a tre, a seconda della qualità del credito che viene segnalato.

Il cattivo pagatore quindi, è colui che paga in estremo ritardo alcune rate di un finanziamento, oppure quando non ha dimostrato di essere un debitore affidabile. In questi casi quindi, sarà difficile richiedere un nuovo prestito senza fornire garanzie adatte all’ottenimento del denaro. Quando si parla di cessione del quinto a Cavizzano questa eventualità non è contemplata, poiché sono ammessi a ricevere denaro attraverso questo prestito, proprio i cattivi pagatori, coloro che abbiano ricevuto un protesto oppure chi avrà subito un pignoramento. Spesso questa modalità di prestito permette di ottenere del denaro da destinare proprio al pagamento di alcuni insoluti ed è per questa ragione che non si può negare loro l’accesso alla cessione del quinto a Cavizzano.

È necessario chiarire anche gli aspetti relativi alle garanzie per richiedere la cessione del quinto a Cavizzano. In questi casi non sono richieste garanzie poiché, con la cessione del quinto a Cavizzano i rischi di insolvenza del credito diventano davvero minimi, poiché ci si collegherà alla fonte di reddito primaria per la restituzione del denaro. È possibile inoltre, richiedere un secondo quinto dello stipendio con la delega di pagamento. In questo caso parleremo della cessione del doppio quinto.

Come si calcola la cessione del quinto a Cavizzano

Sapere come si calcola la cessione del quinto a Cavizzano è importante, poiché grazie a queste semplici formule si potrà avere la contezza della cifra necessaria che verrà detratta mensilmente dal proprio stipendio.

Prima di procedere al calcolo vero e proprio però, è importante fornire alcune indicazioni utili. Chi si rivolge ad un istituto di credito autorizzato per poter richiedere il finanziamento con la cessione del quinto a Cavizzano, dovrà fornire l’ultima busta paga ricevuta, un documento cartaceo dove viene indicato il compenso retributivo riferito ad un certo periodo, il cosiddetto cedolino. Questo prospetto poi, dovrà riportare delle informazioni precise riguardanti i dati anagrafici relativi al datore di lavoro ma anche del dipendente, la tipologia del lavoro svolto, l’inquadramento e il contratto collettivo nazionale di categoria.

Il cedolino relativo alla busta paga dovrà presentare degli elementi fissi relativi alla retribuzione. Per cui andrà indicata la paga minima come da contratto collettivo che potrà variare in base al livello e al settore economico, elementi fissi che vengono stabiliti in contratto collettivo, scatti di anzianità, superminimi e indennità di contingenza.

Vi sono poi degli elementi variabili relativi alla malattia, straordinari, infortuni, ferie, festività e fringe benefit, permessi pagati, indennità particolari riferibili alla reperibilità, mensa, turni, trattenute fiscali e previdenziali.

Quando si stanzia il prestito con la cessione del quinto a Cavizzano si prevedono costi operativi riguardanti la commissione e il tasso di interesse addebitati sulla rata da restituire corrisposta al datore di lavoro che dovrà detrarre un quinto dello stipendio del richiedente (20%).

È bene quindi, simulare la cessione del quinto a Cavizzano basandosi sullo stipendio netto che viene ottenuto

escludendo le componenti variabili, includendo la tredicesima e la quattordicesima. L’importo verrà poi suddiviso in dodici mensilità che sono quelle relative all’anno e la cifra che verrà fuori verrà ridivisa per il quinto dello stipendio, quindi per cinque. Il risultato di questa operazione corrisponderà alla somma di denaro cedibile come rata mensile.

La cessione del quinto a Cavizzano può essere richiesta per un tempo che non superi i dieci anni, quindi il numero di rate massime, saranno erogate per centoventi mesi.

Ciò che sarà più importante nella simulazione della cessione del quinto a Cavizzano, sono gli interessi da corrispondere all’istituto di credito. Questi vengono indicati nelle varie offerte delle finanziarie e banche. A differenza delle spese accessorie e le polizze obbligatorie da stipulare, queste vengono individuate all’interno del contratto. La polizza assicurativa è importante poiché, l’istituto di credito si dovrà cautelare contro eventuali perdite del lavoro da parte del dipendente. È bene sapere però, che le assicurazioni non sempre vengono imposte dalle finanziarie ma possono essere scelte liberamente, in base alle offerte presenti in mercato, selezionando ovviamente quella meno costosa.

Ciò che è interessante, nel caso del calcolo preciso della cessione del quinto a Cavizzano e dei suoi relativi interessi, è il TAEG. Questo tasso include i costi nella loro totalità e il suo calcolo permette di avere una percentuale globale relativa al finanziamento. Queste informazioni sono reperibili dall’offerta fatta dalla banca.

cessione del quinto a Cavizzano per dipendenti pubblici e ministeriali

Anche per i dipendenti pubblici, statali e convenzionati con i ministeri, è possibile avere accesso alla cessione del quinto a Cavizzano in qualità di prestito personale. Con ciò si potrà beneficiare di diversi plus riconosciuti dalla normativa specifica riferita a questo caso. Per cui potremo dire che la cessione del quinto a Cavizzano da riferirsi ai dipendenti ministeriali non può essere negata dal datore di lavoro.

Le caratteristiche sono le stesse esplicate in precedenza, per cui non ci sarà bisogno di indicare la finalità del prestito, il rimborso avviene detraendo un quinto dello stipendio, la rata verrà liquidata mensilmente detraendo dalla busta paga la cifra concordata da versare all’intermediario finanziario. Poiché si tratta di dipendenti statali, non vi sarà bisogno di rilasciare garanzie poiché queste verranno ricavate semplicemente dalla stabilità del reddito. È importante ricordare in questi casi, che più lo stipendio sarà alto e più alto sarà il prestito ottenibile. Il prestito avrà un tasso e una rata costante per tutta la durata del piano di ammortamento e verrà però, richiesta la stipula di un’assicurazione che subentra nel caso in cui vi sia licenziamento o premorienza.

I dipendenti ministeriali convenzionati dovranno fornire all’istituto di credito dei documenti validi per poter avviare la pratica, che corrispondono alla carta d’identità, codice fiscale e modello CUD o l’ultima busta paga percepita. Si tratta di requisiti considerabili garantiti. Per questo, accedere alla cessione del quinto a Cavizzano con un contratto da dipendente pubblico sarà praticamente certo, basterà fornire le generalità richieste.

I dipendenti ministeriali hanno il privilegio di poter ottenere dei prestiti grazie alla Convenzione INPSE EX GESTIONE INPDAP. Quindi sarà possibile richiedere denaro anche per chi è dipendente statale dei ministeri, seza portafoglio e con portafoglio.

In elenco troviamo i ministeri convenzionati che permettono l’erogazione della cessione del quinto a Cavizzano. Questi sono: Ministero degli Affari Esteri in Italia, Ministero dell’Ambiente e per i Beni e Attività culturali, Ministero della Tutela del territorio e del mare, Ministero della Difesa e delle Forze Armate, Ministero delle Finanze, Ministero delle Comunicazioni, Ministero della Difesa, Ministero di Grazia e Giustizia, Ministero dell’Interno e del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Ministero dell’Industria, Ministero del Lavoro delle Politiche Sociali, Ministero dei Lavori Pubblici, Ministero della Sanità, Ministero del Tesoro e dei Trasporti, Ministero della Pubblica Istruzione, Ministero delle Pari Opportunità e Ministero dell’università e Ricerca Scientifica, Ministero delle politiche agricole, Ministero dello Sviluppo economico, Capitanerie di porto, Arma dei Carabinieri.

È importante anche segnalare i dipendenti di vari enti locali operanti nella pubblica amministrazione. Questi infatti, sono considerati dipendenti del comparto pubblico che operano entro una determinata circoscrizione. In questo caso potranno usufruire dei vantaggi che fornisce la Convenzione Inps e stiamo parlando di: comuni, province, regioni, asl ed enti ospedalieri.

In questi casi sarà possibile usufruire di prestiti che diano diritto a tassi più bassi rispetto a quelli medi del mercato di riferimento. Il Taeg in questo caso non supererà mai il 10% e le durate però, saranno le stesse. Sarà possibile stipulare contratti fino a centoventi mesi, cioè dieci anni.

Tutti i dipendenti di questi Ministeri che godono della convenzione e gli enti locali menzionati, potranno rivolgersi presso la Cofer Srl agente monomandatario Banca Credem Spa per richiedere una consulenza circa il rilascio della cessione del quinto a Cavizzano, usufruendo dei vantaggi già esplicati, come i tassi agevolati. È possibile contattare la Cofer Srl sia telefonicamente o compilando il Form. In questo caso si potrà richiedere un preventivo di cessione del quinto a Cavizzano prevista per la categoria in esame. Solo dopo aver conosciuto tutte le condizioni relative al rilascio del prestito, condizioni e tassi, sarà possibile accedervi fissando un appuntamento con l’agente.

Cessioni quinto dipendenti aziende private con contratto a tempo indeter-minato ed almeno 1 anno di servizio

La cessione del quinto a Cavizzano è una forma di prestito sempre più richiesta perché offre molte opportunità in quanto si tratta di uno strumento molto versatile e soprattutto concesso con maggiore facilità da parte degli istituti di credito che possono agire anche tramite propri agenti. Questo successo è dovuto alle sue peculiarità. Cosa si intende esattamente per cessione del quinto a Cavizzano a dipendenti aziende private con contratto a tempo indeterminato?

Cos’è la cessione del quinto a Cavizzano dipendenti aziende private?

Si tratta di un prestito personale che viene restituito attraverso una “trattenuta” dallo stipendio pari ad un quinto dello stesso. Fin da subito è bene ribadire che trattandosi di un prestito personale non è necessario indicare i motivi per i quali viene chiesta la somma. La stessa potrà essere spesa per ristrutturare casa, andare in vacanza, estinguere altri prestiti pagando così una sola rata o fare qualunque altra cosa venga in mente senza dover renderne conto a nessuno. La trattenuta eseguita in busta paga corrisponde alla rata mensilmente pagata e comprende una quota di debito e una quota di interessi. La rata non deve quindi essere versata dal debitore, deve essere versata dal datore di lavoro. Appare evidente che senza lavoro non si può accedere al prestito. Per chi eroga vi è una certa sicurezza sulla solvibilità del credito erogato perché sa che la sua rata sarà decurtata direttamente dallo stipendio e che quindi non ci saranno ritardi nei pagamenti anche perché il datore di lavoro non avrebbe alcun interesse a non ottemperare a tale onere. Ecco perché la cessione del quinto a Cavizzano a dipendenti di aziende private con contratto a tempo indeterminato può essere concessa anche a coloro che risultano cattivi pagatori o hanno altri finanziamenti in corso. Di seguito le particolari condizioni di questo prestito in gran parte disciplinate direttamente dalla legge e che quindi sfuggono alla libera contrattazione della banca.

La normativa della cessione del quinto a Cavizzano

La disciplina della cessione del quinto a Cavizzano è prevista dal DPR 180 del 1950, inizialmente questa forma di credito era però riservata a coloro che erano dipendenti pubblici. Con L’art. 1 comma 137 della Legge n. 311/2004 (legge finanziaria 2005) l’applicazione è stata estesa anche ai dipendenti del settore privato. Questa novità di sicuro ha generato forte interesse anche perché non appariva congrua tale differenza di trattamento tra i due settori, sebbene l’impiego pubblico sia sempre stato considerato intoccabile e di conseguenza un prestito erogato a dipendenti pubblici più sicuro. Questo avviene perché non c’è rischio di fallimento delle Pubbliche Amministrazioni e quindi il rischio di perdita del lavoro è ridotto. Inoltre il settore pubblico ha sempre previsto agevolazioni per i dipendenti anche attraverso propri fondi. Essendo però questi limitati, le amministrazioni hanno proceduto alla stipula di convenzioni che assicurano ai dipendenti condizioni di favore per la cessione del quinto a Cavizzano.

La normativa prevede che la cessione del quinto a Cavizzano ai dipendenti con contratto a tempo indeterminato attivo da almeno un anno sia stipulata con un piano di ammortamento di durata massima di 120 mesi. Una volta pagato almeno i 2/5 del debito è possibile chiedere nuovo credito e quindi ottenere altra liquidità prolungando il piano di ammortamento. Ovviamente l’ente erogante non è obbligato a concedere ulteriore liquidità. Ciò implica che in un ipotetico piano di ammortamento di durata decennale, dopo i primi 4 anni è possibile chiedere nuova liquidità. Nel caso in cui il piano di ammortamento iniziale abbia una durata inferiore a 5 anni, la liquidità aggiuntiva può essere chiesta anche prima del pagamento dei 2/5 del prestito. Come tutti i prestiti, anche la cessione del quinto a Cavizzano può essere estinta in anticipo pagando quanto residua.

Documenti necessari

Per capire bene come funziona è bene partire dai documenti per la cessione del quinto a Cavizzano dipendenti necessari per poterlo richiedere. Ovviamente occorrono i documenti di riconoscimento, quindi carta d’identità e codice fiscale. Ovviamente la lista non finisce qui. Occorre:

– il certificato di stipendio, da questo è possibile desumere anche il TFR maturato, questo è importante perché nel caso in cui si verifichi la perdita del lavoro, l’erogante andrà a rivalersi in primo luogo sul TFR. Questo implica che l’importo realmente erogabile sia maggiore quando vi sono molti anni di servizio a carico e il dipendente non abbia mai utilizzato il TFR. Si ricorda che è possibile chiedere un anticipo del TFR in alcune occasioni, come per l’acquisto della prima casa. A questo proposito deve però essere sottolineato che nel caso in cui sia attiva una cessione del quinto a Cavizzano non è possibile chiedere un anticipo del TFR, tranne nel caso in cui l’ammontare già accantonato sia superiore al debito residuo. Nel caso in cui il datore di lavoro vada a concedere l’anticipo anche se il debito residuo è superiore, sarà quest’ultimo il responsabile nei confronti della finanziaria.

– Ultima busta paga: su questa sarà calcolata la rata da pagare in misura massima di un quinto al netto delle ritenute fiscali e previdenziali.

– La Certificazione Unica, ex CUD, dell’ultimo anno.

In seguito allo studio della documentazione fornita viene proposto un prestito, quindi in base allo stipendio viene stabilito un piano di ammortamento per la restituzione delle somme. Molte persone fanno l’errore di ritenere che per poter chiedere questo finanziamento occorra chiedere il permesso al datore di lavoro. In realtà le cose non stanno così. Sia le aziende private sia quelle pubbliche sono obbligate ad accettare la richiesta di pagamento delle rate della cessione del quinto a Cavizzano. Oltremodo non può licenziare il dipendente che abbia chiesto la cessione del quinto a Cavizzano in quanto il licenziamento sarebbe illegittimo. Per il datore di lavoro la trattenuta e il pagamento della rata costituiscono un adempimento amministrativo. Si tratta quindi di un rapporto bilaterale tra il dipendente e l’ente erogante e non vi è bisogno della presenza di garanti o altre garanzie, come beni immobili o mobili. Nel caso in cui il datore di lavoro dimentichi di versare l’importo, l’istituto di credito procede a sollecitare il pagamento. Nel caso in cui l’inadempimento prosegua il lavoratore può dimostrare all’ente erogante che il pagamento è avvenuto in quanto sulla busta paga è presente la trattenuta. L’ente procederà verso il datore di lavoro che, come detto, ha l’onere di adempiere. In questo caso il debitore non viene segnalato alla centrale rischi perché lui ha effettivamente subito la trattenuta. Deve però essere sottolineato che in caso di licenziamento per giustificato motivo o nel caso in cui sia il lavoratore a presentare le sue dimissioni, il datore di lavoro ha l’onere di trattenere e versare alla banca i crediti maturati dal dipendente. Per le rimanenti somme invece non è responsabile, quindi non è costretto a tenere un dipendente che si è comportato in modo sleale verso l’azienda solo perché questo ha attivato la cessione del quinto a Cavizzano, può licenziarlo. In questo caso si attiva, nei tempi e modalità che si vedranno in seguito, la polizza assicurativa. Un altro timore che molte persone hanno prima di chiedere un prestito con cessione del quinto a Cavizzano è che i colleghi possano venire a sapere delle difficoltà economiche in cui versa. In realtà il datore di lavoro, pur essendo coinvolto nel rapporto tra creditore e debitore in qualità di sostituto nel versamento degli importi, è tenuto al rispetto del Codice Privacy e quindi non può diffondere la notizia.

Garanzie/polizze necessarie per la cessione del quinto a Cavizzano dipendenti aziende private

Si è detto già in precedenza che la cessione del quinto a Cavizzano è una forma di credito disciplinata in larga parte dalla legge. Proprio quest’ultima richiede per attivare la cessione del quinto a Cavizzano a dipendenti con

contratto a tempo indeterminato assunti da almeno un anno la stipula di un’assicurazione. Il DPR prevede che sia stipulata una polizza a copertura del rischio vita e di lavoro. Queste hanno il vantaggio di esonerare dal pagamento del residuo nel momento in cui si verificano questi due eventi. Vi sono però delle differenze perché nel caso di perdita di vita a trarne beneficio sono gli eredi che non sono costretti a versare le somme residue. Per la perdita del lavoro devono essere fatte delle differenze. In primo luogo l’istituto che ha erogato il credito potrà rifarsi sul trattamento di fine rapporto, quindi l’eventuale perdita sarebbe solo il residuo. In secondo luogo nel momento in cui il debitore dovesse trovare nuovamente un lavoro sarà lui a dover versare quanto dovuto, in questo caso la compagnia di assicurazione opera la rivalsa nei confronti del debitore principale.

Nel caso di stipula della cessione del quinto a Cavizzano con Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer S.r.l. , agente in attività finanziaria monomandatario di Credem Banca SPA, la polizza rischio vitae lavoro non deve essere stipulata separatamente, ma sarà parte del finanziamento stesso. Questo vuol dire che si avrà una rata fissa, sempre di uguale importo e trasparente perché non ci sono brutte sorprese legate alla polizza assicurativa obbligatoria. La società opera in tutta Italia ed è sempre possibile chiedere un preventivo per la cessione del quinto a Cavizzano a dipendenti di aziende private con contratto a tempo indeterminato attivo da almeno un anno. Lo stesso è gratuito e non vincolante. Grazie a convenzioni con il Ministero della Difesa- Forze Armate, Ministero Della Giustizia, Ministero Della Salute, Ministero Dell’ambiente E Tutela Del Territorio E Del Mare, Ministero Delle Politiche Agricole, Alimentari E Forestali, Ministero Dell’economia E Finanze, Ministero Dell’interno, Ministero Dell’interno – Dipartimento Della Pubblica Sicurezza, Ministero Dell’istruzione, Università E Ricerca, Ministero Dello Sviluppo Economico, Ministero Infrastrutture E Trasporti – Capitanerie Di Porto Ministero Per I Beni E Le Attività Culturali è possibile avere la cessione del quinto a Cavizzano dipendenti a condizioni particolarmente favorevoli.

Proprio per questo motivo è fondamentale contattare la Cofer Srl, agente monomandatario Banca Credem Spa, per richiedere un preventivo gratuito e senza impegno. In questo modo sarà possibile verificare le soluzioni a disposizione e quale sia quella migliore per le proprie esigenze.

Delega di pagamento per dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali

Che cos’è la delega di pagamento

La delega di pagamento viene definita anche con il termine prestito con delega e consiste in una particolare forma di credito personale garantita attraverso il proprio stipendio. Infatti si ottiene un finanziamento di importo variabile, da affiancare alla cessione del quinto a Cavizzano, finalizzato ad avere una maggiore liquidità e non all’acquisto di beni oppure di servizi. La copertura è data da un’ulteriore cessione del quinto a Cavizzano in busta paga: di conseguenza l’ammontare finale della rata per il rimborso può ammontare anche alla metà oppure ai due quinti dello stipendio netto mensile (il cosiddetto doppio quinto). Ciò dipende dalle condizioni contrattuali, dalla durata del prestito (si va da un minimo di 12 mesi a un massimo di 120) e dalla sua entità. In ogni caso questa forma di finanziamento è riservata soltanto ai lavoratori dipendenti con un contratto a tempo indeterminato che siano privati, pubblici e statali (impiegati presso gli enti locali oppure presso i Ministeri). Si adotta il termine delega di pagamento perché è la stessa azienda oppure lo stesso ente datore di lavoro a rimborsare il debito trattenendo la percentuale indicata in busta paga e accreditandola all’istituto di credito che ha emesso il prestito. Questa operazione può essere effettuata soltanto dietro delega del lavoratore beneficiario del prestito. Si ricorda comunque che questa forma di finanziamento non prevede obblighi legislativi nei confronti del datore di lavoro. Proprio per questo motivo gli enti oppure le aziende di riferimento non sono obbligati per legge ad accettare la delega. Invece la semplice cessione del quinto a Cavizzano risulta essere un diritto del lavoratore e non necessita dell’accettazione da parte del datore di lavoro. Comunque, nel caso in cui l’azienda o l’ente accettino la delega di pagamento, questi possono richiedere il pagamento degli oneri per il servizio che vanno a fornire.

La delega di pagamento per dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali

Optare per un finanziamento tramite la formula della delega di pagamento è una soluzione che consente ai dipendenti ministeriali e della pubblica amministrazione di ottenere diversi vantaggi. Tra questi si ricordano:

tassi concordati direttamente con l’ente previdenziale di riferimento;

– possibilità di optare per la delega di pagamento anche se si fruisce già di un finanziamento a fronte della cessione del quinto a Cavizzano dello stipendio. In questo modo si ottiene una maggiore liquidità. Tuttavia l’ammontare della rata complessiva ceduta all’ente creditizio non può superare la metà dello stipendio netto;

– per l’intera durata del prestito viene applicato un tasso fisso. Di conseguenza le rate per il rimborso del finanziamento rimangono stabili e non subiscono incrementi a causa dell’aumentare degli indici di riferimento;

– possibilità di avere una maggiore disponibilità finanziaria senza dover sottoscrivere ipoteche oppure fideiussioni e senza dover avere un garante terzo che si impegni per le restituzione dell’importo. Infatti la rata viene rimborsata attraverso la cessione diretta di un quinto dello stipendio oppure di una percentuale superiore il cui ammontare è stato stabilito nel contratto;

– possibilità per il dipendente ministeriale o della pubblica amministrazione di richiedere una dilazione fino a 120 rate;

– messa a disposizione del lavoratore che richiede il finanziamento di una copertura assicurativa che interessa anche gli altri componenti del nucleo familiare. Si tratta di una maggiore forma di tutela in caso di decesso oppure di perdita dell’impiego e viene compresa nel finanziamento senza costi aggiuntivi;

– possibilità di richiedere questa forma di prestito anche se il lavoratore statale o pubblico è stato inserito all’interno della categoria dei cattivi pagatori oppure se è stato protesto. Infatti, a differenza di quanto accade per l’erogazione di mutui, conti correnti oppure carte di credito, la delega di pagamento per dipendenti pubblici e ministeriali non necessita di controlli di solidità finanziaria. Ciò avviene in quanto è lo stesso ente oppure la stessa pubblica amministrazione per la quale il beneficiario presta servizio a farsi garante del rimborso del prestito. Proprio per il fatto di avere un rapporto occupazionale a tempo indeterminato presso un ente locale, la PA oppure un Ministero, l’istituto finanziario ha la certezza che il dipendente percepisce mensilmente lo stipendio stabilito dal contratto di lavoro. Di conseguenza risulta essere garantito anche l’accredito diretto delle rate per il rimborso del prestito;

– il fatto che si ottiene liquidità senza dover svolgere un iter burocratico complicato. Infatti per accedere alla delega di pagamento non si devono presentare preventivi oppure fatture di acquisto e neppure motivazioni sulla destinazione d’uso del denaro erogato;

– il fatto che si tratta di un finanziamento a breve termine, la cui durata non supera i 10 anni. Questa soluzione consente una maggiore flessibilità e permette di suddividere l’importo da rimborsare in massimo 120 rate mensili. In questo modo si evita di dover impegnare una percentuale del proprio stipendio per un lungo arco di tempo.

Si ricorda che l’erogazione di un prestito privilegiato a queste categorie di lavoratori è legato all’accordo diretto tra l’Istituto Previdenziale INPDAP e Credem. In questo modo diventa possibile applicare alla transazione economica i tassi più bassi rispetto a quelli medi che interessano il mercato di riferimento.

Chi può fare domanda

La convenzione INPDAP 2014 interessa diversi Ministeri con e senza portafoglio. Quindi possono accedere alla delega di pagamento, oltre ai dipendenti della pubblica amministrazione, quelli ministeriali che lavorano presso:

– il Ministero degli Affari Esteri in Italia;
– il Ministero delle Comunicazioni;
– il Ministero della Difesa;
– il Ministero dell’Ambiente e per la Tutela del Territorio e del Mare;
– il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
– il Ministero della Difesa per le Forze Armate;
– il Ministero per i Beni e le Attività Culturali;
– il Ministero Commercio con l’Estero;
– il Ministero dell’Interno;
– il Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza;
– il Ministero delle Finanze;
– il Ministero dei Lavori Pubblici;
– il Ministero di Grazia e Giustizia;
– il Ministero della Salute e della Sanità;
– il Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato;
– il Ministero dell’Economia e delle Finanze;
– il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
– il Ministero per le Pari Opportunità ;
– il Ministero per lo Sviluppo Economico;
– il Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali;
– il Ministero della Pubblica Istruzione;
– il Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica;
– il Ministero dei Trasporti e della Navigazione – Capitanerie di Porto;
– il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica.

Proprio per il fatto che la convenzione interessa anche il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno e l’ambito delle Forze Armate relazionate al Ministero della Difesa, possono accedere al prestito in Convenzione INPS anche i membri dell’esercito e delle forze di polizia. Rientrano nella prima categoria i dipendenti di:

 – Tutti i corpi dell’Esercito Italiano;
– Arma dei Carabinieri;
– Marina Militare;
– Aviazione.

Invece fanno parte delle forze di polizia sotto il controllo del Ministero degli Interni i membri di:

– Guardia di Finanza;
– Polizia di Stato;
– Polizia Penitenziaria;
– Corpo Forestale.

A tutti i membri di questi corpi ministeriali, militari e di polizia viene riconosciuto l’accesso al credito attraverso la forma della delega di pagamento usufruendo al tempo stesso del miglior tasso sul mercato. Inoltre bisogna tenere a mente che rientrano nella sezione dipendenti statali anche i dipendenti degli enti locali. Di conseguenza possono richiedere questa forma di finanziamento i soggetti che hanno un contratto a tempo indeterminato presso:

– ASL;
– Comuni;
– Province;
– Regioni (sia quelle a Statuto Ordinario che quelle a Statuto Speciale);
– enti ospedalieri.

Infatti si tratta di dipendenti del comparto pubblico che prestano le proprie prestazioni lavorative all’interno dei confini di una determinata circoscrizione territoriale. Al tempo stesso si occupano della fornitura di servizi e dello svolgimento di interessi pubblici all’interno di quest’area ben delimitata.

La soluzione offerta da Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer Srl, agente monomandatario Credem Banca SpA

La delega di pagamento per dipendenti della pubblica amministrazione e ministeriali viene regolata dall’articolo 1269 del Codice Civile e dal DPR 180/1950. In base a quanto previsto dalla legge possono erogare il prestito soltanto le società finanziarie e gli istituti di credito che risultano essere convenzionati con l’amministrazione pagante. Tra i vari agenti che si possono contattare per accedere al prestito si ricordano gli agenti in attività finanziaria legati a Credem Banca SpA, in grado di garantire condizioni estremamente favorevoli. I requisiti richiesti sono minimi in quanto il beneficiario deve semplicemente essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso la pubblica amministrazione oppure un ente statale e avere una minima anzianità lavorativa. Invece la documentazione necessaria per poter sottoscrivere il contratto comprende:

– un documento di identità in corso di validità (carta d’identità, patente oppure passaporto);
– l’ultima certificazione di reddito attestante il fatto di essere un dipendente a tempo indeterminato statale oppure presso una pubblica amministrazione. In alternativa si può consegnare l’ultima busta paga;
– il documento per l’Informativa e Consenso Privacy sottoscritto;
– codice fiscale;
– ultimo CUD valido.

Possono essere richiesti altri documenti a seconda di quale sia la tipologia dell’amministrazione pubblica oppure del Ministero di appartenenza. Di conseguenza è bene verificare presso l’ufficio preposto. Comunque la lista della documentazione può essere fornita direttamente dai consulenti finanziari a cui ci si rivolge. Inoltre bisogna tenere a mente che anche l’amministrazione pubblica o statale presso cui è impiegato il dipendente deve produrre alcuni documenti. Nella categoria rientrano:

– il certificato di stipendio;
– allegati ministeriali;
– l’atto di autorizzazione alla delega compilato e sottoscritto dal datore di lavoro oppure dal dirigente.

Prima di procedere è bene verificare con attenzione quale sia la propria situazione reddituale e creditizia e l’ammontare delle spese fisse mensili ricorrenti. La soluzione migliore è che l’entità della rata mensile sia pari oppure inferiore al 20% dello stipendio. Tuttavia si ricorda che l’ammontare della rata dipende da diversi fattori, quali:

– il reddito del beneficiario del finanziamento;
– l’entità del prestito erogato;
– le disponibilità economiche e la situazione finanziaria del dipendente;
– il tipo di piano di ammortamento seguito per la restituzione del denaro.

Proprio per questo motivo è fondamentale contattare la Cofer Srl, agente monomandatario Banca Credem Spa, per richiedere un preventivo gratuito e senza impegno. In questo modo sarà possibile verificare le soluzioni a disposizione e quale sia quella migliore per le proprie esigenze. cessione del quinto Cavizzano localita del comune di Varese Ligure in provincia di La Spezia Liguria

Cessione del quinto pensionati Varignana-Palesio – Bologna

Cessione quinto pensionati Varignana-Palesio in convenzione con inps Varignana-Palesio – ex inpdap Varignana-Palesio – enasarco Varignana-Palesio e tutti gli altri enti pensionistici di Varignana-Palesio , finanziamenti sino 89 anni di età non compiuti a scadenza del finanziamento.

Cos’è la cessione dei quinto a Varignana-Palesio a ? Conviene ricorrere ad essa per far fronte ad un’esigenza di denaro? E fino a che età si può richiedere?
Sono sicuramente queste ed altre le domande che si pone chi cerca denaro e ha scoperto l’opportunità di ottenere un prestito attraverso questa speciale formula senza però conoscerne i dettagli.

La cessione del quinto a Varignana-Palesio è un prestito interessante per chi ha una pensione o dispone di una busta paga. Comoda per la sua metodologia di restituzione e perché strutturata in modo da essere sostenibile per chi la richiede, può essere anche erogata secondo convenzioni stipulate con l’Inps, l’ex Inpdap – Ensarco e gli altri enti pensionistici.

cessione del quinto della pensione

Ma come fare a valutare la convenienza di questo tipo di finanziamento

Per chi cerca un prestito è molto facile trovare numerosissime offerte, ma è senz’altro più difficile scegliere la migliore.
É importante precisare fin da subito che nel mondo finanziario la convenienza non è un concetto assoluto, ma dipende dalle esigenze del momento, dalla propria situazione economica, dal proprio stile di vita e dalla reale possibilità di accedere a specifici prestiti.

Non tutti i finanziamenti sono infatti aperti a tutti. Alcuni sono riservati a specifiche categorie professionali e bisogna aggiungere che, per quanti in passato non hanno saldato i loro debiti con regolarità, la condizione di cattivo pagatore o protestato può precludere molte possibilità di accesso al credito.
La cessione del quinto a Varignana-Palesio è disponibile anche per quanti sono iscritti nei registri del CRIF.
Ma ecco una serie di informazioni su questa forma di prestito, utili a chi sta pensando di ricorrervi.

Cos’è la cessione del quinto a Varignana-Palesio

La cessione del quinto a Varignana-Palesio è un prestito personale non finalizzato. In parole molto più semplici, è un normale modo di ottenere una somma di denaro.
Rispetto ad altri tipi di finanziamento vanta diverse particolarità, la più importante, da cui discende il suo nome, è la metodologia di rimborso.
Chi ha fatto richiesta di cessione del quinto a Varignana-Palesio, rimborserà mensilmente il suo debito con rate che non possono superare il 20%, cioè la quinta parte dello stipendio o della pensione percepita.

Questo significa che, se il prestito viene richiesto da una persona che guadagna 2 mila euro al mese, la rata di rimborso non potrà essere più alta di 400€.
Questo aspetto si rivela molto importante perché rende la restituzione del prestito sempre sostenibile.

Occorre inoltre precisare che il quinto dello stipendio rappresenta una soglia limite. Se ad esempio la stessa persona che guadagna 2mila euro al mese vuole restituire il suo prestito con una rata più bassa potrà farlo rendendola ancora più comoda e sostenibile.

Questa forma di finanziamento rappresenta quindi un prezioso strumento per evitare una sovraesposizione finanziaria e l’accesso al credito attraverso di essa è un diritto riconosciuto al cittadino fin dal 1950 attraverso la legge 180/1950.

Il rimborso è a carico dell’azienda o dell’ente pensionistico

Tra le ulteriori particolarità della cessione del quinto a Varignana-Palesio c’è il metodo attraverso cui le rate dovute vengono versate all’istituto di credito.
I versamenti delle somme da rimborsare non dovranno infatti essere effettuati da chi ha richiesto il prestito, ma dalla sua azienda o dal suo ente previdenziale mediante una trattenuta alla fonte.

L’iter per l’ottenimento della cessione del quinto a Varignana-Palesio richiede infatti che l’azienda o l’ente previdenziale siano informati dell’avvenuto prestito e si facciano carico di versare le rate di rimborso all’istituto di credito.

Chi ha richiesto il prestito non dovrà sobbarcarsi l’onere del versamento delle rate. In busta paga o sul cedolino troverà mensilmente annotata la trattenuta alla fonte effettuata.

Questo metodo di rimborso si rivela molto comodo e mette anche al riparo da possibili dimenticanze. Spesso infatti chi deve versare rate mensili per mancanza di tempo o per semplice distrazione potrebbe dimenticare di pagare il dovuto entro le date di scadenza finendo così nei registri del CRIF e andando incontro ad una serie di difficoltà per l’accesso a nuovi finanziamenti.

La cessione del quinto a Varignana-Palesio è la soluzione ideale per i cattivi pagatori

Quanti sono iscritti nei registri del CRIF hanno sicuramente molte difficoltà di accesso al credito.
Prima di prestare somme di denaro grandi o piccole gli istituti finanziari vogliono essere certi che il capitale venga interamente rimborsato con la maggiorazione degli interessi.

A questo scopo vengono tipicamente analizzate le garanzie che vengono offerte da chi richiede il prestito e la sua storia di debitore. Per questo motivo, chi in passato non ha rimborsato i suoi debiti con regolarità si vedrà rifiutare il credito.

In questi casi la cessione del quinto a Varignana-Palesio risolve ogni problema perché non necessita di garanzie. Per l’istituto di credito è sufficiente sapere che il debitore ha un’entrata economica fissa data dallo stipendio o dalla pensione e che, attraverso la trattenuta alla fonte, le rate saranno versate entro i termini stabiliti.

L’iter per ottenere la cessione del quinto a Varignana-Palesio si presenta particolarmente semplificato per chi dipende da aziende pubbliche o percepisce la pensione da uno degli enti previdenziali convenzionati.
Sarà sufficiente presentare una richiesta, un documento di identità, il codice fiscale e la documentazione che attesta la propria posizione di dipendente o pensionato.
Per gli enti previdenziali convenzionati saranno applicate le condizioni di vantaggio previste.

Con la cessione del quinto a Varignana-Palesio non c’è bisogno di garanzie e garanti

Quando si desidera un prestito uno degli aspetti più fastidiosi riguarda la necessità di offrire garanzie o di rivolgersi a qualcuno disposto a fare da garante.

La gestione economica delle proprie risorse è un fatto privato e che potrebbe non vedere d’accordo gli altri sul modo in cui si intende portarla avanti.
Offrire un bene in garanzia, ponendo ad esempio un’ipoteca sulla casa, potrebbe non rendere felice il coniuge e questo genererebbe liti in famiglia.

Potrebbe inoltre essere causa di imbarazzo l’idea di dover chiedere a un amico o a un familiare di fare da garante per un prestito. Tra l’altro si potrebbero non avere persone care che siano in condizioni di garantire.

Con la cessione del quinto a Varignana-Palesio tutti questi problemi spariscono. La garanzia è offerta dal proprio lavoro, dalla sua stabilità e dal fatto che, per come viene effettuato il rimborso, non potranno esserci ritardi o problemi nel versamento della rata.

Non è necessario spiegare perché si desidera il denaro

La cessione del quinto a Varignana-Palesio è un prestito non finalizzato, ciò vuol dire che non è necessario giustificare i motivi per cui si richiedono i soldi.

Questo rappresenta un notevole vantaggio e prima di chiedere un prestito finalizzato è sempre utile chiedersi se con una cessione del quinto a Varignana-Palesio si possano ottenere le stesse somme a condizioni più convenienti.

Spesso, a chi effettua un acquisto importante, viene proposto un finanziamento finalizzato. Per semplicità si è portati ad accettare, ma prima di scegliere è utile richiedere un preventivo per ottenere la stessa somma mediante cessione del quinto a Varignana-Palesio e valutarne la convenienza.

La cessione del quinto a Varignana-Palesio può inoltre essere vantaggiosa quando non si ha bisogno di un finanziamento per uno scopo specifico ma si vogliono risolvere delle situazioni pregresse.
Molte persone utilizzano questo prestito per saldare i vecchi debiti e ottenere una nuova rata più comoda oppure lo utilizzano in quelle fasi della vita in cui si accumulano molte spese di diverso tipo e si desidera la liquidità sufficiente per far fronte a tutto.
In ogni caso non si dovrà giustificare come si è deciso di spendere i soldi e non bisognerà presentare preventivi o fatture di acquisti.

Età per chiedere la cessione del quinto a Varignana-Palesio e durata massima del finanziamento

La cessione del quinto a Varignana-Palesio è un tipo di finanziamento che può durare al massimo 120 mesi, cioè 10 anni.
Chi la richiede deve poter estinguere il debito entro il compimento dell’ottantanovesimo anno di età.

Ciò vuol dire che un finanziamento di 10 anni può essere richiesto entro il compimento del settantanovesimo anno di età, mentre un prestito di due anni può essere richiesto entro il compimento dell’ottantasettesimo anno di età.

I vantaggi del tasso fisso

Tra le caratteristiche della cessione del quinto a Varignana-Palesio c’è l’applicazione di un tasso fisso.
Questo permette di avere una rata di importo bloccato per tutta la durata del finanziamento.

Per i prestiti a tasso variabile gli andamenti del mercato possono portare a brutte sorprese facendo schizzare l’importo della rata verso l’alto e rendendo il suo pagamento insostenibile.
Con la cessione del quinto a Varignana-Palesio si ha sempre la certezza di avere una rata commisurata al proprio guadagno e senza sorprese.

Rischio vita, la polizza che rende la cessione del quinto a Varignana-Palesio un prestito sicuro

Non tutti sanno che i debiti vanno a far parte dell’eredità. Un genitore che muore avendo ancora dei debiti da pagare li trasmette automaticamente ai suoi figli.

Un’eredità spiacevole anche perché chi la riceve potrebbe non essere in condizioni economiche tali da farvi fronte.
La cessione del quinto a Varignana-Palesio si rivela sicura anche da questo punto di vista.
Include infatti una polizza vita obbligatoria grazie alla quale, nel malaugurato caso in cui si verificasse la premorienza del debitore, sarà l’assicurazione ad estinguere il debito per conto degli eredi.
Una soluzione tranquillizzante per persone giovani, ma soprattutto per quei pensionati che vorrebbero concedersi qualche spesa in più, ma preferiscono non chiedere prestiti proprio per evitare il rischio di gravare sui loro figli dopo la morte.

Come richiedere la cessione del quinto a Varignana-Palesio

Prima di richiedere la cessione del quinto a Varignana-Palesio è utile formulare il proprio preventivo che sarà totalmente gratuito e non comporterà alcun vincolo.

Per avere maggior informazioni sarà possibile rivolgersi a Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer Srl, agente in attività finanziaria monomandatario a cui richiedere tutti i dettagli per la cessione del quinto a Varignana-Palesio Credem Banca.

Questo istituto finanziario vanta numerose convenzioni per poter accedere a condizioni particolarmente favorevoli.
Sono disponibili soluzioni convenzionate per i pensionati Inps, ex Inpdap – Enasarco e tutti gli altri enti pensionistici.
Credem vanta inoltre convenzioni con le forze dell’ordine e in particolare con carabinieri e guardia di finanza ed è inoltre convenzionata con
– Ministero degli Affari Esteri Varignana-Palesio ,
– Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Varignana-Palesio,
– Ministero della Difesa Varignana-Palesio,
– Ministero della Difesa – Forze Armate Varignana-Palesio,
– Ministero della Giustizia Varignana-Palesio,
– Ministero della Salute Varignana-Palesio ,
– Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare Varignana-Palesio,
– Ministero delle Politiche Agricole Varignana-Palesio, Alimentari e Forestali Varignana-Palesio,
– Ministero dell’Economia e Finanze Varignana-Palesio,
– Ministero dell’Interno Varignana-Palesio,
– Ministero dell’Interno Dipartimento della Pubblica Sicurezza Varignana-Palesio,
– Ministero dell’Istruzione Varignana-Palesio, Università e Ricerca Varignana-Palesio,
– Ministero dello Sviluppo Economico Varignana-Palesio,
– Ministero Infrastrutture e Trasporti – Capitanerie di Porto
– Ministero per i Beni e le Attività Culturali Varignana-Palesio.

Cessione quinto dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali in convenzione

Cessione quinto dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali in convenzione

Quando si parla di cessione del quinto a Varignana-Palesio ci si riferisce ad un prestito rivolto a chi, privato, dipendente pubblico, pensionato o invalido, necessita di una cospicua somma di denaro destinata a soddisfare i propri bisogni. Si tratta di una tipologia di prestito molto particolare che per poter essere attivata, si serve di determinate caratteristiche. Andremo ad analizzare quali sono le principali caratteristiche per poter usufruire della cessione del quinto a Varignana-Palesio se si è dipendenti della pubblica amministrazione o ministeriali convenzionati.

Cos’è la cessione del quinto a Varignana-Palesio e quali sono le sue principali caratteristiche

La cessione del quinto a Varignana-Palesio rientra nella categoria dei prestiti non finalizzati a Varignana-Palesio. Si tratta di una modalità di erogazione del denaro per lavoratori dipendenti in possesso di un contratto a tempo indeterminato, dipendenti statali e pubblici, pensionati e invalidi. Per quanto riguarda la categoria dei lavoratori, si può dire che il denaro che viene erogato da un istituto di credito, sarà poi restituito nella misura del 20% per mezzo del datore di lavoro, che detrarrà la somma necessaria direttamente dallo stipendio del lavoratore. Il 20% corrisponde a un quinto della busta paga ed è per questo che l’istituto viene chiamato appunto, cessione del quinto a Varignana-Palesio.

La cessione del quinto a Varignana-Palesio funziona come un normale prestito, quindi vi è l’erogazione della somma richiesta dal lavoratore direttamente sul suo conto corrente personale. La restituzione invece, viene realizzata con una diversa modalità. Quando abbiamo parlato di un quinto dello stipendio, intendiamo proprio la restituzione che avviene per mano del datore di lavoro, verso la finanziaria che avrà erogato il denaro. Per cui il dipendente, dopo aver stipulato il prestito, non dovrà preoccuparsi del pagamento delle rate, perché ciò viene realizzato direttamente attraverso la trattenuta in busta paga nella misura di un quinto dello stipendio netto.

Menzionando la categoria dei prestiti non finalizzati Varignana-Palesio, è necessario darne definizione per fare chiarezza sull’argomento. Si parla di prestiti non finalizzati a Varignana-Palesio quando l’istituto di credito che eroga il denaro o la finanziaria, non è tenuta a verificare la destinazione che avrà il denaro. Per cui, il richiedente potrà chiedere una certa somma e non dovrà fornire alcun tipo di destinazione. Sarà obbligato però, ovviamente, a restituire il denaro entro la durata del prestito. I prestiti non finalizzati a Varignana-Palesio rientrano nella categoria dei prestiti personali.

Altra menzione doverosa quando si parla di cessione del quinto a Varignana-Palesio, riguarda quelle categorie di persone che in passato hanno avuto dei problemi relativi a pagamenti non effettuati. Stiamo parlando dei cattivi pagatori. Si tratta di un problema frequente, soprattutto al giorno d’oggi. Queste persone non riescono a pagare i loro debiti poiché non dispongono di una somma di denaro necessaria e ovviamente nessuno vuole concedere loro un prestito data la reputazione acquisita. Quando accade ciò, queste persone vengono segnalate ad una Centrale Rischi. Si tratta di un sistema informativo relativo all’indebitamento della clientela verso istituti di credito e banche. Grazie a questo sistema sarà proprio la Centrale Rischi a favorire la clientela meritevole. Vi sono anche centrali di rischi private che vengono chiamate sistemi di informazioni creditizie (Sic) che

tengono in memoria per almeno cinque anni tutti i cattivi pagatori segnalati. Ad oggi i tempi massimi di conservazione dei nominativi dei cattivi pagatori, sono ridotti a tre, a seconda della qualità del credito che viene segnalato.

Il cattivo pagatore quindi, è colui che paga in estremo ritardo alcune rate di un finanziamento, oppure quando non ha dimostrato di essere un debitore affidabile. In questi casi quindi, sarà difficile richiedere un nuovo prestito senza fornire garanzie adatte all’ottenimento del denaro. Quando si parla di cessione del quinto a Varignana-Palesio questa eventualità non è contemplata, poiché sono ammessi a ricevere denaro attraverso questo prestito, proprio i cattivi pagatori, coloro che abbiano ricevuto un protesto oppure chi avrà subito un pignoramento. Spesso questa modalità di prestito permette di ottenere del denaro da destinare proprio al pagamento di alcuni insoluti ed è per questa ragione che non si può negare loro l’accesso alla cessione del quinto a Varignana-Palesio.

È necessario chiarire anche gli aspetti relativi alle garanzie per richiedere la cessione del quinto a Varignana-Palesio. In questi casi non sono richieste garanzie poiché, con la cessione del quinto a Varignana-Palesio i rischi di insolvenza del credito diventano davvero minimi, poiché ci si collegherà alla fonte di reddito primaria per la restituzione del denaro. È possibile inoltre, richiedere un secondo quinto dello stipendio con la delega di pagamento. In questo caso parleremo della cessione del doppio quinto.

Come si calcola la cessione del quinto a Varignana-Palesio

Sapere come si calcola la cessione del quinto a Varignana-Palesio è importante, poiché grazie a queste semplici formule si potrà avere la contezza della cifra necessaria che verrà detratta mensilmente dal proprio stipendio.

Prima di procedere al calcolo vero e proprio però, è importante fornire alcune indicazioni utili. Chi si rivolge ad un istituto di credito autorizzato per poter richiedere il finanziamento con la cessione del quinto a Varignana-Palesio, dovrà fornire l’ultima busta paga ricevuta, un documento cartaceo dove viene indicato il compenso retributivo riferito ad un certo periodo, il cosiddetto cedolino. Questo prospetto poi, dovrà riportare delle informazioni precise riguardanti i dati anagrafici relativi al datore di lavoro ma anche del dipendente, la tipologia del lavoro svolto, l’inquadramento e il contratto collettivo nazionale di categoria.

Il cedolino relativo alla busta paga dovrà presentare degli elementi fissi relativi alla retribuzione. Per cui andrà indicata la paga minima come da contratto collettivo che potrà variare in base al livello e al settore economico, elementi fissi che vengono stabiliti in contratto collettivo, scatti di anzianità, superminimi e indennità di contingenza.

Vi sono poi degli elementi variabili relativi alla malattia, straordinari, infortuni, ferie, festività e fringe benefit, permessi pagati, indennità particolari riferibili alla reperibilità, mensa, turni, trattenute fiscali e previdenziali.

Quando si stanzia il prestito con la cessione del quinto a Varignana-Palesio si prevedono costi operativi riguardanti la commissione e il tasso di interesse addebitati sulla rata da restituire corrisposta al datore di lavoro che dovrà detrarre un quinto dello stipendio del richiedente (20%).

È bene quindi, simulare la cessione del quinto a Varignana-Palesio basandosi sullo stipendio netto che viene ottenuto

escludendo le componenti variabili, includendo la tredicesima e la quattordicesima. L’importo verrà poi suddiviso in dodici mensilità che sono quelle relative all’anno e la cifra che verrà fuori verrà ridivisa per il quinto dello stipendio, quindi per cinque. Il risultato di questa operazione corrisponderà alla somma di denaro cedibile come rata mensile.

La cessione del quinto a Varignana-Palesio può essere richiesta per un tempo che non superi i dieci anni, quindi il numero di rate massime, saranno erogate per centoventi mesi.

Ciò che sarà più importante nella simulazione della cessione del quinto a Varignana-Palesio, sono gli interessi da corrispondere all’istituto di credito. Questi vengono indicati nelle varie offerte delle finanziarie e banche. A differenza delle spese accessorie e le polizze obbligatorie da stipulare, queste vengono individuate all’interno del contratto. La polizza assicurativa è importante poiché, l’istituto di credito si dovrà cautelare contro eventuali perdite del lavoro da parte del dipendente. È bene sapere però, che le assicurazioni non sempre vengono imposte dalle finanziarie ma possono essere scelte liberamente, in base alle offerte presenti in mercato, selezionando ovviamente quella meno costosa.

Ciò che è interessante, nel caso del calcolo preciso della cessione del quinto a Varignana-Palesio e dei suoi relativi interessi, è il TAEG. Questo tasso include i costi nella loro totalità e il suo calcolo permette di avere una percentuale globale relativa al finanziamento. Queste informazioni sono reperibili dall’offerta fatta dalla banca.

cessione del quinto a Varignana-Palesio per dipendenti pubblici e ministeriali

Anche per i dipendenti pubblici, statali e convenzionati con i ministeri, è possibile avere accesso alla cessione del quinto a Varignana-Palesio in qualità di prestito personale. Con ciò si potrà beneficiare di diversi plus riconosciuti dalla normativa specifica riferita a questo caso. Per cui potremo dire che la cessione del quinto a Varignana-Palesio da riferirsi ai dipendenti ministeriali non può essere negata dal datore di lavoro.

Le caratteristiche sono le stesse esplicate in precedenza, per cui non ci sarà bisogno di indicare la finalità del prestito, il rimborso avviene detraendo un quinto dello stipendio, la rata verrà liquidata mensilmente detraendo dalla busta paga la cifra concordata da versare all’intermediario finanziario. Poiché si tratta di dipendenti statali, non vi sarà bisogno di rilasciare garanzie poiché queste verranno ricavate semplicemente dalla stabilità del reddito. È importante ricordare in questi casi, che più lo stipendio sarà alto e più alto sarà il prestito ottenibile. Il prestito avrà un tasso e una rata costante per tutta la durata del piano di ammortamento e verrà però, richiesta la stipula di un’assicurazione che subentra nel caso in cui vi sia licenziamento o premorienza.

I dipendenti ministeriali convenzionati dovranno fornire all’istituto di credito dei documenti validi per poter avviare la pratica, che corrispondono alla carta d’identità, codice fiscale e modello CUD o l’ultima busta paga percepita. Si tratta di requisiti considerabili garantiti. Per questo, accedere alla cessione del quinto a Varignana-Palesio con un contratto da dipendente pubblico sarà praticamente certo, basterà fornire le generalità richieste.

I dipendenti ministeriali hanno il privilegio di poter ottenere dei prestiti grazie alla Convenzione INPSE EX GESTIONE INPDAP. Quindi sarà possibile richiedere denaro anche per chi è dipendente statale dei ministeri, seza portafoglio e con portafoglio.

In elenco troviamo i ministeri convenzionati che permettono l’erogazione della cessione del quinto a Varignana-Palesio. Questi sono: Ministero degli Affari Esteri in Italia, Ministero dell’Ambiente e per i Beni e Attività culturali, Ministero della Tutela del territorio e del mare, Ministero della Difesa e delle Forze Armate, Ministero delle Finanze, Ministero delle Comunicazioni, Ministero della Difesa, Ministero di Grazia e Giustizia, Ministero dell’Interno e del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Ministero dell’Industria, Ministero del Lavoro delle Politiche Sociali, Ministero dei Lavori Pubblici, Ministero della Sanità, Ministero del Tesoro e dei Trasporti, Ministero della Pubblica Istruzione, Ministero delle Pari Opportunità e Ministero dell’università e Ricerca Scientifica, Ministero delle politiche agricole, Ministero dello Sviluppo economico, Capitanerie di porto, Arma dei Carabinieri.

È importante anche segnalare i dipendenti di vari enti locali operanti nella pubblica amministrazione. Questi infatti, sono considerati dipendenti del comparto pubblico che operano entro una determinata circoscrizione. In questo caso potranno usufruire dei vantaggi che fornisce la Convenzione Inps e stiamo parlando di: comuni, province, regioni, asl ed enti ospedalieri.

In questi casi sarà possibile usufruire di prestiti che diano diritto a tassi più bassi rispetto a quelli medi del mercato di riferimento. Il Taeg in questo caso non supererà mai il 10% e le durate però, saranno le stesse. Sarà possibile stipulare contratti fino a centoventi mesi, cioè dieci anni.

Tutti i dipendenti di questi Ministeri che godono della convenzione e gli enti locali menzionati, potranno rivolgersi presso la Cofer Srl agente monomandatario Banca Credem Spa per richiedere una consulenza circa il rilascio della cessione del quinto a Varignana-Palesio, usufruendo dei vantaggi già esplicati, come i tassi agevolati. È possibile contattare la Cofer Srl sia telefonicamente o compilando il Form. In questo caso si potrà richiedere un preventivo di cessione del quinto a Varignana-Palesio prevista per la categoria in esame. Solo dopo aver conosciuto tutte le condizioni relative al rilascio del prestito, condizioni e tassi, sarà possibile accedervi fissando un appuntamento con l’agente.

Cessioni quinto dipendenti aziende private con contratto a tempo indeter-minato ed almeno 1 anno di servizio

La cessione del quinto a Varignana-Palesio è una forma di prestito sempre più richiesta perché offre molte opportunità in quanto si tratta di uno strumento molto versatile e soprattutto concesso con maggiore facilità da parte degli istituti di credito che possono agire anche tramite propri agenti. Questo successo è dovuto alle sue peculiarità. Cosa si intende esattamente per cessione del quinto a Varignana-Palesio a dipendenti aziende private con contratto a tempo indeterminato?

Cos’è la cessione del quinto a Varignana-Palesio dipendenti aziende private?

Si tratta di un prestito personale che viene restituito attraverso una “trattenuta” dallo stipendio pari ad un quinto dello stesso. Fin da subito è bene ribadire che trattandosi di un prestito personale non è necessario indicare i motivi per i quali viene chiesta la somma. La stessa potrà essere spesa per ristrutturare casa, andare in vacanza, estinguere altri prestiti pagando così una sola rata o fare qualunque altra cosa venga in mente senza dover renderne conto a nessuno. La trattenuta eseguita in busta paga corrisponde alla rata mensilmente pagata e comprende una quota di debito e una quota di interessi. La rata non deve quindi essere versata dal debitore, deve essere versata dal datore di lavoro. Appare evidente che senza lavoro non si può accedere al prestito. Per chi eroga vi è una certa sicurezza sulla solvibilità del credito erogato perché sa che la sua rata sarà decurtata direttamente dallo stipendio e che quindi non ci saranno ritardi nei pagamenti anche perché il datore di lavoro non avrebbe alcun interesse a non ottemperare a tale onere. Ecco perché la cessione del quinto a Varignana-Palesio a dipendenti di aziende private con contratto a tempo indeterminato può essere concessa anche a coloro che risultano cattivi pagatori o hanno altri finanziamenti in corso. Di seguito le particolari condizioni di questo prestito in gran parte disciplinate direttamente dalla legge e che quindi sfuggono alla libera contrattazione della banca.

La normativa della cessione del quinto a Varignana-Palesio

La disciplina della cessione del quinto a Varignana-Palesio è prevista dal DPR 180 del 1950, inizialmente questa forma di credito era però riservata a coloro che erano dipendenti pubblici. Con L’art. 1 comma 137 della Legge n. 311/2004 (legge finanziaria 2005) l’applicazione è stata estesa anche ai dipendenti del settore privato. Questa novità di sicuro ha generato forte interesse anche perché non appariva congrua tale differenza di trattamento tra i due settori, sebbene l’impiego pubblico sia sempre stato considerato intoccabile e di conseguenza un prestito erogato a dipendenti pubblici più sicuro. Questo avviene perché non c’è rischio di fallimento delle Pubbliche Amministrazioni e quindi il rischio di perdita del lavoro è ridotto. Inoltre il settore pubblico ha sempre previsto agevolazioni per i dipendenti anche attraverso propri fondi. Essendo però questi limitati, le amministrazioni hanno proceduto alla stipula di convenzioni che assicurano ai dipendenti condizioni di favore per la cessione del quinto a Varignana-Palesio.

La normativa prevede che la cessione del quinto a Varignana-Palesio ai dipendenti con contratto a tempo indeterminato attivo da almeno un anno sia stipulata con un piano di ammortamento di durata massima di 120 mesi. Una volta pagato almeno i 2/5 del debito è possibile chiedere nuovo credito e quindi ottenere altra liquidità prolungando il piano di ammortamento. Ovviamente l’ente erogante non è obbligato a concedere ulteriore liquidità. Ciò implica che in un ipotetico piano di ammortamento di durata decennale, dopo i primi 4 anni è possibile chiedere nuova liquidità. Nel caso in cui il piano di ammortamento iniziale abbia una durata inferiore a 5 anni, la liquidità aggiuntiva può essere chiesta anche prima del pagamento dei 2/5 del prestito. Come tutti i prestiti, anche la cessione del quinto a Varignana-Palesio può essere estinta in anticipo pagando quanto residua.

Documenti necessari

Per capire bene come funziona è bene partire dai documenti per la cessione del quinto a Varignana-Palesio dipendenti necessari per poterlo richiedere. Ovviamente occorrono i documenti di riconoscimento, quindi carta d’identità e codice fiscale. Ovviamente la lista non finisce qui. Occorre:

– il certificato di stipendio, da questo è possibile desumere anche il TFR maturato, questo è importante perché nel caso in cui si verifichi la perdita del lavoro, l’erogante andrà a rivalersi in primo luogo sul TFR. Questo implica che l’importo realmente erogabile sia maggiore quando vi sono molti anni di servizio a carico e il dipendente non abbia mai utilizzato il TFR. Si ricorda che è possibile chiedere un anticipo del TFR in alcune occasioni, come per l’acquisto della prima casa. A questo proposito deve però essere sottolineato che nel caso in cui sia attiva una cessione del quinto a Varignana-Palesio non è possibile chiedere un anticipo del TFR, tranne nel caso in cui l’ammontare già accantonato sia superiore al debito residuo. Nel caso in cui il datore di lavoro vada a concedere l’anticipo anche se il debito residuo è superiore, sarà quest’ultimo il responsabile nei confronti della finanziaria.

– Ultima busta paga: su questa sarà calcolata la rata da pagare in misura massima di un quinto al netto delle ritenute fiscali e previdenziali.

– La Certificazione Unica, ex CUD, dell’ultimo anno.

In seguito allo studio della documentazione fornita viene proposto un prestito, quindi in base allo stipendio viene stabilito un piano di ammortamento per la restituzione delle somme. Molte persone fanno l’errore di ritenere che per poter chiedere questo finanziamento occorra chiedere il permesso al datore di lavoro. In realtà le cose non stanno così. Sia le aziende private sia quelle pubbliche sono obbligate ad accettare la richiesta di pagamento delle rate della cessione del quinto a Varignana-Palesio. Oltremodo non può licenziare il dipendente che abbia chiesto la cessione del quinto a Varignana-Palesio in quanto il licenziamento sarebbe illegittimo. Per il datore di lavoro la trattenuta e il pagamento della rata costituiscono un adempimento amministrativo. Si tratta quindi di un rapporto bilaterale tra il dipendente e l’ente erogante e non vi è bisogno della presenza di garanti o altre garanzie, come beni immobili o mobili. Nel caso in cui il datore di lavoro dimentichi di versare l’importo, l’istituto di credito procede a sollecitare il pagamento. Nel caso in cui l’inadempimento prosegua il lavoratore può dimostrare all’ente erogante che il pagamento è avvenuto in quanto sulla busta paga è presente la trattenuta. L’ente procederà verso il datore di lavoro che, come detto, ha l’onere di adempiere. In questo caso il debitore non viene segnalato alla centrale rischi perché lui ha effettivamente subito la trattenuta. Deve però essere sottolineato che in caso di licenziamento per giustificato motivo o nel caso in cui sia il lavoratore a presentare le sue dimissioni, il datore di lavoro ha l’onere di trattenere e versare alla banca i crediti maturati dal dipendente. Per le rimanenti somme invece non è responsabile, quindi non è costretto a tenere un dipendente che si è comportato in modo sleale verso l’azienda solo perché questo ha attivato la cessione del quinto a Varignana-Palesio, può licenziarlo. In questo caso si attiva, nei tempi e modalità che si vedranno in seguito, la polizza assicurativa. Un altro timore che molte persone hanno prima di chiedere un prestito con cessione del quinto a Varignana-Palesio è che i colleghi possano venire a sapere delle difficoltà economiche in cui versa. In realtà il datore di lavoro, pur essendo coinvolto nel rapporto tra creditore e debitore in qualità di sostituto nel versamento degli importi, è tenuto al rispetto del Codice Privacy e quindi non può diffondere la notizia.

Garanzie/polizze necessarie per la cessione del quinto a Varignana-Palesio dipendenti aziende private

Si è detto già in precedenza che la cessione del quinto a Varignana-Palesio è una forma di credito disciplinata in larga parte dalla legge. Proprio quest’ultima richiede per attivare la cessione del quinto a Varignana-Palesio a dipendenti con

contratto a tempo indeterminato assunti da almeno un anno la stipula di un’assicurazione. Il DPR prevede che sia stipulata una polizza a copertura del rischio vita e di lavoro. Queste hanno il vantaggio di esonerare dal pagamento del residuo nel momento in cui si verificano questi due eventi. Vi sono però delle differenze perché nel caso di perdita di vita a trarne beneficio sono gli eredi che non sono costretti a versare le somme residue. Per la perdita del lavoro devono essere fatte delle differenze. In primo luogo l’istituto che ha erogato il credito potrà rifarsi sul trattamento di fine rapporto, quindi l’eventuale perdita sarebbe solo il residuo. In secondo luogo nel momento in cui il debitore dovesse trovare nuovamente un lavoro sarà lui a dover versare quanto dovuto, in questo caso la compagnia di assicurazione opera la rivalsa nei confronti del debitore principale.

Nel caso di stipula della cessione del quinto a Varignana-Palesio con Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer S.r.l. , agente in attività finanziaria monomandatario di Credem Banca SPA, la polizza rischio vitae lavoro non deve essere stipulata separatamente, ma sarà parte del finanziamento stesso. Questo vuol dire che si avrà una rata fissa, sempre di uguale importo e trasparente perché non ci sono brutte sorprese legate alla polizza assicurativa obbligatoria. La società opera in tutta Italia ed è sempre possibile chiedere un preventivo per la cessione del quinto a Varignana-Palesio a dipendenti di aziende private con contratto a tempo indeterminato attivo da almeno un anno. Lo stesso è gratuito e non vincolante. Grazie a convenzioni con il Ministero della Difesa- Forze Armate, Ministero Della Giustizia, Ministero Della Salute, Ministero Dell’ambiente E Tutela Del Territorio E Del Mare, Ministero Delle Politiche Agricole, Alimentari E Forestali, Ministero Dell’economia E Finanze, Ministero Dell’interno, Ministero Dell’interno – Dipartimento Della Pubblica Sicurezza, Ministero Dell’istruzione, Università E Ricerca, Ministero Dello Sviluppo Economico, Ministero Infrastrutture E Trasporti – Capitanerie Di Porto Ministero Per I Beni E Le Attività Culturali è possibile avere la cessione del quinto a Varignana-Palesio dipendenti a condizioni particolarmente favorevoli.

Proprio per questo motivo è fondamentale contattare la Cofer Srl, agente monomandatario Banca Credem Spa, per richiedere un preventivo gratuito e senza impegno. In questo modo sarà possibile verificare le soluzioni a disposizione e quale sia quella migliore per le proprie esigenze.

Delega di pagamento per dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali

Che cos’è la delega di pagamento

La delega di pagamento viene definita anche con il termine prestito con delega e consiste in una particolare forma di credito personale garantita attraverso il proprio stipendio. Infatti si ottiene un finanziamento di importo variabile, da affiancare alla cessione del quinto a Varignana-Palesio, finalizzato ad avere una maggiore liquidità e non all’acquisto di beni oppure di servizi. La copertura è data da un’ulteriore cessione del quinto a Varignana-Palesio in busta paga: di conseguenza l’ammontare finale della rata per il rimborso può ammontare anche alla metà oppure ai due quinti dello stipendio netto mensile (il cosiddetto doppio quinto). Ciò dipende dalle condizioni contrattuali, dalla durata del prestito (si va da un minimo di 12 mesi a un massimo di 120) e dalla sua entità. In ogni caso questa forma di finanziamento è riservata soltanto ai lavoratori dipendenti con un contratto a tempo indeterminato che siano privati, pubblici e statali (impiegati presso gli enti locali oppure presso i Ministeri). Si adotta il termine delega di pagamento perché è la stessa azienda oppure lo stesso ente datore di lavoro a rimborsare il debito trattenendo la percentuale indicata in busta paga e accreditandola all’istituto di credito che ha emesso il prestito. Questa operazione può essere effettuata soltanto dietro delega del lavoratore beneficiario del prestito. Si ricorda comunque che questa forma di finanziamento non prevede obblighi legislativi nei confronti del datore di lavoro. Proprio per questo motivo gli enti oppure le aziende di riferimento non sono obbligati per legge ad accettare la delega. Invece la semplice cessione del quinto a Varignana-Palesio risulta essere un diritto del lavoratore e non necessita dell’accettazione da parte del datore di lavoro. Comunque, nel caso in cui l’azienda o l’ente accettino la delega di pagamento, questi possono richiedere il pagamento degli oneri per il servizio che vanno a fornire.

La delega di pagamento per dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali

Optare per un finanziamento tramite la formula della delega di pagamento è una soluzione che consente ai dipendenti ministeriali e della pubblica amministrazione di ottenere diversi vantaggi. Tra questi si ricordano:

tassi concordati direttamente con l’ente previdenziale di riferimento;

– possibilità di optare per la delega di pagamento anche se si fruisce già di un finanziamento a fronte della cessione del quinto a Varignana-Palesio dello stipendio. In questo modo si ottiene una maggiore liquidità. Tuttavia l’ammontare della rata complessiva ceduta all’ente creditizio non può superare la metà dello stipendio netto;

– per l’intera durata del prestito viene applicato un tasso fisso. Di conseguenza le rate per il rimborso del finanziamento rimangono stabili e non subiscono incrementi a causa dell’aumentare degli indici di riferimento;

– possibilità di avere una maggiore disponibilità finanziaria senza dover sottoscrivere ipoteche oppure fideiussioni e senza dover avere un garante terzo che si impegni per le restituzione dell’importo. Infatti la rata viene rimborsata attraverso la cessione diretta di un quinto dello stipendio oppure di una percentuale superiore il cui ammontare è stato stabilito nel contratto;

– possibilità per il dipendente ministeriale o della pubblica amministrazione di richiedere una dilazione fino a 120 rate;

– messa a disposizione del lavoratore che richiede il finanziamento di una copertura assicurativa che interessa anche gli altri componenti del nucleo familiare. Si tratta di una maggiore forma di tutela in caso di decesso oppure di perdita dell’impiego e viene compresa nel finanziamento senza costi aggiuntivi;

– possibilità di richiedere questa forma di prestito anche se il lavoratore statale o pubblico è stato inserito all’interno della categoria dei cattivi pagatori oppure se è stato protesto. Infatti, a differenza di quanto accade per l’erogazione di mutui, conti correnti oppure carte di credito, la delega di pagamento per dipendenti pubblici e ministeriali non necessita di controlli di solidità finanziaria. Ciò avviene in quanto è lo stesso ente oppure la stessa pubblica amministrazione per la quale il beneficiario presta servizio a farsi garante del rimborso del prestito. Proprio per il fatto di avere un rapporto occupazionale a tempo indeterminato presso un ente locale, la PA oppure un Ministero, l’istituto finanziario ha la certezza che il dipendente percepisce mensilmente lo stipendio stabilito dal contratto di lavoro. Di conseguenza risulta essere garantito anche l’accredito diretto delle rate per il rimborso del prestito;

– il fatto che si ottiene liquidità senza dover svolgere un iter burocratico complicato. Infatti per accedere alla delega di pagamento non si devono presentare preventivi oppure fatture di acquisto e neppure motivazioni sulla destinazione d’uso del denaro erogato;

– il fatto che si tratta di un finanziamento a breve termine, la cui durata non supera i 10 anni. Questa soluzione consente una maggiore flessibilità e permette di suddividere l’importo da rimborsare in massimo 120 rate mensili. In questo modo si evita di dover impegnare una percentuale del proprio stipendio per un lungo arco di tempo.

Si ricorda che l’erogazione di un prestito privilegiato a queste categorie di lavoratori è legato all’accordo diretto tra l’Istituto Previdenziale INPDAP e Credem. In questo modo diventa possibile applicare alla transazione economica i tassi più bassi rispetto a quelli medi che interessano il mercato di riferimento.

Chi può fare domanda

La convenzione INPDAP 2014 interessa diversi Ministeri con e senza portafoglio. Quindi possono accedere alla delega di pagamento, oltre ai dipendenti della pubblica amministrazione, quelli ministeriali che lavorano presso:

– il Ministero degli Affari Esteri in Italia;
– il Ministero delle Comunicazioni;
– il Ministero della Difesa;
– il Ministero dell’Ambiente e per la Tutela del Territorio e del Mare;
– il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
– il Ministero della Difesa per le Forze Armate;
– il Ministero per i Beni e le Attività Culturali;
– il Ministero Commercio con l’Estero;
– il Ministero dell’Interno;
– il Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza;
– il Ministero delle Finanze;
– il Ministero dei Lavori Pubblici;
– il Ministero di Grazia e Giustizia;
– il Ministero della Salute e della Sanità;
– il Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato;
– il Ministero dell’Economia e delle Finanze;
– il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
– il Ministero per le Pari Opportunità ;
– il Ministero per lo Sviluppo Economico;
– il Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali;
– il Ministero della Pubblica Istruzione;
– il Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica;
– il Ministero dei Trasporti e della Navigazione – Capitanerie di Porto;
– il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica.

Proprio per il fatto che la convenzione interessa anche il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno e l’ambito delle Forze Armate relazionate al Ministero della Difesa, possono accedere al prestito in Convenzione INPS anche i membri dell’esercito e delle forze di polizia. Rientrano nella prima categoria i dipendenti di:

 – Tutti i corpi dell’Esercito Italiano;
– Arma dei Carabinieri;
– Marina Militare;
– Aviazione.

Invece fanno parte delle forze di polizia sotto il controllo del Ministero degli Interni i membri di:

– Guardia di Finanza;
– Polizia di Stato;
– Polizia Penitenziaria;
– Corpo Forestale.

A tutti i membri di questi corpi ministeriali, militari e di polizia viene riconosciuto l’accesso al credito attraverso la forma della delega di pagamento usufruendo al tempo stesso del miglior tasso sul mercato. Inoltre bisogna tenere a mente che rientrano nella sezione dipendenti statali anche i dipendenti degli enti locali. Di conseguenza possono richiedere questa forma di finanziamento i soggetti che hanno un contratto a tempo indeterminato presso:

– ASL;
– Comuni;
– Province;
– Regioni (sia quelle a Statuto Ordinario che quelle a Statuto Speciale);
– enti ospedalieri.

Infatti si tratta di dipendenti del comparto pubblico che prestano le proprie prestazioni lavorative all’interno dei confini di una determinata circoscrizione territoriale. Al tempo stesso si occupano della fornitura di servizi e dello svolgimento di interessi pubblici all’interno di quest’area ben delimitata.

La soluzione offerta da Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer Srl, agente monomandatario Credem Banca SpA

La delega di pagamento per dipendenti della pubblica amministrazione e ministeriali viene regolata dall’articolo 1269 del Codice Civile e dal DPR 180/1950. In base a quanto previsto dalla legge possono erogare il prestito soltanto le società finanziarie e gli istituti di credito che risultano essere convenzionati con l’amministrazione pagante. Tra i vari agenti che si possono contattare per accedere al prestito si ricordano gli agenti in attività finanziaria legati a Credem Banca SpA, in grado di garantire condizioni estremamente favorevoli. I requisiti richiesti sono minimi in quanto il beneficiario deve semplicemente essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso la pubblica amministrazione oppure un ente statale e avere una minima anzianità lavorativa. Invece la documentazione necessaria per poter sottoscrivere il contratto comprende:

– un documento di identità in corso di validità (carta d’identità, patente oppure passaporto);
– l’ultima certificazione di reddito attestante il fatto di essere un dipendente a tempo indeterminato statale oppure presso una pubblica amministrazione. In alternativa si può consegnare l’ultima busta paga;
– il documento per l’Informativa e Consenso Privacy sottoscritto;
– codice fiscale;
– ultimo CUD valido.

Possono essere richiesti altri documenti a seconda di quale sia la tipologia dell’amministrazione pubblica oppure del Ministero di appartenenza. Di conseguenza è bene verificare presso l’ufficio preposto. Comunque la lista della documentazione può essere fornita direttamente dai consulenti finanziari a cui ci si rivolge. Inoltre bisogna tenere a mente che anche l’amministrazione pubblica o statale presso cui è impiegato il dipendente deve produrre alcuni documenti. Nella categoria rientrano:

– il certificato di stipendio;
– allegati ministeriali;
– l’atto di autorizzazione alla delega compilato e sottoscritto dal datore di lavoro oppure dal dirigente.

Prima di procedere è bene verificare con attenzione quale sia la propria situazione reddituale e creditizia e l’ammontare delle spese fisse mensili ricorrenti. La soluzione migliore è che l’entità della rata mensile sia pari oppure inferiore al 20% dello stipendio. Tuttavia si ricorda che l’ammontare della rata dipende da diversi fattori, quali:

– il reddito del beneficiario del finanziamento;
– l’entità del prestito erogato;
– le disponibilità economiche e la situazione finanziaria del dipendente;
– il tipo di piano di ammortamento seguito per la restituzione del denaro.

Proprio per questo motivo è fondamentale contattare la Cofer Srl, agente monomandatario Banca Credem Spa, per richiedere un preventivo gratuito e senza impegno. In questo modo sarà possibile verificare le soluzioni a disposizione e quale sia quella migliore per le proprie esigenze. cessione del quinto Varignana-Palesio localita del comune di Castel San Pietro Terme in provincia di Bologna Emilia Romagna

Cessione del quinto pensionati Montemassi – Grosseto

Cessione quinto pensionati Montemassi in convenzione con inps Montemassi – ex inpdap Montemassi – enasarco Montemassi e tutti gli altri enti pensionistici di Montemassi , finanziamenti sino 89 anni di età non compiuti a scadenza del finanziamento.

Cos’è la cessione dei quinto a Montemassi a ? Conviene ricorrere ad essa per far fronte ad un’esigenza di denaro? E fino a che età si può richiedere?
Sono sicuramente queste ed altre le domande che si pone chi cerca denaro e ha scoperto l’opportunità di ottenere un prestito attraverso questa speciale formula senza però conoscerne i dettagli.

La cessione del quinto a Montemassi è un prestito interessante per chi ha una pensione o dispone di una busta paga. Comoda per la sua metodologia di restituzione e perché strutturata in modo da essere sostenibile per chi la richiede, può essere anche erogata secondo convenzioni stipulate con l’Inps, l’ex Inpdap – Ensarco e gli altri enti pensionistici.

cessione del quinto della pensione

Ma come fare a valutare la convenienza di questo tipo di finanziamento

Per chi cerca un prestito è molto facile trovare numerosissime offerte, ma è senz’altro più difficile scegliere la migliore.
É importante precisare fin da subito che nel mondo finanziario la convenienza non è un concetto assoluto, ma dipende dalle esigenze del momento, dalla propria situazione economica, dal proprio stile di vita e dalla reale possibilità di accedere a specifici prestiti.

Non tutti i finanziamenti sono infatti aperti a tutti. Alcuni sono riservati a specifiche categorie professionali e bisogna aggiungere che, per quanti in passato non hanno saldato i loro debiti con regolarità, la condizione di cattivo pagatore o protestato può precludere molte possibilità di accesso al credito.
La cessione del quinto a Montemassi è disponibile anche per quanti sono iscritti nei registri del CRIF.
Ma ecco una serie di informazioni su questa forma di prestito, utili a chi sta pensando di ricorrervi.

Cos’è la cessione del quinto a Montemassi

La cessione del quinto a Montemassi è un prestito personale non finalizzato. In parole molto più semplici, è un normale modo di ottenere una somma di denaro.
Rispetto ad altri tipi di finanziamento vanta diverse particolarità, la più importante, da cui discende il suo nome, è la metodologia di rimborso.
Chi ha fatto richiesta di cessione del quinto a Montemassi, rimborserà mensilmente il suo debito con rate che non possono superare il 20%, cioè la quinta parte dello stipendio o della pensione percepita.

Questo significa che, se il prestito viene richiesto da una persona che guadagna 2 mila euro al mese, la rata di rimborso non potrà essere più alta di 400€.
Questo aspetto si rivela molto importante perché rende la restituzione del prestito sempre sostenibile.

Occorre inoltre precisare che il quinto dello stipendio rappresenta una soglia limite. Se ad esempio la stessa persona che guadagna 2mila euro al mese vuole restituire il suo prestito con una rata più bassa potrà farlo rendendola ancora più comoda e sostenibile.

Questa forma di finanziamento rappresenta quindi un prezioso strumento per evitare una sovraesposizione finanziaria e l’accesso al credito attraverso di essa è un diritto riconosciuto al cittadino fin dal 1950 attraverso la legge 180/1950.

Il rimborso è a carico dell’azienda o dell’ente pensionistico

Tra le ulteriori particolarità della cessione del quinto a Montemassi c’è il metodo attraverso cui le rate dovute vengono versate all’istituto di credito.
I versamenti delle somme da rimborsare non dovranno infatti essere effettuati da chi ha richiesto il prestito, ma dalla sua azienda o dal suo ente previdenziale mediante una trattenuta alla fonte.

L’iter per l’ottenimento della cessione del quinto a Montemassi richiede infatti che l’azienda o l’ente previdenziale siano informati dell’avvenuto prestito e si facciano carico di versare le rate di rimborso all’istituto di credito.

Chi ha richiesto il prestito non dovrà sobbarcarsi l’onere del versamento delle rate. In busta paga o sul cedolino troverà mensilmente annotata la trattenuta alla fonte effettuata.

Questo metodo di rimborso si rivela molto comodo e mette anche al riparo da possibili dimenticanze. Spesso infatti chi deve versare rate mensili per mancanza di tempo o per semplice distrazione potrebbe dimenticare di pagare il dovuto entro le date di scadenza finendo così nei registri del CRIF e andando incontro ad una serie di difficoltà per l’accesso a nuovi finanziamenti.

La cessione del quinto a Montemassi è la soluzione ideale per i cattivi pagatori

Quanti sono iscritti nei registri del CRIF hanno sicuramente molte difficoltà di accesso al credito.
Prima di prestare somme di denaro grandi o piccole gli istituti finanziari vogliono essere certi che il capitale venga interamente rimborsato con la maggiorazione degli interessi.

A questo scopo vengono tipicamente analizzate le garanzie che vengono offerte da chi richiede il prestito e la sua storia di debitore. Per questo motivo, chi in passato non ha rimborsato i suoi debiti con regolarità si vedrà rifiutare il credito.

In questi casi la cessione del quinto a Montemassi risolve ogni problema perché non necessita di garanzie. Per l’istituto di credito è sufficiente sapere che il debitore ha un’entrata economica fissa data dallo stipendio o dalla pensione e che, attraverso la trattenuta alla fonte, le rate saranno versate entro i termini stabiliti.

L’iter per ottenere la cessione del quinto a Montemassi si presenta particolarmente semplificato per chi dipende da aziende pubbliche o percepisce la pensione da uno degli enti previdenziali convenzionati.
Sarà sufficiente presentare una richiesta, un documento di identità, il codice fiscale e la documentazione che attesta la propria posizione di dipendente o pensionato.
Per gli enti previdenziali convenzionati saranno applicate le condizioni di vantaggio previste.

Con la cessione del quinto a Montemassi non c’è bisogno di garanzie e garanti

Quando si desidera un prestito uno degli aspetti più fastidiosi riguarda la necessità di offrire garanzie o di rivolgersi a qualcuno disposto a fare da garante.

La gestione economica delle proprie risorse è un fatto privato e che potrebbe non vedere d’accordo gli altri sul modo in cui si intende portarla avanti.
Offrire un bene in garanzia, ponendo ad esempio un’ipoteca sulla casa, potrebbe non rendere felice il coniuge e questo genererebbe liti in famiglia.

Potrebbe inoltre essere causa di imbarazzo l’idea di dover chiedere a un amico o a un familiare di fare da garante per un prestito. Tra l’altro si potrebbero non avere persone care che siano in condizioni di garantire.

Con la cessione del quinto a Montemassi tutti questi problemi spariscono. La garanzia è offerta dal proprio lavoro, dalla sua stabilità e dal fatto che, per come viene effettuato il rimborso, non potranno esserci ritardi o problemi nel versamento della rata.

Non è necessario spiegare perché si desidera il denaro

La cessione del quinto a Montemassi è un prestito non finalizzato, ciò vuol dire che non è necessario giustificare i motivi per cui si richiedono i soldi.

Questo rappresenta un notevole vantaggio e prima di chiedere un prestito finalizzato è sempre utile chiedersi se con una cessione del quinto a Montemassi si possano ottenere le stesse somme a condizioni più convenienti.

Spesso, a chi effettua un acquisto importante, viene proposto un finanziamento finalizzato. Per semplicità si è portati ad accettare, ma prima di scegliere è utile richiedere un preventivo per ottenere la stessa somma mediante cessione del quinto a Montemassi e valutarne la convenienza.

La cessione del quinto a Montemassi può inoltre essere vantaggiosa quando non si ha bisogno di un finanziamento per uno scopo specifico ma si vogliono risolvere delle situazioni pregresse.
Molte persone utilizzano questo prestito per saldare i vecchi debiti e ottenere una nuova rata più comoda oppure lo utilizzano in quelle fasi della vita in cui si accumulano molte spese di diverso tipo e si desidera la liquidità sufficiente per far fronte a tutto.
In ogni caso non si dovrà giustificare come si è deciso di spendere i soldi e non bisognerà presentare preventivi o fatture di acquisti.

Età per chiedere la cessione del quinto a Montemassi e durata massima del finanziamento

La cessione del quinto a Montemassi è un tipo di finanziamento che può durare al massimo 120 mesi, cioè 10 anni.
Chi la richiede deve poter estinguere il debito entro il compimento dell’ottantanovesimo anno di età.

Ciò vuol dire che un finanziamento di 10 anni può essere richiesto entro il compimento del settantanovesimo anno di età, mentre un prestito di due anni può essere richiesto entro il compimento dell’ottantasettesimo anno di età.

I vantaggi del tasso fisso

Tra le caratteristiche della cessione del quinto a Montemassi c’è l’applicazione di un tasso fisso.
Questo permette di avere una rata di importo bloccato per tutta la durata del finanziamento.

Per i prestiti a tasso variabile gli andamenti del mercato possono portare a brutte sorprese facendo schizzare l’importo della rata verso l’alto e rendendo il suo pagamento insostenibile.
Con la cessione del quinto a Montemassi si ha sempre la certezza di avere una rata commisurata al proprio guadagno e senza sorprese.

Rischio vita, la polizza che rende la cessione del quinto a Montemassi un prestito sicuro

Non tutti sanno che i debiti vanno a far parte dell’eredità. Un genitore che muore avendo ancora dei debiti da pagare li trasmette automaticamente ai suoi figli.

Un’eredità spiacevole anche perché chi la riceve potrebbe non essere in condizioni economiche tali da farvi fronte.
La cessione del quinto a Montemassi si rivela sicura anche da questo punto di vista.
Include infatti una polizza vita obbligatoria grazie alla quale, nel malaugurato caso in cui si verificasse la premorienza del debitore, sarà l’assicurazione ad estinguere il debito per conto degli eredi.
Una soluzione tranquillizzante per persone giovani, ma soprattutto per quei pensionati che vorrebbero concedersi qualche spesa in più, ma preferiscono non chiedere prestiti proprio per evitare il rischio di gravare sui loro figli dopo la morte.

Come richiedere la cessione del quinto a Montemassi

Prima di richiedere la cessione del quinto a Montemassi è utile formulare il proprio preventivo che sarà totalmente gratuito e non comporterà alcun vincolo.

Per avere maggior informazioni sarà possibile rivolgersi a Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer Srl, agente in attività finanziaria monomandatario a cui richiedere tutti i dettagli per la cessione del quinto a Montemassi Credem Banca.

Questo istituto finanziario vanta numerose convenzioni per poter accedere a condizioni particolarmente favorevoli.
Sono disponibili soluzioni convenzionate per i pensionati Inps, ex Inpdap – Enasarco e tutti gli altri enti pensionistici.
Credem vanta inoltre convenzioni con le forze dell’ordine e in particolare con carabinieri e guardia di finanza ed è inoltre convenzionata con
– Ministero degli Affari Esteri Montemassi ,
– Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Montemassi,
– Ministero della Difesa Montemassi,
– Ministero della Difesa – Forze Armate Montemassi,
– Ministero della Giustizia Montemassi,
– Ministero della Salute Montemassi ,
– Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare Montemassi,
– Ministero delle Politiche Agricole Montemassi, Alimentari e Forestali Montemassi,
– Ministero dell’Economia e Finanze Montemassi,
– Ministero dell’Interno Montemassi,
– Ministero dell’Interno Dipartimento della Pubblica Sicurezza Montemassi,
– Ministero dell’Istruzione Montemassi, Università e Ricerca Montemassi,
– Ministero dello Sviluppo Economico Montemassi,
– Ministero Infrastrutture e Trasporti – Capitanerie di Porto
– Ministero per i Beni e le Attività Culturali Montemassi.

Cessione quinto dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali in convenzione

Cessione quinto dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali in convenzione

Quando si parla di cessione del quinto a Montemassi ci si riferisce ad un prestito rivolto a chi, privato, dipendente pubblico, pensionato o invalido, necessita di una cospicua somma di denaro destinata a soddisfare i propri bisogni. Si tratta di una tipologia di prestito molto particolare che per poter essere attivata, si serve di determinate caratteristiche. Andremo ad analizzare quali sono le principali caratteristiche per poter usufruire della cessione del quinto a Montemassi se si è dipendenti della pubblica amministrazione o ministeriali convenzionati.

Cos’è la cessione del quinto a Montemassi e quali sono le sue principali caratteristiche

La cessione del quinto a Montemassi rientra nella categoria dei prestiti non finalizzati a Montemassi. Si tratta di una modalità di erogazione del denaro per lavoratori dipendenti in possesso di un contratto a tempo indeterminato, dipendenti statali e pubblici, pensionati e invalidi. Per quanto riguarda la categoria dei lavoratori, si può dire che il denaro che viene erogato da un istituto di credito, sarà poi restituito nella misura del 20% per mezzo del datore di lavoro, che detrarrà la somma necessaria direttamente dallo stipendio del lavoratore. Il 20% corrisponde a un quinto della busta paga ed è per questo che l’istituto viene chiamato appunto, cessione del quinto a Montemassi.

La cessione del quinto a Montemassi funziona come un normale prestito, quindi vi è l’erogazione della somma richiesta dal lavoratore direttamente sul suo conto corrente personale. La restituzione invece, viene realizzata con una diversa modalità. Quando abbiamo parlato di un quinto dello stipendio, intendiamo proprio la restituzione che avviene per mano del datore di lavoro, verso la finanziaria che avrà erogato il denaro. Per cui il dipendente, dopo aver stipulato il prestito, non dovrà preoccuparsi del pagamento delle rate, perché ciò viene realizzato direttamente attraverso la trattenuta in busta paga nella misura di un quinto dello stipendio netto.

Menzionando la categoria dei prestiti non finalizzati Montemassi, è necessario darne definizione per fare chiarezza sull’argomento. Si parla di prestiti non finalizzati a Montemassi quando l’istituto di credito che eroga il denaro o la finanziaria, non è tenuta a verificare la destinazione che avrà il denaro. Per cui, il richiedente potrà chiedere una certa somma e non dovrà fornire alcun tipo di destinazione. Sarà obbligato però, ovviamente, a restituire il denaro entro la durata del prestito. I prestiti non finalizzati a Montemassi rientrano nella categoria dei prestiti personali.

Altra menzione doverosa quando si parla di cessione del quinto a Montemassi, riguarda quelle categorie di persone che in passato hanno avuto dei problemi relativi a pagamenti non effettuati. Stiamo parlando dei cattivi pagatori. Si tratta di un problema frequente, soprattutto al giorno d’oggi. Queste persone non riescono a pagare i loro debiti poiché non dispongono di una somma di denaro necessaria e ovviamente nessuno vuole concedere loro un prestito data la reputazione acquisita. Quando accade ciò, queste persone vengono segnalate ad una Centrale Rischi. Si tratta di un sistema informativo relativo all’indebitamento della clientela verso istituti di credito e banche. Grazie a questo sistema sarà proprio la Centrale Rischi a favorire la clientela meritevole. Vi sono anche centrali di rischi private che vengono chiamate sistemi di informazioni creditizie (Sic) che

tengono in memoria per almeno cinque anni tutti i cattivi pagatori segnalati. Ad oggi i tempi massimi di conservazione dei nominativi dei cattivi pagatori, sono ridotti a tre, a seconda della qualità del credito che viene segnalato.

Il cattivo pagatore quindi, è colui che paga in estremo ritardo alcune rate di un finanziamento, oppure quando non ha dimostrato di essere un debitore affidabile. In questi casi quindi, sarà difficile richiedere un nuovo prestito senza fornire garanzie adatte all’ottenimento del denaro. Quando si parla di cessione del quinto a Montemassi questa eventualità non è contemplata, poiché sono ammessi a ricevere denaro attraverso questo prestito, proprio i cattivi pagatori, coloro che abbiano ricevuto un protesto oppure chi avrà subito un pignoramento. Spesso questa modalità di prestito permette di ottenere del denaro da destinare proprio al pagamento di alcuni insoluti ed è per questa ragione che non si può negare loro l’accesso alla cessione del quinto a Montemassi.

È necessario chiarire anche gli aspetti relativi alle garanzie per richiedere la cessione del quinto a Montemassi. In questi casi non sono richieste garanzie poiché, con la cessione del quinto a Montemassi i rischi di insolvenza del credito diventano davvero minimi, poiché ci si collegherà alla fonte di reddito primaria per la restituzione del denaro. È possibile inoltre, richiedere un secondo quinto dello stipendio con la delega di pagamento. In questo caso parleremo della cessione del doppio quinto.

Come si calcola la cessione del quinto a Montemassi

Sapere come si calcola la cessione del quinto a Montemassi è importante, poiché grazie a queste semplici formule si potrà avere la contezza della cifra necessaria che verrà detratta mensilmente dal proprio stipendio.

Prima di procedere al calcolo vero e proprio però, è importante fornire alcune indicazioni utili. Chi si rivolge ad un istituto di credito autorizzato per poter richiedere il finanziamento con la cessione del quinto a Montemassi, dovrà fornire l’ultima busta paga ricevuta, un documento cartaceo dove viene indicato il compenso retributivo riferito ad un certo periodo, il cosiddetto cedolino. Questo prospetto poi, dovrà riportare delle informazioni precise riguardanti i dati anagrafici relativi al datore di lavoro ma anche del dipendente, la tipologia del lavoro svolto, l’inquadramento e il contratto collettivo nazionale di categoria.

Il cedolino relativo alla busta paga dovrà presentare degli elementi fissi relativi alla retribuzione. Per cui andrà indicata la paga minima come da contratto collettivo che potrà variare in base al livello e al settore economico, elementi fissi che vengono stabiliti in contratto collettivo, scatti di anzianità, superminimi e indennità di contingenza.

Vi sono poi degli elementi variabili relativi alla malattia, straordinari, infortuni, ferie, festività e fringe benefit, permessi pagati, indennità particolari riferibili alla reperibilità, mensa, turni, trattenute fiscali e previdenziali.

Quando si stanzia il prestito con la cessione del quinto a Montemassi si prevedono costi operativi riguardanti la commissione e il tasso di interesse addebitati sulla rata da restituire corrisposta al datore di lavoro che dovrà detrarre un quinto dello stipendio del richiedente (20%).

È bene quindi, simulare la cessione del quinto a Montemassi basandosi sullo stipendio netto che viene ottenuto

escludendo le componenti variabili, includendo la tredicesima e la quattordicesima. L’importo verrà poi suddiviso in dodici mensilità che sono quelle relative all’anno e la cifra che verrà fuori verrà ridivisa per il quinto dello stipendio, quindi per cinque. Il risultato di questa operazione corrisponderà alla somma di denaro cedibile come rata mensile.

La cessione del quinto a Montemassi può essere richiesta per un tempo che non superi i dieci anni, quindi il numero di rate massime, saranno erogate per centoventi mesi.

Ciò che sarà più importante nella simulazione della cessione del quinto a Montemassi, sono gli interessi da corrispondere all’istituto di credito. Questi vengono indicati nelle varie offerte delle finanziarie e banche. A differenza delle spese accessorie e le polizze obbligatorie da stipulare, queste vengono individuate all’interno del contratto. La polizza assicurativa è importante poiché, l’istituto di credito si dovrà cautelare contro eventuali perdite del lavoro da parte del dipendente. È bene sapere però, che le assicurazioni non sempre vengono imposte dalle finanziarie ma possono essere scelte liberamente, in base alle offerte presenti in mercato, selezionando ovviamente quella meno costosa.

Ciò che è interessante, nel caso del calcolo preciso della cessione del quinto a Montemassi e dei suoi relativi interessi, è il TAEG. Questo tasso include i costi nella loro totalità e il suo calcolo permette di avere una percentuale globale relativa al finanziamento. Queste informazioni sono reperibili dall’offerta fatta dalla banca.

cessione del quinto a Montemassi per dipendenti pubblici e ministeriali

Anche per i dipendenti pubblici, statali e convenzionati con i ministeri, è possibile avere accesso alla cessione del quinto a Montemassi in qualità di prestito personale. Con ciò si potrà beneficiare di diversi plus riconosciuti dalla normativa specifica riferita a questo caso. Per cui potremo dire che la cessione del quinto a Montemassi da riferirsi ai dipendenti ministeriali non può essere negata dal datore di lavoro.

Le caratteristiche sono le stesse esplicate in precedenza, per cui non ci sarà bisogno di indicare la finalità del prestito, il rimborso avviene detraendo un quinto dello stipendio, la rata verrà liquidata mensilmente detraendo dalla busta paga la cifra concordata da versare all’intermediario finanziario. Poiché si tratta di dipendenti statali, non vi sarà bisogno di rilasciare garanzie poiché queste verranno ricavate semplicemente dalla stabilità del reddito. È importante ricordare in questi casi, che più lo stipendio sarà alto e più alto sarà il prestito ottenibile. Il prestito avrà un tasso e una rata costante per tutta la durata del piano di ammortamento e verrà però, richiesta la stipula di un’assicurazione che subentra nel caso in cui vi sia licenziamento o premorienza.

I dipendenti ministeriali convenzionati dovranno fornire all’istituto di credito dei documenti validi per poter avviare la pratica, che corrispondono alla carta d’identità, codice fiscale e modello CUD o l’ultima busta paga percepita. Si tratta di requisiti considerabili garantiti. Per questo, accedere alla cessione del quinto a Montemassi con un contratto da dipendente pubblico sarà praticamente certo, basterà fornire le generalità richieste.

I dipendenti ministeriali hanno il privilegio di poter ottenere dei prestiti grazie alla Convenzione INPSE EX GESTIONE INPDAP. Quindi sarà possibile richiedere denaro anche per chi è dipendente statale dei ministeri, seza portafoglio e con portafoglio.

In elenco troviamo i ministeri convenzionati che permettono l’erogazione della cessione del quinto a Montemassi. Questi sono: Ministero degli Affari Esteri in Italia, Ministero dell’Ambiente e per i Beni e Attività culturali, Ministero della Tutela del territorio e del mare, Ministero della Difesa e delle Forze Armate, Ministero delle Finanze, Ministero delle Comunicazioni, Ministero della Difesa, Ministero di Grazia e Giustizia, Ministero dell’Interno e del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Ministero dell’Industria, Ministero del Lavoro delle Politiche Sociali, Ministero dei Lavori Pubblici, Ministero della Sanità, Ministero del Tesoro e dei Trasporti, Ministero della Pubblica Istruzione, Ministero delle Pari Opportunità e Ministero dell’università e Ricerca Scientifica, Ministero delle politiche agricole, Ministero dello Sviluppo economico, Capitanerie di porto, Arma dei Carabinieri.

È importante anche segnalare i dipendenti di vari enti locali operanti nella pubblica amministrazione. Questi infatti, sono considerati dipendenti del comparto pubblico che operano entro una determinata circoscrizione. In questo caso potranno usufruire dei vantaggi che fornisce la Convenzione Inps e stiamo parlando di: comuni, province, regioni, asl ed enti ospedalieri.

In questi casi sarà possibile usufruire di prestiti che diano diritto a tassi più bassi rispetto a quelli medi del mercato di riferimento. Il Taeg in questo caso non supererà mai il 10% e le durate però, saranno le stesse. Sarà possibile stipulare contratti fino a centoventi mesi, cioè dieci anni.

Tutti i dipendenti di questi Ministeri che godono della convenzione e gli enti locali menzionati, potranno rivolgersi presso la Cofer Srl agente monomandatario Banca Credem Spa per richiedere una consulenza circa il rilascio della cessione del quinto a Montemassi, usufruendo dei vantaggi già esplicati, come i tassi agevolati. È possibile contattare la Cofer Srl sia telefonicamente o compilando il Form. In questo caso si potrà richiedere un preventivo di cessione del quinto a Montemassi prevista per la categoria in esame. Solo dopo aver conosciuto tutte le condizioni relative al rilascio del prestito, condizioni e tassi, sarà possibile accedervi fissando un appuntamento con l’agente.

Cessioni quinto dipendenti aziende private con contratto a tempo indeter-minato ed almeno 1 anno di servizio

La cessione del quinto a Montemassi è una forma di prestito sempre più richiesta perché offre molte opportunità in quanto si tratta di uno strumento molto versatile e soprattutto concesso con maggiore facilità da parte degli istituti di credito che possono agire anche tramite propri agenti. Questo successo è dovuto alle sue peculiarità. Cosa si intende esattamente per cessione del quinto a Montemassi a dipendenti aziende private con contratto a tempo indeterminato?

Cos’è la cessione del quinto a Montemassi dipendenti aziende private?

Si tratta di un prestito personale che viene restituito attraverso una “trattenuta” dallo stipendio pari ad un quinto dello stesso. Fin da subito è bene ribadire che trattandosi di un prestito personale non è necessario indicare i motivi per i quali viene chiesta la somma. La stessa potrà essere spesa per ristrutturare casa, andare in vacanza, estinguere altri prestiti pagando così una sola rata o fare qualunque altra cosa venga in mente senza dover renderne conto a nessuno. La trattenuta eseguita in busta paga corrisponde alla rata mensilmente pagata e comprende una quota di debito e una quota di interessi. La rata non deve quindi essere versata dal debitore, deve essere versata dal datore di lavoro. Appare evidente che senza lavoro non si può accedere al prestito. Per chi eroga vi è una certa sicurezza sulla solvibilità del credito erogato perché sa che la sua rata sarà decurtata direttamente dallo stipendio e che quindi non ci saranno ritardi nei pagamenti anche perché il datore di lavoro non avrebbe alcun interesse a non ottemperare a tale onere. Ecco perché la cessione del quinto a Montemassi a dipendenti di aziende private con contratto a tempo indeterminato può essere concessa anche a coloro che risultano cattivi pagatori o hanno altri finanziamenti in corso. Di seguito le particolari condizioni di questo prestito in gran parte disciplinate direttamente dalla legge e che quindi sfuggono alla libera contrattazione della banca.

La normativa della cessione del quinto a Montemassi

La disciplina della cessione del quinto a Montemassi è prevista dal DPR 180 del 1950, inizialmente questa forma di credito era però riservata a coloro che erano dipendenti pubblici. Con L’art. 1 comma 137 della Legge n. 311/2004 (legge finanziaria 2005) l’applicazione è stata estesa anche ai dipendenti del settore privato. Questa novità di sicuro ha generato forte interesse anche perché non appariva congrua tale differenza di trattamento tra i due settori, sebbene l’impiego pubblico sia sempre stato considerato intoccabile e di conseguenza un prestito erogato a dipendenti pubblici più sicuro. Questo avviene perché non c’è rischio di fallimento delle Pubbliche Amministrazioni e quindi il rischio di perdita del lavoro è ridotto. Inoltre il settore pubblico ha sempre previsto agevolazioni per i dipendenti anche attraverso propri fondi. Essendo però questi limitati, le amministrazioni hanno proceduto alla stipula di convenzioni che assicurano ai dipendenti condizioni di favore per la cessione del quinto a Montemassi.

La normativa prevede che la cessione del quinto a Montemassi ai dipendenti con contratto a tempo indeterminato attivo da almeno un anno sia stipulata con un piano di ammortamento di durata massima di 120 mesi. Una volta pagato almeno i 2/5 del debito è possibile chiedere nuovo credito e quindi ottenere altra liquidità prolungando il piano di ammortamento. Ovviamente l’ente erogante non è obbligato a concedere ulteriore liquidità. Ciò implica che in un ipotetico piano di ammortamento di durata decennale, dopo i primi 4 anni è possibile chiedere nuova liquidità. Nel caso in cui il piano di ammortamento iniziale abbia una durata inferiore a 5 anni, la liquidità aggiuntiva può essere chiesta anche prima del pagamento dei 2/5 del prestito. Come tutti i prestiti, anche la cessione del quinto a Montemassi può essere estinta in anticipo pagando quanto residua.

Documenti necessari

Per capire bene come funziona è bene partire dai documenti per la cessione del quinto a Montemassi dipendenti necessari per poterlo richiedere. Ovviamente occorrono i documenti di riconoscimento, quindi carta d’identità e codice fiscale. Ovviamente la lista non finisce qui. Occorre:

– il certificato di stipendio, da questo è possibile desumere anche il TFR maturato, questo è importante perché nel caso in cui si verifichi la perdita del lavoro, l’erogante andrà a rivalersi in primo luogo sul TFR. Questo implica che l’importo realmente erogabile sia maggiore quando vi sono molti anni di servizio a carico e il dipendente non abbia mai utilizzato il TFR. Si ricorda che è possibile chiedere un anticipo del TFR in alcune occasioni, come per l’acquisto della prima casa. A questo proposito deve però essere sottolineato che nel caso in cui sia attiva una cessione del quinto a Montemassi non è possibile chiedere un anticipo del TFR, tranne nel caso in cui l’ammontare già accantonato sia superiore al debito residuo. Nel caso in cui il datore di lavoro vada a concedere l’anticipo anche se il debito residuo è superiore, sarà quest’ultimo il responsabile nei confronti della finanziaria.

– Ultima busta paga: su questa sarà calcolata la rata da pagare in misura massima di un quinto al netto delle ritenute fiscali e previdenziali.

– La Certificazione Unica, ex CUD, dell’ultimo anno.

In seguito allo studio della documentazione fornita viene proposto un prestito, quindi in base allo stipendio viene stabilito un piano di ammortamento per la restituzione delle somme. Molte persone fanno l’errore di ritenere che per poter chiedere questo finanziamento occorra chiedere il permesso al datore di lavoro. In realtà le cose non stanno così. Sia le aziende private sia quelle pubbliche sono obbligate ad accettare la richiesta di pagamento delle rate della cessione del quinto a Montemassi. Oltremodo non può licenziare il dipendente che abbia chiesto la cessione del quinto a Montemassi in quanto il licenziamento sarebbe illegittimo. Per il datore di lavoro la trattenuta e il pagamento della rata costituiscono un adempimento amministrativo. Si tratta quindi di un rapporto bilaterale tra il dipendente e l’ente erogante e non vi è bisogno della presenza di garanti o altre garanzie, come beni immobili o mobili. Nel caso in cui il datore di lavoro dimentichi di versare l’importo, l’istituto di credito procede a sollecitare il pagamento. Nel caso in cui l’inadempimento prosegua il lavoratore può dimostrare all’ente erogante che il pagamento è avvenuto in quanto sulla busta paga è presente la trattenuta. L’ente procederà verso il datore di lavoro che, come detto, ha l’onere di adempiere. In questo caso il debitore non viene segnalato alla centrale rischi perché lui ha effettivamente subito la trattenuta. Deve però essere sottolineato che in caso di licenziamento per giustificato motivo o nel caso in cui sia il lavoratore a presentare le sue dimissioni, il datore di lavoro ha l’onere di trattenere e versare alla banca i crediti maturati dal dipendente. Per le rimanenti somme invece non è responsabile, quindi non è costretto a tenere un dipendente che si è comportato in modo sleale verso l’azienda solo perché questo ha attivato la cessione del quinto a Montemassi, può licenziarlo. In questo caso si attiva, nei tempi e modalità che si vedranno in seguito, la polizza assicurativa. Un altro timore che molte persone hanno prima di chiedere un prestito con cessione del quinto a Montemassi è che i colleghi possano venire a sapere delle difficoltà economiche in cui versa. In realtà il datore di lavoro, pur essendo coinvolto nel rapporto tra creditore e debitore in qualità di sostituto nel versamento degli importi, è tenuto al rispetto del Codice Privacy e quindi non può diffondere la notizia.

Garanzie/polizze necessarie per la cessione del quinto a Montemassi dipendenti aziende private

Si è detto già in precedenza che la cessione del quinto a Montemassi è una forma di credito disciplinata in larga parte dalla legge. Proprio quest’ultima richiede per attivare la cessione del quinto a Montemassi a dipendenti con

contratto a tempo indeterminato assunti da almeno un anno la stipula di un’assicurazione. Il DPR prevede che sia stipulata una polizza a copertura del rischio vita e di lavoro. Queste hanno il vantaggio di esonerare dal pagamento del residuo nel momento in cui si verificano questi due eventi. Vi sono però delle differenze perché nel caso di perdita di vita a trarne beneficio sono gli eredi che non sono costretti a versare le somme residue. Per la perdita del lavoro devono essere fatte delle differenze. In primo luogo l’istituto che ha erogato il credito potrà rifarsi sul trattamento di fine rapporto, quindi l’eventuale perdita sarebbe solo il residuo. In secondo luogo nel momento in cui il debitore dovesse trovare nuovamente un lavoro sarà lui a dover versare quanto dovuto, in questo caso la compagnia di assicurazione opera la rivalsa nei confronti del debitore principale.

Nel caso di stipula della cessione del quinto a Montemassi con Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer S.r.l. , agente in attività finanziaria monomandatario di Credem Banca SPA, la polizza rischio vitae lavoro non deve essere stipulata separatamente, ma sarà parte del finanziamento stesso. Questo vuol dire che si avrà una rata fissa, sempre di uguale importo e trasparente perché non ci sono brutte sorprese legate alla polizza assicurativa obbligatoria. La società opera in tutta Italia ed è sempre possibile chiedere un preventivo per la cessione del quinto a Montemassi a dipendenti di aziende private con contratto a tempo indeterminato attivo da almeno un anno. Lo stesso è gratuito e non vincolante. Grazie a convenzioni con il Ministero della Difesa- Forze Armate, Ministero Della Giustizia, Ministero Della Salute, Ministero Dell’ambiente E Tutela Del Territorio E Del Mare, Ministero Delle Politiche Agricole, Alimentari E Forestali, Ministero Dell’economia E Finanze, Ministero Dell’interno, Ministero Dell’interno – Dipartimento Della Pubblica Sicurezza, Ministero Dell’istruzione, Università E Ricerca, Ministero Dello Sviluppo Economico, Ministero Infrastrutture E Trasporti – Capitanerie Di Porto Ministero Per I Beni E Le Attività Culturali è possibile avere la cessione del quinto a Montemassi dipendenti a condizioni particolarmente favorevoli.

Proprio per questo motivo è fondamentale contattare la Cofer Srl, agente monomandatario Banca Credem Spa, per richiedere un preventivo gratuito e senza impegno. In questo modo sarà possibile verificare le soluzioni a disposizione e quale sia quella migliore per le proprie esigenze.

Delega di pagamento per dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali

Che cos’è la delega di pagamento

La delega di pagamento viene definita anche con il termine prestito con delega e consiste in una particolare forma di credito personale garantita attraverso il proprio stipendio. Infatti si ottiene un finanziamento di importo variabile, da affiancare alla cessione del quinto a Montemassi, finalizzato ad avere una maggiore liquidità e non all’acquisto di beni oppure di servizi. La copertura è data da un’ulteriore cessione del quinto a Montemassi in busta paga: di conseguenza l’ammontare finale della rata per il rimborso può ammontare anche alla metà oppure ai due quinti dello stipendio netto mensile (il cosiddetto doppio quinto). Ciò dipende dalle condizioni contrattuali, dalla durata del prestito (si va da un minimo di 12 mesi a un massimo di 120) e dalla sua entità. In ogni caso questa forma di finanziamento è riservata soltanto ai lavoratori dipendenti con un contratto a tempo indeterminato che siano privati, pubblici e statali (impiegati presso gli enti locali oppure presso i Ministeri). Si adotta il termine delega di pagamento perché è la stessa azienda oppure lo stesso ente datore di lavoro a rimborsare il debito trattenendo la percentuale indicata in busta paga e accreditandola all’istituto di credito che ha emesso il prestito. Questa operazione può essere effettuata soltanto dietro delega del lavoratore beneficiario del prestito. Si ricorda comunque che questa forma di finanziamento non prevede obblighi legislativi nei confronti del datore di lavoro. Proprio per questo motivo gli enti oppure le aziende di riferimento non sono obbligati per legge ad accettare la delega. Invece la semplice cessione del quinto a Montemassi risulta essere un diritto del lavoratore e non necessita dell’accettazione da parte del datore di lavoro. Comunque, nel caso in cui l’azienda o l’ente accettino la delega di pagamento, questi possono richiedere il pagamento degli oneri per il servizio che vanno a fornire.

La delega di pagamento per dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali

Optare per un finanziamento tramite la formula della delega di pagamento è una soluzione che consente ai dipendenti ministeriali e della pubblica amministrazione di ottenere diversi vantaggi. Tra questi si ricordano:

tassi concordati direttamente con l’ente previdenziale di riferimento;

– possibilità di optare per la delega di pagamento anche se si fruisce già di un finanziamento a fronte della cessione del quinto a Montemassi dello stipendio. In questo modo si ottiene una maggiore liquidità. Tuttavia l’ammontare della rata complessiva ceduta all’ente creditizio non può superare la metà dello stipendio netto;

– per l’intera durata del prestito viene applicato un tasso fisso. Di conseguenza le rate per il rimborso del finanziamento rimangono stabili e non subiscono incrementi a causa dell’aumentare degli indici di riferimento;

– possibilità di avere una maggiore disponibilità finanziaria senza dover sottoscrivere ipoteche oppure fideiussioni e senza dover avere un garante terzo che si impegni per le restituzione dell’importo. Infatti la rata viene rimborsata attraverso la cessione diretta di un quinto dello stipendio oppure di una percentuale superiore il cui ammontare è stato stabilito nel contratto;

– possibilità per il dipendente ministeriale o della pubblica amministrazione di richiedere una dilazione fino a 120 rate;

– messa a disposizione del lavoratore che richiede il finanziamento di una copertura assicurativa che interessa anche gli altri componenti del nucleo familiare. Si tratta di una maggiore forma di tutela in caso di decesso oppure di perdita dell’impiego e viene compresa nel finanziamento senza costi aggiuntivi;

– possibilità di richiedere questa forma di prestito anche se il lavoratore statale o pubblico è stato inserito all’interno della categoria dei cattivi pagatori oppure se è stato protesto. Infatti, a differenza di quanto accade per l’erogazione di mutui, conti correnti oppure carte di credito, la delega di pagamento per dipendenti pubblici e ministeriali non necessita di controlli di solidità finanziaria. Ciò avviene in quanto è lo stesso ente oppure la stessa pubblica amministrazione per la quale il beneficiario presta servizio a farsi garante del rimborso del prestito. Proprio per il fatto di avere un rapporto occupazionale a tempo indeterminato presso un ente locale, la PA oppure un Ministero, l’istituto finanziario ha la certezza che il dipendente percepisce mensilmente lo stipendio stabilito dal contratto di lavoro. Di conseguenza risulta essere garantito anche l’accredito diretto delle rate per il rimborso del prestito;

– il fatto che si ottiene liquidità senza dover svolgere un iter burocratico complicato. Infatti per accedere alla delega di pagamento non si devono presentare preventivi oppure fatture di acquisto e neppure motivazioni sulla destinazione d’uso del denaro erogato;

– il fatto che si tratta di un finanziamento a breve termine, la cui durata non supera i 10 anni. Questa soluzione consente una maggiore flessibilità e permette di suddividere l’importo da rimborsare in massimo 120 rate mensili. In questo modo si evita di dover impegnare una percentuale del proprio stipendio per un lungo arco di tempo.

Si ricorda che l’erogazione di un prestito privilegiato a queste categorie di lavoratori è legato all’accordo diretto tra l’Istituto Previdenziale INPDAP e Credem. In questo modo diventa possibile applicare alla transazione economica i tassi più bassi rispetto a quelli medi che interessano il mercato di riferimento.

Chi può fare domanda

La convenzione INPDAP 2014 interessa diversi Ministeri con e senza portafoglio. Quindi possono accedere alla delega di pagamento, oltre ai dipendenti della pubblica amministrazione, quelli ministeriali che lavorano presso:

– il Ministero degli Affari Esteri in Italia;
– il Ministero delle Comunicazioni;
– il Ministero della Difesa;
– il Ministero dell’Ambiente e per la Tutela del Territorio e del Mare;
– il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
– il Ministero della Difesa per le Forze Armate;
– il Ministero per i Beni e le Attività Culturali;
– il Ministero Commercio con l’Estero;
– il Ministero dell’Interno;
– il Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza;
– il Ministero delle Finanze;
– il Ministero dei Lavori Pubblici;
– il Ministero di Grazia e Giustizia;
– il Ministero della Salute e della Sanità;
– il Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato;
– il Ministero dell’Economia e delle Finanze;
– il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
– il Ministero per le Pari Opportunità ;
– il Ministero per lo Sviluppo Economico;
– il Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali;
– il Ministero della Pubblica Istruzione;
– il Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica;
– il Ministero dei Trasporti e della Navigazione – Capitanerie di Porto;
– il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica.

Proprio per il fatto che la convenzione interessa anche il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno e l’ambito delle Forze Armate relazionate al Ministero della Difesa, possono accedere al prestito in Convenzione INPS anche i membri dell’esercito e delle forze di polizia. Rientrano nella prima categoria i dipendenti di:

 – Tutti i corpi dell’Esercito Italiano;
– Arma dei Carabinieri;
– Marina Militare;
– Aviazione.

Invece fanno parte delle forze di polizia sotto il controllo del Ministero degli Interni i membri di:

– Guardia di Finanza;
– Polizia di Stato;
– Polizia Penitenziaria;
– Corpo Forestale.

A tutti i membri di questi corpi ministeriali, militari e di polizia viene riconosciuto l’accesso al credito attraverso la forma della delega di pagamento usufruendo al tempo stesso del miglior tasso sul mercato. Inoltre bisogna tenere a mente che rientrano nella sezione dipendenti statali anche i dipendenti degli enti locali. Di conseguenza possono richiedere questa forma di finanziamento i soggetti che hanno un contratto a tempo indeterminato presso:

– ASL;
– Comuni;
– Province;
– Regioni (sia quelle a Statuto Ordinario che quelle a Statuto Speciale);
– enti ospedalieri.

Infatti si tratta di dipendenti del comparto pubblico che prestano le proprie prestazioni lavorative all’interno dei confini di una determinata circoscrizione territoriale. Al tempo stesso si occupano della fornitura di servizi e dello svolgimento di interessi pubblici all’interno di quest’area ben delimitata.

La soluzione offerta da Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer Srl, agente monomandatario Credem Banca SpA

La delega di pagamento per dipendenti della pubblica amministrazione e ministeriali viene regolata dall’articolo 1269 del Codice Civile e dal DPR 180/1950. In base a quanto previsto dalla legge possono erogare il prestito soltanto le società finanziarie e gli istituti di credito che risultano essere convenzionati con l’amministrazione pagante. Tra i vari agenti che si possono contattare per accedere al prestito si ricordano gli agenti in attività finanziaria legati a Credem Banca SpA, in grado di garantire condizioni estremamente favorevoli. I requisiti richiesti sono minimi in quanto il beneficiario deve semplicemente essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso la pubblica amministrazione oppure un ente statale e avere una minima anzianità lavorativa. Invece la documentazione necessaria per poter sottoscrivere il contratto comprende:

– un documento di identità in corso di validità (carta d’identità, patente oppure passaporto);
– l’ultima certificazione di reddito attestante il fatto di essere un dipendente a tempo indeterminato statale oppure presso una pubblica amministrazione. In alternativa si può consegnare l’ultima busta paga;
– il documento per l’Informativa e Consenso Privacy sottoscritto;
– codice fiscale;
– ultimo CUD valido.

Possono essere richiesti altri documenti a seconda di quale sia la tipologia dell’amministrazione pubblica oppure del Ministero di appartenenza. Di conseguenza è bene verificare presso l’ufficio preposto. Comunque la lista della documentazione può essere fornita direttamente dai consulenti finanziari a cui ci si rivolge. Inoltre bisogna tenere a mente che anche l’amministrazione pubblica o statale presso cui è impiegato il dipendente deve produrre alcuni documenti. Nella categoria rientrano:

– il certificato di stipendio;
– allegati ministeriali;
– l’atto di autorizzazione alla delega compilato e sottoscritto dal datore di lavoro oppure dal dirigente.

Prima di procedere è bene verificare con attenzione quale sia la propria situazione reddituale e creditizia e l’ammontare delle spese fisse mensili ricorrenti. La soluzione migliore è che l’entità della rata mensile sia pari oppure inferiore al 20% dello stipendio. Tuttavia si ricorda che l’ammontare della rata dipende da diversi fattori, quali:

– il reddito del beneficiario del finanziamento;
– l’entità del prestito erogato;
– le disponibilità economiche e la situazione finanziaria del dipendente;
– il tipo di piano di ammortamento seguito per la restituzione del denaro.

Proprio per questo motivo è fondamentale contattare la Cofer Srl, agente monomandatario Banca Credem Spa, per richiedere un preventivo gratuito e senza impegno. In questo modo sarà possibile verificare le soluzioni a disposizione e quale sia quella migliore per le proprie esigenze. cessione del quinto Montemassi localita del comune di Roccastrada in provincia di Grosseto Toscana

Cessione del quinto pensionati La Rotta – Torino

Cessione quinto pensionati La Rotta in convenzione con inps La Rotta – ex inpdap La Rotta – enasarco La Rotta e tutti gli altri enti pensionistici di La Rotta , finanziamenti sino 89 anni di età non compiuti a scadenza del finanziamento.

Cos’è la cessione dei quinto a La Rotta a ? Conviene ricorrere ad essa per far fronte ad un’esigenza di denaro? E fino a che età si può richiedere?
Sono sicuramente queste ed altre le domande che si pone chi cerca denaro e ha scoperto l’opportunità di ottenere un prestito attraverso questa speciale formula senza però conoscerne i dettagli.

La cessione del quinto a La Rotta è un prestito interessante per chi ha una pensione o dispone di una busta paga. Comoda per la sua metodologia di restituzione e perché strutturata in modo da essere sostenibile per chi la richiede, può essere anche erogata secondo convenzioni stipulate con l’Inps, l’ex Inpdap – Ensarco e gli altri enti pensionistici.

cessione del quinto della pensione

Ma come fare a valutare la convenienza di questo tipo di finanziamento

Per chi cerca un prestito è molto facile trovare numerosissime offerte, ma è senz’altro più difficile scegliere la migliore.
É importante precisare fin da subito che nel mondo finanziario la convenienza non è un concetto assoluto, ma dipende dalle esigenze del momento, dalla propria situazione economica, dal proprio stile di vita e dalla reale possibilità di accedere a specifici prestiti.

Non tutti i finanziamenti sono infatti aperti a tutti. Alcuni sono riservati a specifiche categorie professionali e bisogna aggiungere che, per quanti in passato non hanno saldato i loro debiti con regolarità, la condizione di cattivo pagatore o protestato può precludere molte possibilità di accesso al credito.
La cessione del quinto a La Rotta è disponibile anche per quanti sono iscritti nei registri del CRIF.
Ma ecco una serie di informazioni su questa forma di prestito, utili a chi sta pensando di ricorrervi.

Cos’è la cessione del quinto a La Rotta

La cessione del quinto a La Rotta è un prestito personale non finalizzato. In parole molto più semplici, è un normale modo di ottenere una somma di denaro.
Rispetto ad altri tipi di finanziamento vanta diverse particolarità, la più importante, da cui discende il suo nome, è la metodologia di rimborso.
Chi ha fatto richiesta di cessione del quinto a La Rotta, rimborserà mensilmente il suo debito con rate che non possono superare il 20%, cioè la quinta parte dello stipendio o della pensione percepita.

Questo significa che, se il prestito viene richiesto da una persona che guadagna 2 mila euro al mese, la rata di rimborso non potrà essere più alta di 400€.
Questo aspetto si rivela molto importante perché rende la restituzione del prestito sempre sostenibile.

Occorre inoltre precisare che il quinto dello stipendio rappresenta una soglia limite. Se ad esempio la stessa persona che guadagna 2mila euro al mese vuole restituire il suo prestito con una rata più bassa potrà farlo rendendola ancora più comoda e sostenibile.

Questa forma di finanziamento rappresenta quindi un prezioso strumento per evitare una sovraesposizione finanziaria e l’accesso al credito attraverso di essa è un diritto riconosciuto al cittadino fin dal 1950 attraverso la legge 180/1950.

Il rimborso è a carico dell’azienda o dell’ente pensionistico

Tra le ulteriori particolarità della cessione del quinto a La Rotta c’è il metodo attraverso cui le rate dovute vengono versate all’istituto di credito.
I versamenti delle somme da rimborsare non dovranno infatti essere effettuati da chi ha richiesto il prestito, ma dalla sua azienda o dal suo ente previdenziale mediante una trattenuta alla fonte.

L’iter per l’ottenimento della cessione del quinto a La Rotta richiede infatti che l’azienda o l’ente previdenziale siano informati dell’avvenuto prestito e si facciano carico di versare le rate di rimborso all’istituto di credito.

Chi ha richiesto il prestito non dovrà sobbarcarsi l’onere del versamento delle rate. In busta paga o sul cedolino troverà mensilmente annotata la trattenuta alla fonte effettuata.

Questo metodo di rimborso si rivela molto comodo e mette anche al riparo da possibili dimenticanze. Spesso infatti chi deve versare rate mensili per mancanza di tempo o per semplice distrazione potrebbe dimenticare di pagare il dovuto entro le date di scadenza finendo così nei registri del CRIF e andando incontro ad una serie di difficoltà per l’accesso a nuovi finanziamenti.

La cessione del quinto a La Rotta è la soluzione ideale per i cattivi pagatori

Quanti sono iscritti nei registri del CRIF hanno sicuramente molte difficoltà di accesso al credito.
Prima di prestare somme di denaro grandi o piccole gli istituti finanziari vogliono essere certi che il capitale venga interamente rimborsato con la maggiorazione degli interessi.

A questo scopo vengono tipicamente analizzate le garanzie che vengono offerte da chi richiede il prestito e la sua storia di debitore. Per questo motivo, chi in passato non ha rimborsato i suoi debiti con regolarità si vedrà rifiutare il credito.

In questi casi la cessione del quinto a La Rotta risolve ogni problema perché non necessita di garanzie. Per l’istituto di credito è sufficiente sapere che il debitore ha un’entrata economica fissa data dallo stipendio o dalla pensione e che, attraverso la trattenuta alla fonte, le rate saranno versate entro i termini stabiliti.

L’iter per ottenere la cessione del quinto a La Rotta si presenta particolarmente semplificato per chi dipende da aziende pubbliche o percepisce la pensione da uno degli enti previdenziali convenzionati.
Sarà sufficiente presentare una richiesta, un documento di identità, il codice fiscale e la documentazione che attesta la propria posizione di dipendente o pensionato.
Per gli enti previdenziali convenzionati saranno applicate le condizioni di vantaggio previste.

Con la cessione del quinto a La Rotta non c’è bisogno di garanzie e garanti

Quando si desidera un prestito uno degli aspetti più fastidiosi riguarda la necessità di offrire garanzie o di rivolgersi a qualcuno disposto a fare da garante.

La gestione economica delle proprie risorse è un fatto privato e che potrebbe non vedere d’accordo gli altri sul modo in cui si intende portarla avanti.
Offrire un bene in garanzia, ponendo ad esempio un’ipoteca sulla casa, potrebbe non rendere felice il coniuge e questo genererebbe liti in famiglia.

Potrebbe inoltre essere causa di imbarazzo l’idea di dover chiedere a un amico o a un familiare di fare da garante per un prestito. Tra l’altro si potrebbero non avere persone care che siano in condizioni di garantire.

Con la cessione del quinto a La Rotta tutti questi problemi spariscono. La garanzia è offerta dal proprio lavoro, dalla sua stabilità e dal fatto che, per come viene effettuato il rimborso, non potranno esserci ritardi o problemi nel versamento della rata.

Non è necessario spiegare perché si desidera il denaro

La cessione del quinto a La Rotta è un prestito non finalizzato, ciò vuol dire che non è necessario giustificare i motivi per cui si richiedono i soldi.

Questo rappresenta un notevole vantaggio e prima di chiedere un prestito finalizzato è sempre utile chiedersi se con una cessione del quinto a La Rotta si possano ottenere le stesse somme a condizioni più convenienti.

Spesso, a chi effettua un acquisto importante, viene proposto un finanziamento finalizzato. Per semplicità si è portati ad accettare, ma prima di scegliere è utile richiedere un preventivo per ottenere la stessa somma mediante cessione del quinto a La Rotta e valutarne la convenienza.

La cessione del quinto a La Rotta può inoltre essere vantaggiosa quando non si ha bisogno di un finanziamento per uno scopo specifico ma si vogliono risolvere delle situazioni pregresse.
Molte persone utilizzano questo prestito per saldare i vecchi debiti e ottenere una nuova rata più comoda oppure lo utilizzano in quelle fasi della vita in cui si accumulano molte spese di diverso tipo e si desidera la liquidità sufficiente per far fronte a tutto.
In ogni caso non si dovrà giustificare come si è deciso di spendere i soldi e non bisognerà presentare preventivi o fatture di acquisti.

Età per chiedere la cessione del quinto a La Rotta e durata massima del finanziamento

La cessione del quinto a La Rotta è un tipo di finanziamento che può durare al massimo 120 mesi, cioè 10 anni.
Chi la richiede deve poter estinguere il debito entro il compimento dell’ottantanovesimo anno di età.

Ciò vuol dire che un finanziamento di 10 anni può essere richiesto entro il compimento del settantanovesimo anno di età, mentre un prestito di due anni può essere richiesto entro il compimento dell’ottantasettesimo anno di età.

I vantaggi del tasso fisso

Tra le caratteristiche della cessione del quinto a La Rotta c’è l’applicazione di un tasso fisso.
Questo permette di avere una rata di importo bloccato per tutta la durata del finanziamento.

Per i prestiti a tasso variabile gli andamenti del mercato possono portare a brutte sorprese facendo schizzare l’importo della rata verso l’alto e rendendo il suo pagamento insostenibile.
Con la cessione del quinto a La Rotta si ha sempre la certezza di avere una rata commisurata al proprio guadagno e senza sorprese.

Rischio vita, la polizza che rende la cessione del quinto a La Rotta un prestito sicuro

Non tutti sanno che i debiti vanno a far parte dell’eredità. Un genitore che muore avendo ancora dei debiti da pagare li trasmette automaticamente ai suoi figli.

Un’eredità spiacevole anche perché chi la riceve potrebbe non essere in condizioni economiche tali da farvi fronte.
La cessione del quinto a La Rotta si rivela sicura anche da questo punto di vista.
Include infatti una polizza vita obbligatoria grazie alla quale, nel malaugurato caso in cui si verificasse la premorienza del debitore, sarà l’assicurazione ad estinguere il debito per conto degli eredi.
Una soluzione tranquillizzante per persone giovani, ma soprattutto per quei pensionati che vorrebbero concedersi qualche spesa in più, ma preferiscono non chiedere prestiti proprio per evitare il rischio di gravare sui loro figli dopo la morte.

Come richiedere la cessione del quinto a La Rotta

Prima di richiedere la cessione del quinto a La Rotta è utile formulare il proprio preventivo che sarà totalmente gratuito e non comporterà alcun vincolo.

Per avere maggior informazioni sarà possibile rivolgersi a Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer Srl, agente in attività finanziaria monomandatario a cui richiedere tutti i dettagli per la cessione del quinto a La Rotta Credem Banca.

Questo istituto finanziario vanta numerose convenzioni per poter accedere a condizioni particolarmente favorevoli.
Sono disponibili soluzioni convenzionate per i pensionati Inps, ex Inpdap – Enasarco e tutti gli altri enti pensionistici.
Credem vanta inoltre convenzioni con le forze dell’ordine e in particolare con carabinieri e guardia di finanza ed è inoltre convenzionata con
– Ministero degli Affari Esteri La Rotta ,
– Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali La Rotta,
– Ministero della Difesa La Rotta,
– Ministero della Difesa – Forze Armate La Rotta,
– Ministero della Giustizia La Rotta,
– Ministero della Salute La Rotta ,
– Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare La Rotta,
– Ministero delle Politiche Agricole La Rotta, Alimentari e Forestali La Rotta,
– Ministero dell’Economia e Finanze La Rotta,
– Ministero dell’Interno La Rotta,
– Ministero dell’Interno Dipartimento della Pubblica Sicurezza La Rotta,
– Ministero dell’Istruzione La Rotta, Università e Ricerca La Rotta,
– Ministero dello Sviluppo Economico La Rotta,
– Ministero Infrastrutture e Trasporti – Capitanerie di Porto
– Ministero per i Beni e le Attività Culturali La Rotta.

Cessione quinto dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali in convenzione

Cessione quinto dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali in convenzione

Quando si parla di cessione del quinto a La Rotta ci si riferisce ad un prestito rivolto a chi, privato, dipendente pubblico, pensionato o invalido, necessita di una cospicua somma di denaro destinata a soddisfare i propri bisogni. Si tratta di una tipologia di prestito molto particolare che per poter essere attivata, si serve di determinate caratteristiche. Andremo ad analizzare quali sono le principali caratteristiche per poter usufruire della cessione del quinto a La Rotta se si è dipendenti della pubblica amministrazione o ministeriali convenzionati.

Cos’è la cessione del quinto a La Rotta e quali sono le sue principali caratteristiche

La cessione del quinto a La Rotta rientra nella categoria dei prestiti non finalizzati a La Rotta. Si tratta di una modalità di erogazione del denaro per lavoratori dipendenti in possesso di un contratto a tempo indeterminato, dipendenti statali e pubblici, pensionati e invalidi. Per quanto riguarda la categoria dei lavoratori, si può dire che il denaro che viene erogato da un istituto di credito, sarà poi restituito nella misura del 20% per mezzo del datore di lavoro, che detrarrà la somma necessaria direttamente dallo stipendio del lavoratore. Il 20% corrisponde a un quinto della busta paga ed è per questo che l’istituto viene chiamato appunto, cessione del quinto a La Rotta.

La cessione del quinto a La Rotta funziona come un normale prestito, quindi vi è l’erogazione della somma richiesta dal lavoratore direttamente sul suo conto corrente personale. La restituzione invece, viene realizzata con una diversa modalità. Quando abbiamo parlato di un quinto dello stipendio, intendiamo proprio la restituzione che avviene per mano del datore di lavoro, verso la finanziaria che avrà erogato il denaro. Per cui il dipendente, dopo aver stipulato il prestito, non dovrà preoccuparsi del pagamento delle rate, perché ciò viene realizzato direttamente attraverso la trattenuta in busta paga nella misura di un quinto dello stipendio netto.

Menzionando la categoria dei prestiti non finalizzati La Rotta, è necessario darne definizione per fare chiarezza sull’argomento. Si parla di prestiti non finalizzati a La Rotta quando l’istituto di credito che eroga il denaro o la finanziaria, non è tenuta a verificare la destinazione che avrà il denaro. Per cui, il richiedente potrà chiedere una certa somma e non dovrà fornire alcun tipo di destinazione. Sarà obbligato però, ovviamente, a restituire il denaro entro la durata del prestito. I prestiti non finalizzati a La Rotta rientrano nella categoria dei prestiti personali.

Altra menzione doverosa quando si parla di cessione del quinto a La Rotta, riguarda quelle categorie di persone che in passato hanno avuto dei problemi relativi a pagamenti non effettuati. Stiamo parlando dei cattivi pagatori. Si tratta di un problema frequente, soprattutto al giorno d’oggi. Queste persone non riescono a pagare i loro debiti poiché non dispongono di una somma di denaro necessaria e ovviamente nessuno vuole concedere loro un prestito data la reputazione acquisita. Quando accade ciò, queste persone vengono segnalate ad una Centrale Rischi. Si tratta di un sistema informativo relativo all’indebitamento della clientela verso istituti di credito e banche. Grazie a questo sistema sarà proprio la Centrale Rischi a favorire la clientela meritevole. Vi sono anche centrali di rischi private che vengono chiamate sistemi di informazioni creditizie (Sic) che

tengono in memoria per almeno cinque anni tutti i cattivi pagatori segnalati. Ad oggi i tempi massimi di conservazione dei nominativi dei cattivi pagatori, sono ridotti a tre, a seconda della qualità del credito che viene segnalato.

Il cattivo pagatore quindi, è colui che paga in estremo ritardo alcune rate di un finanziamento, oppure quando non ha dimostrato di essere un debitore affidabile. In questi casi quindi, sarà difficile richiedere un nuovo prestito senza fornire garanzie adatte all’ottenimento del denaro. Quando si parla di cessione del quinto a La Rotta questa eventualità non è contemplata, poiché sono ammessi a ricevere denaro attraverso questo prestito, proprio i cattivi pagatori, coloro che abbiano ricevuto un protesto oppure chi avrà subito un pignoramento. Spesso questa modalità di prestito permette di ottenere del denaro da destinare proprio al pagamento di alcuni insoluti ed è per questa ragione che non si può negare loro l’accesso alla cessione del quinto a La Rotta.

È necessario chiarire anche gli aspetti relativi alle garanzie per richiedere la cessione del quinto a La Rotta. In questi casi non sono richieste garanzie poiché, con la cessione del quinto a La Rotta i rischi di insolvenza del credito diventano davvero minimi, poiché ci si collegherà alla fonte di reddito primaria per la restituzione del denaro. È possibile inoltre, richiedere un secondo quinto dello stipendio con la delega di pagamento. In questo caso parleremo della cessione del doppio quinto.

Come si calcola la cessione del quinto a La Rotta

Sapere come si calcola la cessione del quinto a La Rotta è importante, poiché grazie a queste semplici formule si potrà avere la contezza della cifra necessaria che verrà detratta mensilmente dal proprio stipendio.

Prima di procedere al calcolo vero e proprio però, è importante fornire alcune indicazioni utili. Chi si rivolge ad un istituto di credito autorizzato per poter richiedere il finanziamento con la cessione del quinto a La Rotta, dovrà fornire l’ultima busta paga ricevuta, un documento cartaceo dove viene indicato il compenso retributivo riferito ad un certo periodo, il cosiddetto cedolino. Questo prospetto poi, dovrà riportare delle informazioni precise riguardanti i dati anagrafici relativi al datore di lavoro ma anche del dipendente, la tipologia del lavoro svolto, l’inquadramento e il contratto collettivo nazionale di categoria.

Il cedolino relativo alla busta paga dovrà presentare degli elementi fissi relativi alla retribuzione. Per cui andrà indicata la paga minima come da contratto collettivo che potrà variare in base al livello e al settore economico, elementi fissi che vengono stabiliti in contratto collettivo, scatti di anzianità, superminimi e indennità di contingenza.

Vi sono poi degli elementi variabili relativi alla malattia, straordinari, infortuni, ferie, festività e fringe benefit, permessi pagati, indennità particolari riferibili alla reperibilità, mensa, turni, trattenute fiscali e previdenziali.

Quando si stanzia il prestito con la cessione del quinto a La Rotta si prevedono costi operativi riguardanti la commissione e il tasso di interesse addebitati sulla rata da restituire corrisposta al datore di lavoro che dovrà detrarre un quinto dello stipendio del richiedente (20%).

È bene quindi, simulare la cessione del quinto a La Rotta basandosi sullo stipendio netto che viene ottenuto

escludendo le componenti variabili, includendo la tredicesima e la quattordicesima. L’importo verrà poi suddiviso in dodici mensilità che sono quelle relative all’anno e la cifra che verrà fuori verrà ridivisa per il quinto dello stipendio, quindi per cinque. Il risultato di questa operazione corrisponderà alla somma di denaro cedibile come rata mensile.

La cessione del quinto a La Rotta può essere richiesta per un tempo che non superi i dieci anni, quindi il numero di rate massime, saranno erogate per centoventi mesi.

Ciò che sarà più importante nella simulazione della cessione del quinto a La Rotta, sono gli interessi da corrispondere all’istituto di credito. Questi vengono indicati nelle varie offerte delle finanziarie e banche. A differenza delle spese accessorie e le polizze obbligatorie da stipulare, queste vengono individuate all’interno del contratto. La polizza assicurativa è importante poiché, l’istituto di credito si dovrà cautelare contro eventuali perdite del lavoro da parte del dipendente. È bene sapere però, che le assicurazioni non sempre vengono imposte dalle finanziarie ma possono essere scelte liberamente, in base alle offerte presenti in mercato, selezionando ovviamente quella meno costosa.

Ciò che è interessante, nel caso del calcolo preciso della cessione del quinto a La Rotta e dei suoi relativi interessi, è il TAEG. Questo tasso include i costi nella loro totalità e il suo calcolo permette di avere una percentuale globale relativa al finanziamento. Queste informazioni sono reperibili dall’offerta fatta dalla banca.

cessione del quinto a La Rotta per dipendenti pubblici e ministeriali

Anche per i dipendenti pubblici, statali e convenzionati con i ministeri, è possibile avere accesso alla cessione del quinto a La Rotta in qualità di prestito personale. Con ciò si potrà beneficiare di diversi plus riconosciuti dalla normativa specifica riferita a questo caso. Per cui potremo dire che la cessione del quinto a La Rotta da riferirsi ai dipendenti ministeriali non può essere negata dal datore di lavoro.

Le caratteristiche sono le stesse esplicate in precedenza, per cui non ci sarà bisogno di indicare la finalità del prestito, il rimborso avviene detraendo un quinto dello stipendio, la rata verrà liquidata mensilmente detraendo dalla busta paga la cifra concordata da versare all’intermediario finanziario. Poiché si tratta di dipendenti statali, non vi sarà bisogno di rilasciare garanzie poiché queste verranno ricavate semplicemente dalla stabilità del reddito. È importante ricordare in questi casi, che più lo stipendio sarà alto e più alto sarà il prestito ottenibile. Il prestito avrà un tasso e una rata costante per tutta la durata del piano di ammortamento e verrà però, richiesta la stipula di un’assicurazione che subentra nel caso in cui vi sia licenziamento o premorienza.

I dipendenti ministeriali convenzionati dovranno fornire all’istituto di credito dei documenti validi per poter avviare la pratica, che corrispondono alla carta d’identità, codice fiscale e modello CUD o l’ultima busta paga percepita. Si tratta di requisiti considerabili garantiti. Per questo, accedere alla cessione del quinto a La Rotta con un contratto da dipendente pubblico sarà praticamente certo, basterà fornire le generalità richieste.

I dipendenti ministeriali hanno il privilegio di poter ottenere dei prestiti grazie alla Convenzione INPSE EX GESTIONE INPDAP. Quindi sarà possibile richiedere denaro anche per chi è dipendente statale dei ministeri, seza portafoglio e con portafoglio.

In elenco troviamo i ministeri convenzionati che permettono l’erogazione della cessione del quinto a La Rotta. Questi sono: Ministero degli Affari Esteri in Italia, Ministero dell’Ambiente e per i Beni e Attività culturali, Ministero della Tutela del territorio e del mare, Ministero della Difesa e delle Forze Armate, Ministero delle Finanze, Ministero delle Comunicazioni, Ministero della Difesa, Ministero di Grazia e Giustizia, Ministero dell’Interno e del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Ministero dell’Industria, Ministero del Lavoro delle Politiche Sociali, Ministero dei Lavori Pubblici, Ministero della Sanità, Ministero del Tesoro e dei Trasporti, Ministero della Pubblica Istruzione, Ministero delle Pari Opportunità e Ministero dell’università e Ricerca Scientifica, Ministero delle politiche agricole, Ministero dello Sviluppo economico, Capitanerie di porto, Arma dei Carabinieri.

È importante anche segnalare i dipendenti di vari enti locali operanti nella pubblica amministrazione. Questi infatti, sono considerati dipendenti del comparto pubblico che operano entro una determinata circoscrizione. In questo caso potranno usufruire dei vantaggi che fornisce la Convenzione Inps e stiamo parlando di: comuni, province, regioni, asl ed enti ospedalieri.

In questi casi sarà possibile usufruire di prestiti che diano diritto a tassi più bassi rispetto a quelli medi del mercato di riferimento. Il Taeg in questo caso non supererà mai il 10% e le durate però, saranno le stesse. Sarà possibile stipulare contratti fino a centoventi mesi, cioè dieci anni.

Tutti i dipendenti di questi Ministeri che godono della convenzione e gli enti locali menzionati, potranno rivolgersi presso la Cofer Srl agente monomandatario Banca Credem Spa per richiedere una consulenza circa il rilascio della cessione del quinto a La Rotta, usufruendo dei vantaggi già esplicati, come i tassi agevolati. È possibile contattare la Cofer Srl sia telefonicamente o compilando il Form. In questo caso si potrà richiedere un preventivo di cessione del quinto a La Rotta prevista per la categoria in esame. Solo dopo aver conosciuto tutte le condizioni relative al rilascio del prestito, condizioni e tassi, sarà possibile accedervi fissando un appuntamento con l’agente.

Cessioni quinto dipendenti aziende private con contratto a tempo indeter-minato ed almeno 1 anno di servizio

La cessione del quinto a La Rotta è una forma di prestito sempre più richiesta perché offre molte opportunità in quanto si tratta di uno strumento molto versatile e soprattutto concesso con maggiore facilità da parte degli istituti di credito che possono agire anche tramite propri agenti. Questo successo è dovuto alle sue peculiarità. Cosa si intende esattamente per cessione del quinto a La Rotta a dipendenti aziende private con contratto a tempo indeterminato?

Cos’è la cessione del quinto a La Rotta dipendenti aziende private?

Si tratta di un prestito personale che viene restituito attraverso una “trattenuta” dallo stipendio pari ad un quinto dello stesso. Fin da subito è bene ribadire che trattandosi di un prestito personale non è necessario indicare i motivi per i quali viene chiesta la somma. La stessa potrà essere spesa per ristrutturare casa, andare in vacanza, estinguere altri prestiti pagando così una sola rata o fare qualunque altra cosa venga in mente senza dover renderne conto a nessuno. La trattenuta eseguita in busta paga corrisponde alla rata mensilmente pagata e comprende una quota di debito e una quota di interessi. La rata non deve quindi essere versata dal debitore, deve essere versata dal datore di lavoro. Appare evidente che senza lavoro non si può accedere al prestito. Per chi eroga vi è una certa sicurezza sulla solvibilità del credito erogato perché sa che la sua rata sarà decurtata direttamente dallo stipendio e che quindi non ci saranno ritardi nei pagamenti anche perché il datore di lavoro non avrebbe alcun interesse a non ottemperare a tale onere. Ecco perché la cessione del quinto a La Rotta a dipendenti di aziende private con contratto a tempo indeterminato può essere concessa anche a coloro che risultano cattivi pagatori o hanno altri finanziamenti in corso. Di seguito le particolari condizioni di questo prestito in gran parte disciplinate direttamente dalla legge e che quindi sfuggono alla libera contrattazione della banca.

La normativa della cessione del quinto a La Rotta

La disciplina della cessione del quinto a La Rotta è prevista dal DPR 180 del 1950, inizialmente questa forma di credito era però riservata a coloro che erano dipendenti pubblici. Con L’art. 1 comma 137 della Legge n. 311/2004 (legge finanziaria 2005) l’applicazione è stata estesa anche ai dipendenti del settore privato. Questa novità di sicuro ha generato forte interesse anche perché non appariva congrua tale differenza di trattamento tra i due settori, sebbene l’impiego pubblico sia sempre stato considerato intoccabile e di conseguenza un prestito erogato a dipendenti pubblici più sicuro. Questo avviene perché non c’è rischio di fallimento delle Pubbliche Amministrazioni e quindi il rischio di perdita del lavoro è ridotto. Inoltre il settore pubblico ha sempre previsto agevolazioni per i dipendenti anche attraverso propri fondi. Essendo però questi limitati, le amministrazioni hanno proceduto alla stipula di convenzioni che assicurano ai dipendenti condizioni di favore per la cessione del quinto a La Rotta.

La normativa prevede che la cessione del quinto a La Rotta ai dipendenti con contratto a tempo indeterminato attivo da almeno un anno sia stipulata con un piano di ammortamento di durata massima di 120 mesi. Una volta pagato almeno i 2/5 del debito è possibile chiedere nuovo credito e quindi ottenere altra liquidità prolungando il piano di ammortamento. Ovviamente l’ente erogante non è obbligato a concedere ulteriore liquidità. Ciò implica che in un ipotetico piano di ammortamento di durata decennale, dopo i primi 4 anni è possibile chiedere nuova liquidità. Nel caso in cui il piano di ammortamento iniziale abbia una durata inferiore a 5 anni, la liquidità aggiuntiva può essere chiesta anche prima del pagamento dei 2/5 del prestito. Come tutti i prestiti, anche la cessione del quinto a La Rotta può essere estinta in anticipo pagando quanto residua.

Documenti necessari

Per capire bene come funziona è bene partire dai documenti per la cessione del quinto a La Rotta dipendenti necessari per poterlo richiedere. Ovviamente occorrono i documenti di riconoscimento, quindi carta d’identità e codice fiscale. Ovviamente la lista non finisce qui. Occorre:

– il certificato di stipendio, da questo è possibile desumere anche il TFR maturato, questo è importante perché nel caso in cui si verifichi la perdita del lavoro, l’erogante andrà a rivalersi in primo luogo sul TFR. Questo implica che l’importo realmente erogabile sia maggiore quando vi sono molti anni di servizio a carico e il dipendente non abbia mai utilizzato il TFR. Si ricorda che è possibile chiedere un anticipo del TFR in alcune occasioni, come per l’acquisto della prima casa. A questo proposito deve però essere sottolineato che nel caso in cui sia attiva una cessione del quinto a La Rotta non è possibile chiedere un anticipo del TFR, tranne nel caso in cui l’ammontare già accantonato sia superiore al debito residuo. Nel caso in cui il datore di lavoro vada a concedere l’anticipo anche se il debito residuo è superiore, sarà quest’ultimo il responsabile nei confronti della finanziaria.

– Ultima busta paga: su questa sarà calcolata la rata da pagare in misura massima di un quinto al netto delle ritenute fiscali e previdenziali.

– La Certificazione Unica, ex CUD, dell’ultimo anno.

In seguito allo studio della documentazione fornita viene proposto un prestito, quindi in base allo stipendio viene stabilito un piano di ammortamento per la restituzione delle somme. Molte persone fanno l’errore di ritenere che per poter chiedere questo finanziamento occorra chiedere il permesso al datore di lavoro. In realtà le cose non stanno così. Sia le aziende private sia quelle pubbliche sono obbligate ad accettare la richiesta di pagamento delle rate della cessione del quinto a La Rotta. Oltremodo non può licenziare il dipendente che abbia chiesto la cessione del quinto a La Rotta in quanto il licenziamento sarebbe illegittimo. Per il datore di lavoro la trattenuta e il pagamento della rata costituiscono un adempimento amministrativo. Si tratta quindi di un rapporto bilaterale tra il dipendente e l’ente erogante e non vi è bisogno della presenza di garanti o altre garanzie, come beni immobili o mobili. Nel caso in cui il datore di lavoro dimentichi di versare l’importo, l’istituto di credito procede a sollecitare il pagamento. Nel caso in cui l’inadempimento prosegua il lavoratore può dimostrare all’ente erogante che il pagamento è avvenuto in quanto sulla busta paga è presente la trattenuta. L’ente procederà verso il datore di lavoro che, come detto, ha l’onere di adempiere. In questo caso il debitore non viene segnalato alla centrale rischi perché lui ha effettivamente subito la trattenuta. Deve però essere sottolineato che in caso di licenziamento per giustificato motivo o nel caso in cui sia il lavoratore a presentare le sue dimissioni, il datore di lavoro ha l’onere di trattenere e versare alla banca i crediti maturati dal dipendente. Per le rimanenti somme invece non è responsabile, quindi non è costretto a tenere un dipendente che si è comportato in modo sleale verso l’azienda solo perché questo ha attivato la cessione del quinto a La Rotta, può licenziarlo. In questo caso si attiva, nei tempi e modalità che si vedranno in seguito, la polizza assicurativa. Un altro timore che molte persone hanno prima di chiedere un prestito con cessione del quinto a La Rotta è che i colleghi possano venire a sapere delle difficoltà economiche in cui versa. In realtà il datore di lavoro, pur essendo coinvolto nel rapporto tra creditore e debitore in qualità di sostituto nel versamento degli importi, è tenuto al rispetto del Codice Privacy e quindi non può diffondere la notizia.

Garanzie/polizze necessarie per la cessione del quinto a La Rotta dipendenti aziende private

Si è detto già in precedenza che la cessione del quinto a La Rotta è una forma di credito disciplinata in larga parte dalla legge. Proprio quest’ultima richiede per attivare la cessione del quinto a La Rotta a dipendenti con

contratto a tempo indeterminato assunti da almeno un anno la stipula di un’assicurazione. Il DPR prevede che sia stipulata una polizza a copertura del rischio vita e di lavoro. Queste hanno il vantaggio di esonerare dal pagamento del residuo nel momento in cui si verificano questi due eventi. Vi sono però delle differenze perché nel caso di perdita di vita a trarne beneficio sono gli eredi che non sono costretti a versare le somme residue. Per la perdita del lavoro devono essere fatte delle differenze. In primo luogo l’istituto che ha erogato il credito potrà rifarsi sul trattamento di fine rapporto, quindi l’eventuale perdita sarebbe solo il residuo. In secondo luogo nel momento in cui il debitore dovesse trovare nuovamente un lavoro sarà lui a dover versare quanto dovuto, in questo caso la compagnia di assicurazione opera la rivalsa nei confronti del debitore principale.

Nel caso di stipula della cessione del quinto a La Rotta con Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer S.r.l. , agente in attività finanziaria monomandatario di Credem Banca SPA, la polizza rischio vitae lavoro non deve essere stipulata separatamente, ma sarà parte del finanziamento stesso. Questo vuol dire che si avrà una rata fissa, sempre di uguale importo e trasparente perché non ci sono brutte sorprese legate alla polizza assicurativa obbligatoria. La società opera in tutta Italia ed è sempre possibile chiedere un preventivo per la cessione del quinto a La Rotta a dipendenti di aziende private con contratto a tempo indeterminato attivo da almeno un anno. Lo stesso è gratuito e non vincolante. Grazie a convenzioni con il Ministero della Difesa- Forze Armate, Ministero Della Giustizia, Ministero Della Salute, Ministero Dell’ambiente E Tutela Del Territorio E Del Mare, Ministero Delle Politiche Agricole, Alimentari E Forestali, Ministero Dell’economia E Finanze, Ministero Dell’interno, Ministero Dell’interno – Dipartimento Della Pubblica Sicurezza, Ministero Dell’istruzione, Università E Ricerca, Ministero Dello Sviluppo Economico, Ministero Infrastrutture E Trasporti – Capitanerie Di Porto Ministero Per I Beni E Le Attività Culturali è possibile avere la cessione del quinto a La Rotta dipendenti a condizioni particolarmente favorevoli.

Proprio per questo motivo è fondamentale contattare la Cofer Srl, agente monomandatario Banca Credem Spa, per richiedere un preventivo gratuito e senza impegno. In questo modo sarà possibile verificare le soluzioni a disposizione e quale sia quella migliore per le proprie esigenze.

Delega di pagamento per dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali

Che cos’è la delega di pagamento

La delega di pagamento viene definita anche con il termine prestito con delega e consiste in una particolare forma di credito personale garantita attraverso il proprio stipendio. Infatti si ottiene un finanziamento di importo variabile, da affiancare alla cessione del quinto a La Rotta, finalizzato ad avere una maggiore liquidità e non all’acquisto di beni oppure di servizi. La copertura è data da un’ulteriore cessione del quinto a La Rotta in busta paga: di conseguenza l’ammontare finale della rata per il rimborso può ammontare anche alla metà oppure ai due quinti dello stipendio netto mensile (il cosiddetto doppio quinto). Ciò dipende dalle condizioni contrattuali, dalla durata del prestito (si va da un minimo di 12 mesi a un massimo di 120) e dalla sua entità. In ogni caso questa forma di finanziamento è riservata soltanto ai lavoratori dipendenti con un contratto a tempo indeterminato che siano privati, pubblici e statali (impiegati presso gli enti locali oppure presso i Ministeri). Si adotta il termine delega di pagamento perché è la stessa azienda oppure lo stesso ente datore di lavoro a rimborsare il debito trattenendo la percentuale indicata in busta paga e accreditandola all’istituto di credito che ha emesso il prestito. Questa operazione può essere effettuata soltanto dietro delega del lavoratore beneficiario del prestito. Si ricorda comunque che questa forma di finanziamento non prevede obblighi legislativi nei confronti del datore di lavoro. Proprio per questo motivo gli enti oppure le aziende di riferimento non sono obbligati per legge ad accettare la delega. Invece la semplice cessione del quinto a La Rotta risulta essere un diritto del lavoratore e non necessita dell’accettazione da parte del datore di lavoro. Comunque, nel caso in cui l’azienda o l’ente accettino la delega di pagamento, questi possono richiedere il pagamento degli oneri per il servizio che vanno a fornire.

La delega di pagamento per dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali

Optare per un finanziamento tramite la formula della delega di pagamento è una soluzione che consente ai dipendenti ministeriali e della pubblica amministrazione di ottenere diversi vantaggi. Tra questi si ricordano:

tassi concordati direttamente con l’ente previdenziale di riferimento;

– possibilità di optare per la delega di pagamento anche se si fruisce già di un finanziamento a fronte della cessione del quinto a La Rotta dello stipendio. In questo modo si ottiene una maggiore liquidità. Tuttavia l’ammontare della rata complessiva ceduta all’ente creditizio non può superare la metà dello stipendio netto;

– per l’intera durata del prestito viene applicato un tasso fisso. Di conseguenza le rate per il rimborso del finanziamento rimangono stabili e non subiscono incrementi a causa dell’aumentare degli indici di riferimento;

– possibilità di avere una maggiore disponibilità finanziaria senza dover sottoscrivere ipoteche oppure fideiussioni e senza dover avere un garante terzo che si impegni per le restituzione dell’importo. Infatti la rata viene rimborsata attraverso la cessione diretta di un quinto dello stipendio oppure di una percentuale superiore il cui ammontare è stato stabilito nel contratto;

– possibilità per il dipendente ministeriale o della pubblica amministrazione di richiedere una dilazione fino a 120 rate;

– messa a disposizione del lavoratore che richiede il finanziamento di una copertura assicurativa che interessa anche gli altri componenti del nucleo familiare. Si tratta di una maggiore forma di tutela in caso di decesso oppure di perdita dell’impiego e viene compresa nel finanziamento senza costi aggiuntivi;

– possibilità di richiedere questa forma di prestito anche se il lavoratore statale o pubblico è stato inserito all’interno della categoria dei cattivi pagatori oppure se è stato protesto. Infatti, a differenza di quanto accade per l’erogazione di mutui, conti correnti oppure carte di credito, la delega di pagamento per dipendenti pubblici e ministeriali non necessita di controlli di solidità finanziaria. Ciò avviene in quanto è lo stesso ente oppure la stessa pubblica amministrazione per la quale il beneficiario presta servizio a farsi garante del rimborso del prestito. Proprio per il fatto di avere un rapporto occupazionale a tempo indeterminato presso un ente locale, la PA oppure un Ministero, l’istituto finanziario ha la certezza che il dipendente percepisce mensilmente lo stipendio stabilito dal contratto di lavoro. Di conseguenza risulta essere garantito anche l’accredito diretto delle rate per il rimborso del prestito;

– il fatto che si ottiene liquidità senza dover svolgere un iter burocratico complicato. Infatti per accedere alla delega di pagamento non si devono presentare preventivi oppure fatture di acquisto e neppure motivazioni sulla destinazione d’uso del denaro erogato;

– il fatto che si tratta di un finanziamento a breve termine, la cui durata non supera i 10 anni. Questa soluzione consente una maggiore flessibilità e permette di suddividere l’importo da rimborsare in massimo 120 rate mensili. In questo modo si evita di dover impegnare una percentuale del proprio stipendio per un lungo arco di tempo.

Si ricorda che l’erogazione di un prestito privilegiato a queste categorie di lavoratori è legato all’accordo diretto tra l’Istituto Previdenziale INPDAP e Credem. In questo modo diventa possibile applicare alla transazione economica i tassi più bassi rispetto a quelli medi che interessano il mercato di riferimento.

Chi può fare domanda

La convenzione INPDAP 2014 interessa diversi Ministeri con e senza portafoglio. Quindi possono accedere alla delega di pagamento, oltre ai dipendenti della pubblica amministrazione, quelli ministeriali che lavorano presso:

– il Ministero degli Affari Esteri in Italia;
– il Ministero delle Comunicazioni;
– il Ministero della Difesa;
– il Ministero dell’Ambiente e per la Tutela del Territorio e del Mare;
– il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
– il Ministero della Difesa per le Forze Armate;
– il Ministero per i Beni e le Attività Culturali;
– il Ministero Commercio con l’Estero;
– il Ministero dell’Interno;
– il Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza;
– il Ministero delle Finanze;
– il Ministero dei Lavori Pubblici;
– il Ministero di Grazia e Giustizia;
– il Ministero della Salute e della Sanità;
– il Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato;
– il Ministero dell’Economia e delle Finanze;
– il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
– il Ministero per le Pari Opportunità ;
– il Ministero per lo Sviluppo Economico;
– il Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali;
– il Ministero della Pubblica Istruzione;
– il Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica;
– il Ministero dei Trasporti e della Navigazione – Capitanerie di Porto;
– il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica.

Proprio per il fatto che la convenzione interessa anche il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno e l’ambito delle Forze Armate relazionate al Ministero della Difesa, possono accedere al prestito in Convenzione INPS anche i membri dell’esercito e delle forze di polizia. Rientrano nella prima categoria i dipendenti di:

 – Tutti i corpi dell’Esercito Italiano;
– Arma dei Carabinieri;
– Marina Militare;
– Aviazione.

Invece fanno parte delle forze di polizia sotto il controllo del Ministero degli Interni i membri di:

– Guardia di Finanza;
– Polizia di Stato;
– Polizia Penitenziaria;
– Corpo Forestale.

A tutti i membri di questi corpi ministeriali, militari e di polizia viene riconosciuto l’accesso al credito attraverso la forma della delega di pagamento usufruendo al tempo stesso del miglior tasso sul mercato. Inoltre bisogna tenere a mente che rientrano nella sezione dipendenti statali anche i dipendenti degli enti locali. Di conseguenza possono richiedere questa forma di finanziamento i soggetti che hanno un contratto a tempo indeterminato presso:

– ASL;
– Comuni;
– Province;
– Regioni (sia quelle a Statuto Ordinario che quelle a Statuto Speciale);
– enti ospedalieri.

Infatti si tratta di dipendenti del comparto pubblico che prestano le proprie prestazioni lavorative all’interno dei confini di una determinata circoscrizione territoriale. Al tempo stesso si occupano della fornitura di servizi e dello svolgimento di interessi pubblici all’interno di quest’area ben delimitata.

La soluzione offerta da Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer Srl, agente monomandatario Credem Banca SpA

La delega di pagamento per dipendenti della pubblica amministrazione e ministeriali viene regolata dall’articolo 1269 del Codice Civile e dal DPR 180/1950. In base a quanto previsto dalla legge possono erogare il prestito soltanto le società finanziarie e gli istituti di credito che risultano essere convenzionati con l’amministrazione pagante. Tra i vari agenti che si possono contattare per accedere al prestito si ricordano gli agenti in attività finanziaria legati a Credem Banca SpA, in grado di garantire condizioni estremamente favorevoli. I requisiti richiesti sono minimi in quanto il beneficiario deve semplicemente essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso la pubblica amministrazione oppure un ente statale e avere una minima anzianità lavorativa. Invece la documentazione necessaria per poter sottoscrivere il contratto comprende:

– un documento di identità in corso di validità (carta d’identità, patente oppure passaporto);
– l’ultima certificazione di reddito attestante il fatto di essere un dipendente a tempo indeterminato statale oppure presso una pubblica amministrazione. In alternativa si può consegnare l’ultima busta paga;
– il documento per l’Informativa e Consenso Privacy sottoscritto;
– codice fiscale;
– ultimo CUD valido.

Possono essere richiesti altri documenti a seconda di quale sia la tipologia dell’amministrazione pubblica oppure del Ministero di appartenenza. Di conseguenza è bene verificare presso l’ufficio preposto. Comunque la lista della documentazione può essere fornita direttamente dai consulenti finanziari a cui ci si rivolge. Inoltre bisogna tenere a mente che anche l’amministrazione pubblica o statale presso cui è impiegato il dipendente deve produrre alcuni documenti. Nella categoria rientrano:

– il certificato di stipendio;
– allegati ministeriali;
– l’atto di autorizzazione alla delega compilato e sottoscritto dal datore di lavoro oppure dal dirigente.

Prima di procedere è bene verificare con attenzione quale sia la propria situazione reddituale e creditizia e l’ammontare delle spese fisse mensili ricorrenti. La soluzione migliore è che l’entità della rata mensile sia pari oppure inferiore al 20% dello stipendio. Tuttavia si ricorda che l’ammontare della rata dipende da diversi fattori, quali:

– il reddito del beneficiario del finanziamento;
– l’entità del prestito erogato;
– le disponibilità economiche e la situazione finanziaria del dipendente;
– il tipo di piano di ammortamento seguito per la restituzione del denaro.

Proprio per questo motivo è fondamentale contattare la Cofer Srl, agente monomandatario Banca Credem Spa, per richiedere un preventivo gratuito e senza impegno. In questo modo sarà possibile verificare le soluzioni a disposizione e quale sia quella migliore per le proprie esigenze. cessione del quinto La Rotta localita del comune di Moncalieri in provincia di Torino Piemonte

Cessione del quinto pensionati Villaggio Dei Giovi – Milano

Cessione quinto pensionati Villaggio Dei Giovi in convenzione con inps Villaggio Dei Giovi – ex inpdap Villaggio Dei Giovi – enasarco Villaggio Dei Giovi e tutti gli altri enti pensionistici di Villaggio Dei Giovi , finanziamenti sino 89 anni di età non compiuti a scadenza del finanziamento.

Cos’è la cessione dei quinto a Villaggio Dei Giovi a ? Conviene ricorrere ad essa per far fronte ad un’esigenza di denaro? E fino a che età si può richiedere?
Sono sicuramente queste ed altre le domande che si pone chi cerca denaro e ha scoperto l’opportunità di ottenere un prestito attraverso questa speciale formula senza però conoscerne i dettagli.

La cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi è un prestito interessante per chi ha una pensione o dispone di una busta paga. Comoda per la sua metodologia di restituzione e perché strutturata in modo da essere sostenibile per chi la richiede, può essere anche erogata secondo convenzioni stipulate con l’Inps, l’ex Inpdap – Ensarco e gli altri enti pensionistici.

cessione del quinto della pensione

Ma come fare a valutare la convenienza di questo tipo di finanziamento

Per chi cerca un prestito è molto facile trovare numerosissime offerte, ma è senz’altro più difficile scegliere la migliore.
É importante precisare fin da subito che nel mondo finanziario la convenienza non è un concetto assoluto, ma dipende dalle esigenze del momento, dalla propria situazione economica, dal proprio stile di vita e dalla reale possibilità di accedere a specifici prestiti.

Non tutti i finanziamenti sono infatti aperti a tutti. Alcuni sono riservati a specifiche categorie professionali e bisogna aggiungere che, per quanti in passato non hanno saldato i loro debiti con regolarità, la condizione di cattivo pagatore o protestato può precludere molte possibilità di accesso al credito.
La cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi è disponibile anche per quanti sono iscritti nei registri del CRIF.
Ma ecco una serie di informazioni su questa forma di prestito, utili a chi sta pensando di ricorrervi.

Cos’è la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi

La cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi è un prestito personale non finalizzato. In parole molto più semplici, è un normale modo di ottenere una somma di denaro.
Rispetto ad altri tipi di finanziamento vanta diverse particolarità, la più importante, da cui discende il suo nome, è la metodologia di rimborso.
Chi ha fatto richiesta di cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi, rimborserà mensilmente il suo debito con rate che non possono superare il 20%, cioè la quinta parte dello stipendio o della pensione percepita.

Questo significa che, se il prestito viene richiesto da una persona che guadagna 2 mila euro al mese, la rata di rimborso non potrà essere più alta di 400€.
Questo aspetto si rivela molto importante perché rende la restituzione del prestito sempre sostenibile.

Occorre inoltre precisare che il quinto dello stipendio rappresenta una soglia limite. Se ad esempio la stessa persona che guadagna 2mila euro al mese vuole restituire il suo prestito con una rata più bassa potrà farlo rendendola ancora più comoda e sostenibile.

Questa forma di finanziamento rappresenta quindi un prezioso strumento per evitare una sovraesposizione finanziaria e l’accesso al credito attraverso di essa è un diritto riconosciuto al cittadino fin dal 1950 attraverso la legge 180/1950.

Il rimborso è a carico dell’azienda o dell’ente pensionistico

Tra le ulteriori particolarità della cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi c’è il metodo attraverso cui le rate dovute vengono versate all’istituto di credito.
I versamenti delle somme da rimborsare non dovranno infatti essere effettuati da chi ha richiesto il prestito, ma dalla sua azienda o dal suo ente previdenziale mediante una trattenuta alla fonte.

L’iter per l’ottenimento della cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi richiede infatti che l’azienda o l’ente previdenziale siano informati dell’avvenuto prestito e si facciano carico di versare le rate di rimborso all’istituto di credito.

Chi ha richiesto il prestito non dovrà sobbarcarsi l’onere del versamento delle rate. In busta paga o sul cedolino troverà mensilmente annotata la trattenuta alla fonte effettuata.

Questo metodo di rimborso si rivela molto comodo e mette anche al riparo da possibili dimenticanze. Spesso infatti chi deve versare rate mensili per mancanza di tempo o per semplice distrazione potrebbe dimenticare di pagare il dovuto entro le date di scadenza finendo così nei registri del CRIF e andando incontro ad una serie di difficoltà per l’accesso a nuovi finanziamenti.

La cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi è la soluzione ideale per i cattivi pagatori

Quanti sono iscritti nei registri del CRIF hanno sicuramente molte difficoltà di accesso al credito.
Prima di prestare somme di denaro grandi o piccole gli istituti finanziari vogliono essere certi che il capitale venga interamente rimborsato con la maggiorazione degli interessi.

A questo scopo vengono tipicamente analizzate le garanzie che vengono offerte da chi richiede il prestito e la sua storia di debitore. Per questo motivo, chi in passato non ha rimborsato i suoi debiti con regolarità si vedrà rifiutare il credito.

In questi casi la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi risolve ogni problema perché non necessita di garanzie. Per l’istituto di credito è sufficiente sapere che il debitore ha un’entrata economica fissa data dallo stipendio o dalla pensione e che, attraverso la trattenuta alla fonte, le rate saranno versate entro i termini stabiliti.

L’iter per ottenere la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi si presenta particolarmente semplificato per chi dipende da aziende pubbliche o percepisce la pensione da uno degli enti previdenziali convenzionati.
Sarà sufficiente presentare una richiesta, un documento di identità, il codice fiscale e la documentazione che attesta la propria posizione di dipendente o pensionato.
Per gli enti previdenziali convenzionati saranno applicate le condizioni di vantaggio previste.

Con la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi non c’è bisogno di garanzie e garanti

Quando si desidera un prestito uno degli aspetti più fastidiosi riguarda la necessità di offrire garanzie o di rivolgersi a qualcuno disposto a fare da garante.

La gestione economica delle proprie risorse è un fatto privato e che potrebbe non vedere d’accordo gli altri sul modo in cui si intende portarla avanti.
Offrire un bene in garanzia, ponendo ad esempio un’ipoteca sulla casa, potrebbe non rendere felice il coniuge e questo genererebbe liti in famiglia.

Potrebbe inoltre essere causa di imbarazzo l’idea di dover chiedere a un amico o a un familiare di fare da garante per un prestito. Tra l’altro si potrebbero non avere persone care che siano in condizioni di garantire.

Con la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi tutti questi problemi spariscono. La garanzia è offerta dal proprio lavoro, dalla sua stabilità e dal fatto che, per come viene effettuato il rimborso, non potranno esserci ritardi o problemi nel versamento della rata.

Non è necessario spiegare perché si desidera il denaro

La cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi è un prestito non finalizzato, ciò vuol dire che non è necessario giustificare i motivi per cui si richiedono i soldi.

Questo rappresenta un notevole vantaggio e prima di chiedere un prestito finalizzato è sempre utile chiedersi se con una cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi si possano ottenere le stesse somme a condizioni più convenienti.

Spesso, a chi effettua un acquisto importante, viene proposto un finanziamento finalizzato. Per semplicità si è portati ad accettare, ma prima di scegliere è utile richiedere un preventivo per ottenere la stessa somma mediante cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi e valutarne la convenienza.

La cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi può inoltre essere vantaggiosa quando non si ha bisogno di un finanziamento per uno scopo specifico ma si vogliono risolvere delle situazioni pregresse.
Molte persone utilizzano questo prestito per saldare i vecchi debiti e ottenere una nuova rata più comoda oppure lo utilizzano in quelle fasi della vita in cui si accumulano molte spese di diverso tipo e si desidera la liquidità sufficiente per far fronte a tutto.
In ogni caso non si dovrà giustificare come si è deciso di spendere i soldi e non bisognerà presentare preventivi o fatture di acquisti.

Età per chiedere la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi e durata massima del finanziamento

La cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi è un tipo di finanziamento che può durare al massimo 120 mesi, cioè 10 anni.
Chi la richiede deve poter estinguere il debito entro il compimento dell’ottantanovesimo anno di età.

Ciò vuol dire che un finanziamento di 10 anni può essere richiesto entro il compimento del settantanovesimo anno di età, mentre un prestito di due anni può essere richiesto entro il compimento dell’ottantasettesimo anno di età.

I vantaggi del tasso fisso

Tra le caratteristiche della cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi c’è l’applicazione di un tasso fisso.
Questo permette di avere una rata di importo bloccato per tutta la durata del finanziamento.

Per i prestiti a tasso variabile gli andamenti del mercato possono portare a brutte sorprese facendo schizzare l’importo della rata verso l’alto e rendendo il suo pagamento insostenibile.
Con la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi si ha sempre la certezza di avere una rata commisurata al proprio guadagno e senza sorprese.

Rischio vita, la polizza che rende la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi un prestito sicuro

Non tutti sanno che i debiti vanno a far parte dell’eredità. Un genitore che muore avendo ancora dei debiti da pagare li trasmette automaticamente ai suoi figli.

Un’eredità spiacevole anche perché chi la riceve potrebbe non essere in condizioni economiche tali da farvi fronte.
La cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi si rivela sicura anche da questo punto di vista.
Include infatti una polizza vita obbligatoria grazie alla quale, nel malaugurato caso in cui si verificasse la premorienza del debitore, sarà l’assicurazione ad estinguere il debito per conto degli eredi.
Una soluzione tranquillizzante per persone giovani, ma soprattutto per quei pensionati che vorrebbero concedersi qualche spesa in più, ma preferiscono non chiedere prestiti proprio per evitare il rischio di gravare sui loro figli dopo la morte.

Come richiedere la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi

Prima di richiedere la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi è utile formulare il proprio preventivo che sarà totalmente gratuito e non comporterà alcun vincolo.

Per avere maggior informazioni sarà possibile rivolgersi a Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer Srl, agente in attività finanziaria monomandatario a cui richiedere tutti i dettagli per la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi Credem Banca.

Questo istituto finanziario vanta numerose convenzioni per poter accedere a condizioni particolarmente favorevoli.
Sono disponibili soluzioni convenzionate per i pensionati Inps, ex Inpdap – Enasarco e tutti gli altri enti pensionistici.
Credem vanta inoltre convenzioni con le forze dell’ordine e in particolare con carabinieri e guardia di finanza ed è inoltre convenzionata con
– Ministero degli Affari Esteri Villaggio Dei Giovi ,
– Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Villaggio Dei Giovi,
– Ministero della Difesa Villaggio Dei Giovi,
– Ministero della Difesa – Forze Armate Villaggio Dei Giovi,
– Ministero della Giustizia Villaggio Dei Giovi,
– Ministero della Salute Villaggio Dei Giovi ,
– Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare Villaggio Dei Giovi,
– Ministero delle Politiche Agricole Villaggio Dei Giovi, Alimentari e Forestali Villaggio Dei Giovi,
– Ministero dell’Economia e Finanze Villaggio Dei Giovi,
– Ministero dell’Interno Villaggio Dei Giovi,
– Ministero dell’Interno Dipartimento della Pubblica Sicurezza Villaggio Dei Giovi,
– Ministero dell’Istruzione Villaggio Dei Giovi, Università e Ricerca Villaggio Dei Giovi,
– Ministero dello Sviluppo Economico Villaggio Dei Giovi,
– Ministero Infrastrutture e Trasporti – Capitanerie di Porto
– Ministero per i Beni e le Attività Culturali Villaggio Dei Giovi.

Cessione quinto dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali in convenzione

Cessione quinto dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali in convenzione

Quando si parla di cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi ci si riferisce ad un prestito rivolto a chi, privato, dipendente pubblico, pensionato o invalido, necessita di una cospicua somma di denaro destinata a soddisfare i propri bisogni. Si tratta di una tipologia di prestito molto particolare che per poter essere attivata, si serve di determinate caratteristiche. Andremo ad analizzare quali sono le principali caratteristiche per poter usufruire della cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi se si è dipendenti della pubblica amministrazione o ministeriali convenzionati.

Cos’è la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi e quali sono le sue principali caratteristiche

La cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi rientra nella categoria dei prestiti non finalizzati a Villaggio Dei Giovi. Si tratta di una modalità di erogazione del denaro per lavoratori dipendenti in possesso di un contratto a tempo indeterminato, dipendenti statali e pubblici, pensionati e invalidi. Per quanto riguarda la categoria dei lavoratori, si può dire che il denaro che viene erogato da un istituto di credito, sarà poi restituito nella misura del 20% per mezzo del datore di lavoro, che detrarrà la somma necessaria direttamente dallo stipendio del lavoratore. Il 20% corrisponde a un quinto della busta paga ed è per questo che l’istituto viene chiamato appunto, cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi.

La cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi funziona come un normale prestito, quindi vi è l’erogazione della somma richiesta dal lavoratore direttamente sul suo conto corrente personale. La restituzione invece, viene realizzata con una diversa modalità. Quando abbiamo parlato di un quinto dello stipendio, intendiamo proprio la restituzione che avviene per mano del datore di lavoro, verso la finanziaria che avrà erogato il denaro. Per cui il dipendente, dopo aver stipulato il prestito, non dovrà preoccuparsi del pagamento delle rate, perché ciò viene realizzato direttamente attraverso la trattenuta in busta paga nella misura di un quinto dello stipendio netto.

Menzionando la categoria dei prestiti non finalizzati Villaggio Dei Giovi, è necessario darne definizione per fare chiarezza sull’argomento. Si parla di prestiti non finalizzati a Villaggio Dei Giovi quando l’istituto di credito che eroga il denaro o la finanziaria, non è tenuta a verificare la destinazione che avrà il denaro. Per cui, il richiedente potrà chiedere una certa somma e non dovrà fornire alcun tipo di destinazione. Sarà obbligato però, ovviamente, a restituire il denaro entro la durata del prestito. I prestiti non finalizzati a Villaggio Dei Giovi rientrano nella categoria dei prestiti personali.

Altra menzione doverosa quando si parla di cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi, riguarda quelle categorie di persone che in passato hanno avuto dei problemi relativi a pagamenti non effettuati. Stiamo parlando dei cattivi pagatori. Si tratta di un problema frequente, soprattutto al giorno d’oggi. Queste persone non riescono a pagare i loro debiti poiché non dispongono di una somma di denaro necessaria e ovviamente nessuno vuole concedere loro un prestito data la reputazione acquisita. Quando accade ciò, queste persone vengono segnalate ad una Centrale Rischi. Si tratta di un sistema informativo relativo all’indebitamento della clientela verso istituti di credito e banche. Grazie a questo sistema sarà proprio la Centrale Rischi a favorire la clientela meritevole. Vi sono anche centrali di rischi private che vengono chiamate sistemi di informazioni creditizie (Sic) che

tengono in memoria per almeno cinque anni tutti i cattivi pagatori segnalati. Ad oggi i tempi massimi di conservazione dei nominativi dei cattivi pagatori, sono ridotti a tre, a seconda della qualità del credito che viene segnalato.

Il cattivo pagatore quindi, è colui che paga in estremo ritardo alcune rate di un finanziamento, oppure quando non ha dimostrato di essere un debitore affidabile. In questi casi quindi, sarà difficile richiedere un nuovo prestito senza fornire garanzie adatte all’ottenimento del denaro. Quando si parla di cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi questa eventualità non è contemplata, poiché sono ammessi a ricevere denaro attraverso questo prestito, proprio i cattivi pagatori, coloro che abbiano ricevuto un protesto oppure chi avrà subito un pignoramento. Spesso questa modalità di prestito permette di ottenere del denaro da destinare proprio al pagamento di alcuni insoluti ed è per questa ragione che non si può negare loro l’accesso alla cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi.

È necessario chiarire anche gli aspetti relativi alle garanzie per richiedere la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi. In questi casi non sono richieste garanzie poiché, con la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi i rischi di insolvenza del credito diventano davvero minimi, poiché ci si collegherà alla fonte di reddito primaria per la restituzione del denaro. È possibile inoltre, richiedere un secondo quinto dello stipendio con la delega di pagamento. In questo caso parleremo della cessione del doppio quinto.

Come si calcola la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi

Sapere come si calcola la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi è importante, poiché grazie a queste semplici formule si potrà avere la contezza della cifra necessaria che verrà detratta mensilmente dal proprio stipendio.

Prima di procedere al calcolo vero e proprio però, è importante fornire alcune indicazioni utili. Chi si rivolge ad un istituto di credito autorizzato per poter richiedere il finanziamento con la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi, dovrà fornire l’ultima busta paga ricevuta, un documento cartaceo dove viene indicato il compenso retributivo riferito ad un certo periodo, il cosiddetto cedolino. Questo prospetto poi, dovrà riportare delle informazioni precise riguardanti i dati anagrafici relativi al datore di lavoro ma anche del dipendente, la tipologia del lavoro svolto, l’inquadramento e il contratto collettivo nazionale di categoria.

Il cedolino relativo alla busta paga dovrà presentare degli elementi fissi relativi alla retribuzione. Per cui andrà indicata la paga minima come da contratto collettivo che potrà variare in base al livello e al settore economico, elementi fissi che vengono stabiliti in contratto collettivo, scatti di anzianità, superminimi e indennità di contingenza.

Vi sono poi degli elementi variabili relativi alla malattia, straordinari, infortuni, ferie, festività e fringe benefit, permessi pagati, indennità particolari riferibili alla reperibilità, mensa, turni, trattenute fiscali e previdenziali.

Quando si stanzia il prestito con la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi si prevedono costi operativi riguardanti la commissione e il tasso di interesse addebitati sulla rata da restituire corrisposta al datore di lavoro che dovrà detrarre un quinto dello stipendio del richiedente (20%).

È bene quindi, simulare la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi basandosi sullo stipendio netto che viene ottenuto

escludendo le componenti variabili, includendo la tredicesima e la quattordicesima. L’importo verrà poi suddiviso in dodici mensilità che sono quelle relative all’anno e la cifra che verrà fuori verrà ridivisa per il quinto dello stipendio, quindi per cinque. Il risultato di questa operazione corrisponderà alla somma di denaro cedibile come rata mensile.

La cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi può essere richiesta per un tempo che non superi i dieci anni, quindi il numero di rate massime, saranno erogate per centoventi mesi.

Ciò che sarà più importante nella simulazione della cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi, sono gli interessi da corrispondere all’istituto di credito. Questi vengono indicati nelle varie offerte delle finanziarie e banche. A differenza delle spese accessorie e le polizze obbligatorie da stipulare, queste vengono individuate all’interno del contratto. La polizza assicurativa è importante poiché, l’istituto di credito si dovrà cautelare contro eventuali perdite del lavoro da parte del dipendente. È bene sapere però, che le assicurazioni non sempre vengono imposte dalle finanziarie ma possono essere scelte liberamente, in base alle offerte presenti in mercato, selezionando ovviamente quella meno costosa.

Ciò che è interessante, nel caso del calcolo preciso della cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi e dei suoi relativi interessi, è il TAEG. Questo tasso include i costi nella loro totalità e il suo calcolo permette di avere una percentuale globale relativa al finanziamento. Queste informazioni sono reperibili dall’offerta fatta dalla banca.

cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi per dipendenti pubblici e ministeriali

Anche per i dipendenti pubblici, statali e convenzionati con i ministeri, è possibile avere accesso alla cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi in qualità di prestito personale. Con ciò si potrà beneficiare di diversi plus riconosciuti dalla normativa specifica riferita a questo caso. Per cui potremo dire che la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi da riferirsi ai dipendenti ministeriali non può essere negata dal datore di lavoro.

Le caratteristiche sono le stesse esplicate in precedenza, per cui non ci sarà bisogno di indicare la finalità del prestito, il rimborso avviene detraendo un quinto dello stipendio, la rata verrà liquidata mensilmente detraendo dalla busta paga la cifra concordata da versare all’intermediario finanziario. Poiché si tratta di dipendenti statali, non vi sarà bisogno di rilasciare garanzie poiché queste verranno ricavate semplicemente dalla stabilità del reddito. È importante ricordare in questi casi, che più lo stipendio sarà alto e più alto sarà il prestito ottenibile. Il prestito avrà un tasso e una rata costante per tutta la durata del piano di ammortamento e verrà però, richiesta la stipula di un’assicurazione che subentra nel caso in cui vi sia licenziamento o premorienza.

I dipendenti ministeriali convenzionati dovranno fornire all’istituto di credito dei documenti validi per poter avviare la pratica, che corrispondono alla carta d’identità, codice fiscale e modello CUD o l’ultima busta paga percepita. Si tratta di requisiti considerabili garantiti. Per questo, accedere alla cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi con un contratto da dipendente pubblico sarà praticamente certo, basterà fornire le generalità richieste.

I dipendenti ministeriali hanno il privilegio di poter ottenere dei prestiti grazie alla Convenzione INPSE EX GESTIONE INPDAP. Quindi sarà possibile richiedere denaro anche per chi è dipendente statale dei ministeri, seza portafoglio e con portafoglio.

In elenco troviamo i ministeri convenzionati che permettono l’erogazione della cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi. Questi sono: Ministero degli Affari Esteri in Italia, Ministero dell’Ambiente e per i Beni e Attività culturali, Ministero della Tutela del territorio e del mare, Ministero della Difesa e delle Forze Armate, Ministero delle Finanze, Ministero delle Comunicazioni, Ministero della Difesa, Ministero di Grazia e Giustizia, Ministero dell’Interno e del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Ministero dell’Industria, Ministero del Lavoro delle Politiche Sociali, Ministero dei Lavori Pubblici, Ministero della Sanità, Ministero del Tesoro e dei Trasporti, Ministero della Pubblica Istruzione, Ministero delle Pari Opportunità e Ministero dell’università e Ricerca Scientifica, Ministero delle politiche agricole, Ministero dello Sviluppo economico, Capitanerie di porto, Arma dei Carabinieri.

È importante anche segnalare i dipendenti di vari enti locali operanti nella pubblica amministrazione. Questi infatti, sono considerati dipendenti del comparto pubblico che operano entro una determinata circoscrizione. In questo caso potranno usufruire dei vantaggi che fornisce la Convenzione Inps e stiamo parlando di: comuni, province, regioni, asl ed enti ospedalieri.

In questi casi sarà possibile usufruire di prestiti che diano diritto a tassi più bassi rispetto a quelli medi del mercato di riferimento. Il Taeg in questo caso non supererà mai il 10% e le durate però, saranno le stesse. Sarà possibile stipulare contratti fino a centoventi mesi, cioè dieci anni.

Tutti i dipendenti di questi Ministeri che godono della convenzione e gli enti locali menzionati, potranno rivolgersi presso la Cofer Srl agente monomandatario Banca Credem Spa per richiedere una consulenza circa il rilascio della cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi, usufruendo dei vantaggi già esplicati, come i tassi agevolati. È possibile contattare la Cofer Srl sia telefonicamente o compilando il Form. In questo caso si potrà richiedere un preventivo di cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi prevista per la categoria in esame. Solo dopo aver conosciuto tutte le condizioni relative al rilascio del prestito, condizioni e tassi, sarà possibile accedervi fissando un appuntamento con l’agente.

Cessioni quinto dipendenti aziende private con contratto a tempo indeter-minato ed almeno 1 anno di servizio

La cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi è una forma di prestito sempre più richiesta perché offre molte opportunità in quanto si tratta di uno strumento molto versatile e soprattutto concesso con maggiore facilità da parte degli istituti di credito che possono agire anche tramite propri agenti. Questo successo è dovuto alle sue peculiarità. Cosa si intende esattamente per cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi a dipendenti aziende private con contratto a tempo indeterminato?

Cos’è la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi dipendenti aziende private?

Si tratta di un prestito personale che viene restituito attraverso una “trattenuta” dallo stipendio pari ad un quinto dello stesso. Fin da subito è bene ribadire che trattandosi di un prestito personale non è necessario indicare i motivi per i quali viene chiesta la somma. La stessa potrà essere spesa per ristrutturare casa, andare in vacanza, estinguere altri prestiti pagando così una sola rata o fare qualunque altra cosa venga in mente senza dover renderne conto a nessuno. La trattenuta eseguita in busta paga corrisponde alla rata mensilmente pagata e comprende una quota di debito e una quota di interessi. La rata non deve quindi essere versata dal debitore, deve essere versata dal datore di lavoro. Appare evidente che senza lavoro non si può accedere al prestito. Per chi eroga vi è una certa sicurezza sulla solvibilità del credito erogato perché sa che la sua rata sarà decurtata direttamente dallo stipendio e che quindi non ci saranno ritardi nei pagamenti anche perché il datore di lavoro non avrebbe alcun interesse a non ottemperare a tale onere. Ecco perché la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi a dipendenti di aziende private con contratto a tempo indeterminato può essere concessa anche a coloro che risultano cattivi pagatori o hanno altri finanziamenti in corso. Di seguito le particolari condizioni di questo prestito in gran parte disciplinate direttamente dalla legge e che quindi sfuggono alla libera contrattazione della banca.

La normativa della cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi

La disciplina della cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi è prevista dal DPR 180 del 1950, inizialmente questa forma di credito era però riservata a coloro che erano dipendenti pubblici. Con L’art. 1 comma 137 della Legge n. 311/2004 (legge finanziaria 2005) l’applicazione è stata estesa anche ai dipendenti del settore privato. Questa novità di sicuro ha generato forte interesse anche perché non appariva congrua tale differenza di trattamento tra i due settori, sebbene l’impiego pubblico sia sempre stato considerato intoccabile e di conseguenza un prestito erogato a dipendenti pubblici più sicuro. Questo avviene perché non c’è rischio di fallimento delle Pubbliche Amministrazioni e quindi il rischio di perdita del lavoro è ridotto. Inoltre il settore pubblico ha sempre previsto agevolazioni per i dipendenti anche attraverso propri fondi. Essendo però questi limitati, le amministrazioni hanno proceduto alla stipula di convenzioni che assicurano ai dipendenti condizioni di favore per la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi.

La normativa prevede che la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi ai dipendenti con contratto a tempo indeterminato attivo da almeno un anno sia stipulata con un piano di ammortamento di durata massima di 120 mesi. Una volta pagato almeno i 2/5 del debito è possibile chiedere nuovo credito e quindi ottenere altra liquidità prolungando il piano di ammortamento. Ovviamente l’ente erogante non è obbligato a concedere ulteriore liquidità. Ciò implica che in un ipotetico piano di ammortamento di durata decennale, dopo i primi 4 anni è possibile chiedere nuova liquidità. Nel caso in cui il piano di ammortamento iniziale abbia una durata inferiore a 5 anni, la liquidità aggiuntiva può essere chiesta anche prima del pagamento dei 2/5 del prestito. Come tutti i prestiti, anche la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi può essere estinta in anticipo pagando quanto residua.

Documenti necessari

Per capire bene come funziona è bene partire dai documenti per la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi dipendenti necessari per poterlo richiedere. Ovviamente occorrono i documenti di riconoscimento, quindi carta d’identità e codice fiscale. Ovviamente la lista non finisce qui. Occorre:

– il certificato di stipendio, da questo è possibile desumere anche il TFR maturato, questo è importante perché nel caso in cui si verifichi la perdita del lavoro, l’erogante andrà a rivalersi in primo luogo sul TFR. Questo implica che l’importo realmente erogabile sia maggiore quando vi sono molti anni di servizio a carico e il dipendente non abbia mai utilizzato il TFR. Si ricorda che è possibile chiedere un anticipo del TFR in alcune occasioni, come per l’acquisto della prima casa. A questo proposito deve però essere sottolineato che nel caso in cui sia attiva una cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi non è possibile chiedere un anticipo del TFR, tranne nel caso in cui l’ammontare già accantonato sia superiore al debito residuo. Nel caso in cui il datore di lavoro vada a concedere l’anticipo anche se il debito residuo è superiore, sarà quest’ultimo il responsabile nei confronti della finanziaria.

– Ultima busta paga: su questa sarà calcolata la rata da pagare in misura massima di un quinto al netto delle ritenute fiscali e previdenziali.

– La Certificazione Unica, ex CUD, dell’ultimo anno.

In seguito allo studio della documentazione fornita viene proposto un prestito, quindi in base allo stipendio viene stabilito un piano di ammortamento per la restituzione delle somme. Molte persone fanno l’errore di ritenere che per poter chiedere questo finanziamento occorra chiedere il permesso al datore di lavoro. In realtà le cose non stanno così. Sia le aziende private sia quelle pubbliche sono obbligate ad accettare la richiesta di pagamento delle rate della cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi. Oltremodo non può licenziare il dipendente che abbia chiesto la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi in quanto il licenziamento sarebbe illegittimo. Per il datore di lavoro la trattenuta e il pagamento della rata costituiscono un adempimento amministrativo. Si tratta quindi di un rapporto bilaterale tra il dipendente e l’ente erogante e non vi è bisogno della presenza di garanti o altre garanzie, come beni immobili o mobili. Nel caso in cui il datore di lavoro dimentichi di versare l’importo, l’istituto di credito procede a sollecitare il pagamento. Nel caso in cui l’inadempimento prosegua il lavoratore può dimostrare all’ente erogante che il pagamento è avvenuto in quanto sulla busta paga è presente la trattenuta. L’ente procederà verso il datore di lavoro che, come detto, ha l’onere di adempiere. In questo caso il debitore non viene segnalato alla centrale rischi perché lui ha effettivamente subito la trattenuta. Deve però essere sottolineato che in caso di licenziamento per giustificato motivo o nel caso in cui sia il lavoratore a presentare le sue dimissioni, il datore di lavoro ha l’onere di trattenere e versare alla banca i crediti maturati dal dipendente. Per le rimanenti somme invece non è responsabile, quindi non è costretto a tenere un dipendente che si è comportato in modo sleale verso l’azienda solo perché questo ha attivato la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi, può licenziarlo. In questo caso si attiva, nei tempi e modalità che si vedranno in seguito, la polizza assicurativa. Un altro timore che molte persone hanno prima di chiedere un prestito con cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi è che i colleghi possano venire a sapere delle difficoltà economiche in cui versa. In realtà il datore di lavoro, pur essendo coinvolto nel rapporto tra creditore e debitore in qualità di sostituto nel versamento degli importi, è tenuto al rispetto del Codice Privacy e quindi non può diffondere la notizia.

Garanzie/polizze necessarie per la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi dipendenti aziende private

Si è detto già in precedenza che la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi è una forma di credito disciplinata in larga parte dalla legge. Proprio quest’ultima richiede per attivare la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi a dipendenti con

contratto a tempo indeterminato assunti da almeno un anno la stipula di un’assicurazione. Il DPR prevede che sia stipulata una polizza a copertura del rischio vita e di lavoro. Queste hanno il vantaggio di esonerare dal pagamento del residuo nel momento in cui si verificano questi due eventi. Vi sono però delle differenze perché nel caso di perdita di vita a trarne beneficio sono gli eredi che non sono costretti a versare le somme residue. Per la perdita del lavoro devono essere fatte delle differenze. In primo luogo l’istituto che ha erogato il credito potrà rifarsi sul trattamento di fine rapporto, quindi l’eventuale perdita sarebbe solo il residuo. In secondo luogo nel momento in cui il debitore dovesse trovare nuovamente un lavoro sarà lui a dover versare quanto dovuto, in questo caso la compagnia di assicurazione opera la rivalsa nei confronti del debitore principale.

Nel caso di stipula della cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi con Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer S.r.l. , agente in attività finanziaria monomandatario di Credem Banca SPA, la polizza rischio vitae lavoro non deve essere stipulata separatamente, ma sarà parte del finanziamento stesso. Questo vuol dire che si avrà una rata fissa, sempre di uguale importo e trasparente perché non ci sono brutte sorprese legate alla polizza assicurativa obbligatoria. La società opera in tutta Italia ed è sempre possibile chiedere un preventivo per la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi a dipendenti di aziende private con contratto a tempo indeterminato attivo da almeno un anno. Lo stesso è gratuito e non vincolante. Grazie a convenzioni con il Ministero della Difesa- Forze Armate, Ministero Della Giustizia, Ministero Della Salute, Ministero Dell’ambiente E Tutela Del Territorio E Del Mare, Ministero Delle Politiche Agricole, Alimentari E Forestali, Ministero Dell’economia E Finanze, Ministero Dell’interno, Ministero Dell’interno – Dipartimento Della Pubblica Sicurezza, Ministero Dell’istruzione, Università E Ricerca, Ministero Dello Sviluppo Economico, Ministero Infrastrutture E Trasporti – Capitanerie Di Porto Ministero Per I Beni E Le Attività Culturali è possibile avere la cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi dipendenti a condizioni particolarmente favorevoli.

Proprio per questo motivo è fondamentale contattare la Cofer Srl, agente monomandatario Banca Credem Spa, per richiedere un preventivo gratuito e senza impegno. In questo modo sarà possibile verificare le soluzioni a disposizione e quale sia quella migliore per le proprie esigenze.

Delega di pagamento per dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali

Che cos’è la delega di pagamento

La delega di pagamento viene definita anche con il termine prestito con delega e consiste in una particolare forma di credito personale garantita attraverso il proprio stipendio. Infatti si ottiene un finanziamento di importo variabile, da affiancare alla cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi, finalizzato ad avere una maggiore liquidità e non all’acquisto di beni oppure di servizi. La copertura è data da un’ulteriore cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi in busta paga: di conseguenza l’ammontare finale della rata per il rimborso può ammontare anche alla metà oppure ai due quinti dello stipendio netto mensile (il cosiddetto doppio quinto). Ciò dipende dalle condizioni contrattuali, dalla durata del prestito (si va da un minimo di 12 mesi a un massimo di 120) e dalla sua entità. In ogni caso questa forma di finanziamento è riservata soltanto ai lavoratori dipendenti con un contratto a tempo indeterminato che siano privati, pubblici e statali (impiegati presso gli enti locali oppure presso i Ministeri). Si adotta il termine delega di pagamento perché è la stessa azienda oppure lo stesso ente datore di lavoro a rimborsare il debito trattenendo la percentuale indicata in busta paga e accreditandola all’istituto di credito che ha emesso il prestito. Questa operazione può essere effettuata soltanto dietro delega del lavoratore beneficiario del prestito. Si ricorda comunque che questa forma di finanziamento non prevede obblighi legislativi nei confronti del datore di lavoro. Proprio per questo motivo gli enti oppure le aziende di riferimento non sono obbligati per legge ad accettare la delega. Invece la semplice cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi risulta essere un diritto del lavoratore e non necessita dell’accettazione da parte del datore di lavoro. Comunque, nel caso in cui l’azienda o l’ente accettino la delega di pagamento, questi possono richiedere il pagamento degli oneri per il servizio che vanno a fornire.

La delega di pagamento per dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali

Optare per un finanziamento tramite la formula della delega di pagamento è una soluzione che consente ai dipendenti ministeriali e della pubblica amministrazione di ottenere diversi vantaggi. Tra questi si ricordano:

tassi concordati direttamente con l’ente previdenziale di riferimento;

– possibilità di optare per la delega di pagamento anche se si fruisce già di un finanziamento a fronte della cessione del quinto a Villaggio Dei Giovi dello stipendio. In questo modo si ottiene una maggiore liquidità. Tuttavia l’ammontare della rata complessiva ceduta all’ente creditizio non può superare la metà dello stipendio netto;

– per l’intera durata del prestito viene applicato un tasso fisso. Di conseguenza le rate per il rimborso del finanziamento rimangono stabili e non subiscono incrementi a causa dell’aumentare degli indici di riferimento;

– possibilità di avere una maggiore disponibilità finanziaria senza dover sottoscrivere ipoteche oppure fideiussioni e senza dover avere un garante terzo che si impegni per le restituzione dell’importo. Infatti la rata viene rimborsata attraverso la cessione diretta di un quinto dello stipendio oppure di una percentuale superiore il cui ammontare è stato stabilito nel contratto;

– possibilità per il dipendente ministeriale o della pubblica amministrazione di richiedere una dilazione fino a 120 rate;

– messa a disposizione del lavoratore che richiede il finanziamento di una copertura assicurativa che interessa anche gli altri componenti del nucleo familiare. Si tratta di una maggiore forma di tutela in caso di decesso oppure di perdita dell’impiego e viene compresa nel finanziamento senza costi aggiuntivi;

– possibilità di richiedere questa forma di prestito anche se il lavoratore statale o pubblico è stato inserito all’interno della categoria dei cattivi pagatori oppure se è stato protesto. Infatti, a differenza di quanto accade per l’erogazione di mutui, conti correnti oppure carte di credito, la delega di pagamento per dipendenti pubblici e ministeriali non necessita di controlli di solidità finanziaria. Ciò avviene in quanto è lo stesso ente oppure la stessa pubblica amministrazione per la quale il beneficiario presta servizio a farsi garante del rimborso del prestito. Proprio per il fatto di avere un rapporto occupazionale a tempo indeterminato presso un ente locale, la PA oppure un Ministero, l’istituto finanziario ha la certezza che il dipendente percepisce mensilmente lo stipendio stabilito dal contratto di lavoro. Di conseguenza risulta essere garantito anche l’accredito diretto delle rate per il rimborso del prestito;

– il fatto che si ottiene liquidità senza dover svolgere un iter burocratico complicato. Infatti per accedere alla delega di pagamento non si devono presentare preventivi oppure fatture di acquisto e neppure motivazioni sulla destinazione d’uso del denaro erogato;

– il fatto che si tratta di un finanziamento a breve termine, la cui durata non supera i 10 anni. Questa soluzione consente una maggiore flessibilità e permette di suddividere l’importo da rimborsare in massimo 120 rate mensili. In questo modo si evita di dover impegnare una percentuale del proprio stipendio per un lungo arco di tempo.

Si ricorda che l’erogazione di un prestito privilegiato a queste categorie di lavoratori è legato all’accordo diretto tra l’Istituto Previdenziale INPDAP e Credem. In questo modo diventa possibile applicare alla transazione economica i tassi più bassi rispetto a quelli medi che interessano il mercato di riferimento.

Chi può fare domanda

La convenzione INPDAP 2014 interessa diversi Ministeri con e senza portafoglio. Quindi possono accedere alla delega di pagamento, oltre ai dipendenti della pubblica amministrazione, quelli ministeriali che lavorano presso:

– il Ministero degli Affari Esteri in Italia;
– il Ministero delle Comunicazioni;
– il Ministero della Difesa;
– il Ministero dell’Ambiente e per la Tutela del Territorio e del Mare;
– il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
– il Ministero della Difesa per le Forze Armate;
– il Ministero per i Beni e le Attività Culturali;
– il Ministero Commercio con l’Estero;
– il Ministero dell’Interno;
– il Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza;
– il Ministero delle Finanze;
– il Ministero dei Lavori Pubblici;
– il Ministero di Grazia e Giustizia;
– il Ministero della Salute e della Sanità;
– il Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato;
– il Ministero dell’Economia e delle Finanze;
– il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
– il Ministero per le Pari Opportunità ;
– il Ministero per lo Sviluppo Economico;
– il Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali;
– il Ministero della Pubblica Istruzione;
– il Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica;
– il Ministero dei Trasporti e della Navigazione – Capitanerie di Porto;
– il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica.

Proprio per il fatto che la convenzione interessa anche il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno e l’ambito delle Forze Armate relazionate al Ministero della Difesa, possono accedere al prestito in Convenzione INPS anche i membri dell’esercito e delle forze di polizia. Rientrano nella prima categoria i dipendenti di:

 – Tutti i corpi dell’Esercito Italiano;
– Arma dei Carabinieri;
– Marina Militare;
– Aviazione.

Invece fanno parte delle forze di polizia sotto il controllo del Ministero degli Interni i membri di:

– Guardia di Finanza;
– Polizia di Stato;
– Polizia Penitenziaria;
– Corpo Forestale.

A tutti i membri di questi corpi ministeriali, militari e di polizia viene riconosciuto l’accesso al credito attraverso la forma della delega di pagamento usufruendo al tempo stesso del miglior tasso sul mercato. Inoltre bisogna tenere a mente che rientrano nella sezione dipendenti statali anche i dipendenti degli enti locali. Di conseguenza possono richiedere questa forma di finanziamento i soggetti che hanno un contratto a tempo indeterminato presso:

– ASL;
– Comuni;
– Province;
– Regioni (sia quelle a Statuto Ordinario che quelle a Statuto Speciale);
– enti ospedalieri.

Infatti si tratta di dipendenti del comparto pubblico che prestano le proprie prestazioni lavorative all’interno dei confini di una determinata circoscrizione territoriale. Al tempo stesso si occupano della fornitura di servizi e dello svolgimento di interessi pubblici all’interno di quest’area ben delimitata.

La soluzione offerta da Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer Srl, agente monomandatario Credem Banca SpA

La delega di pagamento per dipendenti della pubblica amministrazione e ministeriali viene regolata dall’articolo 1269 del Codice Civile e dal DPR 180/1950. In base a quanto previsto dalla legge possono erogare il prestito soltanto le società finanziarie e gli istituti di credito che risultano essere convenzionati con l’amministrazione pagante. Tra i vari agenti che si possono contattare per accedere al prestito si ricordano gli agenti in attività finanziaria legati a Credem Banca SpA, in grado di garantire condizioni estremamente favorevoli. I requisiti richiesti sono minimi in quanto il beneficiario deve semplicemente essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso la pubblica amministrazione oppure un ente statale e avere una minima anzianità lavorativa. Invece la documentazione necessaria per poter sottoscrivere il contratto comprende:

– un documento di identità in corso di validità (carta d’identità, patente oppure passaporto);
– l’ultima certificazione di reddito attestante il fatto di essere un dipendente a tempo indeterminato statale oppure presso una pubblica amministrazione. In alternativa si può consegnare l’ultima busta paga;
– il documento per l’Informativa e Consenso Privacy sottoscritto;
– codice fiscale;
– ultimo CUD valido.

Possono essere richiesti altri documenti a seconda di quale sia la tipologia dell’amministrazione pubblica oppure del Ministero di appartenenza. Di conseguenza è bene verificare presso l’ufficio preposto. Comunque la lista della documentazione può essere fornita direttamente dai consulenti finanziari a cui ci si rivolge. Inoltre bisogna tenere a mente che anche l’amministrazione pubblica o statale presso cui è impiegato il dipendente deve produrre alcuni documenti. Nella categoria rientrano:

– il certificato di stipendio;
– allegati ministeriali;
– l’atto di autorizzazione alla delega compilato e sottoscritto dal datore di lavoro oppure dal dirigente.

Prima di procedere è bene verificare con attenzione quale sia la propria situazione reddituale e creditizia e l’ammontare delle spese fisse mensili ricorrenti. La soluzione migliore è che l’entità della rata mensile sia pari oppure inferiore al 20% dello stipendio. Tuttavia si ricorda che l’ammontare della rata dipende da diversi fattori, quali:

– il reddito del beneficiario del finanziamento;
– l’entità del prestito erogato;
– le disponibilità economiche e la situazione finanziaria del dipendente;
– il tipo di piano di ammortamento seguito per la restituzione del denaro.

Proprio per questo motivo è fondamentale contattare la Cofer Srl, agente monomandatario Banca Credem Spa, per richiedere un preventivo gratuito e senza impegno. In questo modo sarà possibile verificare le soluzioni a disposizione e quale sia quella migliore per le proprie esigenze. cessione del quinto Villaggio Dei Giovi localita del comune di Limbiate in provincia di Milano Lombardia

Cessione del quinto pensionati San Filippo a Ponzano – Firenze

Cessione quinto pensionati San Filippo a Ponzano in convenzione con inps San Filippo a Ponzano – ex inpdap San Filippo a Ponzano – enasarco San Filippo a Ponzano e tutti gli altri enti pensionistici di San Filippo a Ponzano , finanziamenti sino 89 anni di età non compiuti a scadenza del finanziamento.

Cos’è la cessione dei quinto a San Filippo a Ponzano a ? Conviene ricorrere ad essa per far fronte ad un’esigenza di denaro? E fino a che età si può richiedere?
Sono sicuramente queste ed altre le domande che si pone chi cerca denaro e ha scoperto l’opportunità di ottenere un prestito attraverso questa speciale formula senza però conoscerne i dettagli.

La cessione del quinto a San Filippo a Ponzano è un prestito interessante per chi ha una pensione o dispone di una busta paga. Comoda per la sua metodologia di restituzione e perché strutturata in modo da essere sostenibile per chi la richiede, può essere anche erogata secondo convenzioni stipulate con l’Inps, l’ex Inpdap – Ensarco e gli altri enti pensionistici.

cessione del quinto della pensione

Ma come fare a valutare la convenienza di questo tipo di finanziamento

Per chi cerca un prestito è molto facile trovare numerosissime offerte, ma è senz’altro più difficile scegliere la migliore.
É importante precisare fin da subito che nel mondo finanziario la convenienza non è un concetto assoluto, ma dipende dalle esigenze del momento, dalla propria situazione economica, dal proprio stile di vita e dalla reale possibilità di accedere a specifici prestiti.

Non tutti i finanziamenti sono infatti aperti a tutti. Alcuni sono riservati a specifiche categorie professionali e bisogna aggiungere che, per quanti in passato non hanno saldato i loro debiti con regolarità, la condizione di cattivo pagatore o protestato può precludere molte possibilità di accesso al credito.
La cessione del quinto a San Filippo a Ponzano è disponibile anche per quanti sono iscritti nei registri del CRIF.
Ma ecco una serie di informazioni su questa forma di prestito, utili a chi sta pensando di ricorrervi.

Cos’è la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano

La cessione del quinto a San Filippo a Ponzano è un prestito personale non finalizzato. In parole molto più semplici, è un normale modo di ottenere una somma di denaro.
Rispetto ad altri tipi di finanziamento vanta diverse particolarità, la più importante, da cui discende il suo nome, è la metodologia di rimborso.
Chi ha fatto richiesta di cessione del quinto a San Filippo a Ponzano, rimborserà mensilmente il suo debito con rate che non possono superare il 20%, cioè la quinta parte dello stipendio o della pensione percepita.

Questo significa che, se il prestito viene richiesto da una persona che guadagna 2 mila euro al mese, la rata di rimborso non potrà essere più alta di 400€.
Questo aspetto si rivela molto importante perché rende la restituzione del prestito sempre sostenibile.

Occorre inoltre precisare che il quinto dello stipendio rappresenta una soglia limite. Se ad esempio la stessa persona che guadagna 2mila euro al mese vuole restituire il suo prestito con una rata più bassa potrà farlo rendendola ancora più comoda e sostenibile.

Questa forma di finanziamento rappresenta quindi un prezioso strumento per evitare una sovraesposizione finanziaria e l’accesso al credito attraverso di essa è un diritto riconosciuto al cittadino fin dal 1950 attraverso la legge 180/1950.

Il rimborso è a carico dell’azienda o dell’ente pensionistico

Tra le ulteriori particolarità della cessione del quinto a San Filippo a Ponzano c’è il metodo attraverso cui le rate dovute vengono versate all’istituto di credito.
I versamenti delle somme da rimborsare non dovranno infatti essere effettuati da chi ha richiesto il prestito, ma dalla sua azienda o dal suo ente previdenziale mediante una trattenuta alla fonte.

L’iter per l’ottenimento della cessione del quinto a San Filippo a Ponzano richiede infatti che l’azienda o l’ente previdenziale siano informati dell’avvenuto prestito e si facciano carico di versare le rate di rimborso all’istituto di credito.

Chi ha richiesto il prestito non dovrà sobbarcarsi l’onere del versamento delle rate. In busta paga o sul cedolino troverà mensilmente annotata la trattenuta alla fonte effettuata.

Questo metodo di rimborso si rivela molto comodo e mette anche al riparo da possibili dimenticanze. Spesso infatti chi deve versare rate mensili per mancanza di tempo o per semplice distrazione potrebbe dimenticare di pagare il dovuto entro le date di scadenza finendo così nei registri del CRIF e andando incontro ad una serie di difficoltà per l’accesso a nuovi finanziamenti.

La cessione del quinto a San Filippo a Ponzano è la soluzione ideale per i cattivi pagatori

Quanti sono iscritti nei registri del CRIF hanno sicuramente molte difficoltà di accesso al credito.
Prima di prestare somme di denaro grandi o piccole gli istituti finanziari vogliono essere certi che il capitale venga interamente rimborsato con la maggiorazione degli interessi.

A questo scopo vengono tipicamente analizzate le garanzie che vengono offerte da chi richiede il prestito e la sua storia di debitore. Per questo motivo, chi in passato non ha rimborsato i suoi debiti con regolarità si vedrà rifiutare il credito.

In questi casi la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano risolve ogni problema perché non necessita di garanzie. Per l’istituto di credito è sufficiente sapere che il debitore ha un’entrata economica fissa data dallo stipendio o dalla pensione e che, attraverso la trattenuta alla fonte, le rate saranno versate entro i termini stabiliti.

L’iter per ottenere la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano si presenta particolarmente semplificato per chi dipende da aziende pubbliche o percepisce la pensione da uno degli enti previdenziali convenzionati.
Sarà sufficiente presentare una richiesta, un documento di identità, il codice fiscale e la documentazione che attesta la propria posizione di dipendente o pensionato.
Per gli enti previdenziali convenzionati saranno applicate le condizioni di vantaggio previste.

Con la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano non c’è bisogno di garanzie e garanti

Quando si desidera un prestito uno degli aspetti più fastidiosi riguarda la necessità di offrire garanzie o di rivolgersi a qualcuno disposto a fare da garante.

La gestione economica delle proprie risorse è un fatto privato e che potrebbe non vedere d’accordo gli altri sul modo in cui si intende portarla avanti.
Offrire un bene in garanzia, ponendo ad esempio un’ipoteca sulla casa, potrebbe non rendere felice il coniuge e questo genererebbe liti in famiglia.

Potrebbe inoltre essere causa di imbarazzo l’idea di dover chiedere a un amico o a un familiare di fare da garante per un prestito. Tra l’altro si potrebbero non avere persone care che siano in condizioni di garantire.

Con la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano tutti questi problemi spariscono. La garanzia è offerta dal proprio lavoro, dalla sua stabilità e dal fatto che, per come viene effettuato il rimborso, non potranno esserci ritardi o problemi nel versamento della rata.

Non è necessario spiegare perché si desidera il denaro

La cessione del quinto a San Filippo a Ponzano è un prestito non finalizzato, ciò vuol dire che non è necessario giustificare i motivi per cui si richiedono i soldi.

Questo rappresenta un notevole vantaggio e prima di chiedere un prestito finalizzato è sempre utile chiedersi se con una cessione del quinto a San Filippo a Ponzano si possano ottenere le stesse somme a condizioni più convenienti.

Spesso, a chi effettua un acquisto importante, viene proposto un finanziamento finalizzato. Per semplicità si è portati ad accettare, ma prima di scegliere è utile richiedere un preventivo per ottenere la stessa somma mediante cessione del quinto a San Filippo a Ponzano e valutarne la convenienza.

La cessione del quinto a San Filippo a Ponzano può inoltre essere vantaggiosa quando non si ha bisogno di un finanziamento per uno scopo specifico ma si vogliono risolvere delle situazioni pregresse.
Molte persone utilizzano questo prestito per saldare i vecchi debiti e ottenere una nuova rata più comoda oppure lo utilizzano in quelle fasi della vita in cui si accumulano molte spese di diverso tipo e si desidera la liquidità sufficiente per far fronte a tutto.
In ogni caso non si dovrà giustificare come si è deciso di spendere i soldi e non bisognerà presentare preventivi o fatture di acquisti.

Età per chiedere la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano e durata massima del finanziamento

La cessione del quinto a San Filippo a Ponzano è un tipo di finanziamento che può durare al massimo 120 mesi, cioè 10 anni.
Chi la richiede deve poter estinguere il debito entro il compimento dell’ottantanovesimo anno di età.

Ciò vuol dire che un finanziamento di 10 anni può essere richiesto entro il compimento del settantanovesimo anno di età, mentre un prestito di due anni può essere richiesto entro il compimento dell’ottantasettesimo anno di età.

I vantaggi del tasso fisso

Tra le caratteristiche della cessione del quinto a San Filippo a Ponzano c’è l’applicazione di un tasso fisso.
Questo permette di avere una rata di importo bloccato per tutta la durata del finanziamento.

Per i prestiti a tasso variabile gli andamenti del mercato possono portare a brutte sorprese facendo schizzare l’importo della rata verso l’alto e rendendo il suo pagamento insostenibile.
Con la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano si ha sempre la certezza di avere una rata commisurata al proprio guadagno e senza sorprese.

Rischio vita, la polizza che rende la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano un prestito sicuro

Non tutti sanno che i debiti vanno a far parte dell’eredità. Un genitore che muore avendo ancora dei debiti da pagare li trasmette automaticamente ai suoi figli.

Un’eredità spiacevole anche perché chi la riceve potrebbe non essere in condizioni economiche tali da farvi fronte.
La cessione del quinto a San Filippo a Ponzano si rivela sicura anche da questo punto di vista.
Include infatti una polizza vita obbligatoria grazie alla quale, nel malaugurato caso in cui si verificasse la premorienza del debitore, sarà l’assicurazione ad estinguere il debito per conto degli eredi.
Una soluzione tranquillizzante per persone giovani, ma soprattutto per quei pensionati che vorrebbero concedersi qualche spesa in più, ma preferiscono non chiedere prestiti proprio per evitare il rischio di gravare sui loro figli dopo la morte.

Come richiedere la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano

Prima di richiedere la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano è utile formulare il proprio preventivo che sarà totalmente gratuito e non comporterà alcun vincolo.

Per avere maggior informazioni sarà possibile rivolgersi a Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer Srl, agente in attività finanziaria monomandatario a cui richiedere tutti i dettagli per la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano Credem Banca.

Questo istituto finanziario vanta numerose convenzioni per poter accedere a condizioni particolarmente favorevoli.
Sono disponibili soluzioni convenzionate per i pensionati Inps, ex Inpdap – Enasarco e tutti gli altri enti pensionistici.
Credem vanta inoltre convenzioni con le forze dell’ordine e in particolare con carabinieri e guardia di finanza ed è inoltre convenzionata con
– Ministero degli Affari Esteri San Filippo a Ponzano ,
– Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali San Filippo a Ponzano,
– Ministero della Difesa San Filippo a Ponzano,
– Ministero della Difesa – Forze Armate San Filippo a Ponzano,
– Ministero della Giustizia San Filippo a Ponzano,
– Ministero della Salute San Filippo a Ponzano ,
– Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare San Filippo a Ponzano,
– Ministero delle Politiche Agricole San Filippo a Ponzano, Alimentari e Forestali San Filippo a Ponzano,
– Ministero dell’Economia e Finanze San Filippo a Ponzano,
– Ministero dell’Interno San Filippo a Ponzano,
– Ministero dell’Interno Dipartimento della Pubblica Sicurezza San Filippo a Ponzano,
– Ministero dell’Istruzione San Filippo a Ponzano, Università e Ricerca San Filippo a Ponzano,
– Ministero dello Sviluppo Economico San Filippo a Ponzano,
– Ministero Infrastrutture e Trasporti – Capitanerie di Porto
– Ministero per i Beni e le Attività Culturali San Filippo a Ponzano.

Cessione quinto dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali in convenzione

Cessione quinto dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali in convenzione

Quando si parla di cessione del quinto a San Filippo a Ponzano ci si riferisce ad un prestito rivolto a chi, privato, dipendente pubblico, pensionato o invalido, necessita di una cospicua somma di denaro destinata a soddisfare i propri bisogni. Si tratta di una tipologia di prestito molto particolare che per poter essere attivata, si serve di determinate caratteristiche. Andremo ad analizzare quali sono le principali caratteristiche per poter usufruire della cessione del quinto a San Filippo a Ponzano se si è dipendenti della pubblica amministrazione o ministeriali convenzionati.

Cos’è la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano e quali sono le sue principali caratteristiche

La cessione del quinto a San Filippo a Ponzano rientra nella categoria dei prestiti non finalizzati a San Filippo a Ponzano. Si tratta di una modalità di erogazione del denaro per lavoratori dipendenti in possesso di un contratto a tempo indeterminato, dipendenti statali e pubblici, pensionati e invalidi. Per quanto riguarda la categoria dei lavoratori, si può dire che il denaro che viene erogato da un istituto di credito, sarà poi restituito nella misura del 20% per mezzo del datore di lavoro, che detrarrà la somma necessaria direttamente dallo stipendio del lavoratore. Il 20% corrisponde a un quinto della busta paga ed è per questo che l’istituto viene chiamato appunto, cessione del quinto a San Filippo a Ponzano.

La cessione del quinto a San Filippo a Ponzano funziona come un normale prestito, quindi vi è l’erogazione della somma richiesta dal lavoratore direttamente sul suo conto corrente personale. La restituzione invece, viene realizzata con una diversa modalità. Quando abbiamo parlato di un quinto dello stipendio, intendiamo proprio la restituzione che avviene per mano del datore di lavoro, verso la finanziaria che avrà erogato il denaro. Per cui il dipendente, dopo aver stipulato il prestito, non dovrà preoccuparsi del pagamento delle rate, perché ciò viene realizzato direttamente attraverso la trattenuta in busta paga nella misura di un quinto dello stipendio netto.

Menzionando la categoria dei prestiti non finalizzati San Filippo a Ponzano, è necessario darne definizione per fare chiarezza sull’argomento. Si parla di prestiti non finalizzati a San Filippo a Ponzano quando l’istituto di credito che eroga il denaro o la finanziaria, non è tenuta a verificare la destinazione che avrà il denaro. Per cui, il richiedente potrà chiedere una certa somma e non dovrà fornire alcun tipo di destinazione. Sarà obbligato però, ovviamente, a restituire il denaro entro la durata del prestito. I prestiti non finalizzati a San Filippo a Ponzano rientrano nella categoria dei prestiti personali.

Altra menzione doverosa quando si parla di cessione del quinto a San Filippo a Ponzano, riguarda quelle categorie di persone che in passato hanno avuto dei problemi relativi a pagamenti non effettuati. Stiamo parlando dei cattivi pagatori. Si tratta di un problema frequente, soprattutto al giorno d’oggi. Queste persone non riescono a pagare i loro debiti poiché non dispongono di una somma di denaro necessaria e ovviamente nessuno vuole concedere loro un prestito data la reputazione acquisita. Quando accade ciò, queste persone vengono segnalate ad una Centrale Rischi. Si tratta di un sistema informativo relativo all’indebitamento della clientela verso istituti di credito e banche. Grazie a questo sistema sarà proprio la Centrale Rischi a favorire la clientela meritevole. Vi sono anche centrali di rischi private che vengono chiamate sistemi di informazioni creditizie (Sic) che

tengono in memoria per almeno cinque anni tutti i cattivi pagatori segnalati. Ad oggi i tempi massimi di conservazione dei nominativi dei cattivi pagatori, sono ridotti a tre, a seconda della qualità del credito che viene segnalato.

Il cattivo pagatore quindi, è colui che paga in estremo ritardo alcune rate di un finanziamento, oppure quando non ha dimostrato di essere un debitore affidabile. In questi casi quindi, sarà difficile richiedere un nuovo prestito senza fornire garanzie adatte all’ottenimento del denaro. Quando si parla di cessione del quinto a San Filippo a Ponzano questa eventualità non è contemplata, poiché sono ammessi a ricevere denaro attraverso questo prestito, proprio i cattivi pagatori, coloro che abbiano ricevuto un protesto oppure chi avrà subito un pignoramento. Spesso questa modalità di prestito permette di ottenere del denaro da destinare proprio al pagamento di alcuni insoluti ed è per questa ragione che non si può negare loro l’accesso alla cessione del quinto a San Filippo a Ponzano.

È necessario chiarire anche gli aspetti relativi alle garanzie per richiedere la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano. In questi casi non sono richieste garanzie poiché, con la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano i rischi di insolvenza del credito diventano davvero minimi, poiché ci si collegherà alla fonte di reddito primaria per la restituzione del denaro. È possibile inoltre, richiedere un secondo quinto dello stipendio con la delega di pagamento. In questo caso parleremo della cessione del doppio quinto.

Come si calcola la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano

Sapere come si calcola la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano è importante, poiché grazie a queste semplici formule si potrà avere la contezza della cifra necessaria che verrà detratta mensilmente dal proprio stipendio.

Prima di procedere al calcolo vero e proprio però, è importante fornire alcune indicazioni utili. Chi si rivolge ad un istituto di credito autorizzato per poter richiedere il finanziamento con la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano, dovrà fornire l’ultima busta paga ricevuta, un documento cartaceo dove viene indicato il compenso retributivo riferito ad un certo periodo, il cosiddetto cedolino. Questo prospetto poi, dovrà riportare delle informazioni precise riguardanti i dati anagrafici relativi al datore di lavoro ma anche del dipendente, la tipologia del lavoro svolto, l’inquadramento e il contratto collettivo nazionale di categoria.

Il cedolino relativo alla busta paga dovrà presentare degli elementi fissi relativi alla retribuzione. Per cui andrà indicata la paga minima come da contratto collettivo che potrà variare in base al livello e al settore economico, elementi fissi che vengono stabiliti in contratto collettivo, scatti di anzianità, superminimi e indennità di contingenza.

Vi sono poi degli elementi variabili relativi alla malattia, straordinari, infortuni, ferie, festività e fringe benefit, permessi pagati, indennità particolari riferibili alla reperibilità, mensa, turni, trattenute fiscali e previdenziali.

Quando si stanzia il prestito con la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano si prevedono costi operativi riguardanti la commissione e il tasso di interesse addebitati sulla rata da restituire corrisposta al datore di lavoro che dovrà detrarre un quinto dello stipendio del richiedente (20%).

È bene quindi, simulare la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano basandosi sullo stipendio netto che viene ottenuto

escludendo le componenti variabili, includendo la tredicesima e la quattordicesima. L’importo verrà poi suddiviso in dodici mensilità che sono quelle relative all’anno e la cifra che verrà fuori verrà ridivisa per il quinto dello stipendio, quindi per cinque. Il risultato di questa operazione corrisponderà alla somma di denaro cedibile come rata mensile.

La cessione del quinto a San Filippo a Ponzano può essere richiesta per un tempo che non superi i dieci anni, quindi il numero di rate massime, saranno erogate per centoventi mesi.

Ciò che sarà più importante nella simulazione della cessione del quinto a San Filippo a Ponzano, sono gli interessi da corrispondere all’istituto di credito. Questi vengono indicati nelle varie offerte delle finanziarie e banche. A differenza delle spese accessorie e le polizze obbligatorie da stipulare, queste vengono individuate all’interno del contratto. La polizza assicurativa è importante poiché, l’istituto di credito si dovrà cautelare contro eventuali perdite del lavoro da parte del dipendente. È bene sapere però, che le assicurazioni non sempre vengono imposte dalle finanziarie ma possono essere scelte liberamente, in base alle offerte presenti in mercato, selezionando ovviamente quella meno costosa.

Ciò che è interessante, nel caso del calcolo preciso della cessione del quinto a San Filippo a Ponzano e dei suoi relativi interessi, è il TAEG. Questo tasso include i costi nella loro totalità e il suo calcolo permette di avere una percentuale globale relativa al finanziamento. Queste informazioni sono reperibili dall’offerta fatta dalla banca.

cessione del quinto a San Filippo a Ponzano per dipendenti pubblici e ministeriali

Anche per i dipendenti pubblici, statali e convenzionati con i ministeri, è possibile avere accesso alla cessione del quinto a San Filippo a Ponzano in qualità di prestito personale. Con ciò si potrà beneficiare di diversi plus riconosciuti dalla normativa specifica riferita a questo caso. Per cui potremo dire che la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano da riferirsi ai dipendenti ministeriali non può essere negata dal datore di lavoro.

Le caratteristiche sono le stesse esplicate in precedenza, per cui non ci sarà bisogno di indicare la finalità del prestito, il rimborso avviene detraendo un quinto dello stipendio, la rata verrà liquidata mensilmente detraendo dalla busta paga la cifra concordata da versare all’intermediario finanziario. Poiché si tratta di dipendenti statali, non vi sarà bisogno di rilasciare garanzie poiché queste verranno ricavate semplicemente dalla stabilità del reddito. È importante ricordare in questi casi, che più lo stipendio sarà alto e più alto sarà il prestito ottenibile. Il prestito avrà un tasso e una rata costante per tutta la durata del piano di ammortamento e verrà però, richiesta la stipula di un’assicurazione che subentra nel caso in cui vi sia licenziamento o premorienza.

I dipendenti ministeriali convenzionati dovranno fornire all’istituto di credito dei documenti validi per poter avviare la pratica, che corrispondono alla carta d’identità, codice fiscale e modello CUD o l’ultima busta paga percepita. Si tratta di requisiti considerabili garantiti. Per questo, accedere alla cessione del quinto a San Filippo a Ponzano con un contratto da dipendente pubblico sarà praticamente certo, basterà fornire le generalità richieste.

I dipendenti ministeriali hanno il privilegio di poter ottenere dei prestiti grazie alla Convenzione INPSE EX GESTIONE INPDAP. Quindi sarà possibile richiedere denaro anche per chi è dipendente statale dei ministeri, seza portafoglio e con portafoglio.

In elenco troviamo i ministeri convenzionati che permettono l’erogazione della cessione del quinto a San Filippo a Ponzano. Questi sono: Ministero degli Affari Esteri in Italia, Ministero dell’Ambiente e per i Beni e Attività culturali, Ministero della Tutela del territorio e del mare, Ministero della Difesa e delle Forze Armate, Ministero delle Finanze, Ministero delle Comunicazioni, Ministero della Difesa, Ministero di Grazia e Giustizia, Ministero dell’Interno e del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Ministero dell’Industria, Ministero del Lavoro delle Politiche Sociali, Ministero dei Lavori Pubblici, Ministero della Sanità, Ministero del Tesoro e dei Trasporti, Ministero della Pubblica Istruzione, Ministero delle Pari Opportunità e Ministero dell’università e Ricerca Scientifica, Ministero delle politiche agricole, Ministero dello Sviluppo economico, Capitanerie di porto, Arma dei Carabinieri.

È importante anche segnalare i dipendenti di vari enti locali operanti nella pubblica amministrazione. Questi infatti, sono considerati dipendenti del comparto pubblico che operano entro una determinata circoscrizione. In questo caso potranno usufruire dei vantaggi che fornisce la Convenzione Inps e stiamo parlando di: comuni, province, regioni, asl ed enti ospedalieri.

In questi casi sarà possibile usufruire di prestiti che diano diritto a tassi più bassi rispetto a quelli medi del mercato di riferimento. Il Taeg in questo caso non supererà mai il 10% e le durate però, saranno le stesse. Sarà possibile stipulare contratti fino a centoventi mesi, cioè dieci anni.

Tutti i dipendenti di questi Ministeri che godono della convenzione e gli enti locali menzionati, potranno rivolgersi presso la Cofer Srl agente monomandatario Banca Credem Spa per richiedere una consulenza circa il rilascio della cessione del quinto a San Filippo a Ponzano, usufruendo dei vantaggi già esplicati, come i tassi agevolati. È possibile contattare la Cofer Srl sia telefonicamente o compilando il Form. In questo caso si potrà richiedere un preventivo di cessione del quinto a San Filippo a Ponzano prevista per la categoria in esame. Solo dopo aver conosciuto tutte le condizioni relative al rilascio del prestito, condizioni e tassi, sarà possibile accedervi fissando un appuntamento con l’agente.

Cessioni quinto dipendenti aziende private con contratto a tempo indeter-minato ed almeno 1 anno di servizio

La cessione del quinto a San Filippo a Ponzano è una forma di prestito sempre più richiesta perché offre molte opportunità in quanto si tratta di uno strumento molto versatile e soprattutto concesso con maggiore facilità da parte degli istituti di credito che possono agire anche tramite propri agenti. Questo successo è dovuto alle sue peculiarità. Cosa si intende esattamente per cessione del quinto a San Filippo a Ponzano a dipendenti aziende private con contratto a tempo indeterminato?

Cos’è la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano dipendenti aziende private?

Si tratta di un prestito personale che viene restituito attraverso una “trattenuta” dallo stipendio pari ad un quinto dello stesso. Fin da subito è bene ribadire che trattandosi di un prestito personale non è necessario indicare i motivi per i quali viene chiesta la somma. La stessa potrà essere spesa per ristrutturare casa, andare in vacanza, estinguere altri prestiti pagando così una sola rata o fare qualunque altra cosa venga in mente senza dover renderne conto a nessuno. La trattenuta eseguita in busta paga corrisponde alla rata mensilmente pagata e comprende una quota di debito e una quota di interessi. La rata non deve quindi essere versata dal debitore, deve essere versata dal datore di lavoro. Appare evidente che senza lavoro non si può accedere al prestito. Per chi eroga vi è una certa sicurezza sulla solvibilità del credito erogato perché sa che la sua rata sarà decurtata direttamente dallo stipendio e che quindi non ci saranno ritardi nei pagamenti anche perché il datore di lavoro non avrebbe alcun interesse a non ottemperare a tale onere. Ecco perché la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano a dipendenti di aziende private con contratto a tempo indeterminato può essere concessa anche a coloro che risultano cattivi pagatori o hanno altri finanziamenti in corso. Di seguito le particolari condizioni di questo prestito in gran parte disciplinate direttamente dalla legge e che quindi sfuggono alla libera contrattazione della banca.

La normativa della cessione del quinto a San Filippo a Ponzano

La disciplina della cessione del quinto a San Filippo a Ponzano è prevista dal DPR 180 del 1950, inizialmente questa forma di credito era però riservata a coloro che erano dipendenti pubblici. Con L’art. 1 comma 137 della Legge n. 311/2004 (legge finanziaria 2005) l’applicazione è stata estesa anche ai dipendenti del settore privato. Questa novità di sicuro ha generato forte interesse anche perché non appariva congrua tale differenza di trattamento tra i due settori, sebbene l’impiego pubblico sia sempre stato considerato intoccabile e di conseguenza un prestito erogato a dipendenti pubblici più sicuro. Questo avviene perché non c’è rischio di fallimento delle Pubbliche Amministrazioni e quindi il rischio di perdita del lavoro è ridotto. Inoltre il settore pubblico ha sempre previsto agevolazioni per i dipendenti anche attraverso propri fondi. Essendo però questi limitati, le amministrazioni hanno proceduto alla stipula di convenzioni che assicurano ai dipendenti condizioni di favore per la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano.

La normativa prevede che la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano ai dipendenti con contratto a tempo indeterminato attivo da almeno un anno sia stipulata con un piano di ammortamento di durata massima di 120 mesi. Una volta pagato almeno i 2/5 del debito è possibile chiedere nuovo credito e quindi ottenere altra liquidità prolungando il piano di ammortamento. Ovviamente l’ente erogante non è obbligato a concedere ulteriore liquidità. Ciò implica che in un ipotetico piano di ammortamento di durata decennale, dopo i primi 4 anni è possibile chiedere nuova liquidità. Nel caso in cui il piano di ammortamento iniziale abbia una durata inferiore a 5 anni, la liquidità aggiuntiva può essere chiesta anche prima del pagamento dei 2/5 del prestito. Come tutti i prestiti, anche la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano può essere estinta in anticipo pagando quanto residua.

Documenti necessari

Per capire bene come funziona è bene partire dai documenti per la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano dipendenti necessari per poterlo richiedere. Ovviamente occorrono i documenti di riconoscimento, quindi carta d’identità e codice fiscale. Ovviamente la lista non finisce qui. Occorre:

– il certificato di stipendio, da questo è possibile desumere anche il TFR maturato, questo è importante perché nel caso in cui si verifichi la perdita del lavoro, l’erogante andrà a rivalersi in primo luogo sul TFR. Questo implica che l’importo realmente erogabile sia maggiore quando vi sono molti anni di servizio a carico e il dipendente non abbia mai utilizzato il TFR. Si ricorda che è possibile chiedere un anticipo del TFR in alcune occasioni, come per l’acquisto della prima casa. A questo proposito deve però essere sottolineato che nel caso in cui sia attiva una cessione del quinto a San Filippo a Ponzano non è possibile chiedere un anticipo del TFR, tranne nel caso in cui l’ammontare già accantonato sia superiore al debito residuo. Nel caso in cui il datore di lavoro vada a concedere l’anticipo anche se il debito residuo è superiore, sarà quest’ultimo il responsabile nei confronti della finanziaria.

– Ultima busta paga: su questa sarà calcolata la rata da pagare in misura massima di un quinto al netto delle ritenute fiscali e previdenziali.

– La Certificazione Unica, ex CUD, dell’ultimo anno.

In seguito allo studio della documentazione fornita viene proposto un prestito, quindi in base allo stipendio viene stabilito un piano di ammortamento per la restituzione delle somme. Molte persone fanno l’errore di ritenere che per poter chiedere questo finanziamento occorra chiedere il permesso al datore di lavoro. In realtà le cose non stanno così. Sia le aziende private sia quelle pubbliche sono obbligate ad accettare la richiesta di pagamento delle rate della cessione del quinto a San Filippo a Ponzano. Oltremodo non può licenziare il dipendente che abbia chiesto la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano in quanto il licenziamento sarebbe illegittimo. Per il datore di lavoro la trattenuta e il pagamento della rata costituiscono un adempimento amministrativo. Si tratta quindi di un rapporto bilaterale tra il dipendente e l’ente erogante e non vi è bisogno della presenza di garanti o altre garanzie, come beni immobili o mobili. Nel caso in cui il datore di lavoro dimentichi di versare l’importo, l’istituto di credito procede a sollecitare il pagamento. Nel caso in cui l’inadempimento prosegua il lavoratore può dimostrare all’ente erogante che il pagamento è avvenuto in quanto sulla busta paga è presente la trattenuta. L’ente procederà verso il datore di lavoro che, come detto, ha l’onere di adempiere. In questo caso il debitore non viene segnalato alla centrale rischi perché lui ha effettivamente subito la trattenuta. Deve però essere sottolineato che in caso di licenziamento per giustificato motivo o nel caso in cui sia il lavoratore a presentare le sue dimissioni, il datore di lavoro ha l’onere di trattenere e versare alla banca i crediti maturati dal dipendente. Per le rimanenti somme invece non è responsabile, quindi non è costretto a tenere un dipendente che si è comportato in modo sleale verso l’azienda solo perché questo ha attivato la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano, può licenziarlo. In questo caso si attiva, nei tempi e modalità che si vedranno in seguito, la polizza assicurativa. Un altro timore che molte persone hanno prima di chiedere un prestito con cessione del quinto a San Filippo a Ponzano è che i colleghi possano venire a sapere delle difficoltà economiche in cui versa. In realtà il datore di lavoro, pur essendo coinvolto nel rapporto tra creditore e debitore in qualità di sostituto nel versamento degli importi, è tenuto al rispetto del Codice Privacy e quindi non può diffondere la notizia.

Garanzie/polizze necessarie per la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano dipendenti aziende private

Si è detto già in precedenza che la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano è una forma di credito disciplinata in larga parte dalla legge. Proprio quest’ultima richiede per attivare la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano a dipendenti con

contratto a tempo indeterminato assunti da almeno un anno la stipula di un’assicurazione. Il DPR prevede che sia stipulata una polizza a copertura del rischio vita e di lavoro. Queste hanno il vantaggio di esonerare dal pagamento del residuo nel momento in cui si verificano questi due eventi. Vi sono però delle differenze perché nel caso di perdita di vita a trarne beneficio sono gli eredi che non sono costretti a versare le somme residue. Per la perdita del lavoro devono essere fatte delle differenze. In primo luogo l’istituto che ha erogato il credito potrà rifarsi sul trattamento di fine rapporto, quindi l’eventuale perdita sarebbe solo il residuo. In secondo luogo nel momento in cui il debitore dovesse trovare nuovamente un lavoro sarà lui a dover versare quanto dovuto, in questo caso la compagnia di assicurazione opera la rivalsa nei confronti del debitore principale.

Nel caso di stipula della cessione del quinto a San Filippo a Ponzano con Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer S.r.l. , agente in attività finanziaria monomandatario di Credem Banca SPA, la polizza rischio vitae lavoro non deve essere stipulata separatamente, ma sarà parte del finanziamento stesso. Questo vuol dire che si avrà una rata fissa, sempre di uguale importo e trasparente perché non ci sono brutte sorprese legate alla polizza assicurativa obbligatoria. La società opera in tutta Italia ed è sempre possibile chiedere un preventivo per la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano a dipendenti di aziende private con contratto a tempo indeterminato attivo da almeno un anno. Lo stesso è gratuito e non vincolante. Grazie a convenzioni con il Ministero della Difesa- Forze Armate, Ministero Della Giustizia, Ministero Della Salute, Ministero Dell’ambiente E Tutela Del Territorio E Del Mare, Ministero Delle Politiche Agricole, Alimentari E Forestali, Ministero Dell’economia E Finanze, Ministero Dell’interno, Ministero Dell’interno – Dipartimento Della Pubblica Sicurezza, Ministero Dell’istruzione, Università E Ricerca, Ministero Dello Sviluppo Economico, Ministero Infrastrutture E Trasporti – Capitanerie Di Porto Ministero Per I Beni E Le Attività Culturali è possibile avere la cessione del quinto a San Filippo a Ponzano dipendenti a condizioni particolarmente favorevoli.

Proprio per questo motivo è fondamentale contattare la Cofer Srl, agente monomandatario Banca Credem Spa, per richiedere un preventivo gratuito e senza impegno. In questo modo sarà possibile verificare le soluzioni a disposizione e quale sia quella migliore per le proprie esigenze.

Delega di pagamento per dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali

Che cos’è la delega di pagamento

La delega di pagamento viene definita anche con il termine prestito con delega e consiste in una particolare forma di credito personale garantita attraverso il proprio stipendio. Infatti si ottiene un finanziamento di importo variabile, da affiancare alla cessione del quinto a San Filippo a Ponzano, finalizzato ad avere una maggiore liquidità e non all’acquisto di beni oppure di servizi. La copertura è data da un’ulteriore cessione del quinto a San Filippo a Ponzano in busta paga: di conseguenza l’ammontare finale della rata per il rimborso può ammontare anche alla metà oppure ai due quinti dello stipendio netto mensile (il cosiddetto doppio quinto). Ciò dipende dalle condizioni contrattuali, dalla durata del prestito (si va da un minimo di 12 mesi a un massimo di 120) e dalla sua entità. In ogni caso questa forma di finanziamento è riservata soltanto ai lavoratori dipendenti con un contratto a tempo indeterminato che siano privati, pubblici e statali (impiegati presso gli enti locali oppure presso i Ministeri). Si adotta il termine delega di pagamento perché è la stessa azienda oppure lo stesso ente datore di lavoro a rimborsare il debito trattenendo la percentuale indicata in busta paga e accreditandola all’istituto di credito che ha emesso il prestito. Questa operazione può essere effettuata soltanto dietro delega del lavoratore beneficiario del prestito. Si ricorda comunque che questa forma di finanziamento non prevede obblighi legislativi nei confronti del datore di lavoro. Proprio per questo motivo gli enti oppure le aziende di riferimento non sono obbligati per legge ad accettare la delega. Invece la semplice cessione del quinto a San Filippo a Ponzano risulta essere un diritto del lavoratore e non necessita dell’accettazione da parte del datore di lavoro. Comunque, nel caso in cui l’azienda o l’ente accettino la delega di pagamento, questi possono richiedere il pagamento degli oneri per il servizio che vanno a fornire.

La delega di pagamento per dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali

Optare per un finanziamento tramite la formula della delega di pagamento è una soluzione che consente ai dipendenti ministeriali e della pubblica amministrazione di ottenere diversi vantaggi. Tra questi si ricordano:

tassi concordati direttamente con l’ente previdenziale di riferimento;

– possibilità di optare per la delega di pagamento anche se si fruisce già di un finanziamento a fronte della cessione del quinto a San Filippo a Ponzano dello stipendio. In questo modo si ottiene una maggiore liquidità. Tuttavia l’ammontare della rata complessiva ceduta all’ente creditizio non può superare la metà dello stipendio netto;

– per l’intera durata del prestito viene applicato un tasso fisso. Di conseguenza le rate per il rimborso del finanziamento rimangono stabili e non subiscono incrementi a causa dell’aumentare degli indici di riferimento;

– possibilità di avere una maggiore disponibilità finanziaria senza dover sottoscrivere ipoteche oppure fideiussioni e senza dover avere un garante terzo che si impegni per le restituzione dell’importo. Infatti la rata viene rimborsata attraverso la cessione diretta di un quinto dello stipendio oppure di una percentuale superiore il cui ammontare è stato stabilito nel contratto;

– possibilità per il dipendente ministeriale o della pubblica amministrazione di richiedere una dilazione fino a 120 rate;

– messa a disposizione del lavoratore che richiede il finanziamento di una copertura assicurativa che interessa anche gli altri componenti del nucleo familiare. Si tratta di una maggiore forma di tutela in caso di decesso oppure di perdita dell’impiego e viene compresa nel finanziamento senza costi aggiuntivi;

– possibilità di richiedere questa forma di prestito anche se il lavoratore statale o pubblico è stato inserito all’interno della categoria dei cattivi pagatori oppure se è stato protesto. Infatti, a differenza di quanto accade per l’erogazione di mutui, conti correnti oppure carte di credito, la delega di pagamento per dipendenti pubblici e ministeriali non necessita di controlli di solidità finanziaria. Ciò avviene in quanto è lo stesso ente oppure la stessa pubblica amministrazione per la quale il beneficiario presta servizio a farsi garante del rimborso del prestito. Proprio per il fatto di avere un rapporto occupazionale a tempo indeterminato presso un ente locale, la PA oppure un Ministero, l’istituto finanziario ha la certezza che il dipendente percepisce mensilmente lo stipendio stabilito dal contratto di lavoro. Di conseguenza risulta essere garantito anche l’accredito diretto delle rate per il rimborso del prestito;

– il fatto che si ottiene liquidità senza dover svolgere un iter burocratico complicato. Infatti per accedere alla delega di pagamento non si devono presentare preventivi oppure fatture di acquisto e neppure motivazioni sulla destinazione d’uso del denaro erogato;

– il fatto che si tratta di un finanziamento a breve termine, la cui durata non supera i 10 anni. Questa soluzione consente una maggiore flessibilità e permette di suddividere l’importo da rimborsare in massimo 120 rate mensili. In questo modo si evita di dover impegnare una percentuale del proprio stipendio per un lungo arco di tempo.

Si ricorda che l’erogazione di un prestito privilegiato a queste categorie di lavoratori è legato all’accordo diretto tra l’Istituto Previdenziale INPDAP e Credem. In questo modo diventa possibile applicare alla transazione economica i tassi più bassi rispetto a quelli medi che interessano il mercato di riferimento.

Chi può fare domanda

La convenzione INPDAP 2014 interessa diversi Ministeri con e senza portafoglio. Quindi possono accedere alla delega di pagamento, oltre ai dipendenti della pubblica amministrazione, quelli ministeriali che lavorano presso:

– il Ministero degli Affari Esteri in Italia;
– il Ministero delle Comunicazioni;
– il Ministero della Difesa;
– il Ministero dell’Ambiente e per la Tutela del Territorio e del Mare;
– il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
– il Ministero della Difesa per le Forze Armate;
– il Ministero per i Beni e le Attività Culturali;
– il Ministero Commercio con l’Estero;
– il Ministero dell’Interno;
– il Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza;
– il Ministero delle Finanze;
– il Ministero dei Lavori Pubblici;
– il Ministero di Grazia e Giustizia;
– il Ministero della Salute e della Sanità;
– il Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato;
– il Ministero dell’Economia e delle Finanze;
– il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
– il Ministero per le Pari Opportunità ;
– il Ministero per lo Sviluppo Economico;
– il Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali;
– il Ministero della Pubblica Istruzione;
– il Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica;
– il Ministero dei Trasporti e della Navigazione – Capitanerie di Porto;
– il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica.

Proprio per il fatto che la convenzione interessa anche il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno e l’ambito delle Forze Armate relazionate al Ministero della Difesa, possono accedere al prestito in Convenzione INPS anche i membri dell’esercito e delle forze di polizia. Rientrano nella prima categoria i dipendenti di:

 – Tutti i corpi dell’Esercito Italiano;
– Arma dei Carabinieri;
– Marina Militare;
– Aviazione.

Invece fanno parte delle forze di polizia sotto il controllo del Ministero degli Interni i membri di:

– Guardia di Finanza;
– Polizia di Stato;
– Polizia Penitenziaria;
– Corpo Forestale.

A tutti i membri di questi corpi ministeriali, militari e di polizia viene riconosciuto l’accesso al credito attraverso la forma della delega di pagamento usufruendo al tempo stesso del miglior tasso sul mercato. Inoltre bisogna tenere a mente che rientrano nella sezione dipendenti statali anche i dipendenti degli enti locali. Di conseguenza possono richiedere questa forma di finanziamento i soggetti che hanno un contratto a tempo indeterminato presso:

– ASL;
– Comuni;
– Province;
– Regioni (sia quelle a Statuto Ordinario che quelle a Statuto Speciale);
– enti ospedalieri.

Infatti si tratta di dipendenti del comparto pubblico che prestano le proprie prestazioni lavorative all’interno dei confini di una determinata circoscrizione territoriale. Al tempo stesso si occupano della fornitura di servizi e dello svolgimento di interessi pubblici all’interno di quest’area ben delimitata.

La soluzione offerta da Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer Srl, agente monomandatario Credem Banca SpA

La delega di pagamento per dipendenti della pubblica amministrazione e ministeriali viene regolata dall’articolo 1269 del Codice Civile e dal DPR 180/1950. In base a quanto previsto dalla legge possono erogare il prestito soltanto le società finanziarie e gli istituti di credito che risultano essere convenzionati con l’amministrazione pagante. Tra i vari agenti che si possono contattare per accedere al prestito si ricordano gli agenti in attività finanziaria legati a Credem Banca SpA, in grado di garantire condizioni estremamente favorevoli. I requisiti richiesti sono minimi in quanto il beneficiario deve semplicemente essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso la pubblica amministrazione oppure un ente statale e avere una minima anzianità lavorativa. Invece la documentazione necessaria per poter sottoscrivere il contratto comprende:

– un documento di identità in corso di validità (carta d’identità, patente oppure passaporto);
– l’ultima certificazione di reddito attestante il fatto di essere un dipendente a tempo indeterminato statale oppure presso una pubblica amministrazione. In alternativa si può consegnare l’ultima busta paga;
– il documento per l’Informativa e Consenso Privacy sottoscritto;
– codice fiscale;
– ultimo CUD valido.

Possono essere richiesti altri documenti a seconda di quale sia la tipologia dell’amministrazione pubblica oppure del Ministero di appartenenza. Di conseguenza è bene verificare presso l’ufficio preposto. Comunque la lista della documentazione può essere fornita direttamente dai consulenti finanziari a cui ci si rivolge. Inoltre bisogna tenere a mente che anche l’amministrazione pubblica o statale presso cui è impiegato il dipendente deve produrre alcuni documenti. Nella categoria rientrano:

– il certificato di stipendio;
– allegati ministeriali;
– l’atto di autorizzazione alla delega compilato e sottoscritto dal datore di lavoro oppure dal dirigente.

Prima di procedere è bene verificare con attenzione quale sia la propria situazione reddituale e creditizia e l’ammontare delle spese fisse mensili ricorrenti. La soluzione migliore è che l’entità della rata mensile sia pari oppure inferiore al 20% dello stipendio. Tuttavia si ricorda che l’ammontare della rata dipende da diversi fattori, quali:

– il reddito del beneficiario del finanziamento;
– l’entità del prestito erogato;
– le disponibilità economiche e la situazione finanziaria del dipendente;
– il tipo di piano di ammortamento seguito per la restituzione del denaro.

Proprio per questo motivo è fondamentale contattare la Cofer Srl, agente monomandatario Banca Credem Spa, per richiedere un preventivo gratuito e senza impegno. In questo modo sarà possibile verificare le soluzioni a disposizione e quale sia quella migliore per le proprie esigenze. cessione del quinto San Filippo a Ponzano localita del comune di Barberino Val d’Elsa in provincia di Firenze Toscana

Cessione del quinto pensionati Iano – Pistoia

Cessione quinto pensionati Iano in convenzione con inps Iano – ex inpdap Iano – enasarco Iano e tutti gli altri enti pensionistici di Iano , finanziamenti sino 89 anni di età non compiuti a scadenza del finanziamento.

Cos’è la cessione dei quinto a Iano a ? Conviene ricorrere ad essa per far fronte ad un’esigenza di denaro? E fino a che età si può richiedere?
Sono sicuramente queste ed altre le domande che si pone chi cerca denaro e ha scoperto l’opportunità di ottenere un prestito attraverso questa speciale formula senza però conoscerne i dettagli.

La cessione del quinto a Iano è un prestito interessante per chi ha una pensione o dispone di una busta paga. Comoda per la sua metodologia di restituzione e perché strutturata in modo da essere sostenibile per chi la richiede, può essere anche erogata secondo convenzioni stipulate con l’Inps, l’ex Inpdap – Ensarco e gli altri enti pensionistici.

cessione del quinto della pensione

Ma come fare a valutare la convenienza di questo tipo di finanziamento

Per chi cerca un prestito è molto facile trovare numerosissime offerte, ma è senz’altro più difficile scegliere la migliore.
É importante precisare fin da subito che nel mondo finanziario la convenienza non è un concetto assoluto, ma dipende dalle esigenze del momento, dalla propria situazione economica, dal proprio stile di vita e dalla reale possibilità di accedere a specifici prestiti.

Non tutti i finanziamenti sono infatti aperti a tutti. Alcuni sono riservati a specifiche categorie professionali e bisogna aggiungere che, per quanti in passato non hanno saldato i loro debiti con regolarità, la condizione di cattivo pagatore o protestato può precludere molte possibilità di accesso al credito.
La cessione del quinto a Iano è disponibile anche per quanti sono iscritti nei registri del CRIF.
Ma ecco una serie di informazioni su questa forma di prestito, utili a chi sta pensando di ricorrervi.

Cos’è la cessione del quinto a Iano

La cessione del quinto a Iano è un prestito personale non finalizzato. In parole molto più semplici, è un normale modo di ottenere una somma di denaro.
Rispetto ad altri tipi di finanziamento vanta diverse particolarità, la più importante, da cui discende il suo nome, è la metodologia di rimborso.
Chi ha fatto richiesta di cessione del quinto a Iano, rimborserà mensilmente il suo debito con rate che non possono superare il 20%, cioè la quinta parte dello stipendio o della pensione percepita.

Questo significa che, se il prestito viene richiesto da una persona che guadagna 2 mila euro al mese, la rata di rimborso non potrà essere più alta di 400€.
Questo aspetto si rivela molto importante perché rende la restituzione del prestito sempre sostenibile.

Occorre inoltre precisare che il quinto dello stipendio rappresenta una soglia limite. Se ad esempio la stessa persona che guadagna 2mila euro al mese vuole restituire il suo prestito con una rata più bassa potrà farlo rendendola ancora più comoda e sostenibile.

Questa forma di finanziamento rappresenta quindi un prezioso strumento per evitare una sovraesposizione finanziaria e l’accesso al credito attraverso di essa è un diritto riconosciuto al cittadino fin dal 1950 attraverso la legge 180/1950.

Il rimborso è a carico dell’azienda o dell’ente pensionistico

Tra le ulteriori particolarità della cessione del quinto a Iano c’è il metodo attraverso cui le rate dovute vengono versate all’istituto di credito.
I versamenti delle somme da rimborsare non dovranno infatti essere effettuati da chi ha richiesto il prestito, ma dalla sua azienda o dal suo ente previdenziale mediante una trattenuta alla fonte.

L’iter per l’ottenimento della cessione del quinto a Iano richiede infatti che l’azienda o l’ente previdenziale siano informati dell’avvenuto prestito e si facciano carico di versare le rate di rimborso all’istituto di credito.

Chi ha richiesto il prestito non dovrà sobbarcarsi l’onere del versamento delle rate. In busta paga o sul cedolino troverà mensilmente annotata la trattenuta alla fonte effettuata.

Questo metodo di rimborso si rivela molto comodo e mette anche al riparo da possibili dimenticanze. Spesso infatti chi deve versare rate mensili per mancanza di tempo o per semplice distrazione potrebbe dimenticare di pagare il dovuto entro le date di scadenza finendo così nei registri del CRIF e andando incontro ad una serie di difficoltà per l’accesso a nuovi finanziamenti.

La cessione del quinto a Iano è la soluzione ideale per i cattivi pagatori

Quanti sono iscritti nei registri del CRIF hanno sicuramente molte difficoltà di accesso al credito.
Prima di prestare somme di denaro grandi o piccole gli istituti finanziari vogliono essere certi che il capitale venga interamente rimborsato con la maggiorazione degli interessi.

A questo scopo vengono tipicamente analizzate le garanzie che vengono offerte da chi richiede il prestito e la sua storia di debitore. Per questo motivo, chi in passato non ha rimborsato i suoi debiti con regolarità si vedrà rifiutare il credito.

In questi casi la cessione del quinto a Iano risolve ogni problema perché non necessita di garanzie. Per l’istituto di credito è sufficiente sapere che il debitore ha un’entrata economica fissa data dallo stipendio o dalla pensione e che, attraverso la trattenuta alla fonte, le rate saranno versate entro i termini stabiliti.

L’iter per ottenere la cessione del quinto a Iano si presenta particolarmente semplificato per chi dipende da aziende pubbliche o percepisce la pensione da uno degli enti previdenziali convenzionati.
Sarà sufficiente presentare una richiesta, un documento di identità, il codice fiscale e la documentazione che attesta la propria posizione di dipendente o pensionato.
Per gli enti previdenziali convenzionati saranno applicate le condizioni di vantaggio previste.

Con la cessione del quinto a Iano non c’è bisogno di garanzie e garanti

Quando si desidera un prestito uno degli aspetti più fastidiosi riguarda la necessità di offrire garanzie o di rivolgersi a qualcuno disposto a fare da garante.

La gestione economica delle proprie risorse è un fatto privato e che potrebbe non vedere d’accordo gli altri sul modo in cui si intende portarla avanti.
Offrire un bene in garanzia, ponendo ad esempio un’ipoteca sulla casa, potrebbe non rendere felice il coniuge e questo genererebbe liti in famiglia.

Potrebbe inoltre essere causa di imbarazzo l’idea di dover chiedere a un amico o a un familiare di fare da garante per un prestito. Tra l’altro si potrebbero non avere persone care che siano in condizioni di garantire.

Con la cessione del quinto a Iano tutti questi problemi spariscono. La garanzia è offerta dal proprio lavoro, dalla sua stabilità e dal fatto che, per come viene effettuato il rimborso, non potranno esserci ritardi o problemi nel versamento della rata.

Non è necessario spiegare perché si desidera il denaro

La cessione del quinto a Iano è un prestito non finalizzato, ciò vuol dire che non è necessario giustificare i motivi per cui si richiedono i soldi.

Questo rappresenta un notevole vantaggio e prima di chiedere un prestito finalizzato è sempre utile chiedersi se con una cessione del quinto a Iano si possano ottenere le stesse somme a condizioni più convenienti.

Spesso, a chi effettua un acquisto importante, viene proposto un finanziamento finalizzato. Per semplicità si è portati ad accettare, ma prima di scegliere è utile richiedere un preventivo per ottenere la stessa somma mediante cessione del quinto a Iano e valutarne la convenienza.

La cessione del quinto a Iano può inoltre essere vantaggiosa quando non si ha bisogno di un finanziamento per uno scopo specifico ma si vogliono risolvere delle situazioni pregresse.
Molte persone utilizzano questo prestito per saldare i vecchi debiti e ottenere una nuova rata più comoda oppure lo utilizzano in quelle fasi della vita in cui si accumulano molte spese di diverso tipo e si desidera la liquidità sufficiente per far fronte a tutto.
In ogni caso non si dovrà giustificare come si è deciso di spendere i soldi e non bisognerà presentare preventivi o fatture di acquisti.

Età per chiedere la cessione del quinto a Iano e durata massima del finanziamento

La cessione del quinto a Iano è un tipo di finanziamento che può durare al massimo 120 mesi, cioè 10 anni.
Chi la richiede deve poter estinguere il debito entro il compimento dell’ottantanovesimo anno di età.

Ciò vuol dire che un finanziamento di 10 anni può essere richiesto entro il compimento del settantanovesimo anno di età, mentre un prestito di due anni può essere richiesto entro il compimento dell’ottantasettesimo anno di età.

I vantaggi del tasso fisso

Tra le caratteristiche della cessione del quinto a Iano c’è l’applicazione di un tasso fisso.
Questo permette di avere una rata di importo bloccato per tutta la durata del finanziamento.

Per i prestiti a tasso variabile gli andamenti del mercato possono portare a brutte sorprese facendo schizzare l’importo della rata verso l’alto e rendendo il suo pagamento insostenibile.
Con la cessione del quinto a Iano si ha sempre la certezza di avere una rata commisurata al proprio guadagno e senza sorprese.

Rischio vita, la polizza che rende la cessione del quinto a Iano un prestito sicuro

Non tutti sanno che i debiti vanno a far parte dell’eredità. Un genitore che muore avendo ancora dei debiti da pagare li trasmette automaticamente ai suoi figli.

Un’eredità spiacevole anche perché chi la riceve potrebbe non essere in condizioni economiche tali da farvi fronte.
La cessione del quinto a Iano si rivela sicura anche da questo punto di vista.
Include infatti una polizza vita obbligatoria grazie alla quale, nel malaugurato caso in cui si verificasse la premorienza del debitore, sarà l’assicurazione ad estinguere il debito per conto degli eredi.
Una soluzione tranquillizzante per persone giovani, ma soprattutto per quei pensionati che vorrebbero concedersi qualche spesa in più, ma preferiscono non chiedere prestiti proprio per evitare il rischio di gravare sui loro figli dopo la morte.

Come richiedere la cessione del quinto a Iano

Prima di richiedere la cessione del quinto a Iano è utile formulare il proprio preventivo che sarà totalmente gratuito e non comporterà alcun vincolo.

Per avere maggior informazioni sarà possibile rivolgersi a Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer Srl, agente in attività finanziaria monomandatario a cui richiedere tutti i dettagli per la cessione del quinto a Iano Credem Banca.

Questo istituto finanziario vanta numerose convenzioni per poter accedere a condizioni particolarmente favorevoli.
Sono disponibili soluzioni convenzionate per i pensionati Inps, ex Inpdap – Enasarco e tutti gli altri enti pensionistici.
Credem vanta inoltre convenzioni con le forze dell’ordine e in particolare con carabinieri e guardia di finanza ed è inoltre convenzionata con
– Ministero degli Affari Esteri Iano ,
– Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Iano,
– Ministero della Difesa Iano,
– Ministero della Difesa – Forze Armate Iano,
– Ministero della Giustizia Iano,
– Ministero della Salute Iano ,
– Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare Iano,
– Ministero delle Politiche Agricole Iano, Alimentari e Forestali Iano,
– Ministero dell’Economia e Finanze Iano,
– Ministero dell’Interno Iano,
– Ministero dell’Interno Dipartimento della Pubblica Sicurezza Iano,
– Ministero dell’Istruzione Iano, Università e Ricerca Iano,
– Ministero dello Sviluppo Economico Iano,
– Ministero Infrastrutture e Trasporti – Capitanerie di Porto
– Ministero per i Beni e le Attività Culturali Iano.

Cessione quinto dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali in convenzione

Cessione quinto dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali in convenzione

Quando si parla di cessione del quinto a Iano ci si riferisce ad un prestito rivolto a chi, privato, dipendente pubblico, pensionato o invalido, necessita di una cospicua somma di denaro destinata a soddisfare i propri bisogni. Si tratta di una tipologia di prestito molto particolare che per poter essere attivata, si serve di determinate caratteristiche. Andremo ad analizzare quali sono le principali caratteristiche per poter usufruire della cessione del quinto a Iano se si è dipendenti della pubblica amministrazione o ministeriali convenzionati.

Cos’è la cessione del quinto a Iano e quali sono le sue principali caratteristiche

La cessione del quinto a Iano rientra nella categoria dei prestiti non finalizzati a Iano. Si tratta di una modalità di erogazione del denaro per lavoratori dipendenti in possesso di un contratto a tempo indeterminato, dipendenti statali e pubblici, pensionati e invalidi. Per quanto riguarda la categoria dei lavoratori, si può dire che il denaro che viene erogato da un istituto di credito, sarà poi restituito nella misura del 20% per mezzo del datore di lavoro, che detrarrà la somma necessaria direttamente dallo stipendio del lavoratore. Il 20% corrisponde a un quinto della busta paga ed è per questo che l’istituto viene chiamato appunto, cessione del quinto a Iano.

La cessione del quinto a Iano funziona come un normale prestito, quindi vi è l’erogazione della somma richiesta dal lavoratore direttamente sul suo conto corrente personale. La restituzione invece, viene realizzata con una diversa modalità. Quando abbiamo parlato di un quinto dello stipendio, intendiamo proprio la restituzione che avviene per mano del datore di lavoro, verso la finanziaria che avrà erogato il denaro. Per cui il dipendente, dopo aver stipulato il prestito, non dovrà preoccuparsi del pagamento delle rate, perché ciò viene realizzato direttamente attraverso la trattenuta in busta paga nella misura di un quinto dello stipendio netto.

Menzionando la categoria dei prestiti non finalizzati Iano, è necessario darne definizione per fare chiarezza sull’argomento. Si parla di prestiti non finalizzati a Iano quando l’istituto di credito che eroga il denaro o la finanziaria, non è tenuta a verificare la destinazione che avrà il denaro. Per cui, il richiedente potrà chiedere una certa somma e non dovrà fornire alcun tipo di destinazione. Sarà obbligato però, ovviamente, a restituire il denaro entro la durata del prestito. I prestiti non finalizzati a Iano rientrano nella categoria dei prestiti personali.

Altra menzione doverosa quando si parla di cessione del quinto a Iano, riguarda quelle categorie di persone che in passato hanno avuto dei problemi relativi a pagamenti non effettuati. Stiamo parlando dei cattivi pagatori. Si tratta di un problema frequente, soprattutto al giorno d’oggi. Queste persone non riescono a pagare i loro debiti poiché non dispongono di una somma di denaro necessaria e ovviamente nessuno vuole concedere loro un prestito data la reputazione acquisita. Quando accade ciò, queste persone vengono segnalate ad una Centrale Rischi. Si tratta di un sistema informativo relativo all’indebitamento della clientela verso istituti di credito e banche. Grazie a questo sistema sarà proprio la Centrale Rischi a favorire la clientela meritevole. Vi sono anche centrali di rischi private che vengono chiamate sistemi di informazioni creditizie (Sic) che

tengono in memoria per almeno cinque anni tutti i cattivi pagatori segnalati. Ad oggi i tempi massimi di conservazione dei nominativi dei cattivi pagatori, sono ridotti a tre, a seconda della qualità del credito che viene segnalato.

Il cattivo pagatore quindi, è colui che paga in estremo ritardo alcune rate di un finanziamento, oppure quando non ha dimostrato di essere un debitore affidabile. In questi casi quindi, sarà difficile richiedere un nuovo prestito senza fornire garanzie adatte all’ottenimento del denaro. Quando si parla di cessione del quinto a Iano questa eventualità non è contemplata, poiché sono ammessi a ricevere denaro attraverso questo prestito, proprio i cattivi pagatori, coloro che abbiano ricevuto un protesto oppure chi avrà subito un pignoramento. Spesso questa modalità di prestito permette di ottenere del denaro da destinare proprio al pagamento di alcuni insoluti ed è per questa ragione che non si può negare loro l’accesso alla cessione del quinto a Iano.

È necessario chiarire anche gli aspetti relativi alle garanzie per richiedere la cessione del quinto a Iano. In questi casi non sono richieste garanzie poiché, con la cessione del quinto a Iano i rischi di insolvenza del credito diventano davvero minimi, poiché ci si collegherà alla fonte di reddito primaria per la restituzione del denaro. È possibile inoltre, richiedere un secondo quinto dello stipendio con la delega di pagamento. In questo caso parleremo della cessione del doppio quinto.

Come si calcola la cessione del quinto a Iano

Sapere come si calcola la cessione del quinto a Iano è importante, poiché grazie a queste semplici formule si potrà avere la contezza della cifra necessaria che verrà detratta mensilmente dal proprio stipendio.

Prima di procedere al calcolo vero e proprio però, è importante fornire alcune indicazioni utili. Chi si rivolge ad un istituto di credito autorizzato per poter richiedere il finanziamento con la cessione del quinto a Iano, dovrà fornire l’ultima busta paga ricevuta, un documento cartaceo dove viene indicato il compenso retributivo riferito ad un certo periodo, il cosiddetto cedolino. Questo prospetto poi, dovrà riportare delle informazioni precise riguardanti i dati anagrafici relativi al datore di lavoro ma anche del dipendente, la tipologia del lavoro svolto, l’inquadramento e il contratto collettivo nazionale di categoria.

Il cedolino relativo alla busta paga dovrà presentare degli elementi fissi relativi alla retribuzione. Per cui andrà indicata la paga minima come da contratto collettivo che potrà variare in base al livello e al settore economico, elementi fissi che vengono stabiliti in contratto collettivo, scatti di anzianità, superminimi e indennità di contingenza.

Vi sono poi degli elementi variabili relativi alla malattia, straordinari, infortuni, ferie, festività e fringe benefit, permessi pagati, indennità particolari riferibili alla reperibilità, mensa, turni, trattenute fiscali e previdenziali.

Quando si stanzia il prestito con la cessione del quinto a Iano si prevedono costi operativi riguardanti la commissione e il tasso di interesse addebitati sulla rata da restituire corrisposta al datore di lavoro che dovrà detrarre un quinto dello stipendio del richiedente (20%).

È bene quindi, simulare la cessione del quinto a Iano basandosi sullo stipendio netto che viene ottenuto

escludendo le componenti variabili, includendo la tredicesima e la quattordicesima. L’importo verrà poi suddiviso in dodici mensilità che sono quelle relative all’anno e la cifra che verrà fuori verrà ridivisa per il quinto dello stipendio, quindi per cinque. Il risultato di questa operazione corrisponderà alla somma di denaro cedibile come rata mensile.

La cessione del quinto a Iano può essere richiesta per un tempo che non superi i dieci anni, quindi il numero di rate massime, saranno erogate per centoventi mesi.

Ciò che sarà più importante nella simulazione della cessione del quinto a Iano, sono gli interessi da corrispondere all’istituto di credito. Questi vengono indicati nelle varie offerte delle finanziarie e banche. A differenza delle spese accessorie e le polizze obbligatorie da stipulare, queste vengono individuate all’interno del contratto. La polizza assicurativa è importante poiché, l’istituto di credito si dovrà cautelare contro eventuali perdite del lavoro da parte del dipendente. È bene sapere però, che le assicurazioni non sempre vengono imposte dalle finanziarie ma possono essere scelte liberamente, in base alle offerte presenti in mercato, selezionando ovviamente quella meno costosa.

Ciò che è interessante, nel caso del calcolo preciso della cessione del quinto a Iano e dei suoi relativi interessi, è il TAEG. Questo tasso include i costi nella loro totalità e il suo calcolo permette di avere una percentuale globale relativa al finanziamento. Queste informazioni sono reperibili dall’offerta fatta dalla banca.

cessione del quinto a Iano per dipendenti pubblici e ministeriali

Anche per i dipendenti pubblici, statali e convenzionati con i ministeri, è possibile avere accesso alla cessione del quinto a Iano in qualità di prestito personale. Con ciò si potrà beneficiare di diversi plus riconosciuti dalla normativa specifica riferita a questo caso. Per cui potremo dire che la cessione del quinto a Iano da riferirsi ai dipendenti ministeriali non può essere negata dal datore di lavoro.

Le caratteristiche sono le stesse esplicate in precedenza, per cui non ci sarà bisogno di indicare la finalità del prestito, il rimborso avviene detraendo un quinto dello stipendio, la rata verrà liquidata mensilmente detraendo dalla busta paga la cifra concordata da versare all’intermediario finanziario. Poiché si tratta di dipendenti statali, non vi sarà bisogno di rilasciare garanzie poiché queste verranno ricavate semplicemente dalla stabilità del reddito. È importante ricordare in questi casi, che più lo stipendio sarà alto e più alto sarà il prestito ottenibile. Il prestito avrà un tasso e una rata costante per tutta la durata del piano di ammortamento e verrà però, richiesta la stipula di un’assicurazione che subentra nel caso in cui vi sia licenziamento o premorienza.

I dipendenti ministeriali convenzionati dovranno fornire all’istituto di credito dei documenti validi per poter avviare la pratica, che corrispondono alla carta d’identità, codice fiscale e modello CUD o l’ultima busta paga percepita. Si tratta di requisiti considerabili garantiti. Per questo, accedere alla cessione del quinto a Iano con un contratto da dipendente pubblico sarà praticamente certo, basterà fornire le generalità richieste.

I dipendenti ministeriali hanno il privilegio di poter ottenere dei prestiti grazie alla Convenzione INPSE EX GESTIONE INPDAP. Quindi sarà possibile richiedere denaro anche per chi è dipendente statale dei ministeri, seza portafoglio e con portafoglio.

In elenco troviamo i ministeri convenzionati che permettono l’erogazione della cessione del quinto a Iano. Questi sono: Ministero degli Affari Esteri in Italia, Ministero dell’Ambiente e per i Beni e Attività culturali, Ministero della Tutela del territorio e del mare, Ministero della Difesa e delle Forze Armate, Ministero delle Finanze, Ministero delle Comunicazioni, Ministero della Difesa, Ministero di Grazia e Giustizia, Ministero dell’Interno e del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Ministero dell’Industria, Ministero del Lavoro delle Politiche Sociali, Ministero dei Lavori Pubblici, Ministero della Sanità, Ministero del Tesoro e dei Trasporti, Ministero della Pubblica Istruzione, Ministero delle Pari Opportunità e Ministero dell’università e Ricerca Scientifica, Ministero delle politiche agricole, Ministero dello Sviluppo economico, Capitanerie di porto, Arma dei Carabinieri.

È importante anche segnalare i dipendenti di vari enti locali operanti nella pubblica amministrazione. Questi infatti, sono considerati dipendenti del comparto pubblico che operano entro una determinata circoscrizione. In questo caso potranno usufruire dei vantaggi che fornisce la Convenzione Inps e stiamo parlando di: comuni, province, regioni, asl ed enti ospedalieri.

In questi casi sarà possibile usufruire di prestiti che diano diritto a tassi più bassi rispetto a quelli medi del mercato di riferimento. Il Taeg in questo caso non supererà mai il 10% e le durate però, saranno le stesse. Sarà possibile stipulare contratti fino a centoventi mesi, cioè dieci anni.

Tutti i dipendenti di questi Ministeri che godono della convenzione e gli enti locali menzionati, potranno rivolgersi presso la Cofer Srl agente monomandatario Banca Credem Spa per richiedere una consulenza circa il rilascio della cessione del quinto a Iano, usufruendo dei vantaggi già esplicati, come i tassi agevolati. È possibile contattare la Cofer Srl sia telefonicamente o compilando il Form. In questo caso si potrà richiedere un preventivo di cessione del quinto a Iano prevista per la categoria in esame. Solo dopo aver conosciuto tutte le condizioni relative al rilascio del prestito, condizioni e tassi, sarà possibile accedervi fissando un appuntamento con l’agente.

Cessioni quinto dipendenti aziende private con contratto a tempo indeter-minato ed almeno 1 anno di servizio

La cessione del quinto a Iano è una forma di prestito sempre più richiesta perché offre molte opportunità in quanto si tratta di uno strumento molto versatile e soprattutto concesso con maggiore facilità da parte degli istituti di credito che possono agire anche tramite propri agenti. Questo successo è dovuto alle sue peculiarità. Cosa si intende esattamente per cessione del quinto a Iano a dipendenti aziende private con contratto a tempo indeterminato?

Cos’è la cessione del quinto a Iano dipendenti aziende private?

Si tratta di un prestito personale che viene restituito attraverso una “trattenuta” dallo stipendio pari ad un quinto dello stesso. Fin da subito è bene ribadire che trattandosi di un prestito personale non è necessario indicare i motivi per i quali viene chiesta la somma. La stessa potrà essere spesa per ristrutturare casa, andare in vacanza, estinguere altri prestiti pagando così una sola rata o fare qualunque altra cosa venga in mente senza dover renderne conto a nessuno. La trattenuta eseguita in busta paga corrisponde alla rata mensilmente pagata e comprende una quota di debito e una quota di interessi. La rata non deve quindi essere versata dal debitore, deve essere versata dal datore di lavoro. Appare evidente che senza lavoro non si può accedere al prestito. Per chi eroga vi è una certa sicurezza sulla solvibilità del credito erogato perché sa che la sua rata sarà decurtata direttamente dallo stipendio e che quindi non ci saranno ritardi nei pagamenti anche perché il datore di lavoro non avrebbe alcun interesse a non ottemperare a tale onere. Ecco perché la cessione del quinto a Iano a dipendenti di aziende private con contratto a tempo indeterminato può essere concessa anche a coloro che risultano cattivi pagatori o hanno altri finanziamenti in corso. Di seguito le particolari condizioni di questo prestito in gran parte disciplinate direttamente dalla legge e che quindi sfuggono alla libera contrattazione della banca.

La normativa della cessione del quinto a Iano

La disciplina della cessione del quinto a Iano è prevista dal DPR 180 del 1950, inizialmente questa forma di credito era però riservata a coloro che erano dipendenti pubblici. Con L’art. 1 comma 137 della Legge n. 311/2004 (legge finanziaria 2005) l’applicazione è stata estesa anche ai dipendenti del settore privato. Questa novità di sicuro ha generato forte interesse anche perché non appariva congrua tale differenza di trattamento tra i due settori, sebbene l’impiego pubblico sia sempre stato considerato intoccabile e di conseguenza un prestito erogato a dipendenti pubblici più sicuro. Questo avviene perché non c’è rischio di fallimento delle Pubbliche Amministrazioni e quindi il rischio di perdita del lavoro è ridotto. Inoltre il settore pubblico ha sempre previsto agevolazioni per i dipendenti anche attraverso propri fondi. Essendo però questi limitati, le amministrazioni hanno proceduto alla stipula di convenzioni che assicurano ai dipendenti condizioni di favore per la cessione del quinto a Iano.

La normativa prevede che la cessione del quinto a Iano ai dipendenti con contratto a tempo indeterminato attivo da almeno un anno sia stipulata con un piano di ammortamento di durata massima di 120 mesi. Una volta pagato almeno i 2/5 del debito è possibile chiedere nuovo credito e quindi ottenere altra liquidità prolungando il piano di ammortamento. Ovviamente l’ente erogante non è obbligato a concedere ulteriore liquidità. Ciò implica che in un ipotetico piano di ammortamento di durata decennale, dopo i primi 4 anni è possibile chiedere nuova liquidità. Nel caso in cui il piano di ammortamento iniziale abbia una durata inferiore a 5 anni, la liquidità aggiuntiva può essere chiesta anche prima del pagamento dei 2/5 del prestito. Come tutti i prestiti, anche la cessione del quinto a Iano può essere estinta in anticipo pagando quanto residua.

Documenti necessari

Per capire bene come funziona è bene partire dai documenti per la cessione del quinto a Iano dipendenti necessari per poterlo richiedere. Ovviamente occorrono i documenti di riconoscimento, quindi carta d’identità e codice fiscale. Ovviamente la lista non finisce qui. Occorre:

– il certificato di stipendio, da questo è possibile desumere anche il TFR maturato, questo è importante perché nel caso in cui si verifichi la perdita del lavoro, l’erogante andrà a rivalersi in primo luogo sul TFR. Questo implica che l’importo realmente erogabile sia maggiore quando vi sono molti anni di servizio a carico e il dipendente non abbia mai utilizzato il TFR. Si ricorda che è possibile chiedere un anticipo del TFR in alcune occasioni, come per l’acquisto della prima casa. A questo proposito deve però essere sottolineato che nel caso in cui sia attiva una cessione del quinto a Iano non è possibile chiedere un anticipo del TFR, tranne nel caso in cui l’ammontare già accantonato sia superiore al debito residuo. Nel caso in cui il datore di lavoro vada a concedere l’anticipo anche se il debito residuo è superiore, sarà quest’ultimo il responsabile nei confronti della finanziaria.

– Ultima busta paga: su questa sarà calcolata la rata da pagare in misura massima di un quinto al netto delle ritenute fiscali e previdenziali.

– La Certificazione Unica, ex CUD, dell’ultimo anno.

In seguito allo studio della documentazione fornita viene proposto un prestito, quindi in base allo stipendio viene stabilito un piano di ammortamento per la restituzione delle somme. Molte persone fanno l’errore di ritenere che per poter chiedere questo finanziamento occorra chiedere il permesso al datore di lavoro. In realtà le cose non stanno così. Sia le aziende private sia quelle pubbliche sono obbligate ad accettare la richiesta di pagamento delle rate della cessione del quinto a Iano. Oltremodo non può licenziare il dipendente che abbia chiesto la cessione del quinto a Iano in quanto il licenziamento sarebbe illegittimo. Per il datore di lavoro la trattenuta e il pagamento della rata costituiscono un adempimento amministrativo. Si tratta quindi di un rapporto bilaterale tra il dipendente e l’ente erogante e non vi è bisogno della presenza di garanti o altre garanzie, come beni immobili o mobili. Nel caso in cui il datore di lavoro dimentichi di versare l’importo, l’istituto di credito procede a sollecitare il pagamento. Nel caso in cui l’inadempimento prosegua il lavoratore può dimostrare all’ente erogante che il pagamento è avvenuto in quanto sulla busta paga è presente la trattenuta. L’ente procederà verso il datore di lavoro che, come detto, ha l’onere di adempiere. In questo caso il debitore non viene segnalato alla centrale rischi perché lui ha effettivamente subito la trattenuta. Deve però essere sottolineato che in caso di licenziamento per giustificato motivo o nel caso in cui sia il lavoratore a presentare le sue dimissioni, il datore di lavoro ha l’onere di trattenere e versare alla banca i crediti maturati dal dipendente. Per le rimanenti somme invece non è responsabile, quindi non è costretto a tenere un dipendente che si è comportato in modo sleale verso l’azienda solo perché questo ha attivato la cessione del quinto a Iano, può licenziarlo. In questo caso si attiva, nei tempi e modalità che si vedranno in seguito, la polizza assicurativa. Un altro timore che molte persone hanno prima di chiedere un prestito con cessione del quinto a Iano è che i colleghi possano venire a sapere delle difficoltà economiche in cui versa. In realtà il datore di lavoro, pur essendo coinvolto nel rapporto tra creditore e debitore in qualità di sostituto nel versamento degli importi, è tenuto al rispetto del Codice Privacy e quindi non può diffondere la notizia.

Garanzie/polizze necessarie per la cessione del quinto a Iano dipendenti aziende private

Si è detto già in precedenza che la cessione del quinto a Iano è una forma di credito disciplinata in larga parte dalla legge. Proprio quest’ultima richiede per attivare la cessione del quinto a Iano a dipendenti con

contratto a tempo indeterminato assunti da almeno un anno la stipula di un’assicurazione. Il DPR prevede che sia stipulata una polizza a copertura del rischio vita e di lavoro. Queste hanno il vantaggio di esonerare dal pagamento del residuo nel momento in cui si verificano questi due eventi. Vi sono però delle differenze perché nel caso di perdita di vita a trarne beneficio sono gli eredi che non sono costretti a versare le somme residue. Per la perdita del lavoro devono essere fatte delle differenze. In primo luogo l’istituto che ha erogato il credito potrà rifarsi sul trattamento di fine rapporto, quindi l’eventuale perdita sarebbe solo il residuo. In secondo luogo nel momento in cui il debitore dovesse trovare nuovamente un lavoro sarà lui a dover versare quanto dovuto, in questo caso la compagnia di assicurazione opera la rivalsa nei confronti del debitore principale.

Nel caso di stipula della cessione del quinto a Iano con Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer S.r.l. , agente in attività finanziaria monomandatario di Credem Banca SPA, la polizza rischio vitae lavoro non deve essere stipulata separatamente, ma sarà parte del finanziamento stesso. Questo vuol dire che si avrà una rata fissa, sempre di uguale importo e trasparente perché non ci sono brutte sorprese legate alla polizza assicurativa obbligatoria. La società opera in tutta Italia ed è sempre possibile chiedere un preventivo per la cessione del quinto a Iano a dipendenti di aziende private con contratto a tempo indeterminato attivo da almeno un anno. Lo stesso è gratuito e non vincolante. Grazie a convenzioni con il Ministero della Difesa- Forze Armate, Ministero Della Giustizia, Ministero Della Salute, Ministero Dell’ambiente E Tutela Del Territorio E Del Mare, Ministero Delle Politiche Agricole, Alimentari E Forestali, Ministero Dell’economia E Finanze, Ministero Dell’interno, Ministero Dell’interno – Dipartimento Della Pubblica Sicurezza, Ministero Dell’istruzione, Università E Ricerca, Ministero Dello Sviluppo Economico, Ministero Infrastrutture E Trasporti – Capitanerie Di Porto Ministero Per I Beni E Le Attività Culturali è possibile avere la cessione del quinto a Iano dipendenti a condizioni particolarmente favorevoli.

Proprio per questo motivo è fondamentale contattare la Cofer Srl, agente monomandatario Banca Credem Spa, per richiedere un preventivo gratuito e senza impegno. In questo modo sarà possibile verificare le soluzioni a disposizione e quale sia quella migliore per le proprie esigenze.

Delega di pagamento per dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali

Che cos’è la delega di pagamento

La delega di pagamento viene definita anche con il termine prestito con delega e consiste in una particolare forma di credito personale garantita attraverso il proprio stipendio. Infatti si ottiene un finanziamento di importo variabile, da affiancare alla cessione del quinto a Iano, finalizzato ad avere una maggiore liquidità e non all’acquisto di beni oppure di servizi. La copertura è data da un’ulteriore cessione del quinto a Iano in busta paga: di conseguenza l’ammontare finale della rata per il rimborso può ammontare anche alla metà oppure ai due quinti dello stipendio netto mensile (il cosiddetto doppio quinto). Ciò dipende dalle condizioni contrattuali, dalla durata del prestito (si va da un minimo di 12 mesi a un massimo di 120) e dalla sua entità. In ogni caso questa forma di finanziamento è riservata soltanto ai lavoratori dipendenti con un contratto a tempo indeterminato che siano privati, pubblici e statali (impiegati presso gli enti locali oppure presso i Ministeri). Si adotta il termine delega di pagamento perché è la stessa azienda oppure lo stesso ente datore di lavoro a rimborsare il debito trattenendo la percentuale indicata in busta paga e accreditandola all’istituto di credito che ha emesso il prestito. Questa operazione può essere effettuata soltanto dietro delega del lavoratore beneficiario del prestito. Si ricorda comunque che questa forma di finanziamento non prevede obblighi legislativi nei confronti del datore di lavoro. Proprio per questo motivo gli enti oppure le aziende di riferimento non sono obbligati per legge ad accettare la delega. Invece la semplice cessione del quinto a Iano risulta essere un diritto del lavoratore e non necessita dell’accettazione da parte del datore di lavoro. Comunque, nel caso in cui l’azienda o l’ente accettino la delega di pagamento, questi possono richiedere il pagamento degli oneri per il servizio che vanno a fornire.

La delega di pagamento per dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali

Optare per un finanziamento tramite la formula della delega di pagamento è una soluzione che consente ai dipendenti ministeriali e della pubblica amministrazione di ottenere diversi vantaggi. Tra questi si ricordano:

tassi concordati direttamente con l’ente previdenziale di riferimento;

– possibilità di optare per la delega di pagamento anche se si fruisce già di un finanziamento a fronte della cessione del quinto a Iano dello stipendio. In questo modo si ottiene una maggiore liquidità. Tuttavia l’ammontare della rata complessiva ceduta all’ente creditizio non può superare la metà dello stipendio netto;

– per l’intera durata del prestito viene applicato un tasso fisso. Di conseguenza le rate per il rimborso del finanziamento rimangono stabili e non subiscono incrementi a causa dell’aumentare degli indici di riferimento;

– possibilità di avere una maggiore disponibilità finanziaria senza dover sottoscrivere ipoteche oppure fideiussioni e senza dover avere un garante terzo che si impegni per le restituzione dell’importo. Infatti la rata viene rimborsata attraverso la cessione diretta di un quinto dello stipendio oppure di una percentuale superiore il cui ammontare è stato stabilito nel contratto;

– possibilità per il dipendente ministeriale o della pubblica amministrazione di richiedere una dilazione fino a 120 rate;

– messa a disposizione del lavoratore che richiede il finanziamento di una copertura assicurativa che interessa anche gli altri componenti del nucleo familiare. Si tratta di una maggiore forma di tutela in caso di decesso oppure di perdita dell’impiego e viene compresa nel finanziamento senza costi aggiuntivi;

– possibilità di richiedere questa forma di prestito anche se il lavoratore statale o pubblico è stato inserito all’interno della categoria dei cattivi pagatori oppure se è stato protesto. Infatti, a differenza di quanto accade per l’erogazione di mutui, conti correnti oppure carte di credito, la delega di pagamento per dipendenti pubblici e ministeriali non necessita di controlli di solidità finanziaria. Ciò avviene in quanto è lo stesso ente oppure la stessa pubblica amministrazione per la quale il beneficiario presta servizio a farsi garante del rimborso del prestito. Proprio per il fatto di avere un rapporto occupazionale a tempo indeterminato presso un ente locale, la PA oppure un Ministero, l’istituto finanziario ha la certezza che il dipendente percepisce mensilmente lo stipendio stabilito dal contratto di lavoro. Di conseguenza risulta essere garantito anche l’accredito diretto delle rate per il rimborso del prestito;

– il fatto che si ottiene liquidità senza dover svolgere un iter burocratico complicato. Infatti per accedere alla delega di pagamento non si devono presentare preventivi oppure fatture di acquisto e neppure motivazioni sulla destinazione d’uso del denaro erogato;

– il fatto che si tratta di un finanziamento a breve termine, la cui durata non supera i 10 anni. Questa soluzione consente una maggiore flessibilità e permette di suddividere l’importo da rimborsare in massimo 120 rate mensili. In questo modo si evita di dover impegnare una percentuale del proprio stipendio per un lungo arco di tempo.

Si ricorda che l’erogazione di un prestito privilegiato a queste categorie di lavoratori è legato all’accordo diretto tra l’Istituto Previdenziale INPDAP e Credem. In questo modo diventa possibile applicare alla transazione economica i tassi più bassi rispetto a quelli medi che interessano il mercato di riferimento.

Chi può fare domanda

La convenzione INPDAP 2014 interessa diversi Ministeri con e senza portafoglio. Quindi possono accedere alla delega di pagamento, oltre ai dipendenti della pubblica amministrazione, quelli ministeriali che lavorano presso:

– il Ministero degli Affari Esteri in Italia;
– il Ministero delle Comunicazioni;
– il Ministero della Difesa;
– il Ministero dell’Ambiente e per la Tutela del Territorio e del Mare;
– il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
– il Ministero della Difesa per le Forze Armate;
– il Ministero per i Beni e le Attività Culturali;
– il Ministero Commercio con l’Estero;
– il Ministero dell’Interno;
– il Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza;
– il Ministero delle Finanze;
– il Ministero dei Lavori Pubblici;
– il Ministero di Grazia e Giustizia;
– il Ministero della Salute e della Sanità;
– il Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato;
– il Ministero dell’Economia e delle Finanze;
– il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
– il Ministero per le Pari Opportunità ;
– il Ministero per lo Sviluppo Economico;
– il Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali;
– il Ministero della Pubblica Istruzione;
– il Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica;
– il Ministero dei Trasporti e della Navigazione – Capitanerie di Porto;
– il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica.

Proprio per il fatto che la convenzione interessa anche il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno e l’ambito delle Forze Armate relazionate al Ministero della Difesa, possono accedere al prestito in Convenzione INPS anche i membri dell’esercito e delle forze di polizia. Rientrano nella prima categoria i dipendenti di:

 – Tutti i corpi dell’Esercito Italiano;
– Arma dei Carabinieri;
– Marina Militare;
– Aviazione.

Invece fanno parte delle forze di polizia sotto il controllo del Ministero degli Interni i membri di:

– Guardia di Finanza;
– Polizia di Stato;
– Polizia Penitenziaria;
– Corpo Forestale.

A tutti i membri di questi corpi ministeriali, militari e di polizia viene riconosciuto l’accesso al credito attraverso la forma della delega di pagamento usufruendo al tempo stesso del miglior tasso sul mercato. Inoltre bisogna tenere a mente che rientrano nella sezione dipendenti statali anche i dipendenti degli enti locali. Di conseguenza possono richiedere questa forma di finanziamento i soggetti che hanno un contratto a tempo indeterminato presso:

– ASL;
– Comuni;
– Province;
– Regioni (sia quelle a Statuto Ordinario che quelle a Statuto Speciale);
– enti ospedalieri.

Infatti si tratta di dipendenti del comparto pubblico che prestano le proprie prestazioni lavorative all’interno dei confini di una determinata circoscrizione territoriale. Al tempo stesso si occupano della fornitura di servizi e dello svolgimento di interessi pubblici all’interno di quest’area ben delimitata.

La soluzione offerta da Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer Srl, agente monomandatario Credem Banca SpA

La delega di pagamento per dipendenti della pubblica amministrazione e ministeriali viene regolata dall’articolo 1269 del Codice Civile e dal DPR 180/1950. In base a quanto previsto dalla legge possono erogare il prestito soltanto le società finanziarie e gli istituti di credito che risultano essere convenzionati con l’amministrazione pagante. Tra i vari agenti che si possono contattare per accedere al prestito si ricordano gli agenti in attività finanziaria legati a Credem Banca SpA, in grado di garantire condizioni estremamente favorevoli. I requisiti richiesti sono minimi in quanto il beneficiario deve semplicemente essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso la pubblica amministrazione oppure un ente statale e avere una minima anzianità lavorativa. Invece la documentazione necessaria per poter sottoscrivere il contratto comprende:

– un documento di identità in corso di validità (carta d’identità, patente oppure passaporto);
– l’ultima certificazione di reddito attestante il fatto di essere un dipendente a tempo indeterminato statale oppure presso una pubblica amministrazione. In alternativa si può consegnare l’ultima busta paga;
– il documento per l’Informativa e Consenso Privacy sottoscritto;
– codice fiscale;
– ultimo CUD valido.

Possono essere richiesti altri documenti a seconda di quale sia la tipologia dell’amministrazione pubblica oppure del Ministero di appartenenza. Di conseguenza è bene verificare presso l’ufficio preposto. Comunque la lista della documentazione può essere fornita direttamente dai consulenti finanziari a cui ci si rivolge. Inoltre bisogna tenere a mente che anche l’amministrazione pubblica o statale presso cui è impiegato il dipendente deve produrre alcuni documenti. Nella categoria rientrano:

– il certificato di stipendio;
– allegati ministeriali;
– l’atto di autorizzazione alla delega compilato e sottoscritto dal datore di lavoro oppure dal dirigente.

Prima di procedere è bene verificare con attenzione quale sia la propria situazione reddituale e creditizia e l’ammontare delle spese fisse mensili ricorrenti. La soluzione migliore è che l’entità della rata mensile sia pari oppure inferiore al 20% dello stipendio. Tuttavia si ricorda che l’ammontare della rata dipende da diversi fattori, quali:

– il reddito del beneficiario del finanziamento;
– l’entità del prestito erogato;
– le disponibilità economiche e la situazione finanziaria del dipendente;
– il tipo di piano di ammortamento seguito per la restituzione del denaro.

Proprio per questo motivo è fondamentale contattare la Cofer Srl, agente monomandatario Banca Credem Spa, per richiedere un preventivo gratuito e senza impegno. In questo modo sarà possibile verificare le soluzioni a disposizione e quale sia quella migliore per le proprie esigenze. cessione del quinto Iano localita del comune di Pistoia in provincia di Pistoia Toscana

Cessione del quinto pensionati Variano – Alessandria

Cessione quinto pensionati Variano in convenzione con inps Variano – ex inpdap Variano – enasarco Variano e tutti gli altri enti pensionistici di Variano , finanziamenti sino 89 anni di età non compiuti a scadenza del finanziamento.

Cos’è la cessione dei quinto a Variano a ? Conviene ricorrere ad essa per far fronte ad un’esigenza di denaro? E fino a che età si può richiedere?
Sono sicuramente queste ed altre le domande che si pone chi cerca denaro e ha scoperto l’opportunità di ottenere un prestito attraverso questa speciale formula senza però conoscerne i dettagli.

La cessione del quinto a Variano è un prestito interessante per chi ha una pensione o dispone di una busta paga. Comoda per la sua metodologia di restituzione e perché strutturata in modo da essere sostenibile per chi la richiede, può essere anche erogata secondo convenzioni stipulate con l’Inps, l’ex Inpdap – Ensarco e gli altri enti pensionistici.

cessione del quinto della pensione

Ma come fare a valutare la convenienza di questo tipo di finanziamento

Per chi cerca un prestito è molto facile trovare numerosissime offerte, ma è senz’altro più difficile scegliere la migliore.
É importante precisare fin da subito che nel mondo finanziario la convenienza non è un concetto assoluto, ma dipende dalle esigenze del momento, dalla propria situazione economica, dal proprio stile di vita e dalla reale possibilità di accedere a specifici prestiti.

Non tutti i finanziamenti sono infatti aperti a tutti. Alcuni sono riservati a specifiche categorie professionali e bisogna aggiungere che, per quanti in passato non hanno saldato i loro debiti con regolarità, la condizione di cattivo pagatore o protestato può precludere molte possibilità di accesso al credito.
La cessione del quinto a Variano è disponibile anche per quanti sono iscritti nei registri del CRIF.
Ma ecco una serie di informazioni su questa forma di prestito, utili a chi sta pensando di ricorrervi.

Cos’è la cessione del quinto a Variano

La cessione del quinto a Variano è un prestito personale non finalizzato. In parole molto più semplici, è un normale modo di ottenere una somma di denaro.
Rispetto ad altri tipi di finanziamento vanta diverse particolarità, la più importante, da cui discende il suo nome, è la metodologia di rimborso.
Chi ha fatto richiesta di cessione del quinto a Variano, rimborserà mensilmente il suo debito con rate che non possono superare il 20%, cioè la quinta parte dello stipendio o della pensione percepita.

Questo significa che, se il prestito viene richiesto da una persona che guadagna 2 mila euro al mese, la rata di rimborso non potrà essere più alta di 400€.
Questo aspetto si rivela molto importante perché rende la restituzione del prestito sempre sostenibile.

Occorre inoltre precisare che il quinto dello stipendio rappresenta una soglia limite. Se ad esempio la stessa persona che guadagna 2mila euro al mese vuole restituire il suo prestito con una rata più bassa potrà farlo rendendola ancora più comoda e sostenibile.

Questa forma di finanziamento rappresenta quindi un prezioso strumento per evitare una sovraesposizione finanziaria e l’accesso al credito attraverso di essa è un diritto riconosciuto al cittadino fin dal 1950 attraverso la legge 180/1950.

Il rimborso è a carico dell’azienda o dell’ente pensionistico

Tra le ulteriori particolarità della cessione del quinto a Variano c’è il metodo attraverso cui le rate dovute vengono versate all’istituto di credito.
I versamenti delle somme da rimborsare non dovranno infatti essere effettuati da chi ha richiesto il prestito, ma dalla sua azienda o dal suo ente previdenziale mediante una trattenuta alla fonte.

L’iter per l’ottenimento della cessione del quinto a Variano richiede infatti che l’azienda o l’ente previdenziale siano informati dell’avvenuto prestito e si facciano carico di versare le rate di rimborso all’istituto di credito.

Chi ha richiesto il prestito non dovrà sobbarcarsi l’onere del versamento delle rate. In busta paga o sul cedolino troverà mensilmente annotata la trattenuta alla fonte effettuata.

Questo metodo di rimborso si rivela molto comodo e mette anche al riparo da possibili dimenticanze. Spesso infatti chi deve versare rate mensili per mancanza di tempo o per semplice distrazione potrebbe dimenticare di pagare il dovuto entro le date di scadenza finendo così nei registri del CRIF e andando incontro ad una serie di difficoltà per l’accesso a nuovi finanziamenti.

La cessione del quinto a Variano è la soluzione ideale per i cattivi pagatori

Quanti sono iscritti nei registri del CRIF hanno sicuramente molte difficoltà di accesso al credito.
Prima di prestare somme di denaro grandi o piccole gli istituti finanziari vogliono essere certi che il capitale venga interamente rimborsato con la maggiorazione degli interessi.

A questo scopo vengono tipicamente analizzate le garanzie che vengono offerte da chi richiede il prestito e la sua storia di debitore. Per questo motivo, chi in passato non ha rimborsato i suoi debiti con regolarità si vedrà rifiutare il credito.

In questi casi la cessione del quinto a Variano risolve ogni problema perché non necessita di garanzie. Per l’istituto di credito è sufficiente sapere che il debitore ha un’entrata economica fissa data dallo stipendio o dalla pensione e che, attraverso la trattenuta alla fonte, le rate saranno versate entro i termini stabiliti.

L’iter per ottenere la cessione del quinto a Variano si presenta particolarmente semplificato per chi dipende da aziende pubbliche o percepisce la pensione da uno degli enti previdenziali convenzionati.
Sarà sufficiente presentare una richiesta, un documento di identità, il codice fiscale e la documentazione che attesta la propria posizione di dipendente o pensionato.
Per gli enti previdenziali convenzionati saranno applicate le condizioni di vantaggio previste.

Con la cessione del quinto a Variano non c’è bisogno di garanzie e garanti

Quando si desidera un prestito uno degli aspetti più fastidiosi riguarda la necessità di offrire garanzie o di rivolgersi a qualcuno disposto a fare da garante.

La gestione economica delle proprie risorse è un fatto privato e che potrebbe non vedere d’accordo gli altri sul modo in cui si intende portarla avanti.
Offrire un bene in garanzia, ponendo ad esempio un’ipoteca sulla casa, potrebbe non rendere felice il coniuge e questo genererebbe liti in famiglia.

Potrebbe inoltre essere causa di imbarazzo l’idea di dover chiedere a un amico o a un familiare di fare da garante per un prestito. Tra l’altro si potrebbero non avere persone care che siano in condizioni di garantire.

Con la cessione del quinto a Variano tutti questi problemi spariscono. La garanzia è offerta dal proprio lavoro, dalla sua stabilità e dal fatto che, per come viene effettuato il rimborso, non potranno esserci ritardi o problemi nel versamento della rata.

Non è necessario spiegare perché si desidera il denaro

La cessione del quinto a Variano è un prestito non finalizzato, ciò vuol dire che non è necessario giustificare i motivi per cui si richiedono i soldi.

Questo rappresenta un notevole vantaggio e prima di chiedere un prestito finalizzato è sempre utile chiedersi se con una cessione del quinto a Variano si possano ottenere le stesse somme a condizioni più convenienti.

Spesso, a chi effettua un acquisto importante, viene proposto un finanziamento finalizzato. Per semplicità si è portati ad accettare, ma prima di scegliere è utile richiedere un preventivo per ottenere la stessa somma mediante cessione del quinto a Variano e valutarne la convenienza.

La cessione del quinto a Variano può inoltre essere vantaggiosa quando non si ha bisogno di un finanziamento per uno scopo specifico ma si vogliono risolvere delle situazioni pregresse.
Molte persone utilizzano questo prestito per saldare i vecchi debiti e ottenere una nuova rata più comoda oppure lo utilizzano in quelle fasi della vita in cui si accumulano molte spese di diverso tipo e si desidera la liquidità sufficiente per far fronte a tutto.
In ogni caso non si dovrà giustificare come si è deciso di spendere i soldi e non bisognerà presentare preventivi o fatture di acquisti.

Età per chiedere la cessione del quinto a Variano e durata massima del finanziamento

La cessione del quinto a Variano è un tipo di finanziamento che può durare al massimo 120 mesi, cioè 10 anni.
Chi la richiede deve poter estinguere il debito entro il compimento dell’ottantanovesimo anno di età.

Ciò vuol dire che un finanziamento di 10 anni può essere richiesto entro il compimento del settantanovesimo anno di età, mentre un prestito di due anni può essere richiesto entro il compimento dell’ottantasettesimo anno di età.

I vantaggi del tasso fisso

Tra le caratteristiche della cessione del quinto a Variano c’è l’applicazione di un tasso fisso.
Questo permette di avere una rata di importo bloccato per tutta la durata del finanziamento.

Per i prestiti a tasso variabile gli andamenti del mercato possono portare a brutte sorprese facendo schizzare l’importo della rata verso l’alto e rendendo il suo pagamento insostenibile.
Con la cessione del quinto a Variano si ha sempre la certezza di avere una rata commisurata al proprio guadagno e senza sorprese.

Rischio vita, la polizza che rende la cessione del quinto a Variano un prestito sicuro

Non tutti sanno che i debiti vanno a far parte dell’eredità. Un genitore che muore avendo ancora dei debiti da pagare li trasmette automaticamente ai suoi figli.

Un’eredità spiacevole anche perché chi la riceve potrebbe non essere in condizioni economiche tali da farvi fronte.
La cessione del quinto a Variano si rivela sicura anche da questo punto di vista.
Include infatti una polizza vita obbligatoria grazie alla quale, nel malaugurato caso in cui si verificasse la premorienza del debitore, sarà l’assicurazione ad estinguere il debito per conto degli eredi.
Una soluzione tranquillizzante per persone giovani, ma soprattutto per quei pensionati che vorrebbero concedersi qualche spesa in più, ma preferiscono non chiedere prestiti proprio per evitare il rischio di gravare sui loro figli dopo la morte.

Come richiedere la cessione del quinto a Variano

Prima di richiedere la cessione del quinto a Variano è utile formulare il proprio preventivo che sarà totalmente gratuito e non comporterà alcun vincolo.

Per avere maggior informazioni sarà possibile rivolgersi a Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer Srl, agente in attività finanziaria monomandatario a cui richiedere tutti i dettagli per la cessione del quinto a Variano Credem Banca.

Questo istituto finanziario vanta numerose convenzioni per poter accedere a condizioni particolarmente favorevoli.
Sono disponibili soluzioni convenzionate per i pensionati Inps, ex Inpdap – Enasarco e tutti gli altri enti pensionistici.
Credem vanta inoltre convenzioni con le forze dell’ordine e in particolare con carabinieri e guardia di finanza ed è inoltre convenzionata con
– Ministero degli Affari Esteri Variano ,
– Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Variano,
– Ministero della Difesa Variano,
– Ministero della Difesa – Forze Armate Variano,
– Ministero della Giustizia Variano,
– Ministero della Salute Variano ,
– Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare Variano,
– Ministero delle Politiche Agricole Variano, Alimentari e Forestali Variano,
– Ministero dell’Economia e Finanze Variano,
– Ministero dell’Interno Variano,
– Ministero dell’Interno Dipartimento della Pubblica Sicurezza Variano,
– Ministero dell’Istruzione Variano, Università e Ricerca Variano,
– Ministero dello Sviluppo Economico Variano,
– Ministero Infrastrutture e Trasporti – Capitanerie di Porto
– Ministero per i Beni e le Attività Culturali Variano.

Cessione quinto dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali in convenzione

Cessione quinto dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali in convenzione

Quando si parla di cessione del quinto a Variano ci si riferisce ad un prestito rivolto a chi, privato, dipendente pubblico, pensionato o invalido, necessita di una cospicua somma di denaro destinata a soddisfare i propri bisogni. Si tratta di una tipologia di prestito molto particolare che per poter essere attivata, si serve di determinate caratteristiche. Andremo ad analizzare quali sono le principali caratteristiche per poter usufruire della cessione del quinto a Variano se si è dipendenti della pubblica amministrazione o ministeriali convenzionati.

Cos’è la cessione del quinto a Variano e quali sono le sue principali caratteristiche

La cessione del quinto a Variano rientra nella categoria dei prestiti non finalizzati a Variano. Si tratta di una modalità di erogazione del denaro per lavoratori dipendenti in possesso di un contratto a tempo indeterminato, dipendenti statali e pubblici, pensionati e invalidi. Per quanto riguarda la categoria dei lavoratori, si può dire che il denaro che viene erogato da un istituto di credito, sarà poi restituito nella misura del 20% per mezzo del datore di lavoro, che detrarrà la somma necessaria direttamente dallo stipendio del lavoratore. Il 20% corrisponde a un quinto della busta paga ed è per questo che l’istituto viene chiamato appunto, cessione del quinto a Variano.

La cessione del quinto a Variano funziona come un normale prestito, quindi vi è l’erogazione della somma richiesta dal lavoratore direttamente sul suo conto corrente personale. La restituzione invece, viene realizzata con una diversa modalità. Quando abbiamo parlato di un quinto dello stipendio, intendiamo proprio la restituzione che avviene per mano del datore di lavoro, verso la finanziaria che avrà erogato il denaro. Per cui il dipendente, dopo aver stipulato il prestito, non dovrà preoccuparsi del pagamento delle rate, perché ciò viene realizzato direttamente attraverso la trattenuta in busta paga nella misura di un quinto dello stipendio netto.

Menzionando la categoria dei prestiti non finalizzati Variano, è necessario darne definizione per fare chiarezza sull’argomento. Si parla di prestiti non finalizzati a Variano quando l’istituto di credito che eroga il denaro o la finanziaria, non è tenuta a verificare la destinazione che avrà il denaro. Per cui, il richiedente potrà chiedere una certa somma e non dovrà fornire alcun tipo di destinazione. Sarà obbligato però, ovviamente, a restituire il denaro entro la durata del prestito. I prestiti non finalizzati a Variano rientrano nella categoria dei prestiti personali.

Altra menzione doverosa quando si parla di cessione del quinto a Variano, riguarda quelle categorie di persone che in passato hanno avuto dei problemi relativi a pagamenti non effettuati. Stiamo parlando dei cattivi pagatori. Si tratta di un problema frequente, soprattutto al giorno d’oggi. Queste persone non riescono a pagare i loro debiti poiché non dispongono di una somma di denaro necessaria e ovviamente nessuno vuole concedere loro un prestito data la reputazione acquisita. Quando accade ciò, queste persone vengono segnalate ad una Centrale Rischi. Si tratta di un sistema informativo relativo all’indebitamento della clientela verso istituti di credito e banche. Grazie a questo sistema sarà proprio la Centrale Rischi a favorire la clientela meritevole. Vi sono anche centrali di rischi private che vengono chiamate sistemi di informazioni creditizie (Sic) che

tengono in memoria per almeno cinque anni tutti i cattivi pagatori segnalati. Ad oggi i tempi massimi di conservazione dei nominativi dei cattivi pagatori, sono ridotti a tre, a seconda della qualità del credito che viene segnalato.

Il cattivo pagatore quindi, è colui che paga in estremo ritardo alcune rate di un finanziamento, oppure quando non ha dimostrato di essere un debitore affidabile. In questi casi quindi, sarà difficile richiedere un nuovo prestito senza fornire garanzie adatte all’ottenimento del denaro. Quando si parla di cessione del quinto a Variano questa eventualità non è contemplata, poiché sono ammessi a ricevere denaro attraverso questo prestito, proprio i cattivi pagatori, coloro che abbiano ricevuto un protesto oppure chi avrà subito un pignoramento. Spesso questa modalità di prestito permette di ottenere del denaro da destinare proprio al pagamento di alcuni insoluti ed è per questa ragione che non si può negare loro l’accesso alla cessione del quinto a Variano.

È necessario chiarire anche gli aspetti relativi alle garanzie per richiedere la cessione del quinto a Variano. In questi casi non sono richieste garanzie poiché, con la cessione del quinto a Variano i rischi di insolvenza del credito diventano davvero minimi, poiché ci si collegherà alla fonte di reddito primaria per la restituzione del denaro. È possibile inoltre, richiedere un secondo quinto dello stipendio con la delega di pagamento. In questo caso parleremo della cessione del doppio quinto.

Come si calcola la cessione del quinto a Variano

Sapere come si calcola la cessione del quinto a Variano è importante, poiché grazie a queste semplici formule si potrà avere la contezza della cifra necessaria che verrà detratta mensilmente dal proprio stipendio.

Prima di procedere al calcolo vero e proprio però, è importante fornire alcune indicazioni utili. Chi si rivolge ad un istituto di credito autorizzato per poter richiedere il finanziamento con la cessione del quinto a Variano, dovrà fornire l’ultima busta paga ricevuta, un documento cartaceo dove viene indicato il compenso retributivo riferito ad un certo periodo, il cosiddetto cedolino. Questo prospetto poi, dovrà riportare delle informazioni precise riguardanti i dati anagrafici relativi al datore di lavoro ma anche del dipendente, la tipologia del lavoro svolto, l’inquadramento e il contratto collettivo nazionale di categoria.

Il cedolino relativo alla busta paga dovrà presentare degli elementi fissi relativi alla retribuzione. Per cui andrà indicata la paga minima come da contratto collettivo che potrà variare in base al livello e al settore economico, elementi fissi che vengono stabiliti in contratto collettivo, scatti di anzianità, superminimi e indennità di contingenza.

Vi sono poi degli elementi variabili relativi alla malattia, straordinari, infortuni, ferie, festività e fringe benefit, permessi pagati, indennità particolari riferibili alla reperibilità, mensa, turni, trattenute fiscali e previdenziali.

Quando si stanzia il prestito con la cessione del quinto a Variano si prevedono costi operativi riguardanti la commissione e il tasso di interesse addebitati sulla rata da restituire corrisposta al datore di lavoro che dovrà detrarre un quinto dello stipendio del richiedente (20%).

È bene quindi, simulare la cessione del quinto a Variano basandosi sullo stipendio netto che viene ottenuto

escludendo le componenti variabili, includendo la tredicesima e la quattordicesima. L’importo verrà poi suddiviso in dodici mensilità che sono quelle relative all’anno e la cifra che verrà fuori verrà ridivisa per il quinto dello stipendio, quindi per cinque. Il risultato di questa operazione corrisponderà alla somma di denaro cedibile come rata mensile.

La cessione del quinto a Variano può essere richiesta per un tempo che non superi i dieci anni, quindi il numero di rate massime, saranno erogate per centoventi mesi.

Ciò che sarà più importante nella simulazione della cessione del quinto a Variano, sono gli interessi da corrispondere all’istituto di credito. Questi vengono indicati nelle varie offerte delle finanziarie e banche. A differenza delle spese accessorie e le polizze obbligatorie da stipulare, queste vengono individuate all’interno del contratto. La polizza assicurativa è importante poiché, l’istituto di credito si dovrà cautelare contro eventuali perdite del lavoro da parte del dipendente. È bene sapere però, che le assicurazioni non sempre vengono imposte dalle finanziarie ma possono essere scelte liberamente, in base alle offerte presenti in mercato, selezionando ovviamente quella meno costosa.

Ciò che è interessante, nel caso del calcolo preciso della cessione del quinto a Variano e dei suoi relativi interessi, è il TAEG. Questo tasso include i costi nella loro totalità e il suo calcolo permette di avere una percentuale globale relativa al finanziamento. Queste informazioni sono reperibili dall’offerta fatta dalla banca.

cessione del quinto a Variano per dipendenti pubblici e ministeriali

Anche per i dipendenti pubblici, statali e convenzionati con i ministeri, è possibile avere accesso alla cessione del quinto a Variano in qualità di prestito personale. Con ciò si potrà beneficiare di diversi plus riconosciuti dalla normativa specifica riferita a questo caso. Per cui potremo dire che la cessione del quinto a Variano da riferirsi ai dipendenti ministeriali non può essere negata dal datore di lavoro.

Le caratteristiche sono le stesse esplicate in precedenza, per cui non ci sarà bisogno di indicare la finalità del prestito, il rimborso avviene detraendo un quinto dello stipendio, la rata verrà liquidata mensilmente detraendo dalla busta paga la cifra concordata da versare all’intermediario finanziario. Poiché si tratta di dipendenti statali, non vi sarà bisogno di rilasciare garanzie poiché queste verranno ricavate semplicemente dalla stabilità del reddito. È importante ricordare in questi casi, che più lo stipendio sarà alto e più alto sarà il prestito ottenibile. Il prestito avrà un tasso e una rata costante per tutta la durata del piano di ammortamento e verrà però, richiesta la stipula di un’assicurazione che subentra nel caso in cui vi sia licenziamento o premorienza.

I dipendenti ministeriali convenzionati dovranno fornire all’istituto di credito dei documenti validi per poter avviare la pratica, che corrispondono alla carta d’identità, codice fiscale e modello CUD o l’ultima busta paga percepita. Si tratta di requisiti considerabili garantiti. Per questo, accedere alla cessione del quinto a Variano con un contratto da dipendente pubblico sarà praticamente certo, basterà fornire le generalità richieste.

I dipendenti ministeriali hanno il privilegio di poter ottenere dei prestiti grazie alla Convenzione INPSE EX GESTIONE INPDAP. Quindi sarà possibile richiedere denaro anche per chi è dipendente statale dei ministeri, seza portafoglio e con portafoglio.

In elenco troviamo i ministeri convenzionati che permettono l’erogazione della cessione del quinto a Variano. Questi sono: Ministero degli Affari Esteri in Italia, Ministero dell’Ambiente e per i Beni e Attività culturali, Ministero della Tutela del territorio e del mare, Ministero della Difesa e delle Forze Armate, Ministero delle Finanze, Ministero delle Comunicazioni, Ministero della Difesa, Ministero di Grazia e Giustizia, Ministero dell’Interno e del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Ministero dell’Industria, Ministero del Lavoro delle Politiche Sociali, Ministero dei Lavori Pubblici, Ministero della Sanità, Ministero del Tesoro e dei Trasporti, Ministero della Pubblica Istruzione, Ministero delle Pari Opportunità e Ministero dell’università e Ricerca Scientifica, Ministero delle politiche agricole, Ministero dello Sviluppo economico, Capitanerie di porto, Arma dei Carabinieri.

È importante anche segnalare i dipendenti di vari enti locali operanti nella pubblica amministrazione. Questi infatti, sono considerati dipendenti del comparto pubblico che operano entro una determinata circoscrizione. In questo caso potranno usufruire dei vantaggi che fornisce la Convenzione Inps e stiamo parlando di: comuni, province, regioni, asl ed enti ospedalieri.

In questi casi sarà possibile usufruire di prestiti che diano diritto a tassi più bassi rispetto a quelli medi del mercato di riferimento. Il Taeg in questo caso non supererà mai il 10% e le durate però, saranno le stesse. Sarà possibile stipulare contratti fino a centoventi mesi, cioè dieci anni.

Tutti i dipendenti di questi Ministeri che godono della convenzione e gli enti locali menzionati, potranno rivolgersi presso la Cofer Srl agente monomandatario Banca Credem Spa per richiedere una consulenza circa il rilascio della cessione del quinto a Variano, usufruendo dei vantaggi già esplicati, come i tassi agevolati. È possibile contattare la Cofer Srl sia telefonicamente o compilando il Form. In questo caso si potrà richiedere un preventivo di cessione del quinto a Variano prevista per la categoria in esame. Solo dopo aver conosciuto tutte le condizioni relative al rilascio del prestito, condizioni e tassi, sarà possibile accedervi fissando un appuntamento con l’agente.

Cessioni quinto dipendenti aziende private con contratto a tempo indeter-minato ed almeno 1 anno di servizio

La cessione del quinto a Variano è una forma di prestito sempre più richiesta perché offre molte opportunità in quanto si tratta di uno strumento molto versatile e soprattutto concesso con maggiore facilità da parte degli istituti di credito che possono agire anche tramite propri agenti. Questo successo è dovuto alle sue peculiarità. Cosa si intende esattamente per cessione del quinto a Variano a dipendenti aziende private con contratto a tempo indeterminato?

Cos’è la cessione del quinto a Variano dipendenti aziende private?

Si tratta di un prestito personale che viene restituito attraverso una “trattenuta” dallo stipendio pari ad un quinto dello stesso. Fin da subito è bene ribadire che trattandosi di un prestito personale non è necessario indicare i motivi per i quali viene chiesta la somma. La stessa potrà essere spesa per ristrutturare casa, andare in vacanza, estinguere altri prestiti pagando così una sola rata o fare qualunque altra cosa venga in mente senza dover renderne conto a nessuno. La trattenuta eseguita in busta paga corrisponde alla rata mensilmente pagata e comprende una quota di debito e una quota di interessi. La rata non deve quindi essere versata dal debitore, deve essere versata dal datore di lavoro. Appare evidente che senza lavoro non si può accedere al prestito. Per chi eroga vi è una certa sicurezza sulla solvibilità del credito erogato perché sa che la sua rata sarà decurtata direttamente dallo stipendio e che quindi non ci saranno ritardi nei pagamenti anche perché il datore di lavoro non avrebbe alcun interesse a non ottemperare a tale onere. Ecco perché la cessione del quinto a Variano a dipendenti di aziende private con contratto a tempo indeterminato può essere concessa anche a coloro che risultano cattivi pagatori o hanno altri finanziamenti in corso. Di seguito le particolari condizioni di questo prestito in gran parte disciplinate direttamente dalla legge e che quindi sfuggono alla libera contrattazione della banca.

La normativa della cessione del quinto a Variano

La disciplina della cessione del quinto a Variano è prevista dal DPR 180 del 1950, inizialmente questa forma di credito era però riservata a coloro che erano dipendenti pubblici. Con L’art. 1 comma 137 della Legge n. 311/2004 (legge finanziaria 2005) l’applicazione è stata estesa anche ai dipendenti del settore privato. Questa novità di sicuro ha generato forte interesse anche perché non appariva congrua tale differenza di trattamento tra i due settori, sebbene l’impiego pubblico sia sempre stato considerato intoccabile e di conseguenza un prestito erogato a dipendenti pubblici più sicuro. Questo avviene perché non c’è rischio di fallimento delle Pubbliche Amministrazioni e quindi il rischio di perdita del lavoro è ridotto. Inoltre il settore pubblico ha sempre previsto agevolazioni per i dipendenti anche attraverso propri fondi. Essendo però questi limitati, le amministrazioni hanno proceduto alla stipula di convenzioni che assicurano ai dipendenti condizioni di favore per la cessione del quinto a Variano.

La normativa prevede che la cessione del quinto a Variano ai dipendenti con contratto a tempo indeterminato attivo da almeno un anno sia stipulata con un piano di ammortamento di durata massima di 120 mesi. Una volta pagato almeno i 2/5 del debito è possibile chiedere nuovo credito e quindi ottenere altra liquidità prolungando il piano di ammortamento. Ovviamente l’ente erogante non è obbligato a concedere ulteriore liquidità. Ciò implica che in un ipotetico piano di ammortamento di durata decennale, dopo i primi 4 anni è possibile chiedere nuova liquidità. Nel caso in cui il piano di ammortamento iniziale abbia una durata inferiore a 5 anni, la liquidità aggiuntiva può essere chiesta anche prima del pagamento dei 2/5 del prestito. Come tutti i prestiti, anche la cessione del quinto a Variano può essere estinta in anticipo pagando quanto residua.

Documenti necessari

Per capire bene come funziona è bene partire dai documenti per la cessione del quinto a Variano dipendenti necessari per poterlo richiedere. Ovviamente occorrono i documenti di riconoscimento, quindi carta d’identità e codice fiscale. Ovviamente la lista non finisce qui. Occorre:

– il certificato di stipendio, da questo è possibile desumere anche il TFR maturato, questo è importante perché nel caso in cui si verifichi la perdita del lavoro, l’erogante andrà a rivalersi in primo luogo sul TFR. Questo implica che l’importo realmente erogabile sia maggiore quando vi sono molti anni di servizio a carico e il dipendente non abbia mai utilizzato il TFR. Si ricorda che è possibile chiedere un anticipo del TFR in alcune occasioni, come per l’acquisto della prima casa. A questo proposito deve però essere sottolineato che nel caso in cui sia attiva una cessione del quinto a Variano non è possibile chiedere un anticipo del TFR, tranne nel caso in cui l’ammontare già accantonato sia superiore al debito residuo. Nel caso in cui il datore di lavoro vada a concedere l’anticipo anche se il debito residuo è superiore, sarà quest’ultimo il responsabile nei confronti della finanziaria.

– Ultima busta paga: su questa sarà calcolata la rata da pagare in misura massima di un quinto al netto delle ritenute fiscali e previdenziali.

– La Certificazione Unica, ex CUD, dell’ultimo anno.

In seguito allo studio della documentazione fornita viene proposto un prestito, quindi in base allo stipendio viene stabilito un piano di ammortamento per la restituzione delle somme. Molte persone fanno l’errore di ritenere che per poter chiedere questo finanziamento occorra chiedere il permesso al datore di lavoro. In realtà le cose non stanno così. Sia le aziende private sia quelle pubbliche sono obbligate ad accettare la richiesta di pagamento delle rate della cessione del quinto a Variano. Oltremodo non può licenziare il dipendente che abbia chiesto la cessione del quinto a Variano in quanto il licenziamento sarebbe illegittimo. Per il datore di lavoro la trattenuta e il pagamento della rata costituiscono un adempimento amministrativo. Si tratta quindi di un rapporto bilaterale tra il dipendente e l’ente erogante e non vi è bisogno della presenza di garanti o altre garanzie, come beni immobili o mobili. Nel caso in cui il datore di lavoro dimentichi di versare l’importo, l’istituto di credito procede a sollecitare il pagamento. Nel caso in cui l’inadempimento prosegua il lavoratore può dimostrare all’ente erogante che il pagamento è avvenuto in quanto sulla busta paga è presente la trattenuta. L’ente procederà verso il datore di lavoro che, come detto, ha l’onere di adempiere. In questo caso il debitore non viene segnalato alla centrale rischi perché lui ha effettivamente subito la trattenuta. Deve però essere sottolineato che in caso di licenziamento per giustificato motivo o nel caso in cui sia il lavoratore a presentare le sue dimissioni, il datore di lavoro ha l’onere di trattenere e versare alla banca i crediti maturati dal dipendente. Per le rimanenti somme invece non è responsabile, quindi non è costretto a tenere un dipendente che si è comportato in modo sleale verso l’azienda solo perché questo ha attivato la cessione del quinto a Variano, può licenziarlo. In questo caso si attiva, nei tempi e modalità che si vedranno in seguito, la polizza assicurativa. Un altro timore che molte persone hanno prima di chiedere un prestito con cessione del quinto a Variano è che i colleghi possano venire a sapere delle difficoltà economiche in cui versa. In realtà il datore di lavoro, pur essendo coinvolto nel rapporto tra creditore e debitore in qualità di sostituto nel versamento degli importi, è tenuto al rispetto del Codice Privacy e quindi non può diffondere la notizia.

Garanzie/polizze necessarie per la cessione del quinto a Variano dipendenti aziende private

Si è detto già in precedenza che la cessione del quinto a Variano è una forma di credito disciplinata in larga parte dalla legge. Proprio quest’ultima richiede per attivare la cessione del quinto a Variano a dipendenti con

contratto a tempo indeterminato assunti da almeno un anno la stipula di un’assicurazione. Il DPR prevede che sia stipulata una polizza a copertura del rischio vita e di lavoro. Queste hanno il vantaggio di esonerare dal pagamento del residuo nel momento in cui si verificano questi due eventi. Vi sono però delle differenze perché nel caso di perdita di vita a trarne beneficio sono gli eredi che non sono costretti a versare le somme residue. Per la perdita del lavoro devono essere fatte delle differenze. In primo luogo l’istituto che ha erogato il credito potrà rifarsi sul trattamento di fine rapporto, quindi l’eventuale perdita sarebbe solo il residuo. In secondo luogo nel momento in cui il debitore dovesse trovare nuovamente un lavoro sarà lui a dover versare quanto dovuto, in questo caso la compagnia di assicurazione opera la rivalsa nei confronti del debitore principale.

Nel caso di stipula della cessione del quinto a Variano con Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer S.r.l. , agente in attività finanziaria monomandatario di Credem Banca SPA, la polizza rischio vitae lavoro non deve essere stipulata separatamente, ma sarà parte del finanziamento stesso. Questo vuol dire che si avrà una rata fissa, sempre di uguale importo e trasparente perché non ci sono brutte sorprese legate alla polizza assicurativa obbligatoria. La società opera in tutta Italia ed è sempre possibile chiedere un preventivo per la cessione del quinto a Variano a dipendenti di aziende private con contratto a tempo indeterminato attivo da almeno un anno. Lo stesso è gratuito e non vincolante. Grazie a convenzioni con il Ministero della Difesa- Forze Armate, Ministero Della Giustizia, Ministero Della Salute, Ministero Dell’ambiente E Tutela Del Territorio E Del Mare, Ministero Delle Politiche Agricole, Alimentari E Forestali, Ministero Dell’economia E Finanze, Ministero Dell’interno, Ministero Dell’interno – Dipartimento Della Pubblica Sicurezza, Ministero Dell’istruzione, Università E Ricerca, Ministero Dello Sviluppo Economico, Ministero Infrastrutture E Trasporti – Capitanerie Di Porto Ministero Per I Beni E Le Attività Culturali è possibile avere la cessione del quinto a Variano dipendenti a condizioni particolarmente favorevoli.

Proprio per questo motivo è fondamentale contattare la Cofer Srl, agente monomandatario Banca Credem Spa, per richiedere un preventivo gratuito e senza impegno. In questo modo sarà possibile verificare le soluzioni a disposizione e quale sia quella migliore per le proprie esigenze.

Delega di pagamento per dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali

Che cos’è la delega di pagamento

La delega di pagamento viene definita anche con il termine prestito con delega e consiste in una particolare forma di credito personale garantita attraverso il proprio stipendio. Infatti si ottiene un finanziamento di importo variabile, da affiancare alla cessione del quinto a Variano, finalizzato ad avere una maggiore liquidità e non all’acquisto di beni oppure di servizi. La copertura è data da un’ulteriore cessione del quinto a Variano in busta paga: di conseguenza l’ammontare finale della rata per il rimborso può ammontare anche alla metà oppure ai due quinti dello stipendio netto mensile (il cosiddetto doppio quinto). Ciò dipende dalle condizioni contrattuali, dalla durata del prestito (si va da un minimo di 12 mesi a un massimo di 120) e dalla sua entità. In ogni caso questa forma di finanziamento è riservata soltanto ai lavoratori dipendenti con un contratto a tempo indeterminato che siano privati, pubblici e statali (impiegati presso gli enti locali oppure presso i Ministeri). Si adotta il termine delega di pagamento perché è la stessa azienda oppure lo stesso ente datore di lavoro a rimborsare il debito trattenendo la percentuale indicata in busta paga e accreditandola all’istituto di credito che ha emesso il prestito. Questa operazione può essere effettuata soltanto dietro delega del lavoratore beneficiario del prestito. Si ricorda comunque che questa forma di finanziamento non prevede obblighi legislativi nei confronti del datore di lavoro. Proprio per questo motivo gli enti oppure le aziende di riferimento non sono obbligati per legge ad accettare la delega. Invece la semplice cessione del quinto a Variano risulta essere un diritto del lavoratore e non necessita dell’accettazione da parte del datore di lavoro. Comunque, nel caso in cui l’azienda o l’ente accettino la delega di pagamento, questi possono richiedere il pagamento degli oneri per il servizio che vanno a fornire.

La delega di pagamento per dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali

Optare per un finanziamento tramite la formula della delega di pagamento è una soluzione che consente ai dipendenti ministeriali e della pubblica amministrazione di ottenere diversi vantaggi. Tra questi si ricordano:

tassi concordati direttamente con l’ente previdenziale di riferimento;

– possibilità di optare per la delega di pagamento anche se si fruisce già di un finanziamento a fronte della cessione del quinto a Variano dello stipendio. In questo modo si ottiene una maggiore liquidità. Tuttavia l’ammontare della rata complessiva ceduta all’ente creditizio non può superare la metà dello stipendio netto;

– per l’intera durata del prestito viene applicato un tasso fisso. Di conseguenza le rate per il rimborso del finanziamento rimangono stabili e non subiscono incrementi a causa dell’aumentare degli indici di riferimento;

– possibilità di avere una maggiore disponibilità finanziaria senza dover sottoscrivere ipoteche oppure fideiussioni e senza dover avere un garante terzo che si impegni per le restituzione dell’importo. Infatti la rata viene rimborsata attraverso la cessione diretta di un quinto dello stipendio oppure di una percentuale superiore il cui ammontare è stato stabilito nel contratto;

– possibilità per il dipendente ministeriale o della pubblica amministrazione di richiedere una dilazione fino a 120 rate;

– messa a disposizione del lavoratore che richiede il finanziamento di una copertura assicurativa che interessa anche gli altri componenti del nucleo familiare. Si tratta di una maggiore forma di tutela in caso di decesso oppure di perdita dell’impiego e viene compresa nel finanziamento senza costi aggiuntivi;

– possibilità di richiedere questa forma di prestito anche se il lavoratore statale o pubblico è stato inserito all’interno della categoria dei cattivi pagatori oppure se è stato protesto. Infatti, a differenza di quanto accade per l’erogazione di mutui, conti correnti oppure carte di credito, la delega di pagamento per dipendenti pubblici e ministeriali non necessita di controlli di solidità finanziaria. Ciò avviene in quanto è lo stesso ente oppure la stessa pubblica amministrazione per la quale il beneficiario presta servizio a farsi garante del rimborso del prestito. Proprio per il fatto di avere un rapporto occupazionale a tempo indeterminato presso un ente locale, la PA oppure un Ministero, l’istituto finanziario ha la certezza che il dipendente percepisce mensilmente lo stipendio stabilito dal contratto di lavoro. Di conseguenza risulta essere garantito anche l’accredito diretto delle rate per il rimborso del prestito;

– il fatto che si ottiene liquidità senza dover svolgere un iter burocratico complicato. Infatti per accedere alla delega di pagamento non si devono presentare preventivi oppure fatture di acquisto e neppure motivazioni sulla destinazione d’uso del denaro erogato;

– il fatto che si tratta di un finanziamento a breve termine, la cui durata non supera i 10 anni. Questa soluzione consente una maggiore flessibilità e permette di suddividere l’importo da rimborsare in massimo 120 rate mensili. In questo modo si evita di dover impegnare una percentuale del proprio stipendio per un lungo arco di tempo.

Si ricorda che l’erogazione di un prestito privilegiato a queste categorie di lavoratori è legato all’accordo diretto tra l’Istituto Previdenziale INPDAP e Credem. In questo modo diventa possibile applicare alla transazione economica i tassi più bassi rispetto a quelli medi che interessano il mercato di riferimento.

Chi può fare domanda

La convenzione INPDAP 2014 interessa diversi Ministeri con e senza portafoglio. Quindi possono accedere alla delega di pagamento, oltre ai dipendenti della pubblica amministrazione, quelli ministeriali che lavorano presso:

– il Ministero degli Affari Esteri in Italia;
– il Ministero delle Comunicazioni;
– il Ministero della Difesa;
– il Ministero dell’Ambiente e per la Tutela del Territorio e del Mare;
– il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
– il Ministero della Difesa per le Forze Armate;
– il Ministero per i Beni e le Attività Culturali;
– il Ministero Commercio con l’Estero;
– il Ministero dell’Interno;
– il Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza;
– il Ministero delle Finanze;
– il Ministero dei Lavori Pubblici;
– il Ministero di Grazia e Giustizia;
– il Ministero della Salute e della Sanità;
– il Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato;
– il Ministero dell’Economia e delle Finanze;
– il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
– il Ministero per le Pari Opportunità ;
– il Ministero per lo Sviluppo Economico;
– il Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali;
– il Ministero della Pubblica Istruzione;
– il Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica;
– il Ministero dei Trasporti e della Navigazione – Capitanerie di Porto;
– il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica.

Proprio per il fatto che la convenzione interessa anche il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno e l’ambito delle Forze Armate relazionate al Ministero della Difesa, possono accedere al prestito in Convenzione INPS anche i membri dell’esercito e delle forze di polizia. Rientrano nella prima categoria i dipendenti di:

 – Tutti i corpi dell’Esercito Italiano;
– Arma dei Carabinieri;
– Marina Militare;
– Aviazione.

Invece fanno parte delle forze di polizia sotto il controllo del Ministero degli Interni i membri di:

– Guardia di Finanza;
– Polizia di Stato;
– Polizia Penitenziaria;
– Corpo Forestale.

A tutti i membri di questi corpi ministeriali, militari e di polizia viene riconosciuto l’accesso al credito attraverso la forma della delega di pagamento usufruendo al tempo stesso del miglior tasso sul mercato. Inoltre bisogna tenere a mente che rientrano nella sezione dipendenti statali anche i dipendenti degli enti locali. Di conseguenza possono richiedere questa forma di finanziamento i soggetti che hanno un contratto a tempo indeterminato presso:

– ASL;
– Comuni;
– Province;
– Regioni (sia quelle a Statuto Ordinario che quelle a Statuto Speciale);
– enti ospedalieri.

Infatti si tratta di dipendenti del comparto pubblico che prestano le proprie prestazioni lavorative all’interno dei confini di una determinata circoscrizione territoriale. Al tempo stesso si occupano della fornitura di servizi e dello svolgimento di interessi pubblici all’interno di quest’area ben delimitata.

La soluzione offerta da Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer Srl, agente monomandatario Credem Banca SpA

La delega di pagamento per dipendenti della pubblica amministrazione e ministeriali viene regolata dall’articolo 1269 del Codice Civile e dal DPR 180/1950. In base a quanto previsto dalla legge possono erogare il prestito soltanto le società finanziarie e gli istituti di credito che risultano essere convenzionati con l’amministrazione pagante. Tra i vari agenti che si possono contattare per accedere al prestito si ricordano gli agenti in attività finanziaria legati a Credem Banca SpA, in grado di garantire condizioni estremamente favorevoli. I requisiti richiesti sono minimi in quanto il beneficiario deve semplicemente essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso la pubblica amministrazione oppure un ente statale e avere una minima anzianità lavorativa. Invece la documentazione necessaria per poter sottoscrivere il contratto comprende:

– un documento di identità in corso di validità (carta d’identità, patente oppure passaporto);
– l’ultima certificazione di reddito attestante il fatto di essere un dipendente a tempo indeterminato statale oppure presso una pubblica amministrazione. In alternativa si può consegnare l’ultima busta paga;
– il documento per l’Informativa e Consenso Privacy sottoscritto;
– codice fiscale;
– ultimo CUD valido.

Possono essere richiesti altri documenti a seconda di quale sia la tipologia dell’amministrazione pubblica oppure del Ministero di appartenenza. Di conseguenza è bene verificare presso l’ufficio preposto. Comunque la lista della documentazione può essere fornita direttamente dai consulenti finanziari a cui ci si rivolge. Inoltre bisogna tenere a mente che anche l’amministrazione pubblica o statale presso cui è impiegato il dipendente deve produrre alcuni documenti. Nella categoria rientrano:

– il certificato di stipendio;
– allegati ministeriali;
– l’atto di autorizzazione alla delega compilato e sottoscritto dal datore di lavoro oppure dal dirigente.

Prima di procedere è bene verificare con attenzione quale sia la propria situazione reddituale e creditizia e l’ammontare delle spese fisse mensili ricorrenti. La soluzione migliore è che l’entità della rata mensile sia pari oppure inferiore al 20% dello stipendio. Tuttavia si ricorda che l’ammontare della rata dipende da diversi fattori, quali:

– il reddito del beneficiario del finanziamento;
– l’entità del prestito erogato;
– le disponibilità economiche e la situazione finanziaria del dipendente;
– il tipo di piano di ammortamento seguito per la restituzione del denaro.

Proprio per questo motivo è fondamentale contattare la Cofer Srl, agente monomandatario Banca Credem Spa, per richiedere un preventivo gratuito e senza impegno. In questo modo sarà possibile verificare le soluzioni a disposizione e quale sia quella migliore per le proprie esigenze. cessione del quinto Variano localita del comune di Vignole Borbera in provincia di Alessandria Piemonte

Cessione del quinto pensionati Valliera – Padova

Cessione quinto pensionati Valliera in convenzione con inps Valliera – ex inpdap Valliera – enasarco Valliera e tutti gli altri enti pensionistici di Valliera , finanziamenti sino 89 anni di età non compiuti a scadenza del finanziamento.

Cos’è la cessione dei quinto a Valliera a ? Conviene ricorrere ad essa per far fronte ad un’esigenza di denaro? E fino a che età si può richiedere?
Sono sicuramente queste ed altre le domande che si pone chi cerca denaro e ha scoperto l’opportunità di ottenere un prestito attraverso questa speciale formula senza però conoscerne i dettagli.

La cessione del quinto a Valliera è un prestito interessante per chi ha una pensione o dispone di una busta paga. Comoda per la sua metodologia di restituzione e perché strutturata in modo da essere sostenibile per chi la richiede, può essere anche erogata secondo convenzioni stipulate con l’Inps, l’ex Inpdap – Ensarco e gli altri enti pensionistici.

cessione del quinto della pensione

Ma come fare a valutare la convenienza di questo tipo di finanziamento

Per chi cerca un prestito è molto facile trovare numerosissime offerte, ma è senz’altro più difficile scegliere la migliore.
É importante precisare fin da subito che nel mondo finanziario la convenienza non è un concetto assoluto, ma dipende dalle esigenze del momento, dalla propria situazione economica, dal proprio stile di vita e dalla reale possibilità di accedere a specifici prestiti.

Non tutti i finanziamenti sono infatti aperti a tutti. Alcuni sono riservati a specifiche categorie professionali e bisogna aggiungere che, per quanti in passato non hanno saldato i loro debiti con regolarità, la condizione di cattivo pagatore o protestato può precludere molte possibilità di accesso al credito.
La cessione del quinto a Valliera è disponibile anche per quanti sono iscritti nei registri del CRIF.
Ma ecco una serie di informazioni su questa forma di prestito, utili a chi sta pensando di ricorrervi.

Cos’è la cessione del quinto a Valliera

La cessione del quinto a Valliera è un prestito personale non finalizzato. In parole molto più semplici, è un normale modo di ottenere una somma di denaro.
Rispetto ad altri tipi di finanziamento vanta diverse particolarità, la più importante, da cui discende il suo nome, è la metodologia di rimborso.
Chi ha fatto richiesta di cessione del quinto a Valliera, rimborserà mensilmente il suo debito con rate che non possono superare il 20%, cioè la quinta parte dello stipendio o della pensione percepita.

Questo significa che, se il prestito viene richiesto da una persona che guadagna 2 mila euro al mese, la rata di rimborso non potrà essere più alta di 400€.
Questo aspetto si rivela molto importante perché rende la restituzione del prestito sempre sostenibile.

Occorre inoltre precisare che il quinto dello stipendio rappresenta una soglia limite. Se ad esempio la stessa persona che guadagna 2mila euro al mese vuole restituire il suo prestito con una rata più bassa potrà farlo rendendola ancora più comoda e sostenibile.

Questa forma di finanziamento rappresenta quindi un prezioso strumento per evitare una sovraesposizione finanziaria e l’accesso al credito attraverso di essa è un diritto riconosciuto al cittadino fin dal 1950 attraverso la legge 180/1950.

Il rimborso è a carico dell’azienda o dell’ente pensionistico

Tra le ulteriori particolarità della cessione del quinto a Valliera c’è il metodo attraverso cui le rate dovute vengono versate all’istituto di credito.
I versamenti delle somme da rimborsare non dovranno infatti essere effettuati da chi ha richiesto il prestito, ma dalla sua azienda o dal suo ente previdenziale mediante una trattenuta alla fonte.

L’iter per l’ottenimento della cessione del quinto a Valliera richiede infatti che l’azienda o l’ente previdenziale siano informati dell’avvenuto prestito e si facciano carico di versare le rate di rimborso all’istituto di credito.

Chi ha richiesto il prestito non dovrà sobbarcarsi l’onere del versamento delle rate. In busta paga o sul cedolino troverà mensilmente annotata la trattenuta alla fonte effettuata.

Questo metodo di rimborso si rivela molto comodo e mette anche al riparo da possibili dimenticanze. Spesso infatti chi deve versare rate mensili per mancanza di tempo o per semplice distrazione potrebbe dimenticare di pagare il dovuto entro le date di scadenza finendo così nei registri del CRIF e andando incontro ad una serie di difficoltà per l’accesso a nuovi finanziamenti.

La cessione del quinto a Valliera è la soluzione ideale per i cattivi pagatori

Quanti sono iscritti nei registri del CRIF hanno sicuramente molte difficoltà di accesso al credito.
Prima di prestare somme di denaro grandi o piccole gli istituti finanziari vogliono essere certi che il capitale venga interamente rimborsato con la maggiorazione degli interessi.

A questo scopo vengono tipicamente analizzate le garanzie che vengono offerte da chi richiede il prestito e la sua storia di debitore. Per questo motivo, chi in passato non ha rimborsato i suoi debiti con regolarità si vedrà rifiutare il credito.

In questi casi la cessione del quinto a Valliera risolve ogni problema perché non necessita di garanzie. Per l’istituto di credito è sufficiente sapere che il debitore ha un’entrata economica fissa data dallo stipendio o dalla pensione e che, attraverso la trattenuta alla fonte, le rate saranno versate entro i termini stabiliti.

L’iter per ottenere la cessione del quinto a Valliera si presenta particolarmente semplificato per chi dipende da aziende pubbliche o percepisce la pensione da uno degli enti previdenziali convenzionati.
Sarà sufficiente presentare una richiesta, un documento di identità, il codice fiscale e la documentazione che attesta la propria posizione di dipendente o pensionato.
Per gli enti previdenziali convenzionati saranno applicate le condizioni di vantaggio previste.

Con la cessione del quinto a Valliera non c’è bisogno di garanzie e garanti

Quando si desidera un prestito uno degli aspetti più fastidiosi riguarda la necessità di offrire garanzie o di rivolgersi a qualcuno disposto a fare da garante.

La gestione economica delle proprie risorse è un fatto privato e che potrebbe non vedere d’accordo gli altri sul modo in cui si intende portarla avanti.
Offrire un bene in garanzia, ponendo ad esempio un’ipoteca sulla casa, potrebbe non rendere felice il coniuge e questo genererebbe liti in famiglia.

Potrebbe inoltre essere causa di imbarazzo l’idea di dover chiedere a un amico o a un familiare di fare da garante per un prestito. Tra l’altro si potrebbero non avere persone care che siano in condizioni di garantire.

Con la cessione del quinto a Valliera tutti questi problemi spariscono. La garanzia è offerta dal proprio lavoro, dalla sua stabilità e dal fatto che, per come viene effettuato il rimborso, non potranno esserci ritardi o problemi nel versamento della rata.

Non è necessario spiegare perché si desidera il denaro

La cessione del quinto a Valliera è un prestito non finalizzato, ciò vuol dire che non è necessario giustificare i motivi per cui si richiedono i soldi.

Questo rappresenta un notevole vantaggio e prima di chiedere un prestito finalizzato è sempre utile chiedersi se con una cessione del quinto a Valliera si possano ottenere le stesse somme a condizioni più convenienti.

Spesso, a chi effettua un acquisto importante, viene proposto un finanziamento finalizzato. Per semplicità si è portati ad accettare, ma prima di scegliere è utile richiedere un preventivo per ottenere la stessa somma mediante cessione del quinto a Valliera e valutarne la convenienza.

La cessione del quinto a Valliera può inoltre essere vantaggiosa quando non si ha bisogno di un finanziamento per uno scopo specifico ma si vogliono risolvere delle situazioni pregresse.
Molte persone utilizzano questo prestito per saldare i vecchi debiti e ottenere una nuova rata più comoda oppure lo utilizzano in quelle fasi della vita in cui si accumulano molte spese di diverso tipo e si desidera la liquidità sufficiente per far fronte a tutto.
In ogni caso non si dovrà giustificare come si è deciso di spendere i soldi e non bisognerà presentare preventivi o fatture di acquisti.

Età per chiedere la cessione del quinto a Valliera e durata massima del finanziamento

La cessione del quinto a Valliera è un tipo di finanziamento che può durare al massimo 120 mesi, cioè 10 anni.
Chi la richiede deve poter estinguere il debito entro il compimento dell’ottantanovesimo anno di età.

Ciò vuol dire che un finanziamento di 10 anni può essere richiesto entro il compimento del settantanovesimo anno di età, mentre un prestito di due anni può essere richiesto entro il compimento dell’ottantasettesimo anno di età.

I vantaggi del tasso fisso

Tra le caratteristiche della cessione del quinto a Valliera c’è l’applicazione di un tasso fisso.
Questo permette di avere una rata di importo bloccato per tutta la durata del finanziamento.

Per i prestiti a tasso variabile gli andamenti del mercato possono portare a brutte sorprese facendo schizzare l’importo della rata verso l’alto e rendendo il suo pagamento insostenibile.
Con la cessione del quinto a Valliera si ha sempre la certezza di avere una rata commisurata al proprio guadagno e senza sorprese.

Rischio vita, la polizza che rende la cessione del quinto a Valliera un prestito sicuro

Non tutti sanno che i debiti vanno a far parte dell’eredità. Un genitore che muore avendo ancora dei debiti da pagare li trasmette automaticamente ai suoi figli.

Un’eredità spiacevole anche perché chi la riceve potrebbe non essere in condizioni economiche tali da farvi fronte.
La cessione del quinto a Valliera si rivela sicura anche da questo punto di vista.
Include infatti una polizza vita obbligatoria grazie alla quale, nel malaugurato caso in cui si verificasse la premorienza del debitore, sarà l’assicurazione ad estinguere il debito per conto degli eredi.
Una soluzione tranquillizzante per persone giovani, ma soprattutto per quei pensionati che vorrebbero concedersi qualche spesa in più, ma preferiscono non chiedere prestiti proprio per evitare il rischio di gravare sui loro figli dopo la morte.

Come richiedere la cessione del quinto a Valliera

Prima di richiedere la cessione del quinto a Valliera è utile formulare il proprio preventivo che sarà totalmente gratuito e non comporterà alcun vincolo.

Per avere maggior informazioni sarà possibile rivolgersi a Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer Srl, agente in attività finanziaria monomandatario a cui richiedere tutti i dettagli per la cessione del quinto a Valliera Credem Banca.

Questo istituto finanziario vanta numerose convenzioni per poter accedere a condizioni particolarmente favorevoli.
Sono disponibili soluzioni convenzionate per i pensionati Inps, ex Inpdap – Enasarco e tutti gli altri enti pensionistici.
Credem vanta inoltre convenzioni con le forze dell’ordine e in particolare con carabinieri e guardia di finanza ed è inoltre convenzionata con
– Ministero degli Affari Esteri Valliera ,
– Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Valliera,
– Ministero della Difesa Valliera,
– Ministero della Difesa – Forze Armate Valliera,
– Ministero della Giustizia Valliera,
– Ministero della Salute Valliera ,
– Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare Valliera,
– Ministero delle Politiche Agricole Valliera, Alimentari e Forestali Valliera,
– Ministero dell’Economia e Finanze Valliera,
– Ministero dell’Interno Valliera,
– Ministero dell’Interno Dipartimento della Pubblica Sicurezza Valliera,
– Ministero dell’Istruzione Valliera, Università e Ricerca Valliera,
– Ministero dello Sviluppo Economico Valliera,
– Ministero Infrastrutture e Trasporti – Capitanerie di Porto
– Ministero per i Beni e le Attività Culturali Valliera.

Cessione quinto dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali in convenzione

Cessione quinto dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali in convenzione

Quando si parla di cessione del quinto a Valliera ci si riferisce ad un prestito rivolto a chi, privato, dipendente pubblico, pensionato o invalido, necessita di una cospicua somma di denaro destinata a soddisfare i propri bisogni. Si tratta di una tipologia di prestito molto particolare che per poter essere attivata, si serve di determinate caratteristiche. Andremo ad analizzare quali sono le principali caratteristiche per poter usufruire della cessione del quinto a Valliera se si è dipendenti della pubblica amministrazione o ministeriali convenzionati.

Cos’è la cessione del quinto a Valliera e quali sono le sue principali caratteristiche

La cessione del quinto a Valliera rientra nella categoria dei prestiti non finalizzati a Valliera. Si tratta di una modalità di erogazione del denaro per lavoratori dipendenti in possesso di un contratto a tempo indeterminato, dipendenti statali e pubblici, pensionati e invalidi. Per quanto riguarda la categoria dei lavoratori, si può dire che il denaro che viene erogato da un istituto di credito, sarà poi restituito nella misura del 20% per mezzo del datore di lavoro, che detrarrà la somma necessaria direttamente dallo stipendio del lavoratore. Il 20% corrisponde a un quinto della busta paga ed è per questo che l’istituto viene chiamato appunto, cessione del quinto a Valliera.

La cessione del quinto a Valliera funziona come un normale prestito, quindi vi è l’erogazione della somma richiesta dal lavoratore direttamente sul suo conto corrente personale. La restituzione invece, viene realizzata con una diversa modalità. Quando abbiamo parlato di un quinto dello stipendio, intendiamo proprio la restituzione che avviene per mano del datore di lavoro, verso la finanziaria che avrà erogato il denaro. Per cui il dipendente, dopo aver stipulato il prestito, non dovrà preoccuparsi del pagamento delle rate, perché ciò viene realizzato direttamente attraverso la trattenuta in busta paga nella misura di un quinto dello stipendio netto.

Menzionando la categoria dei prestiti non finalizzati Valliera, è necessario darne definizione per fare chiarezza sull’argomento. Si parla di prestiti non finalizzati a Valliera quando l’istituto di credito che eroga il denaro o la finanziaria, non è tenuta a verificare la destinazione che avrà il denaro. Per cui, il richiedente potrà chiedere una certa somma e non dovrà fornire alcun tipo di destinazione. Sarà obbligato però, ovviamente, a restituire il denaro entro la durata del prestito. I prestiti non finalizzati a Valliera rientrano nella categoria dei prestiti personali.

Altra menzione doverosa quando si parla di cessione del quinto a Valliera, riguarda quelle categorie di persone che in passato hanno avuto dei problemi relativi a pagamenti non effettuati. Stiamo parlando dei cattivi pagatori. Si tratta di un problema frequente, soprattutto al giorno d’oggi. Queste persone non riescono a pagare i loro debiti poiché non dispongono di una somma di denaro necessaria e ovviamente nessuno vuole concedere loro un prestito data la reputazione acquisita. Quando accade ciò, queste persone vengono segnalate ad una Centrale Rischi. Si tratta di un sistema informativo relativo all’indebitamento della clientela verso istituti di credito e banche. Grazie a questo sistema sarà proprio la Centrale Rischi a favorire la clientela meritevole. Vi sono anche centrali di rischi private che vengono chiamate sistemi di informazioni creditizie (Sic) che

tengono in memoria per almeno cinque anni tutti i cattivi pagatori segnalati. Ad oggi i tempi massimi di conservazione dei nominativi dei cattivi pagatori, sono ridotti a tre, a seconda della qualità del credito che viene segnalato.

Il cattivo pagatore quindi, è colui che paga in estremo ritardo alcune rate di un finanziamento, oppure quando non ha dimostrato di essere un debitore affidabile. In questi casi quindi, sarà difficile richiedere un nuovo prestito senza fornire garanzie adatte all’ottenimento del denaro. Quando si parla di cessione del quinto a Valliera questa eventualità non è contemplata, poiché sono ammessi a ricevere denaro attraverso questo prestito, proprio i cattivi pagatori, coloro che abbiano ricevuto un protesto oppure chi avrà subito un pignoramento. Spesso questa modalità di prestito permette di ottenere del denaro da destinare proprio al pagamento di alcuni insoluti ed è per questa ragione che non si può negare loro l’accesso alla cessione del quinto a Valliera.

È necessario chiarire anche gli aspetti relativi alle garanzie per richiedere la cessione del quinto a Valliera. In questi casi non sono richieste garanzie poiché, con la cessione del quinto a Valliera i rischi di insolvenza del credito diventano davvero minimi, poiché ci si collegherà alla fonte di reddito primaria per la restituzione del denaro. È possibile inoltre, richiedere un secondo quinto dello stipendio con la delega di pagamento. In questo caso parleremo della cessione del doppio quinto.

Come si calcola la cessione del quinto a Valliera

Sapere come si calcola la cessione del quinto a Valliera è importante, poiché grazie a queste semplici formule si potrà avere la contezza della cifra necessaria che verrà detratta mensilmente dal proprio stipendio.

Prima di procedere al calcolo vero e proprio però, è importante fornire alcune indicazioni utili. Chi si rivolge ad un istituto di credito autorizzato per poter richiedere il finanziamento con la cessione del quinto a Valliera, dovrà fornire l’ultima busta paga ricevuta, un documento cartaceo dove viene indicato il compenso retributivo riferito ad un certo periodo, il cosiddetto cedolino. Questo prospetto poi, dovrà riportare delle informazioni precise riguardanti i dati anagrafici relativi al datore di lavoro ma anche del dipendente, la tipologia del lavoro svolto, l’inquadramento e il contratto collettivo nazionale di categoria.

Il cedolino relativo alla busta paga dovrà presentare degli elementi fissi relativi alla retribuzione. Per cui andrà indicata la paga minima come da contratto collettivo che potrà variare in base al livello e al settore economico, elementi fissi che vengono stabiliti in contratto collettivo, scatti di anzianità, superminimi e indennità di contingenza.

Vi sono poi degli elementi variabili relativi alla malattia, straordinari, infortuni, ferie, festività e fringe benefit, permessi pagati, indennità particolari riferibili alla reperibilità, mensa, turni, trattenute fiscali e previdenziali.

Quando si stanzia il prestito con la cessione del quinto a Valliera si prevedono costi operativi riguardanti la commissione e il tasso di interesse addebitati sulla rata da restituire corrisposta al datore di lavoro che dovrà detrarre un quinto dello stipendio del richiedente (20%).

È bene quindi, simulare la cessione del quinto a Valliera basandosi sullo stipendio netto che viene ottenuto

escludendo le componenti variabili, includendo la tredicesima e la quattordicesima. L’importo verrà poi suddiviso in dodici mensilità che sono quelle relative all’anno e la cifra che verrà fuori verrà ridivisa per il quinto dello stipendio, quindi per cinque. Il risultato di questa operazione corrisponderà alla somma di denaro cedibile come rata mensile.

La cessione del quinto a Valliera può essere richiesta per un tempo che non superi i dieci anni, quindi il numero di rate massime, saranno erogate per centoventi mesi.

Ciò che sarà più importante nella simulazione della cessione del quinto a Valliera, sono gli interessi da corrispondere all’istituto di credito. Questi vengono indicati nelle varie offerte delle finanziarie e banche. A differenza delle spese accessorie e le polizze obbligatorie da stipulare, queste vengono individuate all’interno del contratto. La polizza assicurativa è importante poiché, l’istituto di credito si dovrà cautelare contro eventuali perdite del lavoro da parte del dipendente. È bene sapere però, che le assicurazioni non sempre vengono imposte dalle finanziarie ma possono essere scelte liberamente, in base alle offerte presenti in mercato, selezionando ovviamente quella meno costosa.

Ciò che è interessante, nel caso del calcolo preciso della cessione del quinto a Valliera e dei suoi relativi interessi, è il TAEG. Questo tasso include i costi nella loro totalità e il suo calcolo permette di avere una percentuale globale relativa al finanziamento. Queste informazioni sono reperibili dall’offerta fatta dalla banca.

cessione del quinto a Valliera per dipendenti pubblici e ministeriali

Anche per i dipendenti pubblici, statali e convenzionati con i ministeri, è possibile avere accesso alla cessione del quinto a Valliera in qualità di prestito personale. Con ciò si potrà beneficiare di diversi plus riconosciuti dalla normativa specifica riferita a questo caso. Per cui potremo dire che la cessione del quinto a Valliera da riferirsi ai dipendenti ministeriali non può essere negata dal datore di lavoro.

Le caratteristiche sono le stesse esplicate in precedenza, per cui non ci sarà bisogno di indicare la finalità del prestito, il rimborso avviene detraendo un quinto dello stipendio, la rata verrà liquidata mensilmente detraendo dalla busta paga la cifra concordata da versare all’intermediario finanziario. Poiché si tratta di dipendenti statali, non vi sarà bisogno di rilasciare garanzie poiché queste verranno ricavate semplicemente dalla stabilità del reddito. È importante ricordare in questi casi, che più lo stipendio sarà alto e più alto sarà il prestito ottenibile. Il prestito avrà un tasso e una rata costante per tutta la durata del piano di ammortamento e verrà però, richiesta la stipula di un’assicurazione che subentra nel caso in cui vi sia licenziamento o premorienza.

I dipendenti ministeriali convenzionati dovranno fornire all’istituto di credito dei documenti validi per poter avviare la pratica, che corrispondono alla carta d’identità, codice fiscale e modello CUD o l’ultima busta paga percepita. Si tratta di requisiti considerabili garantiti. Per questo, accedere alla cessione del quinto a Valliera con un contratto da dipendente pubblico sarà praticamente certo, basterà fornire le generalità richieste.

I dipendenti ministeriali hanno il privilegio di poter ottenere dei prestiti grazie alla Convenzione INPSE EX GESTIONE INPDAP. Quindi sarà possibile richiedere denaro anche per chi è dipendente statale dei ministeri, seza portafoglio e con portafoglio.

In elenco troviamo i ministeri convenzionati che permettono l’erogazione della cessione del quinto a Valliera. Questi sono: Ministero degli Affari Esteri in Italia, Ministero dell’Ambiente e per i Beni e Attività culturali, Ministero della Tutela del territorio e del mare, Ministero della Difesa e delle Forze Armate, Ministero delle Finanze, Ministero delle Comunicazioni, Ministero della Difesa, Ministero di Grazia e Giustizia, Ministero dell’Interno e del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Ministero dell’Industria, Ministero del Lavoro delle Politiche Sociali, Ministero dei Lavori Pubblici, Ministero della Sanità, Ministero del Tesoro e dei Trasporti, Ministero della Pubblica Istruzione, Ministero delle Pari Opportunità e Ministero dell’università e Ricerca Scientifica, Ministero delle politiche agricole, Ministero dello Sviluppo economico, Capitanerie di porto, Arma dei Carabinieri.

È importante anche segnalare i dipendenti di vari enti locali operanti nella pubblica amministrazione. Questi infatti, sono considerati dipendenti del comparto pubblico che operano entro una determinata circoscrizione. In questo caso potranno usufruire dei vantaggi che fornisce la Convenzione Inps e stiamo parlando di: comuni, province, regioni, asl ed enti ospedalieri.

In questi casi sarà possibile usufruire di prestiti che diano diritto a tassi più bassi rispetto a quelli medi del mercato di riferimento. Il Taeg in questo caso non supererà mai il 10% e le durate però, saranno le stesse. Sarà possibile stipulare contratti fino a centoventi mesi, cioè dieci anni.

Tutti i dipendenti di questi Ministeri che godono della convenzione e gli enti locali menzionati, potranno rivolgersi presso la Cofer Srl agente monomandatario Banca Credem Spa per richiedere una consulenza circa il rilascio della cessione del quinto a Valliera, usufruendo dei vantaggi già esplicati, come i tassi agevolati. È possibile contattare la Cofer Srl sia telefonicamente o compilando il Form. In questo caso si potrà richiedere un preventivo di cessione del quinto a Valliera prevista per la categoria in esame. Solo dopo aver conosciuto tutte le condizioni relative al rilascio del prestito, condizioni e tassi, sarà possibile accedervi fissando un appuntamento con l’agente.

Cessioni quinto dipendenti aziende private con contratto a tempo indeter-minato ed almeno 1 anno di servizio

La cessione del quinto a Valliera è una forma di prestito sempre più richiesta perché offre molte opportunità in quanto si tratta di uno strumento molto versatile e soprattutto concesso con maggiore facilità da parte degli istituti di credito che possono agire anche tramite propri agenti. Questo successo è dovuto alle sue peculiarità. Cosa si intende esattamente per cessione del quinto a Valliera a dipendenti aziende private con contratto a tempo indeterminato?

Cos’è la cessione del quinto a Valliera dipendenti aziende private?

Si tratta di un prestito personale che viene restituito attraverso una “trattenuta” dallo stipendio pari ad un quinto dello stesso. Fin da subito è bene ribadire che trattandosi di un prestito personale non è necessario indicare i motivi per i quali viene chiesta la somma. La stessa potrà essere spesa per ristrutturare casa, andare in vacanza, estinguere altri prestiti pagando così una sola rata o fare qualunque altra cosa venga in mente senza dover renderne conto a nessuno. La trattenuta eseguita in busta paga corrisponde alla rata mensilmente pagata e comprende una quota di debito e una quota di interessi. La rata non deve quindi essere versata dal debitore, deve essere versata dal datore di lavoro. Appare evidente che senza lavoro non si può accedere al prestito. Per chi eroga vi è una certa sicurezza sulla solvibilità del credito erogato perché sa che la sua rata sarà decurtata direttamente dallo stipendio e che quindi non ci saranno ritardi nei pagamenti anche perché il datore di lavoro non avrebbe alcun interesse a non ottemperare a tale onere. Ecco perché la cessione del quinto a Valliera a dipendenti di aziende private con contratto a tempo indeterminato può essere concessa anche a coloro che risultano cattivi pagatori o hanno altri finanziamenti in corso. Di seguito le particolari condizioni di questo prestito in gran parte disciplinate direttamente dalla legge e che quindi sfuggono alla libera contrattazione della banca.

La normativa della cessione del quinto a Valliera

La disciplina della cessione del quinto a Valliera è prevista dal DPR 180 del 1950, inizialmente questa forma di credito era però riservata a coloro che erano dipendenti pubblici. Con L’art. 1 comma 137 della Legge n. 311/2004 (legge finanziaria 2005) l’applicazione è stata estesa anche ai dipendenti del settore privato. Questa novità di sicuro ha generato forte interesse anche perché non appariva congrua tale differenza di trattamento tra i due settori, sebbene l’impiego pubblico sia sempre stato considerato intoccabile e di conseguenza un prestito erogato a dipendenti pubblici più sicuro. Questo avviene perché non c’è rischio di fallimento delle Pubbliche Amministrazioni e quindi il rischio di perdita del lavoro è ridotto. Inoltre il settore pubblico ha sempre previsto agevolazioni per i dipendenti anche attraverso propri fondi. Essendo però questi limitati, le amministrazioni hanno proceduto alla stipula di convenzioni che assicurano ai dipendenti condizioni di favore per la cessione del quinto a Valliera.

La normativa prevede che la cessione del quinto a Valliera ai dipendenti con contratto a tempo indeterminato attivo da almeno un anno sia stipulata con un piano di ammortamento di durata massima di 120 mesi. Una volta pagato almeno i 2/5 del debito è possibile chiedere nuovo credito e quindi ottenere altra liquidità prolungando il piano di ammortamento. Ovviamente l’ente erogante non è obbligato a concedere ulteriore liquidità. Ciò implica che in un ipotetico piano di ammortamento di durata decennale, dopo i primi 4 anni è possibile chiedere nuova liquidità. Nel caso in cui il piano di ammortamento iniziale abbia una durata inferiore a 5 anni, la liquidità aggiuntiva può essere chiesta anche prima del pagamento dei 2/5 del prestito. Come tutti i prestiti, anche la cessione del quinto a Valliera può essere estinta in anticipo pagando quanto residua.

Documenti necessari

Per capire bene come funziona è bene partire dai documenti per la cessione del quinto a Valliera dipendenti necessari per poterlo richiedere. Ovviamente occorrono i documenti di riconoscimento, quindi carta d’identità e codice fiscale. Ovviamente la lista non finisce qui. Occorre:

– il certificato di stipendio, da questo è possibile desumere anche il TFR maturato, questo è importante perché nel caso in cui si verifichi la perdita del lavoro, l’erogante andrà a rivalersi in primo luogo sul TFR. Questo implica che l’importo realmente erogabile sia maggiore quando vi sono molti anni di servizio a carico e il dipendente non abbia mai utilizzato il TFR. Si ricorda che è possibile chiedere un anticipo del TFR in alcune occasioni, come per l’acquisto della prima casa. A questo proposito deve però essere sottolineato che nel caso in cui sia attiva una cessione del quinto a Valliera non è possibile chiedere un anticipo del TFR, tranne nel caso in cui l’ammontare già accantonato sia superiore al debito residuo. Nel caso in cui il datore di lavoro vada a concedere l’anticipo anche se il debito residuo è superiore, sarà quest’ultimo il responsabile nei confronti della finanziaria.

– Ultima busta paga: su questa sarà calcolata la rata da pagare in misura massima di un quinto al netto delle ritenute fiscali e previdenziali.

– La Certificazione Unica, ex CUD, dell’ultimo anno.

In seguito allo studio della documentazione fornita viene proposto un prestito, quindi in base allo stipendio viene stabilito un piano di ammortamento per la restituzione delle somme. Molte persone fanno l’errore di ritenere che per poter chiedere questo finanziamento occorra chiedere il permesso al datore di lavoro. In realtà le cose non stanno così. Sia le aziende private sia quelle pubbliche sono obbligate ad accettare la richiesta di pagamento delle rate della cessione del quinto a Valliera. Oltremodo non può licenziare il dipendente che abbia chiesto la cessione del quinto a Valliera in quanto il licenziamento sarebbe illegittimo. Per il datore di lavoro la trattenuta e il pagamento della rata costituiscono un adempimento amministrativo. Si tratta quindi di un rapporto bilaterale tra il dipendente e l’ente erogante e non vi è bisogno della presenza di garanti o altre garanzie, come beni immobili o mobili. Nel caso in cui il datore di lavoro dimentichi di versare l’importo, l’istituto di credito procede a sollecitare il pagamento. Nel caso in cui l’inadempimento prosegua il lavoratore può dimostrare all’ente erogante che il pagamento è avvenuto in quanto sulla busta paga è presente la trattenuta. L’ente procederà verso il datore di lavoro che, come detto, ha l’onere di adempiere. In questo caso il debitore non viene segnalato alla centrale rischi perché lui ha effettivamente subito la trattenuta. Deve però essere sottolineato che in caso di licenziamento per giustificato motivo o nel caso in cui sia il lavoratore a presentare le sue dimissioni, il datore di lavoro ha l’onere di trattenere e versare alla banca i crediti maturati dal dipendente. Per le rimanenti somme invece non è responsabile, quindi non è costretto a tenere un dipendente che si è comportato in modo sleale verso l’azienda solo perché questo ha attivato la cessione del quinto a Valliera, può licenziarlo. In questo caso si attiva, nei tempi e modalità che si vedranno in seguito, la polizza assicurativa. Un altro timore che molte persone hanno prima di chiedere un prestito con cessione del quinto a Valliera è che i colleghi possano venire a sapere delle difficoltà economiche in cui versa. In realtà il datore di lavoro, pur essendo coinvolto nel rapporto tra creditore e debitore in qualità di sostituto nel versamento degli importi, è tenuto al rispetto del Codice Privacy e quindi non può diffondere la notizia.

Garanzie/polizze necessarie per la cessione del quinto a Valliera dipendenti aziende private

Si è detto già in precedenza che la cessione del quinto a Valliera è una forma di credito disciplinata in larga parte dalla legge. Proprio quest’ultima richiede per attivare la cessione del quinto a Valliera a dipendenti con

contratto a tempo indeterminato assunti da almeno un anno la stipula di un’assicurazione. Il DPR prevede che sia stipulata una polizza a copertura del rischio vita e di lavoro. Queste hanno il vantaggio di esonerare dal pagamento del residuo nel momento in cui si verificano questi due eventi. Vi sono però delle differenze perché nel caso di perdita di vita a trarne beneficio sono gli eredi che non sono costretti a versare le somme residue. Per la perdita del lavoro devono essere fatte delle differenze. In primo luogo l’istituto che ha erogato il credito potrà rifarsi sul trattamento di fine rapporto, quindi l’eventuale perdita sarebbe solo il residuo. In secondo luogo nel momento in cui il debitore dovesse trovare nuovamente un lavoro sarà lui a dover versare quanto dovuto, in questo caso la compagnia di assicurazione opera la rivalsa nei confronti del debitore principale.

Nel caso di stipula della cessione del quinto a Valliera con Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer S.r.l. , agente in attività finanziaria monomandatario di Credem Banca SPA, la polizza rischio vitae lavoro non deve essere stipulata separatamente, ma sarà parte del finanziamento stesso. Questo vuol dire che si avrà una rata fissa, sempre di uguale importo e trasparente perché non ci sono brutte sorprese legate alla polizza assicurativa obbligatoria. La società opera in tutta Italia ed è sempre possibile chiedere un preventivo per la cessione del quinto a Valliera a dipendenti di aziende private con contratto a tempo indeterminato attivo da almeno un anno. Lo stesso è gratuito e non vincolante. Grazie a convenzioni con il Ministero della Difesa- Forze Armate, Ministero Della Giustizia, Ministero Della Salute, Ministero Dell’ambiente E Tutela Del Territorio E Del Mare, Ministero Delle Politiche Agricole, Alimentari E Forestali, Ministero Dell’economia E Finanze, Ministero Dell’interno, Ministero Dell’interno – Dipartimento Della Pubblica Sicurezza, Ministero Dell’istruzione, Università E Ricerca, Ministero Dello Sviluppo Economico, Ministero Infrastrutture E Trasporti – Capitanerie Di Porto Ministero Per I Beni E Le Attività Culturali è possibile avere la cessione del quinto a Valliera dipendenti a condizioni particolarmente favorevoli.

Proprio per questo motivo è fondamentale contattare la Cofer Srl, agente monomandatario Banca Credem Spa, per richiedere un preventivo gratuito e senza impegno. In questo modo sarà possibile verificare le soluzioni a disposizione e quale sia quella migliore per le proprie esigenze.

Delega di pagamento per dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali

Che cos’è la delega di pagamento

La delega di pagamento viene definita anche con il termine prestito con delega e consiste in una particolare forma di credito personale garantita attraverso il proprio stipendio. Infatti si ottiene un finanziamento di importo variabile, da affiancare alla cessione del quinto a Valliera, finalizzato ad avere una maggiore liquidità e non all’acquisto di beni oppure di servizi. La copertura è data da un’ulteriore cessione del quinto a Valliera in busta paga: di conseguenza l’ammontare finale della rata per il rimborso può ammontare anche alla metà oppure ai due quinti dello stipendio netto mensile (il cosiddetto doppio quinto). Ciò dipende dalle condizioni contrattuali, dalla durata del prestito (si va da un minimo di 12 mesi a un massimo di 120) e dalla sua entità. In ogni caso questa forma di finanziamento è riservata soltanto ai lavoratori dipendenti con un contratto a tempo indeterminato che siano privati, pubblici e statali (impiegati presso gli enti locali oppure presso i Ministeri). Si adotta il termine delega di pagamento perché è la stessa azienda oppure lo stesso ente datore di lavoro a rimborsare il debito trattenendo la percentuale indicata in busta paga e accreditandola all’istituto di credito che ha emesso il prestito. Questa operazione può essere effettuata soltanto dietro delega del lavoratore beneficiario del prestito. Si ricorda comunque che questa forma di finanziamento non prevede obblighi legislativi nei confronti del datore di lavoro. Proprio per questo motivo gli enti oppure le aziende di riferimento non sono obbligati per legge ad accettare la delega. Invece la semplice cessione del quinto a Valliera risulta essere un diritto del lavoratore e non necessita dell’accettazione da parte del datore di lavoro. Comunque, nel caso in cui l’azienda o l’ente accettino la delega di pagamento, questi possono richiedere il pagamento degli oneri per il servizio che vanno a fornire.

La delega di pagamento per dipendenti pubblica amministrazione e ministeriali

Optare per un finanziamento tramite la formula della delega di pagamento è una soluzione che consente ai dipendenti ministeriali e della pubblica amministrazione di ottenere diversi vantaggi. Tra questi si ricordano:

tassi concordati direttamente con l’ente previdenziale di riferimento;

– possibilità di optare per la delega di pagamento anche se si fruisce già di un finanziamento a fronte della cessione del quinto a Valliera dello stipendio. In questo modo si ottiene una maggiore liquidità. Tuttavia l’ammontare della rata complessiva ceduta all’ente creditizio non può superare la metà dello stipendio netto;

– per l’intera durata del prestito viene applicato un tasso fisso. Di conseguenza le rate per il rimborso del finanziamento rimangono stabili e non subiscono incrementi a causa dell’aumentare degli indici di riferimento;

– possibilità di avere una maggiore disponibilità finanziaria senza dover sottoscrivere ipoteche oppure fideiussioni e senza dover avere un garante terzo che si impegni per le restituzione dell’importo. Infatti la rata viene rimborsata attraverso la cessione diretta di un quinto dello stipendio oppure di una percentuale superiore il cui ammontare è stato stabilito nel contratto;

– possibilità per il dipendente ministeriale o della pubblica amministrazione di richiedere una dilazione fino a 120 rate;

– messa a disposizione del lavoratore che richiede il finanziamento di una copertura assicurativa che interessa anche gli altri componenti del nucleo familiare. Si tratta di una maggiore forma di tutela in caso di decesso oppure di perdita dell’impiego e viene compresa nel finanziamento senza costi aggiuntivi;

– possibilità di richiedere questa forma di prestito anche se il lavoratore statale o pubblico è stato inserito all’interno della categoria dei cattivi pagatori oppure se è stato protesto. Infatti, a differenza di quanto accade per l’erogazione di mutui, conti correnti oppure carte di credito, la delega di pagamento per dipendenti pubblici e ministeriali non necessita di controlli di solidità finanziaria. Ciò avviene in quanto è lo stesso ente oppure la stessa pubblica amministrazione per la quale il beneficiario presta servizio a farsi garante del rimborso del prestito. Proprio per il fatto di avere un rapporto occupazionale a tempo indeterminato presso un ente locale, la PA oppure un Ministero, l’istituto finanziario ha la certezza che il dipendente percepisce mensilmente lo stipendio stabilito dal contratto di lavoro. Di conseguenza risulta essere garantito anche l’accredito diretto delle rate per il rimborso del prestito;

– il fatto che si ottiene liquidità senza dover svolgere un iter burocratico complicato. Infatti per accedere alla delega di pagamento non si devono presentare preventivi oppure fatture di acquisto e neppure motivazioni sulla destinazione d’uso del denaro erogato;

– il fatto che si tratta di un finanziamento a breve termine, la cui durata non supera i 10 anni. Questa soluzione consente una maggiore flessibilità e permette di suddividere l’importo da rimborsare in massimo 120 rate mensili. In questo modo si evita di dover impegnare una percentuale del proprio stipendio per un lungo arco di tempo.

Si ricorda che l’erogazione di un prestito privilegiato a queste categorie di lavoratori è legato all’accordo diretto tra l’Istituto Previdenziale INPDAP e Credem. In questo modo diventa possibile applicare alla transazione economica i tassi più bassi rispetto a quelli medi che interessano il mercato di riferimento.

Chi può fare domanda

La convenzione INPDAP 2014 interessa diversi Ministeri con e senza portafoglio. Quindi possono accedere alla delega di pagamento, oltre ai dipendenti della pubblica amministrazione, quelli ministeriali che lavorano presso:

– il Ministero degli Affari Esteri in Italia;
– il Ministero delle Comunicazioni;
– il Ministero della Difesa;
– il Ministero dell’Ambiente e per la Tutela del Territorio e del Mare;
– il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
– il Ministero della Difesa per le Forze Armate;
– il Ministero per i Beni e le Attività Culturali;
– il Ministero Commercio con l’Estero;
– il Ministero dell’Interno;
– il Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza;
– il Ministero delle Finanze;
– il Ministero dei Lavori Pubblici;
– il Ministero di Grazia e Giustizia;
– il Ministero della Salute e della Sanità;
– il Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato;
– il Ministero dell’Economia e delle Finanze;
– il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
– il Ministero per le Pari Opportunità ;
– il Ministero per lo Sviluppo Economico;
– il Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali;
– il Ministero della Pubblica Istruzione;
– il Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica;
– il Ministero dei Trasporti e della Navigazione – Capitanerie di Porto;
– il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica.

Proprio per il fatto che la convenzione interessa anche il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno e l’ambito delle Forze Armate relazionate al Ministero della Difesa, possono accedere al prestito in Convenzione INPS anche i membri dell’esercito e delle forze di polizia. Rientrano nella prima categoria i dipendenti di:

 – Tutti i corpi dell’Esercito Italiano;
– Arma dei Carabinieri;
– Marina Militare;
– Aviazione.

Invece fanno parte delle forze di polizia sotto il controllo del Ministero degli Interni i membri di:

– Guardia di Finanza;
– Polizia di Stato;
– Polizia Penitenziaria;
– Corpo Forestale.

A tutti i membri di questi corpi ministeriali, militari e di polizia viene riconosciuto l’accesso al credito attraverso la forma della delega di pagamento usufruendo al tempo stesso del miglior tasso sul mercato. Inoltre bisogna tenere a mente che rientrano nella sezione dipendenti statali anche i dipendenti degli enti locali. Di conseguenza possono richiedere questa forma di finanziamento i soggetti che hanno un contratto a tempo indeterminato presso:

– ASL;
– Comuni;
– Province;
– Regioni (sia quelle a Statuto Ordinario che quelle a Statuto Speciale);
– enti ospedalieri.

Infatti si tratta di dipendenti del comparto pubblico che prestano le proprie prestazioni lavorative all’interno dei confini di una determinata circoscrizione territoriale. Al tempo stesso si occupano della fornitura di servizi e dello svolgimento di interessi pubblici all’interno di quest’area ben delimitata.

La soluzione offerta da Massimiliano Bruno Fernandez amministratore della Cofer Srl, agente monomandatario Credem Banca SpA

La delega di pagamento per dipendenti della pubblica amministrazione e ministeriali viene regolata dall’articolo 1269 del Codice Civile e dal DPR 180/1950. In base a quanto previsto dalla legge possono erogare il prestito soltanto le società finanziarie e gli istituti di credito che risultano essere convenzionati con l’amministrazione pagante. Tra i vari agenti che si possono contattare per accedere al prestito si ricordano gli agenti in attività finanziaria legati a Credem Banca SpA, in grado di garantire condizioni estremamente favorevoli. I requisiti richiesti sono minimi in quanto il beneficiario deve semplicemente essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso la pubblica amministrazione oppure un ente statale e avere una minima anzianità lavorativa. Invece la documentazione necessaria per poter sottoscrivere il contratto comprende:

– un documento di identità in corso di validità (carta d’identità, patente oppure passaporto);
– l’ultima certificazione di reddito attestante il fatto di essere un dipendente a tempo indeterminato statale oppure presso una pubblica amministrazione. In alternativa si può consegnare l’ultima busta paga;
– il documento per l’Informativa e Consenso Privacy sottoscritto;
– codice fiscale;
– ultimo CUD valido.

Possono essere richiesti altri documenti a seconda di quale sia la tipologia dell’amministrazione pubblica oppure del Ministero di appartenenza. Di conseguenza è bene verificare presso l’ufficio preposto. Comunque la lista della documentazione può essere fornita direttamente dai consulenti finanziari a cui ci si rivolge. Inoltre bisogna tenere a mente che anche l’amministrazione pubblica o statale presso cui è impiegato il dipendente deve produrre alcuni documenti. Nella categoria rientrano:

– il certificato di stipendio;
– allegati ministeriali;
– l’atto di autorizzazione alla delega compilato e sottoscritto dal datore di lavoro oppure dal dirigente.

Prima di procedere è bene verificare con attenzione quale sia la propria situazione reddituale e creditizia e l’ammontare delle spese fisse mensili ricorrenti. La soluzione migliore è che l’entità della rata mensile sia pari oppure inferiore al 20% dello stipendio. Tuttavia si ricorda che l’ammontare della rata dipende da diversi fattori, quali:

– il reddito del beneficiario del finanziamento;
– l’entità del prestito erogato;
– le disponibilità economiche e la situazione finanziaria del dipendente;
– il tipo di piano di ammortamento seguito per la restituzione del denaro.

Proprio per questo motivo è fondamentale contattare la Cofer Srl, agente monomandatario Banca Credem Spa, per richiedere un preventivo gratuito e senza impegno. In questo modo sarà possibile verificare le soluzioni a disposizione e quale sia quella migliore per le proprie esigenze. cessione del quinto Valliera localita del comune di Cittadella in provincia di Padova Veneto

venerdì, Ago 31, 2018 admin convenzioni cessione del quinto credem No comments

Il bisogno o il desiderio di avere denaro liquido può essere soddisfatto attraverso un prestito e, per i dipendenti del Ministero della salute, è possibile accedere a formule molto convenienti.
Per quanti dispongono di uno stipendio è infatti consentito ricorrere alla cessione del quinto, ma di cosa si tratta?

Cessione del quinto Ministero della Salute, un prestito proporzionato al reddito
Uno degli errori più comuni in cui può incorrere chi desidera un prestito, è la scelta di forme di accesso al credito poco sostenibili.
La voglia di restituire il denaro in fretta spinge qualche volta a preferire tempi di restituzione brevi che comportano però rate di restituzione troppo alte. La cessione del quinto è un tipo di prestito che prevede rate di rimborso sempre proporzionate al reddito personale e per questo sostenibili.
In particolare la rata non può superare il quinto del reddito da lavoro dipendente di chi richiede il prestito.

Chi può accedere alla cessione del quinto
Proprio perché la rata di rimborso è proporzionata al reddito da lavoro (o alla pensione) questo tipo di prestito è accessibile solo a chi dispone di una busta paga o di un cedolino pensionistico. Pertanto tutti i dipendenti del Ministero della Salute possono pensare di richiedere la cessione del quinto.

Come può essere speso il denaro
I soldi ottenuti in prestito possono essere spesi come si desidera
Tra le particolarità della cessione del quinto c’è la possibilità di avere il denaro senza motivare perche lo si desidera. Si tratta infatti di un prestito non finalizzato e di conseguenza non richiede che si presentino giustificazioni o documenti che attestino il modo in cui sono stati spesi i soldi.

Quali garanzie bisogna offrire per ottenere la cessione del quinto
Uno degli aspetti più interessanti è la possibilità di ottenere in prestito il denaro senza offrire garanzie. Basterà dimostrare che si è lavoratori dipendenti e la sola busta paga rappresenterà una garanzia di affidabilità anche per chi ...

venerdì, Ago 31, 2018 admin convenzioni cessione del quinto credem No comments

Che cos’è la cessione del quinto
La cessione del quinto è una tipologia di prestito personale che non necessita della garanzia di terzi oppure dell’accensione di un’ipoteca. Infatti si fa riferimento a quanto stabilito dall’ex DPR 180 del 5 maggio 1950. La restituzione del prestito viene assicurata vincolando un quinto del proprio stipendio oppure della propria pensione a favore dell’erogatore del credito, che può essere una finanziaria o una banca. Proprio per questo motivo si può parlare rispettivamente di cessione del quinto dello stipendio oppure di cessione del quinto della pensione. Di conseguenza il rimborso della rata avviene trattenendo direttamente la cifra prevista in busta paga oppure nel cedolino della pensione. Al tempo stesso è lo stesso datore di lavoro oppure l’ente che si occupa della somministrazione del trattamento pensionistico a trasferire automaticamente alla cessionaria del prestito la somma dovuta. Questa formula consente di avere vantaggi ulteriori come:
– flessibilità nella durata tra i 24 e i 120 mesi;
– non è necessaria la motivazione della richiesta del prestito;
– accessibile anche a chi ha problemi finanziari;
– possibilità di rinnovare i prestiti in corso;
– rata fissa per l’intera durata;
– nessuna spesa aggiuntiva.

La cessione del quinto per i dipendenti ministeriali
I dipendenti statali e dei ministeri che hanno sottoscritto una convenzione 2014 con l’INPS (ex INPDAP) possono accedere a condizioni di favore per quanto riguarda la cessione del quinto dello stipendio o della pensione. Tra gli enti ministeriali che hanno aderito all’accordo c’è anche il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. La Convenzione INPS consente ai soggetti che appartengono alle categorie indicate la possibilità di richiedere questo prestito personale applicando un TEG agevolato rispetto ai valori del mercato.

Si tratta di tassi concordati con l’INPS e che consentono ai dipendenti statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali oppure a...

venerdì, Ago 31, 2018 admin convenzioni cessione del quinto credem No comments

Se avete necessità di ottenere un finanziamento e siete dipendenti del Ministero della Difesa esiste una soluzione rapida e conveniente per soddisfare nel modo migliore la vostra esigenza: grazie alla convenzione Inps (ex Inpdap) potete fare richiesta di Cessione del quinto dello stipendio, una tipologia di prestito personale ormai molto diffusa.

In che cosa consiste esattamente la cessione del quinto (CQS)? Si tratta di una forma di prestito che consente ai lavoratori del settore pubblico (nel caso specifico ai dipendenti del Ministero della Difesa) di cedere ad un soggetto terzo la titolarità di un proprio credito.
Viene disciplinata ai sensi del DPR numero 180 del 5 Maggio 1950 e consente al lavoratore (denominato “cedente”) di vincolare una parte del proprio stipendio a favore di una società finanziaria (denominata “cessionaria”) grazie ad una trattenuta mensile effettuata direttamente sulla busta paga. Questa soluzione è denominata cessione del quinto perché la cifra massima “cedibile” mensilmente non può superare un quinto del proprio stipendio. I vantaggi della CQS sono evidenti per entrambe le parti: il dipendente ottiene in modo agevole e veloce la cifra richiesta in prestito; la società finanziaria è pienamente garantita, sapendo di poter recuperare capitale ed interessi ogni mese direttamente sulla busta paga del dipendente pubblico.

I lavoratori del Ministero della Difesa hanno altri vantaggi nel richiedere la cessione del quinto: possono chiedere un prestito per qualsiasi motivo (anche per estinguere altri debiti) e non sono tenuti a fornire una specifica motivazione al momento della richiesta. Il vantaggio principale, infatti, sta nel fatto che è sempre il datore di lavoro (in questo caso il Ministero della Difesa) a garantire all’istituto erogante la restituzione del prestito, grazie alla trattenuta effettuata sul salario del dipendente. La CQS può essere richiesta per un minimo di 24 mesi ed un massimo di 120: prevede una rata costante per tutto i...

venerdì, Ago 31, 2018 admin convenzioni cessione del quinto credem No comments

La cessione del quinto è una forma di finanziamento che nasce proprio con lo scopo di aiutare i dipendenti statali che hanno bisogno di liquidità, basti pensare che fino a qualche decennio fa solo a questa categoria di lavoratori era concesso il prestito INPDAP.
Successivamente questo tipo di prestito è stato esteso a tutte le categorie di dipendenti con un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, per poi includere anche i pensionati.

Cos’è la cessione del quinto?

La cessione del quinto è un finanziamento in cui non sono necessarie garanzie, dal momento che è lo stipendio a svolgere il ruolo di garante per il rimborso del prestito.
Nel caso dei dipendenti statali è l’ente pubblico (datore di lavoro) che offre la garanzia necessaria all’istituto di credito per erogare la somma richiesta.
Rientrano nella categoria di dipendenti pubblici o statali anche i lavoratori che sono occupati all’interno del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti-Capitaneria di Porto.

I dipendenti pubblici e ministeriali sono ad oggi i lavoratori che più di tutti si rivolgono agli istituti di credito chiedendo finanziamenti con la formula della cessione del quinto, anche perché a loro sono riservate le migliori condizioni dal momento che il lavoro del dipendente pubblico offre, senza dubbio, una maggiore sicurezza dal momento che difficilmente sono previsti licenziamenti o vengono messi in cassa integrazione, a differenza dei dipendenti che operano nel settore privato.

I vantaggi per i dipendenti ministeriali

Perciò se sei un dipendente che lavora all’interno del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sappi che questa forma di finanziamento, che prevede la restituzione del prestito con una rata mensile che ammonta ad un quinto dello stipendio, è una delle più vantaggiose per te, infatti:

  • il tasso d’interesse applicato è sempre mediamente inferiore rispetto a qualsiasi altro tasso praticato per altre forme di finanziamento;
  • il prestito può avere una durata massi...
venerdì, Ago 31, 2018 admin convenzioni cessione del quinto credem No comments

La cessione del quinto Ministero per i beni e le attività culturali

La cessione del quinto è una forma di finanziamento che prevede la restituzione della somma di denaro ottenuta in prestito, tramite il versamento di una rata mensile che ammonta ad un quinto dello stipendio.

Questo tipo di prestito è concesso ai lavoratori stipendiati e ai pensionati, non possono accedervi i lavoratori autonomi.

Anche i dipendenti statali possono accendere un finanziamento con la tecnica della cessione del quinto. Appartengono a questa categoria anche i dipendenti che lavorano per il Ministero per i beni e le attività culturali.

I vantaggi di un prestito ottenuto con la cessione del quinto

Se anche tu sei un lavoratore alle dipendenze del Ministero per i beni e le attività culturali sappi che, grazie alla tutela offerta dalle polizze assicurative puoi chiedere in prestito, con il metodo della cessione del quinto, cifre piuttosto alte.

La tua richiesta di finanziamento non deve essere giustificata in alcun modo, perché non ti verrà mai chiesto il motivo per cui hai bisogno della somma di denaro.

Inoltre, ti è concessa l’opportunità di decidere la durata del prestito (massimo 120 mesi) e anche se sei stato in passato un protestato puoi chiedere ed ottenere lo stesso un finanziamento, con la cessione del quinto.

Le rate del rimborso vengono trattenute direttamente in busta paga e non ti viene chiesto nessuna forma di garanzia per il tuo prestito.

Questo perché a fungere da garante è proprio il tuo stipendio, oltre ovviamente alle polizze assicurative di cui abbiamo parlato prima.

Il finanziamento può essere estinto anche prima della scadenza, qualora dovessi avere a disposizione la cifra di denaro utile a saldare il debito.

Chiedere non costa nulla

Questi vantaggi sono rivolti a tutti i dipendenti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che operano sul territorio nazionale.

Chiedere informazioni o farsi fare un preventivo non comporta nessun obbligo ed è totalmente gratuito...

venerdì, Ago 31, 2018 admin convenzioni cessione del quinto credem No comments

La cessione del quinto carabinieri è un prodotto creditizio rivolto esclusivamente a quanti prestano servizio nelle fila della gloriosa Benemerita. Una tipologia di prestito agevolato che viene concesso senza la necessità di soddisfare particolari garanzie finanziarie se non semplicemente quella di dimostrare di essere un dipendente statale dell’arma dei carabinieri. Una forma di finanziamento particolarmente conveniente per le sue caratteristiche a partire dalla velocità con cui si può accedere ad una cospicua somma di denaro da utilizzare per qualsiasi genere di necessità. Infatti, la cessione del quinto a differenza dei prestiti finalizzati non viene concesso in funzione di un determinato acquisto o progetto come potrebbe essere l’acquisto di una casa piuttosto che una stupenda cucina componibile dei migliori brand presenti sul mercato, bensì lascia completa libertà di spesa al carabiniere beneficiario.

Ad aumentare i vantaggi a cui consente di accedere questa particolare forma di prestito personalizzato, c’è la convenzione che lo stato ha sottoscritto per effetto della quale è possibile ottenere condizioni particolari anche per quanto concerne il tasso di interesse applicato e tanti piccoli plus che potrebbero rivelarsi quanto mai utili.

A proposito di condizioni, la cessione del quinto carabinieri presenta comunque le caratteristiche in linea con la classica cessione del quinto accessibile da dipendenti con contratto a tempo indeterminato o pensionati, ed in particolare l’importo e la durata del periodo di ammortamento vengono calcolati in funzione dell’entità dello stipendio mensile. Entrando maggiormente nel merito, è previsto che la rata del rimborso possa essere al massimo pari al 20% dello stipendio per cui, a titolo di esempio, se un carabiniere percepisce 1.500 euro al mese la rata del rimborso potrà essere al massimo pari a 300 euro.

Se siete in possesso di tutte le prerogative e volete accedere a questa particolare forma di prestito per carabinieri ...

venerdì, Ago 31, 2018 admin convenzioni cessione del quinto credem No comments

I dipendenti pubblici del Ministero della Giustizia ossia quelli appartenenti al corpo di polizia penitenziaria, tribunali e procure possono accedere al credito, per far fronte a eventuali spese improvvise e impreviste oppure semplicemente per avere l’opportunità di spalmare su diversi anni l’esborso di una somma di denaro considerevole, attraverso la cessione del quinto.
La cessione del quinto è una particolare forma di prestito che prevede per il richiedente tutta una serie di vantaggi:
– facilità nel versamento delle rate mensili. Le rate mensili del prestito vengono automaticamente trattenute dallo stipendio senza che il richiedente debba fare nulla. Ciò permette di ovviare a possibili problemi derivanti da dimenticanza e sopratutto alle lunghe file in banca o alle poste. Inoltre, occorre ricordare che le rate del prestito sono costanti e l’ammontare della rata non può superare il 20% del valore netto dello stipendio;
nessun garante. La cessione del quinto è una delle poche forme di finanziamento che non prevede la presenza di un garante, è sufficiente la singola firma del richiedente in quanto in questo caso la garanzia è data dallo stesso stipendio sul quale viene trattenuta la rata mensile;
nessuna spiegazione sul modo in cui verrà utilizzato il denaro dato in prestito. La cessione del quinto rientra tra i prestiti non finalizzati per cui il richiedente, nel momento in cui richiede il prestito, non deve indicare i motivi per i quali il prestito viene richiesto essendo libero di spendere il denaro ottenuto con il finanziamento come meglio crede;
– può essere erogato a chiunque. Spesso coloro che hanno ritardato o omesso di versare una o più rate di un precedente prestito vengono iscritti al Crif (Centrale di Rischio Finanziario) come protestati o cattivi pagatori e difficilmente hanno l’opportunità di accedere nuovamente a forme di finanziamento. La cessione del quinto, in questo caso, è l’unica possibilità che viene riconosciuta a tali soggetti.
Occorr...

venerdì, Ago 31, 2018 admin convenzioni cessione del quinto credem No comments

Cessione del quinto, il prestito perfetto per chi lavora per la Guardia Di Finanzia
Orientarsi nel mondo dei prestiti può essere molto complesso.
Sempre più spesso si trovano articolate proposte di finanziamento le cui condizioni si rivelano, con un occhio più attento, poco convenienti.
La cessione del quinto presenta una serie di vantaggi e, dai dipendenti della Guardia di Finanza, può essere richiesto a condizioni particolarmente vantaggiose.
Ma di cosa si tratta e perché la cessione del quinto risulta un prestito comodo e conveniente?

Nessuna spiegazione in merito ai motivi per cui si richiede un prestito
Molti finanziamenti sono finalizzati, vale a dire che vengono erogati soltanto se si vuole sostenere una specifica spesa. Un esempio noto a tutti può essere il finanziamento auto o il mutuo per la casa.
In questi casi è necessario l’acquisto rispettivamente dell’auto o dell’appartamento, altrimenti non si otterrà credito.
Con la cessione del quinto si potrà semplicemente richiedere una somma e se ne potrà disporre nel modo in cui si preferisce senza dover fornire alcuna giustificazione.

Rate costanti e proporzionate al reddito
La cessione del quinto è un prestito che viene erogato soltanto ai lavoratori dipendenti e ai pensionati e la sua principale caratteristica, come suggerito dal suo nome, è quella di prevedere una rata di rimborso il cui ammontare non può superare il quinto dello stipendio o della pensione.
Questo vuol dire, ad esempio, che per una persona con un reddito da lavoro dipendente di 2500€ la rata mensile potrà essere, al massimo, di 500€.
Il tasso a cui è erogato il prestito è fisso per cui la rata sarà costante nel tempo e non ci saranno sorprese legate alla variabilità dei mercati finanziari.

La cessione del quinto, un diritto del lavoratore
Il diritto di ottenere denaro in prestito attraverso la cessione del quinto è regolato dal DPR nr. 180 del 5 gennaio 1950. Chi richiede denaro non dovrà personalmente versare le rate perché esse saranno...